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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Venerdì 7 agosto a Valcava (Bergamo): lo sci d’antan, la celeberrima funivia, la “montagna dei milanesi”. Clic.
  • Sabato 8 agosto sulla Costa del Palio (Bergamo): storie e geografie del Palio, luogo affascinante e emblematico. Clic.
  • Venerdì 4 settembre a Oliveto Lario (Lecco): la DOL dei Tre Signori o Dorsale Orobica Lecchese, tra i più bei trekking lombardi.
  • Sabato 5 settembre a Chiesa Valmalenco (Sondrio): “Valmaleggo” e Alt[R]o Festival insieme, e un libro notevolissimo.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

LA FALSA SOSTENIBILITÀ DEI BACINI PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE

La chiamano “sostenibilità”, ma spesso è soltanto il nuovo volto dell’espansione dell’industria dello sci. I bacini artificiali in quota, presentati come opere multifunzionali e necessarie alla montagna, sono in realtà parte di un modello che continua a consumare suolo, acqua e paesaggio per sostenere un’economia privata con ingenti risorse pubbliche. Luigi Casanova, sul sito web di Mountain Wilderness Italia, denuncia la mistificazione di una narrazione che spaccia per interesse collettivo ciò che serve soprattutto a mantenere in vita un modello turistico sempre più fragile e invasivo. E mentre la parola “sostenibilità” viene usata come una foglia di fico, scompare dal dibattito la cultura della conservazione, il rispetto dei limiti e la necessità di tutelare davvero gli equilibri della montagna.


TRAIL RUNNING SULLE ALPI: QUAL È IL LIMITE SOSTENIBILE PER LA NATURA?

Intorno al Monte Bianco, alla Zugspitze, al Grossglockner o attraverso le Dolomiti: gli eventi di trail running sono in grande espansione in tutto l’arco alpino. Solo l’Ultra Trail Mont Blanc (UTMB), vede quest’anno la partecipazione di 10.000 concorrenti in diverse gare e categorie. Per la Natura e la popolazione locale, tuttavia, la crescente popolarità di queste manifestazioni può anche diventare un problema. Lo sostiene proprio una trail runner, Laura Moro, ricercatrice, neoeletta vicepresidente di Mountain Wilderness International: tra i principali impatti ambientali figurano le emissioni di CO₂ dovute agli spostamenti dei partecipanti, l’erosione del suolo su sentieri molto frequentati e il disturbo alla fauna selvatica, in particolare durante le gare notturne. Insomma: qual è il limite di carico sostenibile per l’ambiente naturale montano?


CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BRUNICO (MA È L’HOTEL DEL SINDACO!)

L’Hotel Heinz di Plan De Corones, fino a oggi con 70 posti letto, li raddoppierà a 140 trasformandosi in una vera e propria cittadella turistica di quattro piani fuori terra e tre interrati con area wellness, piscine, negozi, bar, ristoranti, pub con 700 posti a sedere. La costruzione prevede l’abbattimento di decine di alberi, la trasformazione di circa 1.330 metri quadrati di bosco e un fabbisogno stimato in circa 60 mila litri di acqua potabile al giorno. Tutto quanto senza “VIA”, la Valutazione d’Impatto Ambientale. Come può essere possibile? Be’, semplice: il comproprietario dell’Hotel è Bruno Wolf, il sindaco di Brunico, che fino a oggi ha scaltramente saputo evitare i conflitti d’interesse in gioco. Ma, grazie all’intervento di un combattivo avvocato, ora sul progetto e sui tanti ricorsi si dovrà pronunciare inevitabilmente il TAR.


L’ALLENZA STRATEGICA TRA SVIZZERA E ITALIA CHE ATTRAVERSA LE ALPI

Quando si parla di rapporti tra Italia e Svizzera, il dibattito si concentra spesso su frontalieri, fiscalità o trasporti e a volte su antagonismi nazionali(stici) più o meno polemici. Meno visibile, ma altrettanto strategico, è il legame energetico tra i due Paesi: un’alleanza silenziosa, fatta di cavi ad alta tensione, accordi di solidarietà, scambi quotidiani di grandi quantità di elettricità che hanno le Alpi come contesto emblematico e ambientalmente problematico. È un’alleanza vitale per entrambi i paesi: l’Italia è storicamente un grande paese consumatore e continua a dipendere significativamente dalle importazioni, in primis dalla Svizzera; di contro la Confederazione ha bisogno dell’energia italiana nei periodi di calo produttivo, soprattutto invernali.


