Come ampiamente rilevato dalla stampa internazionale, l’evento clou dell’estate 2024 è “VALMALEGGO”, la rassegna letteraria che tutti i lunedì fino al 19 agosto porta libri e autori di gran pregio nei rifugi della Valmalenco. Ieri è toccato a me godere del privilegio di constatare la gran bellezza della rassegna, presentando insieme a Marina Morpurgo e Michele Comi (e con l’ingombro frequente del segretario personale a forma di cane Loki) Montagne, l’atlante geomontano che ho curato per Topipittori, tra i larici accanto al Rifugio Gerli-Porro e ai piedi delle mirabili vette dell’alta Valmalenco.
Ringrazio di cuore tutti i presenti, a partire da Marina – peraltro curatrice della rassegna – e Michele, come sempre moooolto di più di una “semplice” guida alpina, poi Isabella Deria che ha nuovamente dimostrato di essere la libraia più d’alta quota della Valtellina, Maria Luisa Nodari che chi ha accolto in modo impareggiabile nel “suo” Rifugio Gerli-Porro, Angelo Costanzo che ci ha omaggiato di un reportage fotografico che manco Mapplethorpe (le foto che vedete sono sue, infatti), i larici del Ventina che ci hanno regalato ombre deliziose e cordialità silvestri e non di meno chiunque ha deciso di passare un po’ di tempo ad ascoltare cose di montagna grazie a un libro intitolato Montagne in mezzo alle meravigliose montagne malenche. Meglio di così non si può!
Grazie anche a Taylor Swift, che ormai s’è rassegnata a non veder più citato il suo “Eras Tour” come l’evento principale dell’estate 2024 – per tutti è VALMALEGGO, appunto – e voleva salire pure lei al Gerli-Porro ad ascoltarci ma per colpa delle date del tour non ha potuto e c’è rimasta un po’ male. Dai, Taylor: il programma di VALMALEGGO presenta ancora due appuntamenti… ce la puoi fare, vedrai!
Sapete qual è la montagna propriamente detta più alta della Terra? L’Everest, dite? No, sbagliato!
E qual è il paese europeo con più montagne? La Svizzera? Sbagliato di nuovo.
E sapete che l’altezza di una montagna cambia in base al punto dal quale la si misura? Impossibile! – penserete. Invece è possibilissimo.
E sapete che buona parte delle montagne della Terra è “invisibile”? Anche a chi possiede una vista perfetta, sì!
Sapete cosa è un guyot? Un animale? No. Un piatto esotico? No.
E un pericote? No no, non c’entra nulla con il peyote!
E lo sapevate che ci sono animali capaci di vivere stabilmente a oltre 6000 metri di quota? A parte lo Yeti, ovviamente!
Insomma: le montagne sono un mondo speciale nel mondo globale che tutti quanti abitiamo, ricco di cose meravigliose da vedere e conoscere e di tante altre cose che non si vedono e si conoscono poco o per nulla pur essendo assolutamente importanti. La loro scoperta e conoscenza non è un mero esercizio nozionistico ma un modo affascinante e spesso sorprendente per capire meglio il grande mondo delle montagne e comprendere quanto esso sia fondamentale per l’intero pianeta e per chiunque lo viva.
Se volete vivere questa straordinaria ed emozionante esplorazione Montagne, l’atlante geomontano illustrato edito da Topipittori, è il libro che fa per voi. Che voi abbiate sette anni oppure centosettantasette, la sua lettura vi catturerà e vi arricchirà: non soltanto di conoscenza ma anche, forse soprattutto, di considerazione nei riguardi della nostra Terra.
Montagne lo presentiamo lunedì 5 agosto alle 14.30 proprio in mezzo alle montagne, al Rifugio Gerli-Porro in Valmalenco, io insieme a Marina Morpurgo e Michele Comi nell’ambito della rassegna VALMALEGGO 2024. Dunque, se volete scoprire un sacco di cose interessanti – anche sulle montagne della Valmalenco, certo – e ancor più divertirvi parecchio, il mio consiglio caloroso è: non mancate!
Che poi vi sarà pure una sorpresa per i presenti… ma, appunto, se ci sarete vedrete e godrete! A lunedì!
[Immagine tratta da vetteebaite.it.]Il paesaggio è fatto di tanti elementi e non solo materiali, come il luogo che così denominiamo, ma pure immateriali come la luce, le ombre, i profumi, i suoni oltre alle emozioni che tutto ciò ci suscita. Non è un caso che proprio l’idea di paesaggio è quella che più di altre definisce il concetto di bellezza e viceversa: infatti anche la bellezza non è solo mera estetica oggettiva ma è molto di più, e molte altre cose.
