Modus Legendi: la “rivoluzione gentile” s’è compiuta!

logo_modus-legendiIl piccolo/grande miracolo di Modus Legendi, iniziativa della quale già vi raccontavo qui, ovvero la rivoluzione gentile dei lettori, come l’ha definita Loredana Lipperini, è riuscita: un libro pubblicato da un editore indipendente, Il posto di Annie Ernaux (edito da L’Orma) è entrato nella classifica dei libri più venduti in Italia soltanto grazie alla scelta dei lettori che hanno partecipato a Modus Legendi, senza alcun supporto promozionale (di cui i piccoli editori non godono da parte dei lucranti media, 13087440_1573722166261547_923893955661501395_nè cosa risaputa) e nonostante lo stato di corruzione del mercato editoriale nazionale, controllato dall’oligarchia dei grandi editori – “grandi” di forma ma sovente non di sostanza, ci tengo a precisarlo. Più precisamente, è al 3° posto della classifica italiana di vendita dei libri di narrativa straniera (e all’11° di quella assoluta), ben circondato da titoli che, in certi casi, chissà quanti denari in pubblicità saranno costati ai loro editori – nonché, ve ne renderete conto scorrendo la classifica con le sue 35 posizioni, unico libro di un editore indipendente presente.

Ha ragione Loredana Lipperini a definirla una rivoluzione gentile, questa; ma, mi viene da pensare, a volte le rivoluzione più destabilizzanti e innovatrici sono proprio quelle che iniziano adagio, con calma, pure con gentilezza, appunto, tanto da essere sottovalutate, probabilmente, ma che poi col tempo ottengono inesorabilmente grandi risultati.

Beh, mi auguro che finisca veramente così. Perché in un ambito così corrotto (ribadisco) nel suo valore e nella sostanza come è quello editoriale italiano, se c’è un modo per risollevarne le sorti e svincolarle dal volere e dalle pretese di chi ora lo controlla – con risultati pessimi, appunto – è quello di ridare potere ai lettori. Giusto il motto di Modus Legendi!

Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 13a puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 18 aprile duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #13 dell’anno XII di RADIO THULE intitolata: “Alice, la voce di chi non ha voce” e con ospite in studio Luca Rota – sì, proprio lo scrivente!
Vi spiego: nel febbraio del 1976 – esattamente la mattina del 9 – comincia le sue trasmissioni da Bologna quella che diventerà una delle prime e più note – se non leggendarie – radio libere d’Italia: Radio Alice. In poco più di un anno di vita (che finirà in modo violento con la chiusura per mano della Polizia che, erroneamente, la crederà coinvolta negli scontri in corso nel marzo 1977 a Bologna tra autonomi e Forze dell’Ordine) Radio Alice rivoluzionerà completamente il modo di fare comunicazione, facendo della controinformazione, della poesia, della creatività e della libertà i suoi inamovibili pilastri. Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre è il libro che ho scritto per Senso Inverso Edizioni (ecco spiegata la mia autoospitata!) e che racconta la storia, l’avventura, la rivoluzione e il retaggio contemporaneo di un’emittente antesignana di quel modo di fare informazione che ai giorni nostri, con il web e i social network, ci appare del tutto normale. Una radio che, a quarant’anni dalla sua fine, ha ancora molto da rivelare e insegnare – come vi racconterò in questa puntata.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play

Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Così (Radio) Alice “inventò” l’open source…

