Si può costruire un buon futuro per i territori montani? Quali opportunità cogliere, e quali criticità evitare? Ne parliamo domani a Teglio!

Domani (o oggi, dipende quando leggete) 21 marzo alle 14.30 sarò a Teglio, in Valtellina, nel meraviglioso contesto di Palazzo Besta, per partecipare all’incontro I territori alpini, tra grandi trasformazioni e incerte prospettive e dialogare al riguardo con Anna Maria Giorgi, direttrice del Polo UNIMONT/Università della Montagna di Edolo, sede d’eccellenza dell’Università degli Studi di Milano specializzato nella formazione, ricerca e valorizzazione dei territori montani. L’incontro sarà moderato da Silvia Biagi, direttrice di Palazzo Besta.

Parleremo e rifletteremo sulle sfide e le prospettive per i territori e le comunità alpine di fronte alle grandi trasformazioni legate al cambiamento climatico, alla ricerca di nuovi paradigmi di sviluppo e nuove forme di turismo: argomenti tanto importanti per le montagne quanto ancora poco approfonditi eppure ormai imprescindibili, posta la realtà in divenire che pone le comunità residenti nei territori montani di fronte a scelte ormai inevitabili e alle conseguenti decisioni da prendere per il proprio futuro, prossimo e più lontano. Quali adattamenti e quali resilienze attuare in forza delle trasformazioni in corso? Come conciliare economia e ecologia, entrambi elementi necessari e essenziali per le terre alte? Quali forme di turismo possono essere contemplate e quali invece è giunta l’ora di abbandonare? Di che futuro hanno bisogno le nostre montagne per poter continuare a vivere e, magari, diventare quei laboratori di innovazione sociale speso invocati ma ancora molto poco considerati?

A queste domande, e a molte altre, cercheremo di fornire delle valide risposte sulla base di argomentazioni concrete e articolate: sono veramente felice e onorato di poterlo fare con una figura di assoluto prestigio e dalle competenze impareggiabili come Anna Giorgi, e in un luogo come Palazzo Besta di Teglio, località che, proprio grazie a un articolato progetto – denominato “Prato Valentino 2050 – supportato tra gli altri dall’UNIMONT di Edolo sta cercando di ripensare il proprio futuro turistico post-sciistico e, di conseguenza, socioeconomico, ottenendo già ora un successo e un gradimento notevoli nell’ottica del turismo sostenibile e, come detto, della elaborazione di una frequentazione del proprio territorio più consona alla realtà in divenire, ai cambiamenti socioculturali in atto nonché ai bisogni e alle prospettive della comunità locale.

Dunque, se siete di/in zona e potete partecipare, speso proprio di potervi incontrare e costruire con voi una bella chiacchierata sul presente e il futuro delle nostre montagne, e ringrazio di cuore Silvia Anna Biagi, direttrice di Palazzo Besta, per l’invito a partecipare all’incontro.

Di quale turismo hanno bisogno le montagne, e di quale no? Ne parliamo domani sera ad Almenno San Bartolomeo

Vi ricordo l’appuntamento di domani sera, venerdì 20 marzo, ad Almenno San Bartolomeo (Bergamo), presso la Sala Convegni dell’Antenna Europea del Romanico nei pressi della nota Rotonda di San Tomè, dove ospite del primo dei cinque incontri della Rassegna “Sistemi sociali antagonisti o solidali” promossa dal Centro Studi Valle Imagna in collaborazione con Molte fedi sotto lo stesso cielo, Noesis, Associazione Dorainpoi e la Bibliosteria di Cà Berizzi. Una rassegna che vuole approfondire e riflettere sulle trasformazioni più significative della società contemporanea — tra conflitti globali, mutamenti delle democrazie, nuove forme di individualismo e futuro delle comunità.

Parlerò di “Montagne di Turismi” ovvero dei territori montani sottoposti ai flussi turistici contemporanei spesso ingenti e sovente poco o nulla gestiti, tra opportunità preziose, equilibri necessari e rischi potenziali per le comunità residenti. Temi sulla cui evoluzione si fonda molto del futuro prossimo delle nostre montagne, per i quali il turismo è senza alcun dubbio una delle economie più importanti e potenzialmente vantaggiose ma solo se resa organica a ogni altra attiva negli ambiti locali e i suoi aspetti economici non prevaricano quelli ecologici, non solo dal punto di vista ambientale ma, soprattutto, da quelli sociali e culturali.

Sono temi che, inutile rimarcarlo, coinvolgono un po’ tutti: residenti, villeggianti, turisti, operatori economici, appassionati di montagna, società civile. Per ciò mi auguro possiate e vogliate partecipare all’incontro (l’ingresso è libero), e così contribuire alla discussione e al dibattito che ne scaturirà. A domani sera!

Per saperne di più sull’incontro cliccate qui; ringrazio di cuore Andrea Taietti e “L’Eco di Bergamo” per l’ottimo articolo dedicato all’appuntamento e alla rassegna.

