Da Lecco si vedono le Grigne, il Resegone e… il Vallone delle Cime Bianche!

Dice un vecchio proverbio che «L’ignoranza è la madre dell’impudenza.» È vero: infatti un’impudenza tragica come quella alla base del progetto che vorrebbe installare delle funivie ad uso sciistico nel meraviglioso e incontaminato Vallone delle Cime Bianche, uno degli ultimi rimasti tali in Valle d’Aosta, devastandone il territorio, può manifestarsi anche per il torto – doloso o colposo – di chi ignora la portata degradante di tale progetto. Per ciò la consapevolezza piena di quanto sia bello e prezioso il Vallone, di come rappresenti un patrimonio naturale e paesaggistico di tutti, non solo dei valdostani, e dunque di quanto sia inammissibile la sua distruzione per assoggettarlo al mero business dello sci, è a dir poco fondamentale.

Parimenti per questo è fondamentale, e alquanto ammirevole, l’impegno dei cari amici del Progetto fotografico “L’ultimo vallone selvaggio. In difesa delle Cime bianche, che diffondono ormai da vari anni attraverso tutti i canali possibili il messaggio di tutela e di conservazione del Vallone.

Domani saranno a Lecco, ospiti del CAI locale, e l’invito a partecipare all’incontro è a dir poco caloroso; nella locandina trovate le info al riguardo. Si tratta di un’occasione e uno stimolo per conoscere e approfondire al meglio la questione delle Cime Bianche, per sviluppare una riflessione più ampia e generale sui temi ambientali riguardanti le nostre montagne. Ovvero, ribadisco, per tutelarne la bellezza da qualsiasi scriteriato assalto ed essere pienamente consapevoli della loro inestimabile importanza per tutti noi.

N.B.: trovate qui tutti gli articoli che ho dedicato alla causa di difesa del Vallone delle Cime Bianche, e i modi a disposizione per sostenerla.

2 pensieri riguardo “Da Lecco si vedono le Grigne, il Resegone e… il Vallone delle Cime Bianche!”

  1. Ciao Luca,

    chissà se l’esito delle recenti elezioni in Valle d’Aosta sarà positivo o negativo per il futuro del Vallone delle Cime Bianche. Comunque vada, i valdostani hanno fatto la loro scelta.

    Grazie e alla prossima.

    Simone

    1. Ciao Simone,
      mi dicono dalla Valle d’Aosta che l’unica consigliera regionale che aveva a cuore la difesa del Vallone non è stata rieletta. Ciò ovviamente non significa che non si possa portare avanti un’efficace battaglia contro tale progetto, anzi: dal mio punto di vista è comunque meglio che il comitato di difesa sia del tutto svincolato da legami politici più o meno ideologici.
      Per il resto, ormai la Valle d’Aosta la conosco bene. E, anche al netto della questione delle Cime Bianche, è un territorio mooooolto particolare e per certi versi sconcertante.
      Grazie a te e buona serata!

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