Bye bye, USA!

Purtroppo, nella personale lista di stati che avrei avuto piacere di visitare e conoscere ma nei quali non mi recherò, come forma di dissenso personale alla loro attuale e contemporanea condotta politica, sociale, culturale, etica (almeno finché tale situazione rappresenterà la realtà dei fatti ovvero i poteri che ne sono responsabili resteranno in carica, ovviamente a prescindere dal loro colore politico e della relativa ideologia, e senza alcun riferimento alla comunità sociale che li abita), devo aggiungere gli Stati Uniti d’America.
È inevitabile, per quanto mi riguarda, visti gli accadimenti degli ultimi tempi messi in atto dalla sua attuale reggenza politica, ennesimi d’altro canto di una lunga sequenza storica pur mitigata, ma non a sufficienza, da numerosi episodi positivi.

Dunque, la lista personale viene aggiornata così:

  • Cina
  • Turchia
  • Ungheria
  • Polonia
  • Brasile
  • Stati Uniti d’America

Ci sarebbe pure la Città del Vaticano, ma lì temo che la situazione politica e morale sia pressoché irrimediabile, sfortunatamente, fino alla sua rovinosa conclusione.

Ve ne potrebbero essere anche altri di paesi da aggiungere ma, ripeto, mi riferisco a quelli che mi piacerebbe visitare – per la prima volta o tornandoci.
Non sono così ingenuo o borioso da credere che questa mia scelta, assolutamente meditata e razionale tanto quanto per nulla ideologica e strumentale, possa portare a qualche cambiamento nei paesi elencati (a meno che non sia manifestata e adottata da tanti); ma quanto meno, al riguardo, cambia il mio animo e vi dona un po’ di pace nonché l’impressione, spero giammai sprezzante, di una personale e desiderata coerenza. Ecco.

Gli sfortunati

Bisogna ammettere che l’ItaGlia si dà un gran daffare per risultare sempre nelle “prime” posizioni delle classifiche sul benessere sociale e sul livello culturale diffuso. Solo che, per chissà quale cronico difetto visivo oppure percettivo, non so, ma quelle classifiche le considera regolarmente… al contrario, già.

Ecco dunque che nella graduatoria globale redatta dall’OCSE (OECD in inglese) sull’accettazione delle persone LGBT – mera accettazione, sia chiaro, non concessione di diritti civili e affini, che è un’altra questione – l’ItaGlia è l’unico paese insieme alla Grecia che negli ultimi 35 anni al riguardo è regredita peggiorando il proprio indice relativo (e comunque la Grecia resta a un livello più alto di quello itaGliano.) Persino l’Ungheria del bieco autocrate Orban è avanzata in graduatoria o l’ultracattolica Polonia, addirittura pure la Turchia teocratizzata da Erdogan di poco ma è migliorata.

Inoltre, come qualcuno fa notare, nei primi posti della graduatoria vi sono praticamente tutti i paesi a maggior tasso di benessere complessivo del mondo, rimarcando ciò come certi indicatori socio-culturali risultino ben più correlati a quelli economici e politici di quanto si possa pensare – nel bene e parimenti nel male, appunto.

Ecco.

Be’, care persone LGBT, mi viene da considerare quanto siate sfortunate a nascere o a risiedere in ItaGlia, pur nell’anno 2020 che non mi pare sia includibile nel cosiddetto “Medioevo” – ma forse ciò vale solo cronologicamente e senza poi contare che il Medioevo fu per certi aspetti un periodo niente affatto così oscuro. D’altro canto, mi viene pure da dirvi che siete in buona e assai folta compagnia, perché ugualmente sfortunate, in forme diverse ma simili sostanze, sono tutte le persone dotato di raziocinio, senso civico, pensiero libero e onestà intellettuale, a nascere e risiedere in ItaGlia. Già.

Cliccate sul’immagine per aprirla in un formato più grande oppure qui per leggere un documento di approfondimento sulla ricerca dell’OCSE tratto dal sito web dell’organizzazione.

INTERVALLO – Budapest, Book Fountain

Certamente uno degli interventi pubblici più poetici in tema di libri, quello della Open Book Fountain sulla Henszlemann Imre Utca, una delle più note strade del centro di Budapest. Pagina fatte di acqua che girano leggere sul possente libro di marmo, per indicare la delicatezza dell’arte letteraria e al contempo la potenza che essa può avere e dimostrare nonché, nell’insieme, la bellezza poetica che i libri sanno regalare, appunto.

P.S.: video © psibient.