Dopo un lungo periodo di scioperi e di conseguenti disservizi, disagi, ritardi, soppressioni di convogli, oggi i treni hanno viaggiato in perfetto orario. Incredibile!
E ciò nonostante fosse in programma pure oggi un nuovo sciopero: dovendo astenersi dall’attività quotidiana maggiormente praticata sul posto di lavoro, con ammirevole coerenza il personale ha pensato bene di organizzare uno sciopero dallo sciopero.
Una protesta assai efficace, leggo sui giornali, visto che le Ferrovie hanno subito vivacemente reclamato, sostenendo che era da almeno 30 anni che i treni non viaggiavano più in orario e ciò ha dunque rappresentato un grave sovversione dello status quo aziendale. Il personale tuttavia ha prontamente ribattuto, dichiarando che quale ulteriore evoluzione della protesta potrebbe pure arrivare a pulire di fino i treni, eventualità che causerebbe un notevole danno economico all’azienda ferroviaria a causa della spesa necessaria all’acquisto di detergenti e spazzoloni.
La vertenza continua e, per tentare una mediazione, è stato convocato un incontro tra i sindacati e i vertici aziendali presso la sede delle Ferrovie alle 9 di domattina, incontro che dunque comincerà non prima delle 11. All’incontro, per sicurezza, i partecipanti giungeranno con mezzi propri.
Dal canto loro, anche alcuni pendolari hanno protestato a fronte di quanto accaduto: da almeno 30 anni non arrivavano più così puntuali sul posto di lavoro e ciò ha provocato loro disagi di natura morale e psicologica, non sapendo come impiegare così tanto tempo con l’attività lavorativa e accusando fenomeni di spaesamento o di alienazione professionale.
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Sciopero! – No!
Seguendo l’esempio del tutto condivisibile di certe categorie di lavoratori, anch’io ho deciso di proclamare per domani uno sciopero nei confronti di me stesso, per protestare contro i regimi di lavoro estremamente pesanti ai quali mi sottopongo: la manifestazione di protesta prevede un corteo che partirà dall’ingresso principale del mio studio e si concluderà nei pressi della porta sul retro, ove lo scrivente terrà il proprio discorso.
Nel contempo, in relazione allo sciopero appena citato, ho deciso di precettarmi al fine di garantirmi i servizi essenziali derivanti dalla mia attività professionale e, di conseguenza, di negarmi l’autorizzazione alla manifestazione di protesta e al corteo indetti, anche per ragioni di ordine privato. Il momento dedicato al discorso di rito sarà tutt’al più sostituito da una pausa caffè di maggior durata. In caso di inosservanza di tale precettazione, sarà autodisposta la pena della visione di talk show televisivi pomeridiani per tre ore.
Se dio non c’è, l’ironia ci salverà (Bohumil Hrabal dixit)
L’ironia come abolizione di una soggettività che è giunta fino in fondo è la più alta libertà possibile nel mondo senza dio.
(Bohumil Hrabal intervistato da Sergio Corduas, in appendice a Treni strettamente sorvegliati, Edizioni E/O, Roma, ed.2003, traduzione di Sergio Corduas.)
Ho scritto “salverà” – salvezza, sì, mentre Hrabal parla di libertà. Ma cos’era, la libertà, per un grande scrittore e intellettuale che nella natia Cecoslovacchia venne sottoposto a censura totale e i cui libri vennero sovente mandati al macero?
Una bottiglia di rum e due pacchetti di tabacco al giorno (Bohumil Hrabal dixit)
Il mio bisnonno era nato nel milleottocentotrenta e nel milleottocentoquarantotto era tamburino militare e come tale combatté sul Ponte Carlo, dove gli studenti gettavano sui soldati le pietre del selciato e presero il nonno al ginocchio e lo storpiarono fino alla morte. Da allora, prendeva un rendita, un fiorino al giorno, col quale acquistava ogni giorno una bottiglia di rum e due pacchetti di tabacco, e invece di starsene seduto a casa a fumare e bere arrancava per le strade e per i sentieri dei campi, di preferenza però dove la gente stava faticando, e lì si faceva beffe di quegli operai e beveva quel rum e fumava quel tabacco, e così ogni anno al bisnonno Lukáš gliene davano tante che il nonno lo riportava a casa sulla carriola.
(Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati, Edizioni E/O, Roma, 1982/2014, traduzione di Sergio Corduas, pagg.9-10.)
Cliccate sull’immagine qui sopra per leggere la personale recensione di Treni strettamente sorvegliati… e non bevete né fumate troppo eh!
INTERVALLO – Alnwick (Gran Bretagna), Barter Bookshop
Bisogna ammettere che di luoghi a dir poco affascinanti, tra le librerie, ve ne sono a bizzeffe in giro per il mondo… e non solo per la presenza dei libri!
Ad esempio, in una vecchia stazione ferroviaria inglese di fine Ottocento – ad Alnwick, nel Northumberland – dal 1991 è aperta Barter Books, una delle più grandi librerie europee di volumi di seconda mano. Considerata una vera e propria attrazione turistica, è visitata da almeno 200.000 persone all’anno ed è diventata peraltro la fonte di una delle icone del web più note in circolazione: il celebre manifesto con scritto KEEP CALM AND CARRY ON oggi utilizzato in infinite varianti, e che in origine era un poster risalente al periodo della Seconda Guerra Mondiale ritrovato in una scatola di vecchi libri consegnata alla libreria.