SUL SOMMEILLER, A 3000 METRI, NEL TRAFFICO COME IN TANGENZIALE

Su “L’AltraMontagna” Vanda Bonardo, Presidente di Cipra Italia e responsabile di Legambiente Alpi, racconta la propria recente esperienza ciclistica lungo la strada del Colle del Sommeiller, una delle più alte d’Europa, invasa da mezzi motorizzati d’ogni sorta. «Una scena surreale e malinconica, un episodio emblematico, un caso reale che racconta il contrasto tra vecchi modelli di fruizione e il futuro delle Alpi che cambiano. Davvero immaginiamo che il futuro della montagna sia questo? Un luogo dove si sale per consumare un panorama che sta svanendo, contribuendo, metro dopo metro, alla sua scomparsa? La domanda non riguarda soltanto il traffico, le moto o i fuoristrada. Riguarda il nostro modo di stare nei luoghi».

Cerchi qualcosa?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: Topipittori

La “poesia geografica” delle montagne

P.S. – Pre Scriptum: l’articolo che potete leggere di seguito è stato pubblicato in origine nel blog di Topipittori ed è una presentazione a modo mio di Montagne, il volume edito qualche giorno fa dalla casa editrice milanese specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi  (clic), con le illustrazioni di Regina Gimenez del quale mi sono occupato della revisione scientifica e ho curato l’edizione italiana.
Il libro è bellissimo di suo, lo intuirete già dalle immagini qui presenti (e dal fatto che sia edito da Topipittori, una garanzia assoluta al riguardo) ma spero che anche quanto leggerete nella mia presentazione possa servire a convincervi del suo grande valore, che siate piccoli lettori oppure grandi.
Buona lettura!

La poesia geografica delle montagne

Qualche tempo fa ebbi l’occasione di conversare cordialmente con un abitante della Valchiavenna, ormai diversamente giovane per così dire, che mi raccontò della sua prima adolescenza – si parla degli anni appena precedenti la Seconda Guerra Mondiale – sui monti del versante della valle ai cui piedi era poi rimasto a vivere. Una zona nota per essere particolarmente labirintica con il suo accrocco di valloni, vallette, convalli, canali e canaloni, e nonostante ciò in passato antropizzata ovunque possibile per ragioni di sussistenza dai montanari locali, mentre oggi risulta ormai totalmente abbandonata.
Da adolescente, invece, per quell’uomo il suddetto labirinto montano rappresentava il parco giochi dietro casa nel quale vagabondare con gli amici una volta espletati gli impegni scolastici e domestici. I genitori lasciavano loro una relativa libertà, a due condizioni: la prima, tornare a casa all’ora stabilita senza far passare un minuto di più; la seconda, rispettare l’obbligo di descrivere per filo e per segno dove si era stati, fino a che punto ci si era spinti su per la montagna e attraverso quali sentieri. Questo obbligo non rappresentava solo una forma di controllo da parte dei genitori sugli spostamenti dei figli ma, soprattutto, era il modo con il quale quei ragazzini dovevano acquisire la competenza più approfondita possibile del territorio nel quale vivevano: ciò avrebbero garantito in primis la possibilità di non perdersi e tornare sempre a casa, e parimenti tutte quelle nozioni legate alle funzionalità pratiche del territorio utili, quando sarebbero diventati grandi, per ricavarne beni e funzionalità sussistenziali ai quei tempi ancora insostituibili per la vita quotidiana. Proprio per tale motivo conversai con l’uomo, che in forza di quelle sue esperienze adolescenziali era uno dei massimi conoscitori della geografia montana della zona.