Un luogo che manifesta mirabilmente questa relazione tra paesaggio e bellezza è il Monte San Primo: il quale non è solo una montagna ma è mille altre cose, materiali e immateriali. Ed è molto altro rispetto a quanto alcuni lo vorrebbero ridurre trasformandolo in un assurdo luna park sciistico, degradandone l’inestimabile valenza alpestre oltre che la grandi potenzialità ecoturistiche. Domenica prossima 4 agosto, alla Bocchetta del Terrabiotta, lì dove il San Primo unisce la visione spettacolare delle Alpi verso nord con quella vastissima della Pianura Padana a sud, c’è un evento che ve lo dimostrerà bene e con grande suggestione, per come saprà unire tanti degli elementi che formano sia il paesaggio del San Primo che la sua mirabile bellezza.
Lassù, all’ora del tramonto e in un luogo dal raro fascino, suonerà il “Quartetto sbagliato”, flauto e trio d’archi. Il tutto per perorare ancora una volta la difesa e la tutela del Monte San Primo da quelle scellerate turistificazioni proposte – il che rende il concerto ancora più imperdibile – con la cura dell’Associazione “Testa di Rapa” e l’egida del Coordinamento “Salviano il Monte San Primo”. Il ritrovo è alle 18.00 direttamente alla Bocchetta del Terrabiotta oppure alle ore 16.30 alla stazione FNM di Canzo per il carpooling.
Sarà una cosa veramente bella e emozionante. Non mancate!
Perché partecipare agli incontri di “VALMALEGGO 2024” con libri e autori nei rifugi della Valmalenco?
Ecco dieci buoni motivi (scelti tra i quattromilacinquecentosettantanove altri citabili) per rispondere a tale domanda:
Perché sì.
Perché i libri e gli autori presenti nei vari incontri sono veramente super.
Perché presentare libri e autori in rifugi a 2000 e più metri di quota è tanto insolito quanto intrigante e coinvolgente.
Perché i rifugi che ospitano gli incontri sono tra i più belli e accoglienti delle Alpi lombarde.
Perché i luoghi ove sono ubicati i rifugi del punto 4 sono tra i più belli e affascinanti delle Alpi Lombarde.
Perché nei rifugi del punto 4 ubicati nei luoghi del punto 5, oltre a tutto il resto, si mangia pure benissimo.
Perché i rifugi del punto 4 ubicati nei luoghi del punto 5 ove si mangia come da punto 6 si raggiungono con camminate facili su sentieri assolutamente agevoli, che peraltro vi faranno apprezzare ancora più il suddetto punto 6.
Perché lunedì 5 agosto al Rifugio Gerli-Porro vi saranno due persone che è sempre bello sentir parlare (di montagna, in primis) come Marina Morpurgo e Michele Comi a presentare un libro quanto mai consono, Montagne, l’atlante geomontano illustrato per bambini e ragazzi (che però solitamente lo leggono dopo che i genitori hanno finito di leggerselo ché glielo rubano, per quanto è bello) edito da Topipittori.
Perché stare in montagna ci fa sentire bene, e leggere libri in montagna ci fa stare benissimo.
Perché ciascun incontro vi regalerà un’esperienza divertente e interessante come poche altre, che vi ricorderete a lungo.
Ah, come vedete sulla locandina (cliccateci sopra per scaricarla in un formato grande e leggibile), il 5 agosto al Rifugio Gerli-Porri a presentare Montagne di Topipittori con Marina Morpurgo e Michele Comi ci sono anche io. E se ci sarete pure voi, sappiate che sarete ricompensati. Sul serio, non scherzo!
Dunque, ci vediamo lunedì 5 agosto in Valmalenco! Non mancate!
(Questo post fa parte della serie “Cartoline dalle montagne“; le altre le trovate qui.)
[Foto di Piermanuele Sberni su Unsplash.]Parlando di grandi montagne italiane, ce n’è una che può e deve assolutamente essere annoverata tale in tutti i sensi ma della quale ci si dimentica spesso, forse perché non viene ritenuta una “montagna” nel senso classico del termine. È l’Etna, che in effetti è un vulcano (uno stratovulcano complesso, per l’esattezza), e i vulcani sono montagne, solo che non hanno (ancora) un “tappo” sulla loro sommità: lo spiega bene Montagne, l’atlante geomontano pubblicato di recente che ho curato per l’editore Topipittori.
