Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, l’8a puntata 2014/2015 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 26 gennaio duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #8 dell’anno XI di RADIO THULE. Puntata molto affascinante e intensa, intitolata Montagne di umanità e con un ospite prestigioso: Mirco Riccardo, alpinista e viaggiatore “seriale”, esploratore di innumerevoli paesi e luoghi del pianeta sovente assai particolari e interprete della “pratica” del viaggio nel modo più autentico e significativo. Mirco ci racconterà delle sue numerose esperienze tra genti e civiltà lontane e in particolare del suo recente viaggio-spedizione in Himalaya, un’avventura non solo alpinistica ma pure culturale e ancor di più umana, nonché di quale possa e debba essere oggi il senso del viaggiare e dell’incontro-conoscenza con chi e con ciò che non è parte del nostro solito mondo quotidiano. In fondo, come disse la scrittrice ed esploratrice Alexandra David-Néel, “Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta”.

10395826_10204359463020882_4777648018168835722_nSe volete sottoporre a Mirco domande, osservazioni, curiosità, sensazioni e/o qualsiasi altra cosa, potete farlo direttamente qui oppure su luca@lucarota.it.
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso (e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play

Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

1 Dicembre, nasce Cultora.it: la cultura, ora e dovunque!

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1 Dicembre 2014: nasce cultora.it, il nuovo portale italiano di informazione culturale.
Cultora è un magazine online dedicato al mondo della cultura in generale. Uno spazio nuovo e dinamico all’interno del quale è possibile trovare notizie sempre aggiornate su libri e letteratura, musica, cinema, media e nuove tecnologie. Sono inoltre parte integrante del portale numerosi spazi dedicati a blog curati da giornalisti, addetti ai lavori, opinion leader che offrono le loro personali opinioni e esaustivi approfondimenti riguardo i temi più caldi del mondo della cultura.
Ancor più, mi permetto di aggiungere, cultora è una nuova e fondamentale occasione per redimere un paese che purtroppo persevera nel non capacitarsi di quanto sia vitale la cultura per il proprio futuro, nonché di quanto con essa si possa costruire anche al di fuori dei suoi ambiti usuali. Sapete, no, che qualcuno disse, tempo fa, che con la cultura non si mangia, palesando peraltro in tal modo la volontà del sistema di ridurci a creature prive di cervello… Beh, chissà come mai il paese sta comunque morendo, nonostante altri “cibi” gli siano propugnati ma, evidentemente, dal potere nutritivo del tutto scarso, se non nullo, rispetto a quello culturale!
Dulcis in fundo – mi permetto nuovamente! – a cultora.it collaborerò anch’io, con un blog interno al sito di riflessione e approfondimento culturale, cercando di mettere in luce non solo la realtà della cultura attorno a noi ma pure qualche buona idea per agevolarne ancora di più la presenza diffusa nella società, ovvero tra di noi tutti, e per contrastare conseguentemente la deriva decerebrante che ci impongono da tempo.
Dunque appuntamento al 1 Dicembre, su cultora.it!

CIVICO 103. Aggratis!

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La Galleria Civica di Modena produce e distribuisce un magazine veramente allettante, che devo (purtroppo) ammettere di aver scoperto da poco – ma ora recupererò tale mancanza, di certo. Si chiama CIVICO 103, ed è nato nel 2010 in occasione del FestivalFilosofia, dedicato quell’anno alla fortuna, con lo scopo di annunciare e diffondere le iniziative della galleria. Era, quella, una prima, timida apparizione, con il medesimo formato di oggi ma una foliazione minima, e con tutta la provvisorietà e la sperimentazione che un numero 0 porta(va) necessariamente con sé. Oggi è arrivato a 13 numeri pubblicati 70.000 copie cartacee distribuite e trovo abbia una vena letteraria assolutamente intrigante, alimentata in ogni numero da speciali contributi (di ampio respiro, come si dice in tali casi) di scrittori e illustratori, in particolare per l’appuntamento fisso del racconto di apertura. Un articolato connubio tra arte visiva (nelle sue varie forme) e letteratura, messo nero su bianco: allettante, appunto, senza alcun dubbio!
Last but non least – anzi! – CIVICO 103 è FREE. Sì, è aggratis: e per quanto offre, credo sia una lettura da non perdere!

Cliccate sull’immagine delle copertine per saperne di più, mentre QUI potete scaricare i vari in numeri in formato pdf, oppure QUI potete consultare il magazine grazie alla nuova web app civico103.net.

6 Ottobre 2014, ore 21.00, live in FM e streaming su RCI Radio: riparte RADIO THULE!

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Questa sera, sei ottobre duemilaquattordici, ore 21.00, live su RCI Radio in FM, in streaming QUI, QUI, QUI e con l’APP scaricabile da Google Play: RIPARTE RADIO THULE!
E’ la prima puntata della nuova, undicesima stagione del programma da me curato e condotto, che vi offre un punto di vista alternativo su quanto ci ritroviamo intorno nel mondo di oggi senza mai troppa seriosità – anzi, con semplicità, ironia, originalità, il tutto condito da una selezione musicale di alta qualità. Inoltre, come per le scorse stagioni, sarà a vostra disposizione il podcast di tutte le puntate, dal giorno successivo al lunedì della diretta. L’archivio completo della stagione in corso e di quelle passate lo trovate QUI.
Cliccate sull’immagine qui sopra per avere ogni altra informazione utile sul programma, e preparate le dita sui sintonizzatori! Questa sera, ore 21.00, RCI Radio: si decolla nuovamente per un nuovo, lungo, fantastico volo sopra le strabilianti terre di Thule! Non mancate!