Anni dopo sto vagando sulle montagne sopra casa e ad un tratto, scendendo sul sentiero che io sto risalendo, mi viene incontro un ragazzotto sui diciotto o vent’anni, in divisa tecnica da runner. «Scusi, dove porta questo sentiero?» mi chiede. Glielo spiego, resta dubbioso, aggiungo dettagli e poi, incuriosito, chiedo: «Ma, perdonami, tu da dove sei partito?» Il ragazzo così mi rivela di provenire dal paese in cui abita, poco oltre il crinale montuoso sul quale ci troviamo. Viveva a una manciata di chilometri, anzi, a qualche centinaia di metri dal colmo delle montagne che determinavano l’orizzonte più prossimo di casa sua e non sapeva cosa ci fosse oltre.

Quando Topipittori mi ha chiesto di curare la revisione scientifica e, di conseguenza, l’edizione italiana di Montagne, di Regina Giménez, la cui edizione originale catalana è pubblicata a Barcellona da Zahorí Books, al netto del grande onore per questa proposta e del piacere di potermi occupare di montagne in un modo diverso dal solito tanto quanto fondamentale, nella mia mente è nuovamente riemerso il ricordo di quei due fatti che vi ho appena descritto. Scrivo «nuovamente» perché sono testimonianze alle quali ripenso spesso ritenendole assolutamente emblematiche per l’attività di studio dei territori e dei paesaggi montani che pratico da molti anni. Posto che sia pressoché superfluo rimarcare quanto le montagne siano uno degli elementi che formano la geografia della nostra Terra tra i più affascinanti e apprezzati, e come l’idea comunemente diffusa di “paesaggio” sia in grande parte elaborata proprio attraverso la visione e la percezione dei territori montani, è interessante notare che gli immaginari che al riguardo ne derivano siano basati quasi del tutto sugli aspetti estetici del paesaggio alpestre. È comprensibile, visto che il concetto stesso di paesaggio nasce dai dipinti degli artisti fiamminghi del Quattrocento i quali per primi lo resero protagonista delle proprie opere e non più mero e lontano sfondo di variegati ritratti umani, e si rafforza con la visione romantica dei viaggiatori del Grand Tour che, da fine Settecento in poi, eleggono le montagne più di altri territori a espressione massima del “”bello” e del “sublime” (Kant docet, ovviamente). Gli aspetti geografici sono invece quasi sempre rimasti relegati all’aulico ambito scientifico oppure trasformati in un corpus di nozioni sintetiche noiosamente insegnate e imparate per decenni a scuola, spesso senza che vi fosse una autentica trasmissione di cultura geografica al riguardo. Una cultura che tuttavia è la base ineludibile per costruirci sopra ogni altra elaborazione intellettuale del paesaggio, il cui complesso determina lo spessore e la qualità della nostra relazione con il mondo che abitiamo. Ancor più se questo mondo è per innumerevoli aspetti speciale come quello delle montagne: evidenza alla quale, dalle nostre italiche parti, viene inevitabile contrapporre la recente eliminazione della materia geografica dai programmi didattici delle scuole, tanto scellerata (opinione personale ma del tutto rivendicata) quanto di contro esplicativa della considerazione ad essa riservata da chi gestisce l’istruzione scolastica.

Montagne è un volume che, con apparente semplicità ma al contempo con straordinaria intelligenza, riporta al centro di tutto la base culturale suddetta cioè la geografia delle montagne del mondo nella sua forma precipua e, per questo, fondamentale. Lo fa attraverso una narrazione grafica che, a sua volta e a modo proprio, ritorna all’origine artistica dell’idea di “paesaggio” ovviamente declinata in chiave contemporanea e ispirata, per come dichiara la stessa Regina Giménez nell’ultima pagina del volume, agli insegnamenti in tal senso del geniale Bruno Munari: giocare con l’arte per apprendere in modo creativo. Ma se il metodo di Munari, ripreso da Regina Giménez, ha come soggetti principali i bambini, il gioco in senso generale – e, passatemi il parolone, filosofico – è una pratica che non ha età, anzi, che proprio negli adulti può assumere caratteristiche che vanno oltre il mero aspetto ludico-ricreativo per diventare strumento potente come non mai atto ad alimentare la necessaria relazione culturale con il mondo nel quale viviamo – «Giocare è una cosa seria» sosteneva appunto Munari.