I territori alpini in trasformazione tra speranze e incertezze: ne parliamo sabato prossimo 21 marzo a Palazzo Besta di Teglio

Sabato 21 marzo alle 14.30 sarò a Teglio, in Valtellina, nel meraviglioso contesto di Palazzo Besta, per partecipare all’incontro I territori alpini, tra grandi trasformazioni e incerte prospettive e dialogare al riguardo con Anna Maria Giorgi, direttrice del Polo UNIMONT/Università della Montagna di Edolo, sede d’eccellenza dell’Università degli Studi di Milano specializzato nella formazione, ricerca e valorizzazione dei territori montani.

Parleremo e rifletteremo sulle sfide e le prospettive per i territori e le comunità alpine di fronte alle grandi trasformazioni legate al cambiamento climatico, alla ricerca di nuovi paradigmi di sviluppo e nuove forme di turismo: argomenti tanto importanti per le montagne quanto ancora poco approfonditi eppure ormai imprescindibili, posta la realtà in divenire che pone le comunità residenti nei territori montani di fronte a scelte ormai inevitabili e alle conseguenti decisioni da prendere per il proprio futuro, prossimo e più lontano. Quali adattamenti e quali resilienze attuare in forza delle trasformazioni in corso? Come conciliare economia e ecologia, entrambi elementi necessari e essenziali per le terre alte? Quali forme di turismo possono essere contemplate e quali invece è giunta l’ora di abbandonare? Di che futuro hanno bisogno le nostre montagne per poter continuare a vivere e, magari, diventare quei laboratori di innovazione sociale speso invocati ma ancora molto poco considerati?

A queste domande, e a molte altre, cercheremo di fornire delle valide risposte sulla base di argomentazioni concrete e articolate: sono veramente felice e onorato di poterlo fare con una figura di assoluto prestigio e dalle competenze impareggiabili come Anna Giorgi, e in un luogo come Palazzo Besta di Teglio, località che, proprio grazie a un articolato progetto – denominato “Prato Valentino 2050 – supportato tra gli altri dall’UNIMONT di Edolo sta cercando di ripensare il proprio futuro turistico post-sciistico e, di conseguenza, socioeconomico, ottenendo già ora un successo e un gradimento notevoli nell’ottica del turismo sostenibile e, come detto, della elaborazione di una frequentazione del proprio territorio più consona alla realtà in divenire, ai cambiamenti socioculturali in atto nonché ai bisogni e alle prospettive della comunità locale.

Dunque, se siete di/in zona e potete partecipare, speso proprio di potervi incontrare e costruire con voi una bella chiacchierata sul presente e il futuro delle nostre montagne, e ringrazio di cuore Silvia Anna Biagi, direttrice di Palazzo Besta, per l’invito a partecipare all’incontro.

Il bias cognitivo che intrappola il futuro di certe montagne

La tendenza ad assecondare le gratificazioni a breve termine, funzionale ai nostri antenati che vivevano in un ambiente incerto e con risorse limitate, si è oggi trasformata in una vera e propria trappola mentale. L’eccessiva focalizzazione sul presente – nota come present bias – mina alla base la capacità di affrontare in maniera efficace sfide che necessitano di una visione a lungo termine, portandoci a trascurare o sottovalutare sistematicamente le conseguenze future dei nostri comportamenti. […] L’attuale modello di sviluppo ci intrappola nel presente, ignorando i costi a lungo termine. Se non cambiamo il nostro rapporto con il pianeta, la crisi climatica diventerà il sintomo collettivo dello stesso squilibrio generato dalla dipendenza: una corsa senza freni verso il consumo immediato, a discapito di un benessere sostenibile. La crisi climatica è la nostra crisi di astinenza in un sistema economico drogato di crescita.

[Matteo MotterliniScongeliamo i cervelli, non i ghiacciai (Solferino, 2025, pagg.22-32.]

Non trovate che questi passaggi dell’imprescindibile libro di Motterlini – uno dei più importanti filosofi della scienza italiani – nei quali viene spiegata in poche e efficaci parole una distorsione cognitiva (bias, appunto) delle più diffuse, oggi, descrivano perfettamente anche la realtà delle località montane che ancora perseverano nella riproposizione costante di modelli turistici obsoleti (quelli ostinatamente fordisti dello sci, in primis, ma non solo) nonché destinati inevitabilmente ad una prossima fine in forza della loro insostenibilità, rifiutando ostinatamente qualsiasi riflessione, discussione, ripensamento verso il futuro, quasi fossero incapaci di elaborare e comprendere qualsiasi realtà che non sia quella del loro presente? Come se chi le governa fosse chiuso in una scatola dalle pareti fatte di specchi, che riflette costantemente ciò che si trova all’interno e non fa percepire nulla di ciò che sta al di fuori, così generando una crescente alienazione dalla realtà effettiva delle cose sottovalutando qualsiasi elemento esterno in quanto ritenuto non funzionale alla propria “realtà” artefatta e, ovviamente, agli interessi che vi sottostanno.