Colpo di scena: ora i librai attaccano! O meglio, lo fanno gli scrittori, per loro…


Quasi a far da seguito a quanto ho pubblicato ieri, qui sul blog – articolo che ho focalizzato sui librai e la loro sopravvivenza, ma l’ambito è esattamente lo stesso, solo trattato da un’altra parte – leggo sui media (ad esempio QUI) dell’iniziativa di “un gruppo di 300 scrittori che includono alcune delle firme più famose del mondo della letteratura mondiale, si sono uniti alla pubblica protesta contro “le tattiche da strozzinaggio” del colosso del libro di Jeff Bezos che “tiene ostaggio” i titoli della casa editrice del gruppo Lagardere. Orhan Pamuk, V.S. Naipaul, Philip Roth, Milan Kundera, Salman Rushdie, non hanno legami diretti con Hachette e il loro obiettivo va oltre la disputa sui prezzi degli e-book che la contrappone a Amazon.
E più avanti, nell’articolo che sto prendendo a riferimento: “Pamuk, Roth e gli altri chiedono che il dipartimento della Giustizia metta Amazon sotto inchiesta per tattiche monopolistiche illegali. Il loro affondo punta i riflettori sui diritti e le responsabilta’ di una societa’ che vende meta’ dei libri in circolazione in America e che controlla la piattaforma dominante degli e-book. “Se Amazon non viene fermata siamo alla fine della cultura letteraria in America”, ha detto Wylie al New York Times: “Quel che Bezos sta facendo e’ a danno dell’industria del libro e degli autori”.
Guerra totale, dunque, tra mondo editoriale tradizionale e digitale? Forse, o forse no. A volte certe iniziative che paiono mirabilmente nobili e virtuose poi si rivelano alquanto bieche – ovvero attaccanti un certo potere solo per difendere un altro potere, magari di forma opposta ma di identica sostanza; altre volte invece sono soltanto modi originali per far parlare di sé. Ma in certi casi servono invece per menar quei fendenti che la società civile da sola non potrebbe portare a segno, sperando che qualche buon effetto lo possano conseguire – e in tal caso certi nomi presenti nella lista degli attaccanti non possono che farmi pensare tutto il bene possibile circa tale iniziativa, almeno ora.
(E per completezza di cronaca, ecco un altro fronte aperto della stessa guerra – un fronte transalpino, in tal caso!)

Ora, appunto: al momento non c’è che attendere ulteriori sviluppi di tali (pseudo)belligeranze; per quanto mi riguarda, e per esprimere il mio pensiero sulla questione, non ho assolutamente nulla contro la vendita on line, in primis, e nemmeno contro Amazon. Tuttavia se Amazon, in quanto tale ovvero come colosso industriale e finanziario qual è, acquisisce sempre maggiori fette di mercato con prezzi “libidinosi” per il pubblico ma ottenendoli con tattiche di bieco strozzinaggio per editori (che non sono affatto santi, sia chiaro!) e autori, con ciò riducendo anche i margini e le possibilità di sopravvivenza di tutto il resto della filiera editoriale – con i librai in testa, o in fondo – allora no, la cosa non mi garba affatto e mi devo augurare che la guerra suddetta sia feroce e totale. Perché una tale realtà, se risulta effettiva come certe notizie sul comportamento di Amazon riportano (lo stesso articolo sopra linkato, ad esempio), una volta ancora e in modo ora quasi irrimediabile trasforma la cultura diffusa – quella che il libro e l’esercizio della lettura rappresentano bene – in puro e turpe mercato, condizionato a tutto ciò che di orribile lo stesso ha palesato negli ultimi anni, e come già accaduto per molte altre cose della nostra quotidianità. Per essere ancora più chiari: ben venga Amazon e gli altri soggetti simili, ma in un mercato ove certe regole di equità possano essere rispettate e osservate da tutti, dal piccolo librario di paese alla mega-multinazionale con bilanci da manovra economica nostrana. Il mercato conta, sarebbe da idioti credere il contrario, ma un mercato capitalisticamente sano, obiettivo e coerente, non certo quello che, appunto, ci ritroviamo oggi a rovinarci troppo spesso la quotidianità.
Insomma, “Se Amazon non viene fermata siamo alla fine della cultura letteraria in America“: i toni sono questi, adesso. Sembrano fin troppo catastrofistici ma, visto il mondo su cui stiamo e le sue innumerevoli e inopinate bizzarrie, è il caso di lavorare per il meglio (sempre), preparandosi al peggio.

P.S.: e gli scrittori italiani? Che pensano? Che dicono? Che fanno? Si attendono riscontri in merito…