virgoletteRipensando a quanto hai e avete fatto con Radio Alice… non ti chiedo se rifareste tutto quanto perché sono certo sia una domanda retorica, ma c’è qualcosa che potevate e dovevate fare meglio, o che non avete fatto e volevate fare, oppure qualcosa che avete fatto e, con il senno di poi, non dovevate fare?
«Singole cose oggi, col senno di poi, probabilmente le farei in modo diverso rispetto a come le mettemmo in atto allora. Ad esempio, mi attrezzerei per registrare e creare una memoria di tutto quello che andrebbe in onda, ovvero per avere la possibilità di replicare i contenuti prodotti e farli sopravvivere. Al di la di queste singole cose, tuttavia, oggi come allora rimetterei in pratica uno dei concetti fondamentali che fu della radio, ovvero la scelta di non essere proprietari di un’idea, di un modello o invenzione che dir si voglia. Tutto ciò che facevamo era a disposizione di chiunque, e chiunque ne poteva fare ciò che voleva.»
Si può dire che avete inventato l’open source, in pratica.
«Sì, è così. Lo abbiamo inventato coscientemente, con consapevole logica e, ribadisco, ancora oggi questo concetto non lo cambierei di una virgola. Noi con Alice abbiamo veramente creato un essere vivente, che in quanto tale non si può “possedere” e che vive una sua vita con la quale ogni cosa può e deve interagire. Ci tengo molto a questa cosa.»

(Dall’intervista-chiacchierata-confessione con Valerio Minnella, uno dei padri di Radio Alice, ospitata nel mio ultimo libro Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre. Cliccate sulle immagini della copertina, qui sotto, per saperne di più.)

Copertine_Radio-AliceLuca Rota
Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre.
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2016
ISBN 9788867932214
Pag.100, € 10,00

In tutte le librerie e sul web

“Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre”, in tutte le librerie e sul web!

Copertine_Radio-AliceE’ uscito e disponibile in tutte le librerie e sul web Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre, il mio nuovo libro pubblicato da Senso Inverso Edizioni nella collana ItaliaNascosta.

Alice, la voce di chi non ha voce esce – non a caso, ovviamente – a quarant’anni esatti dalla prima trasmissione (il 9 febbraio 1976 dai propri studi di Bologna) di quella che è stata la più libera, rivoluzionaria e innovativa – nonché leggendaria, per molti aspetti – tra le radio “libere” d’Italia e non solo: Radio Alice. Tuttavia non una semplice radio, non solo una delle prime emittenti nate dopo la liberalizzazione delle frequenze radiotelevisive dal pubblico monopolio RAI (e per questo di lì a breve definite anche private) e non soltanto un’esperienza comunicativa giovanile. No, una vera e propria rivoluzione, appunto, ovvero l’invenzione, la creazione di un nuovo modo di fare comunicazione e informazione, così innovativo e innovatore da divenire tanto amato dalla gente comune quanto odiato e avversato dalle istituzioni, incapaci di concepire una tale manifestazione di libertà comunicativa sfuggente a qualsiasi controllo superiore. Il tutto, in un periodo della storia recente d’Italia assai complesso e problematico, ma d’altro canto fondamentale – nel senso più pieno del termine – per le vicende degli anni successivi, fino ai giorni nostri.
Radio Alice fu l’emittente del Movimento del ’77 bolognese, tra i più attivi ed emblematici di quegli anni, ma soprattutto fu la voce di chi non aveva voce (come recitava il motto dell’emittente, che è stato reso titolo immediatamente significativo per il libro), ovvero di chiunque non vedesse riconosciuto il diritto di opinione e di parola da parte del sistema istituzionale – politico, sociale e non solo.

Partorita da un gruppo di creativi geniali – magari senza nemmeno saperlo di essere tali, ma di sicuro capaci di intuire genialmente ciò che mai prima nessuno aveva nemmeno immaginato – Radio Alice sconvolse e trasformò il linguaggio della comunicazione mediatica, con modalità del tutto nuove e sorprendentemente anticipatrici dell’attuale web 2.0 e dell’universo dei social network. Per tale motivo, ancora dopo 40 anni, la voce e l’esperienza di Radio Alice, con la sua storia così emblematica e tribolata, sanno ancora raccontare, rivelare, insegnare, illuminare moltissimo, sia in senso teorico che pratico ovvero – mi piace dire – sia in senso spirituale che culturale e formativo, a dimostrazione di una rivoluzione che, sotto certi aspetti, è ancora in corso e può essere tutt’oggi rilevata, studiata, conosciuta e apprezzata. Anzi, deve essere conosciuta e apprezzata.

