C’è una cosa, soprattutto, che non capisco di questo mondo in cui viviamo.
È questo mondo in cui viviamo.
Il resto, invece, mi è piuttosto chiaro.
Ecco.
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Ci rido sopra, sì, ma in realtà non c’è affatto da ridere. Anzi.
Tutta questa attenzione mi soffoca. C’è chi vuole che tenga a battesimo questa o quell’iniziativa, chi mi vuol dare un titolo onorifico, rispondo a tutti di no – voglio essere una persona normale, non una “personalità”.
(Wisława Szymborska, citata da Michał Rusinek, Nulla di ordinario. Su Wisława Szymborska, Adelphi Edizioni, 2019.)

P.S.: l’ispirazione per questo post viene dalla pagina Twitter di Adelphi.

A dedicare a certe persone un’eccessiva accondiscendenza, in breve si fa evidente la rima con imprudenza e poco dopo con scemenza.

Se nella vita quotidiana sapessimo risparmiare il tempo che perdiamo a star dietro a persone che non se lo meritano, il nostro tempo speso per esse, probabilmente ne avremmo per fare tutto ciò che “non abbiamo tempo di fare” (si dice così in tali casi, no?) e ce ne avanzerebbe ancora parecchio per fare dell’altro, o semplicemente per oziare. Già.