Forse, mi viene da pensare, la scarsa considerazione che oggi riserviamo alla geografia è provocata tra le altre cose proprio dal non saper più coltivare la pratica del gioco da parte degli adulti. Perché l’esplorazione del paesaggio è per molti versi un gioco: divertente, affascinante, intrigante sorprendente, emozionante. Scoprire cosa c’è oltre un passo montano quando finalmente si giunge sullo spartiacque, osservare il mondo come solo la vetta di una montagna può offrire (senza dover prendere un aereo), sbalordirsi di fronte a una spettacolare eruzione vulcanica o fantasticare su cosa ci sia nei più profondi abissi marini – che sono il fondo di vallate montane sommerse, tenetelo ben conto: le montagne sulla Terra sono anche dove raramente si pensa che ci siano, anzi, la gran parte di esse è invisibile proprio perché sottomarina. Ecco, sono tutti pratiche di un “gioco” quanto mai fondamentale, lo ribadisco, per poi acquisire seriamente conoscenza e cultura riguardo il nostro mondo, proprio come sosteneva Munari.

Sia chiaro: Montagne di Regina Giménez è un libro dedicato a un pubblico giovane, più o meno dell’età di quel tizio della Valchiavenna che da ragazzino vagava per le proprie montagne, “leggendone” il libro del loro paesaggio e acquisendone la relativa conoscenza. I bambini di oggi temo siano meno abituati a quelle formative esperienze in ambiente, per fortuna o purtroppo: ma trovo quanto mai straordinario che Montagne, con i suoi testi, le nozioni che presenta, con le illustrazioni, i colori e soprattutto con il modo nel quale questi elementi si legano e dialogano vicendevolmente, sappia a suo modo proporre un’esperienza cognitiva per certi versi assimilabile. Un piccolo/grande prodigio, a ben vedere, quanto mai prezioso. Noi adulti, sovente troppo analitici quando non immaginificamente sterili, i testi e le illustrazioni di Montagne le chiameremmo “infografiche”: ci può stare, ma allora possiamo dire che questo è un libro di infografica geopoetica. Perché la geografia è anche poesia – che è un’arte, come l’illustrazione – e persino dei dati numerici apparentemente “freddi”, se riferiti ai monti e ai loro sorprendenti paesaggi, diventano a modo loro poetici. Come dovremmo esserlo tutti noi, bambini e adulti, quando ci troviamo sulle montagne.

Scritto il 9 aprile 20248 aprile 2024Categorie (L.),Buoni consigli,Editoria,Eventi,Letteratura,Libri,Magazzino,Montagne,News,Opinioni,Scritture,Utensili culturaliTag Alpi,Ande,Anna Martinucci,Appennino,arte,articolo,Barcellona,biblioteca,blog,blog Topipittori,Bruno Munari,Carpazi,casa editrice,case dei topi,català,catalogo,catene montuose,disegni,editore,Giovanna Zoboli,grafica,Himalaya,illustrazione,illustrazioni,immagini,in tutte le librerie,infografica,kant,le case dei topi,libreria,librerie per ragazzi,libri,libri illustrati,libri per bambini,libri per ragazzi,Lisa Topi,Luca Rota,Milano,montagna,Montagne,Montagne Rocciose,montanas,monti,mountains,novità,nuovo libro,Pamir,Paolo Canton,Pirenei,post,presentazione,prossima uscita,Regina Gimenez,revisione scientifica,Topipittori,Urali,vulcani,youtube,Zahorì Books1 commento su La “poesia geografica” delle montagne

“Montagne” (Topipittori), in tutte le librerie

Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in un libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente e i fenomeni naturali della Terra. Grazie alle illustrazioni e alle chiarissime infografiche fatte di linee, forme e colori, questo libro ci porta a scoprire e a comprendere il mondo che abitiamo, a scoprire come si formano le montagne, studiare i fenomeni naturali memorizzando facilmente le informazioni e, ultimo ma non ultimo (anzi!), avere cura della nostra Terra.

È finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori – una delle più rinomate case editrici italiane di libri illustrati per bambini e ragazzi – con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.