In fondo, questi sono anche i motivi principali per i quali è nato Alice, la voce di chi non ha voce, un libro che vi racconterà con dovizia di particolari la storia, l’avventura, l’entusiasmo, l’energia creativa, l’utopia e la rivoluzione della radio in modo altrettanto creativo e rivoluzionario (se così posso dire, e capirete perché lo dico leggendo il libro) oltre che, mi auguro, estremamente interessante, grazie anche a testimonianze inedite (tra cui quella di Valerio Minnella, uno dei “padri” della radio) e a un corredo fotografico ricco e alquanto rappresentativo di quel periodo così intenso e ribollente, nel bene e nel male.
Molti hanno sentito parlare di Radio Alice e della sua affascinante aura leggendaria, ma pochi la conoscono veramente come merita di essere conosciuta. Spero proprio che questo mio libro possa sapervi affascinare, avvincere, entusiasmare, divertire e, magari, anche farvi meditare.

Un invito a non alzarvi stamattina, a stare a letto con qualcuno, a fabbricarvi strumenti musicali o macchine da guerra
Qui Radio Alice. Finalmente Radio Alice. Ci state ascoltando sulla frequenza di 100.6 megahertz e continuerete a sentirci a lungo, se non ci ammazza i crucchi.
Alice si è costruita una radio ma per parlare continua la sua battaglia quotidiana contro gli zombi e jabberwock. Radio Alice trasmette: musica, notizie, giardini fioriti, sproloqui, invenzioni, scoperte, ricette, oroscopi, filtri magici, amori, o bollettini di guerra, fotografie, messaggi, massaggi, bugie. Radio Alice fa parlare chi: ama le mimose e crede nel paradiso, chi odia la violenza e picchia i cattivi, chi crede di essere Napoleone ma sa che potrebbe benissimo essere un dopobarba, chi ride come i fiori e i regali d’amore non possono comprarlo, chi vuol volare e non salpare, i fumatori e i bevitori, i giocolieri e i moschettieri, i giullari e gli assenti, i matti e i bagatti…

(Dalla prima trasmissione di Radio Alice sui 100.6 MHz FM, la mattina del 9 febbraio 1976.)

Luca Rota
Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre.
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2016
ISBN 9788867932214
Pag.100, € 10,00

In tutte le librerie e sul web

Nella società delle apparenze non c’è posto per il libro (Leo Longanesi dixit)

Il bene, il bello, il giusto sono termini di perfezione, miti, aspirazioni destinati a cedere il passo alla nuova dea, la notorietà. Ora si tratta soltanto di farsi un nome, di uscire dal buio delle masse con qualsiasi mezzo. La pubblicità avanza implacabile con l’aiuto della tecnica, del proletariato e del capitalismo. E’ naturale che al libro, in questo nuovo mondo, tocchi un posto nell’ultima fila.

(Leo Longanesi, citato in Francesco Giubilei, Leo Longanesi, il borghese conservatore, Casa Editrice Odoya, Bologna, 2015, pag.104)

Leo Longanesi: la fabbrica del dissensoInsomma, l’immagine è tutto. Anche Longanesi, più di mezzo secolo fa, lo aveva capito, e aveva capito che, in una società votata all’apparire più che all’essere, qualcosa come un buon libro che è e non può essere apparenza, avrebbe avuto vita grama. Così infatti sta accadendo, se non che, paradossalmente ovvero grazie ad una editoria paradossale, certi “libri” hanno scelto di apparire come tali, più che esserlo. E basta vedere le classifiche di vendita o le paginone promozionali sui quotidiani per capire quali siano – ma non credo che ciò nemmeno serva per capirlo, giusto?

P.S.: cliccate sull’immagine di Longanesi per leggere la mia recensione al testo da cui è tratta la citazione.