Un “Patto per la Lettura”? Sì, ma a patto che…

Patto_per_la_lettura-900x393Non si può guardare senza favore – beh, anche solo per un senso di, per così dire, disperata magnanimità! – al Patto per la Lettura firmato qualche giorno fa dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e dai direttori delle principali reti televisive italiane. Un patto che ha, tra i suoi punti principali, l’intento di “creare occasioni di promozione della lettura e dei libri all’interno di ogni genere di programma” ovvero, in soldoni, di rendere visibili i libri in televisione anche nelle fasce orarie più nazionalpopolari e nei programmi generalisti mainstream – nella “TV spazzatura”, per intenderci.
Un patto necessariamente, inevitabilmente apprezzabile: bisogna dare atto al ministro Franceschini di impegnarsi molto in iniziative del genere, e per quanto mi riguarda trovo la cosa apprezzabile. Ora si tratta di capire quanto ciò rappresenti lo sforzo del naufrago che nella tempesta cerca di togliere l’acqua che sta imbarcando e affondando la sua nave con un piccolo cucchiaio se non, peggio, il toglierla per riversarla in un altro punto della nave più nascosto. Oppure se, alla lunga, e con un propizio acquietarsi della tempesta, tale sforzo alla fine porti risultati concreti – d’altro canto in tema di cultura i risultati si possono apprezzare sul medio-lungo periodo, cosa che l’ha resa, la cultura, invisa alle gestioni propagandistiche meramente elettorali della classe politica nostrana (“con la cultura non si mangia” (cit.) cioè non mangiano loro, i politici, che vogliono cannibalizzare tutto e subito, è risaputo, monetizzando all’istante la propria voracità in termini di consenso, voti e, se possibile, tornaconti ancor meno degni).
Si dovrà pure capire se sarà la TV ad “accogliere” la cultura del libro e della lettura o viceversa, ovvero quali libri e quali letture verranno rese ambasciatrici di questa fondamentale cultura – questione fondamentale, visti i numerosi precedenti assolutamente negativi in questo senso, con libroidi di infima specie spacciati per capolavori letterari – e i loro autori per grandi scrittori!
In ogni caso, la firma del Patto per la Lettura e il suo principale intento di far vedere più spesso i libri in TV – e dunque di rendere nuovamente visibile, in senso generale, la cultura – mi ha fatto nuovamente riflettere su una cosa, anzi, su un dubbio che da tempo mi circola in mente, girando un po’ ovunque e osservandomi intorno: ma veramente il punto della questione è che di cultura non ce n’è in giro ovvero non sia visibile? Riflettiamoci sopra un attimo – in senso generale, ribadisco: siamo nel paese che ha uno dei patrimoni culturali più cospicui e ricchi del pianeta; musei, luoghi d’arte e di cultura abbondano; ovunque iniziative legate alla promozione culturale (più o meno interessanti, ma non è questo il punto) non mancano affatto: fate caso ai manifesti relativi sui muri delle nostre città e ve ne renderete conto; anche di libri, in TV, si parla e non poco: certo non nei TG o nei programmi mainstream, ma basta esercitare il tanto amato e diffuso sport dello zapping per poter trovare sempre qualcosa di relativo.
Dunque, posto tutto ciò: non è che la questione sostanziale, più che la presenza dei libri e della cultura in TV e altrove, è che la gente comune non è più abituata (o è stata disabituata) a coglierla, a vederla, a riconoscerla e apprezzarla? Semplifico ancor più il concetto: serve mettere in bella mostra i libri in TV e parlarne, se poi il telespettatore medio non è in grado di apprezzare e capire (l’analfabetismo funzionale, già!) ciò che gli viene offerto? Il che mi ricorda non poco la questione su che troppi italiani non visitino nemmeno un museo durante l’anno: il problema è che i musei non ci sono o non sono “visibili”? No, niente affatto. È, semmai, un problema di diseducazione, o di analfabetizzazione, verso la cultura e il suo patrimonio.
Un’iniziativa come il Patto per la Lettura, lo ribadisco, è dunque apprezzabile e potenzialmente proficua, ma ancor di più – anzi, del tutto necessaria e impellente – è una strategia istituzionale (e non solo) di autentica ri-alfabetizzazione culturale. Riaffermare la bellezza, l’importanza e ancor più il bisogno di nutrirsi di cultura per chiunque, esattamente come ci si nutre di cibi o si rendono “indispensabili” certi oggetti contemporanei – il classico smartphone, per dire. Se non si riuscirà a fare ciò, se non si sarà in grado di rimettere sullo stesso piano (magari anche al di sopra, ma basterebbe la “parità”) la cultura e le sue cose con tutte quelle altre che oggi formano, addobbano e rallegrano la vita quotidiana dell’uomo medio contemporaneo, il mettere sotto i riflettori televisivi i libri non servirà a nulla, se non a far cambiare subitamente canale al telespettatore, con relativi sbuffi di noia e correlate imprecazioni.
Non è semplice, non è cosa da poco e dal successo sicuro – posta poi la condizione di degrado culturale parecchio profondo purtroppo conseguita dal nostro paese, ormai. Serve una strategia di lungo termine, ben strutturata, multiforme e dinamica che coinvolga l’intera società e tutti gli aspetti della vita quotidiana oltre che, se possibile, che sia svincolata da qualsiasi dipendenza prettamente politica – quantunque, è ovvio, deve e dovrà essere la politica a darvi valore giuridico. Una strategia, inoltre, che possa essere affinata attraverso lo studio di esperienze estere (cioè di quei paesi nei quali la lettura gode di ben migliore salute) e l’acquisizione – adattata alla realtà nostrana – dei loro metodi, e che abbia il proprio motore propulsivo il più in basso possibile, in mezzo alla gente comune di ogni ordine ed età, appunto.
Ecco: c’è la volontà, in Italia, di costruire un progetto del genere?
Beh, finché salteranno fuori spontaneamente domande del genere, credo che saremo ancora all’inizio di una lunga rincorsa. Almeno, cominciamo a muovere qualche passo verso la giusta direzione.