D’altro canto l’Etna svetta a 3357 metri di quota, di gran lunga la sommità italiana più elevata a sud delle Alpi. È persino cresciuta in altitudine, negli ultimi decenni: rispetto all’inizio del Novecento la sua quota è variata più volte e addirittura dai primi rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia relativi alle eruzioni dello scorso giugno la sua altitudine sarebbe aumentata di 107 metri in meno di un mese, anche grazie a una nuova vetta massima creatasi dai recenti accumuli di lava. Inoltre l’Etna ha una prominenza ben maggiore di moltissime grandi (e alte) vette alpine: elevandosi il corpo della montagna direttamente dal livello del mare, è pari alla sua altezza, dunque 3357 metri – che per il momento resta la quota “ufficiale”. Fate conto che il Cervino, la vetta apparentemente più slanciata delle Alpi (e non solo), ha una prominenza di “soli” 1040 metri.
[L’Etna troneggia alle spalle di Catania. Foto di Samir Kharrat su Unsplash.]Che l’Etna sia una montagna vera lo sanno per primi i siciliani stessi, che infatti la chiamano semplicemente ‘a muntagna, “la montagna” per antonomasia della loro terra. Lo sapevano pure i loro antenati, che coniarono l’altro nome in uso Mongibello (Mons Gibel), oronimo che deriverebbe dall’unione del latino Mons e dell’arabo Jebel, termini che significano entrambi “monte” (gli arabi lo chiamavano Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya, che significa “montagna somma della Sicilia”): come a voler rimarcare che l’Etna non è solo una “vera” montagna ma è due volte monte, alla “doppia potenza”, per segnalarne l’imponenza e la maestosità ben maggiori di una vetta “normale”. Peraltro questa interpretazione curiosamente trova una conferma anche nella geologia dell’Etna, che effettivamente è una “doppia montagna”, composta da un vulcano a scudo sul quale si è sovrapposto uno stratovulcano. Di contro c’è da denotare che secondo altri studiosi il nome Mongibello deriva da Mulciber (qui ignem mulcet), uno degli epiteti con cui i latini chiamavano il dio Vulcano.
[Scorci etnei che sembrano alpini – se non fosse per la lava!]Invece “Etna”, il suo nome principale, che origine ha? Be’, anche per il grande vulcano siciliano l’origine del toponimo aleggia nell’incertezza. L’ipotesi più citata è che il nome Etna risalga alla pronuncia del toponimo greco antico Aitna (Aἴτνα-ας), nome che fu anche attribuito alle città di Katane (antico nome di Catania) e Inessa, scomparsa e tutt’oggi di localizzazione sconosciuta; in effetti “aitna”, deriva dalla parola greca aitho (bruciare) o dalla quella fenicia attano (fornace), comunque qualcosa che ha a che fare con il fuoco. In età romana il nome greco Aitna divenne Aetna, formalizzandosi sostanzialmente nel toponimo attuale.
Che l’Etna sia una montagna vera e importante, peraltro, non lo si deduce solo dalla geografia o dalla toponomastica locale, ma anche dalla sua influenza su quelle di altri luoghi sparsi nel mondo. Ad esempio negli Stati Uniti esistono ben 32 località denominate “Etna” o “Aetna” in 28 stati diversi: una diffusione di certo dovuta anche alla cospicua immigrazione siciliana negli USA. Di contro una città chiamata Etna c’è anche in Australia, nel Queensland, inoltre non mancano altre montagne alle quali è stato dato lo stesso toponimo: nello stesso Queensland così come in California e in Nevada. C’è pure un’isola di Etna al largo della Penisola Antartica, così denominata perché agli scopritori ricordò la forma del monte, e il nome è presente persino nello spazio grazie all’asteroide 11249 Etna, posto nella fascia principale tra le orbite di Marte e Giove.
[Scialpinismo sull’Etna lungo la Valle del Bove. Foto di Ruggero Arena, tratta da www.outdoortest.com.]Insomma, l’Etna è un vulcano che è montagna come e per certi versi più di molte altre. Anche se in verità, bisogna precisarlo, non esistono montagne di serie “A” e montagne di serie “B”, e anche una piccola sommità può rappresentare la vetta più importante per chi vi si senta particolarmente legato. Come disse Walter Bonatti, «Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi» e ciò vale che siano alte poche centinaia di metri oppure migliaia, come parimenti il valore di chi le sale non è tanto e non solo quello alpinistico ma, innanzitutto, quello umano. Non solo l’altezza, la prominenza, l’imponenza dà sostanza alla definizione di “montagna” ma anche la relazione culturale che noi possiamo intessere con essa. Dunque, da questo punto di vista e per quanto avete letto fino a qui, l’Etna è assolutamente montagna, una grande montagna da considerare, conoscere, amare.
P.S.: alcune delle informazioni sull’Etna che avete letto le ho tratte dal sito web https://ilvulcanico.it.