È veramente una trappola mentale, come afferma Motterlini, nella quale alcuni non ci finiscono per una colpa, ma per la quale diventa una colpa il fatto di non volerci sfuggire quando lo si potrebbe fare e sarebbe del tutto irrazionale non farlo, rifiutando di considerare le conseguenze di tale comportamento. Che però in molti casi coinvolgeranno tutti, non solo gli “intrappolati”.

Il turismo sulle montagne: un elemento solidale ai territori o antagonista ad essi? Ne parliamo venerdì 20 ad Almenno San Bartolomeo in “Montagne di turismi”

Venerdì 20 marzo prossimo sarò ad Almenno San Bartolomeo (Bergamo), presso la Sala Convegni dell’Antenna Europea del Romanico nei pressi della nota Rotonda di San Tomè, ospite del primo dei cinque incontri della Rassegna “Sistemi sociali antagonisti o solidali” promossa dal Centro Studi Valle Imagna in collaborazione con Molte fedi sotto lo stesso cielo, Noesis, Associazione Dorainpoi e la Bibliosteria di Cà Berizzi. Una rassegna che vuole approfondire e riflettere sulle trasformazioni più significative della società contemporanea — tra conflitti globali, mutamenti delle democrazie, nuove forme di individualismo e futuro delle comunità.

Il mio incontro si intitola “Montagne di turismi. I territori montani sottoposti ai flussi turistici tra opportunità preziose, equilibri necessari e rischi potenziali per le comunità residenti” e, come già chiarisce bene il titolo, vuole indagare i fenomeni turistici contemporanei nei territori montani proprio prendendo spunto dal titolo della rassegna e cercando di capire se il turismo, che è anche un «sistema sociale» e dei più potenti e influenti, per come si manifesta oggi si debba considerare solidale o antagonista nei confronti dei territori che coinvolge e, soprattutto, delle comunità che li abitano. Per ragionare sui fatti concreti e dare sostanza alle riflessioni presenterò i dati più recenti sui flussi turistici in provincia di Bergamo e poi, nello specifico, in Valle Imagna, territorio per molti versi emblematico rispetto alla geografia montana lombarda e al tema del turismo nelle terre alte, in modo da capire concretamente quale turismo frequenta le nostre montagne.

Sulla scia di questi dati, verrà analizzata la natura multiforme del turismo odierno, delle sue principali fenomenologie (che non di rado appaiono vicendevolmente antagoniste), e di come si debba parlare di “turismi”, al plurale, per evitare di generalizzare troppo la realtà sottovalutandone il portato concreto e, di contro, per focalizzarne le specificità proprio rispetto ai territori che ne vengono coinvolti.

Infine, riportando e rifocalizzando il discorso sul più peculiare ambito montano, si rifletterà su quali forme di frequentazione turistica risultano ad oggi più consone ai nostri ambiti e su quali siano gli strumenti principali per la loro miglior gestione, così anche da elaborare una risposta più compiuta, in conclusione dell’incontro, alla domanda iniziale sulla natura “antagonista” o “solidale” del turismo come sistema sociale nei contesti nostri locali.

Sono temi sulla cui evoluzione, come capirete bene, si fonda molto del futuro prossimo dei nostri territori montani, per i quali il turismo è senza alcun dubbio una delle economie più importanti e potenzialmente vantaggiose ma solo se resa organica a ogni altra attiva negli ambiti locali e i suoi aspetti economici non prevaricano quelli ecologici, non solo dal punto di vista ambientale ma, soprattutto, da quelli sociali e culturali direttamente afferenti alle specificità dei territori coinvolti e alla imprescindibile centralità delle comunità residenti. Temi, dunque, che toccano chiunque abiti in montagna, la frequenti e sia sensibile alla sua realtà: per questo mi auguro possiate e vogliate partecipare all’incontro, e contribuire alla discussione e al dibattito che ne scaturirà.

Come accennato, “Sistemi sociali antagonisti o solidali” è una rassegna di incontri per approfondire alcune delle questioni sociali dirompenti del nostro tempo e delle società attuali, nelle quali imperversano i conflitti a tutti i livelli, le culture forti hanno il sopravvento e schiacciano quelle deboli, i rapporti di forza vincono sul diritto, le comunità territoriali faticano a stare al passo dei cambiamenti sociali e le tensioni o fughe individuali hanno il sopravvento sulla dimensione collettiva, che fino a tutta la seconda metà del Novecento ha caratterizzato le politiche sociali.

Si tratta di fenomeni sociali che caratterizzano la contemporaneità e introducono vistosi elementi di cambiamento mai visti nè ipotizzati finora, tanto sono d’impatto e dirompenti sulla vita quotidiana, poiché mettono in discussione valori e principi che ritenevamo acquisiti e consolidati: dalla pace alla guerra, dalle democrazie alle autocrazie, dal pensiero orientato alla costruzione di sistemi collettivi e pubblici a quello diretto invece verso approdi individuali e di natura privatistica.

I cinque incontri, a ingresso libero, si terranno in altrettanti distinti luoghi in Valle Imagna, che sono stati messi a disposizione dal Comune di Almenno San Bartolomeo, dalle parrocchie di Selino Basso, Berbenno, Costa Valle lmagna e dalla Bibliosteria di Cà Berizzi.