
Pensate un po’ come è messa oggi l’America, la più grande “superpotenza” del pianeta! C’è proprio da stare “allegri”, già.

Pensate un po’ come è messa oggi l’America, la più grande “superpotenza” del pianeta! C’è proprio da stare “allegri”, già.
Dunque, lo preciso da subito: a mio parere Woody Allen è uno dei massimi geni comici della modernità, stand-up comedian quasi insuperabile, autore di alcuni dei testi più divertenti che abbia mai letto (li trovate tra le mie “recensioni”) e di film comici memorabili – quelli della sua prima parte di carriera cinematografica, tanto semplici nella loro natura slapstick quanto umoristicamente efficaci. Di contro, i suoi film più recenti, “commedie” nel senso più pieno del termine, li trovo spesso carini ma quasi mai irresistibili.
Posto ciò, anche questo suo A proposito di niente. Autobiografia (La Nave di Teseo, 2020, traduzione di Alberto Pezzotta; orig, Apropos of nothing, 2020), che a sua volta è tale, “autobiografica”, nel senso più pieno del termine, mi ha sorpreso non poco, in modi diversi e per certi versi opposti. Mi aspettavo un testo molto più comico-umoristico o, se così posso dire, “sceneggiato”, invece Allen ha steso una vera e propria cronaca quasi diaristica della sua vita, all’apparenza molto aperta, sincera, genuina, qui e là animata dal suo favoloso humor ma non di rado quasi seriosa e tesa. Descrive con franchezza i suoi inizi, il successo, le storie d’amore, i rapporti con i colleghi del mondo del cinema, con i critici, i media, attraverso una narrazione che fa dell’understatement e della modestia quasi esagerata, unita alla frequente e a volte sperticata lode degli attori con cui ha lavorato, le cifre fondamentali del libro […]

(Leggete la recensione completa di A proposito di niente cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)
Nella lista delle Cose che mi riprometto di fare, possibilmente a breve ho inserito, più o meno alla posizione 200 – dunque molto in alto, visto le migliaia e migliaia di voci che compongono la lista – di rivedere la produzione cinematografica anni Ottanta e Novanta di Nanni Moretti (da Ecce Bombo fino ad Aprile, per intenderci), che vidi anni fa e verso la quale, se ci penso, ho ricordi di gradimento e piacevolezza che non so spiegarmi, oggi – e comunque che non dipendono affatto da qualsivoglia ragione “politica”, sia chiaro. Dunque me li devo rivedere, quei film, a partire ad esempio da Caro Diario, forse quello che (sempre nel mio ricordo) mi piacque di più, e che è uscito proprio qualche giorno fa in un’edizione restaurata a cura della Cineteca di Bologna, e “studiarmi” meglio un regista certamente tra i più originali e coinvolgenti della cinematografia italiana contemporanea – a prescindere da qualsivoglia lettura “politica”, cosa che non mi tange nemmeno lontanamente, sia di nuovo chiaro.
Ecco. Potrebbe ulteriormente salire di posizione, questa cosa ripromessami, chissà. Vedremo.
P.S.: ah, ovviamente, se c’è qualche appassionato di Moretti ovvero qualche detrattore che voglia consigliarmi o scoraggiarmi, può farlo liberamente. Nessun problema.
Essere un misantropo ha i suoi vantaggi – la gente non può mai deluderti.
(Woody Allen, A proposito di niente. Autobiografia, La Nave di Teseo, 2020, traduzione di Alberto Pezzotta, pag.387.) Per cominciare, ho sempre pensato che la religione fosse un grande imbroglio. Non ho mai creduto nell’esistenza di un dio, né che questi avesse una predilezione per gli ebrei, se mai fosse esistito. […] Perché dovevo digiunare per i miei peccati? Quali erano i miei peccati? Avere dato un bacio a Barbara Westlake invece di appendere il cappotto? Avere rifilato un nichelino falso a mio nonno? Fattene una ragione, o Signore: c’è di molto peggio. Ci sono i nazisti che ci mettono nei forni. Pensa a quelli, piuttosto. Ma, come ho detto, non credevo in Dio. E perché in sinagoga le donne dovevano stare al piano di sopra? Erano più carine e intelligenti degli zeloti barbuti che giù da basso si avvolgevano scialli di preghiera, ciondolavano la testa come pupazzi adorando un potere immaginario che, se esisteva, ripagava tutti i loro salamelecchi con il diabete e il reflusso gastrico.
(Woody Allen, A proposito di niente. Autobiografia, La Nave di Teseo, 2020, traduzione di Alberto Pezzotta, pagg.41-42.)