P.S.: articolo pubblicato anche su Cultora, qui.

INTERVALLO – Corna Imagna (Bergamo), BibliOsteria Cà Berizzi

Caberizzi-logocaberizziSoggiornare – qualche ora, o magari qualche giorno – in una biblioteca, mangiando e dormendo al cospetto di migliaia di libri. Un sogno, per ogni appassionato di lettura… no, una realtà! Giusto domenica prossima, 29 maggio, sarà infatti inaugurata la BibliOsteria Cà Berizzi, un luogo che trasuda fascino da ogni singolo elemento che lo compone!
Cà Berizzi è un’antica dimora nobiliare del XVIII secolo che sorge a Corna Imagna, piccolo e bellissimo centro dell’omonima valle delle prealpi bergamasche: edificata in pietra locale con pregevoli elementi architettonici, lo stabile ospita dall’estate 2015 la (altrettanto bella nonché ricca) Biblioteca “Costantino Locatelli” del Centro Studi Valle Imagna, associazione che si occupa di cultura, economia e amministrazione della montagna e che ha promosso il recupero dell’edificio. Da domenica, appunto, in una seconda ala dello stesso apre un’osteria con camere, dove mangiare raffinate riproposizioni della cucina locale e dormire in ambienti suggestivi, e uno spazio polifunzionale che potrà ospitare diversi eventi culturali.
La particolarità di Cà Berizzi è proprio la contaminazione tra questi ambienti, che sapranno trasformarsi in relazione alle diverse iniziative. L’obiettivo è la costruzione di proposte culturali e ambientali, declinate via via anche in chiave eno-gastronomica, in grado di promuovere le eccellenze del territorio.

13254057_1036493503099280_6201214573514482069_nCliccate sulle immagini per visitare il sito web di Cà Berizzi, oppure cliccate qui per la pagina facebook della BibliOsteria. E buoni soggiorni culturali!

Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 14a puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 16 maggio duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #14 dell’anno XII di RADIO THULE intitolata: “Le barriere nella mente. Disabilità e barriere architettoniche: a che punto siamo?”.
Titolo che non credo abbisogni di molte spiegazioni… o forse sì, e spiegazioni culturali. Il nostro paese, infatti, purtroppo non brilla nella cura e nella gestione dell’accessibilità pubblica (e non solo) per i cittadini in condizione di disabilità, ovvero nella eliminazione delle famigerate barriere architettoniche: si sconta un ritardo sulla questione che col tempo pare appesantirsi per ragioni burocratiche, certamente, ma pure – e forse soprattutto – culturali. Ne parliamo in questa puntata con Pamela Maggi, architetto particolarmente sensibile e competente al riguardo nonché promotrice di iniziative pubbliche di sensibilizzazione in tema: perché nessuna società può dirsi veramente civile e democratica se non consente a tutti i suoi membri pari opportunità di vita, di libertà, di movimento, di godimento degli spazi pubblici e, ancor più, se non elimina quegli ostacoli in primis mentali (dunque culturali) che non consentono ciò.

13228082_10209601658021266_2107966179_nDunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play

Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

INTERVALLO – Bologna, Libreria “Modo Infoshop”

Modo1Una libreria il cui fascino è inversamente proporzionale alla metratura, Modo Infoshop! In pieno centro storico di Bologna, in mezzo al quartiere universitario e in fondo mica poi così piccola: 90 metri quadri ricolmi di libri su temi (si legge nel sito) “di cultura e delle arti contemporanee, dei nuovi media, dei movimenti sociali e delle controculture” (ma non solo), produzioni editoriali indipendenti, fumetti, fenomenali rarità, testi usati, CD, DVD, e un calendario di incontri con gran personaggi ed eventi variegati fittissimo e senza soste.
La tipica libreria indipendente nella quale ci si potrebbe restare per giorni interi, insomma, anche solo per viverne l’atmosfera e respirare il tipico profumo dei vecchi libri – tanto, in caso di soste prolungate, Modo è pure dotata di un bellissimo bar, appena a fianco, che è “come una poesia sussurrata all’orecchio in una notte di luglio da una ragazza che conosciuto poche ore prima…” (parola di un utente su TripAdvisor!)

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della libreria!

INTERVALLO – Cagliari, “MEM – Mediateca del Mediterraneo”

MEM_00Per una regione come la Sardegna che negli ultimi anni si sta distinguendo per la particolare cura, sia nel pubblico che nel privato, del proprio ambito culturale, la nuova MEM – Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, aperta al pubblico nel 2011, rappresenta senza dubbio un notevole polo d’eccellenza – culturale, appunto, e architettonico.
Costruita sullo spazio che fu, dal 1923 per 28 anni, teatro delle gesta del Cagliari e poi dagli anni ’50 sede del Mercato Civico, il nuovo edificio è caratterizzato da una “corte” interna, ovvero un giardino geometrico costituito da due ampie vasche di terra e aranci i cui bordi fungono da sedute, che rappresenta il cuore del sistema. Le facciate in vetro trasparente mostrano le funzioni ospitate all’interno, i luoghi dello studio, della fruizione culturale. La forma planimetrica allungata è bilanciata dalla deformazione delle facciate che si allargano nella parte mediana a segnare la centralità degli ingressi principali alla MEM.

La MEM è un polo culturale innovativo dotato di aree accoglienza, esposizioni e prestito, spazi commerciali, area formazione, laboratorio fotografico, area convegni e proiezioni, spazi di distribuzione. Un importante punto di riferimento e di confronto per tutti i cagliaritani (e non solo) la cui valenza, inutile rimarcarlo, non è confinata al mero ambito culturale ma è pure sociale, civica, urbana.

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della MEM, oppure qui per saperne di più sull’edificio dal punto di vista architettonico.