Pubblicata in edizione originale da Zahorì Books a Barcellona, in lingua catalana, è un’opera bellissima e non lo dico affatto perché ci abbia lavorato sopra ma perché lo è veramente, e perché la sua bellezza grafica e artistica è al servizio della conoscenza delle montagne del nostro pianeta, che è qualcosa di sempre affascinante e emozionante. In perfetto stile Topipittori, è un libro per i lettori più giovani ma che piacerà moltissimo anche ai grandi, nel quale l’intreccio tra testo e illustrazione è quanto mai importante, come detto, per come rimanda agli insegnamenti in tal senso del geniale Bruno Munari: giocare con l’arte per apprendere in modo creativo. Una pratica che a ben vedere non ha età: anzi, che proprio negli adulti può assumere caratteristiche che vanno oltre il mero aspetto ludico-ricreativo per diventare strumento potente come non mai atto ad alimentare la necessaria relazione culturale con il mondo nel quale viviamo. «Giocare è una cosa seria» sosteneva appunto Munari, esattamente come lo è frequentare le montagne, un’attività ludico-ricreativa ma che per essere veramente tale ha bisogno della conoscenza “seria”, cioè articolata e consapevole, di cosa le montagne sono.

Per ingrandire le immagini soprastanti, cliccateci sopra.

Infine, nel blog di Topipittori ho presentato a modo mio il libro in un articolo intitolato La poesia geografica delle montagne, nel quale trovate altre immagini di anteprima del libro: cliccate qui.

Mi auguro che Montagne vi piaccia, vi diverta, vi affascini, vi emozioni – ma sono pressoché certo che lo farà, che siate lettori giovanissimi oppure più grandi. Per saperne di più e conoscere come e dove acquistarlo potete visitare il sito web di Topipittori, qui.

Dunque, buone e giocose letture montane!

Montagne
di Regina Giménez
Topipittori, Milano, 2024
Isbn 9788833701370
Collana “Pino”
Età: da 7 fino a 125 anni
Pagine 92
Prezzo €25,00

Scritto il 3 aprile 20242 aprile 2024Categorie (L.),Arte,Buoni consigli,Editoria,Eventi,GeographicArt,Letteratura,Libri,Magazzino,Montagne,News,Opinioni,Paesaggi da vivere,Scritture,Utensili culturaliTag Alpi,Ande,Anna Martinucci,Appennino,Barcellona,blog Topipittori,Bruno Munari,Carpazi,casa editrice,català,catalogo,catene montuose,editore,Giovanna Zoboli,grafica,Himalaya,illustrazione,illustrazioni,immagini,in tutte le librerie,infografica,le case dei topi,libreria,libri,libri illustrati,libri per bambini,libri per ragazzi,Lisa Topi,Luca Rota,Milano,montagna,Montagne,Montagne Rocciose,montanas,monti,mountains,novità,nuovo libro,Pamir,Paolo Canton,Pirenei,presentazione,prossima uscita,Regina Gimenez,revisione scientifica,Topipittori,Urali,vulcani,youtube,Zahorì Books12 commenti su “Montagne” (Topipittori), in tutte le librerie

Un nuovo e bellissimo libro di prossima uscita (sul quale c’è scritto il mio nome)

Sono felice come non mai di annunciarvi che il prossimo nuovo libro sul quale ci sarà il mio nome è un volume che uscirà molto presto per Topipittori, una delle più rinomate case editrici italiane di libri illustrati per bambini e ragazzi. Sì, esatto: è dunque un libro per i lettori più giovani ma che, in perfetto stile Topipittori, piacerà moltissimo anche ai grandi; è un libro nel quale l’intreccio tra testo e illustrazione è quanto mai importante e affascinante; è un’opera in origine ispanica – pubblicata in lingua catalana dall’editore Zahorì Books di Barcellona – la cui autrice è l’illustratrice Regina Gimenez, tra le più quotate di Spagna, e per la quale io sono il revisore scientifico nonché, in buona sostanza, il curatore dell’edizione italiana. Ed un libro il cui titolo è tanto semplice quanto rappresentativo, per me il più bello che potesse avere: Montagne.

Già, racconterà di montagne, di tutte le montagne del nostro pianeta.

A breve, come detto, vi dirò di più al riguardo ma prendetevi un appunto. Perché, ribadisco, è un libro che piacerà un sacco e risulterà prezioso a tutti, piccoli e grandi, ve lo garantisco.

