
La prima forma di ignoranza – oppure, se non proprio la prima in assoluto, una delle prime e certamente tra le più grandi – è quella di non saper ascoltare.
Ma a non saper ascoltare si finisce per voler solo parlare, e a parlare senza ascoltare si finisce per dire cose futili e stupide, perché se non si ascolta non si impara nulla. Non solo: si perde pure la capacità di comprendere ciò che si potrebbe ascoltare e, alla lunga, di comprendersi l’un l’altro.
Parlate meno, ascoltate di più, e vedrete quante delle parole che udirete vi appariranno totalmente inutili! Così imparerete pure ad affinare meglio le vostre, quando deciderete di proferirle, e ascoltarvi sarà oltremodo interessante e piacevole.
In
Durante un evento pubblico ho conosciuto un certo politico, parlamentare d’un partito dei più preminenti pur non essendone tra i pezzi più grossi ma, localmente, alquanto in vista. Ne ho conosciuti altri, sia chiaro, ma questo s’è distinto in modo particolare: altezzoso, tronfio, arrogante, sprezzante, incompetente oppure falso, avendo dichiarato pubblicamente cose errate. Caspita! – mi sono detto – quale rara attinenza tra una persona, le sue prerogative e la professione svolta! Un siffatto individuo non poteva che fare quel “mestiere”, più tagliato di così non poteva essere.
Sentita qualche giorno fa alla radio in una rassegna stampa, purtroppo perdendomi l’autore: il dibattito politico italiano, soprattutto in vista di elezioni, è talmente infimo e così ricco di panzane che, 