Scritto il 27 marzo 202427 marzo 2024Categorie (L.),Buoni consigli,Editoria,Eventi,Letteratura,Libri,Magazzino,Montagne,News,Scritture,Utensili culturaliTag Barcellona,casa editrice,català,catalogo,editore,illustrazioni,libri,libri illustrati,libri per bambini,libri per ragazzi,Milano,novità,nuovo libro,prossima uscita,Regina Gimenez,Topipittori,Zahorì BooksLeave a comment on Un nuovo e bellissimo libro di prossima uscita (sul quale c’è scritto il mio nome)

Topipittori compie vent’anni! Auguri!

Creata a Milano, nella primavera del 2004, da Paolo Canton e Giovanna Zoboli, Topipittori non è solo è una casa editrice specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi, ma è la più mirabolante casa editrice specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi, i quali li leggono con gran passione fino a che i genitori non glieli rubano per leggerseli a loro volta, già, per quanto siano sempre bellissimi, curatissimi, interessantissimi, capaci di affascinare e coinvolgere ogni lettore piccolo e grande, appunto.

Quest’anno, dunque, Topipittori compie vent’anni: mi unisco agli innumerevoli auguri proponendovi ciò che scrive al riguardo Giovanna Zoboli su Facebook, nel (disperato) tentativo di condensare in poche righe una storia articolata e avvincente ricordando chi si è maggiormente prodigato per renderla tale. Dal suo post ho estratto l’opera celebrativa creata da Guido Scarabottolo, uno dei più importanti illustratori italiani, che vedete in testa al post; la cornice dorata l’ho aggiunta io per dare maggior risalto al momento augurale.

Che c’entro io con una casa editrice come Topipittori? Be’, c’entrerò un pochino a breve, quando il mio nome comparirà – scritto in piccolo, sia chiaro, ma per me con valore comunque grandissimo – su un libro Topipittori di prossima pubblicazione, il quale racconterà di… uhm, forse lo potete immaginare.

AUGURI TOPIPITTORI, CENTO DI QUESTI GIORNI E CENTOMILA DEI VOSTRI LIBRI!

Scritto il 19 febbraio 202419 febbraio 2024Categorie (L.),Editoria,Letteratura,Magazzino,OpinioniTag 20 anni,auguri,casa editrice,catalogo,compleanno,editore,editoria,Giovanna Zoboli,illustratori,illustrazioni,letteratura,libri,libri illustrati,libri per bambini,libri per ragazzi,novità,Paolo Canton,Topipittori,vent'anniLeave a comment on Topipittori compie vent’anni! Auguri!

Lo stand dell’Afghanistan alla Fiera del Libro di Francoforte

Quello nell’immagine è lo stand dell’Afghanistan per l’edizione appena conclusa della Frankfurter Buchmesse, la Fiera del Libro di Francoforte, la più grande e importante d’Europa e tra le maggiori in assoluto al mondo. Per chi non conosce l’inglese, la scritta dice «Quest’anno niente libri». Già.

Credo che se lo stand fosse stato ricolmo di libri, non avrebbero potuto raccontare meglio la situazione attuale dell’Afghanistan; ugualmente, se fosse stato presente un rappresentante della comunità afghana, non avrebbe potuto esprimere il messaggio dello stand meglio di quanto lo faccia quello striscione.

Ecco. Non c’è altro da aggiungere al riguardo, appunto.

P.S.: la foto l’ho tratta dalla pagina facebook di Paolo Canton, editore di Topipittori, il quale a sua svolta scrive che «La foto dello stand dell’Afghanistan alla Fbf è di Michela Bennici.»

Scritto il 25 ottobre 202125 ottobre 2021Categorie Editoria,Magazzino,OpinioniTag 2021,Afghanistan,Biden,Books,Buchmesse,dialogo,diritti,dittatura,donne,editori,editoria,editors,Fiera del Libro,foto,Francoforte,Frankfurt,Frankfurt book fair,fuga,giornalisti,governo,Herat,immagini,ISIS,ISIS-K,Kabul,Kandahar,leader,libertà,libri,pallavolista,politica,profughi,regime,riconoscimento,Russia,stand,talebani,terroristi,Topipittori,UE,USA. CinaLeave a comment on Lo stand dell’Afghanistan alla Fiera del Libro di Francoforte

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