Sapete perché “Milan l’è on gran Milan”? Be’, questa sera alle 21 ascoltate RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 1 aprile duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 12a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata Perché Milan l’è on gran Milan!”.

Milano, Europa. RADIO THULE vuole rendere omaggio all’unica città d’Italia veramente europea, realmente cosmopolita, al passo coi tempi, protesa al futuro, l’unica che possa essere paragonata e rivaleggiare con le altre grandi città d’Europa e del mondo. Ormai è innegabile, e viene rimarcato da chiunque, lo scatto in avanti della metropoli lombarda rispetto al resto del paese compiuto negli ultimi anni; ma, nonostante la sua contemporaneità, Milano conserva ancora tanta parte della sua storia, della sua identità peculiare, del fascino antico e delle tradizioni che hanno fatto da solida base culturale e sociale per lo sviluppo odierno. In questa puntata compiremo una breve ma intensa esplorazione della città, delle sue cose più celebri e celebrate, dei luoghi culturali che la rendono così importante, delle curiosità e dei misteri che nasconde tra le sue vie e tra le pieghe della sua storia, dell’essenza identitaria urbana che è ancora ben presente, nonostante le profonde trasformazioni degli ultimi decenni e la sua natura così cosmopolita. Perché appunto, nonostante tutto, come recita il testo di quella notissima canzone dialettale del 1939 di Alfredo Bracchi e Giovanni D’Anzi, «Lassa pur ch’el mond el disa, ma Milan l’è on gran Milan!».

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 15 aprile, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Viva Wierer!

Io continuo a capire molto poco (dunque a non sentirmi affine per nulla a) tutti quegli italiani che continuano a dare così tanta attenzione e considerazione al calcio, gioco francamente divenuto insulso nella maggior parte delle sue “manifestazioni” (e fors’anche per questo sovraccaricato di infinite corbellerie mediatiche in perfetto stile panem et circenses)* quando invece altri atleti italiani fanno cose straordinarie in sport bellissimi e, questi sì, realmente intensi e sempre esempio di autentico agonismo. Come Dorothea Wierer nel biathlon, specialità spettacolare tanto quanto ostica per come unisca sforzo fisico e concentrazione massima, nella quale ha vinto la Coppa del Mondo, prima volta in assoluto per un atleta (femminile o maschile) italiana, e in cui Dorothea ci unisce pure la sua notevole avvenenza.

Che tuttavia, pur nella tanto superficiale opinione pubblica italiana, non servirà a non far scomparire la notizia nel giro di qualche ora da qualsiasi organo d’informazione, sportivo e non, inesorabilmente inondato dalle “notizie” sui tizi in bragoni, spesso coi capelli strani, che corrono dietro un pallone – e sovente senza nemmeno riuscire a segnare un goal in 90 minuti: cosa che a me, ribadisco, sta qui e mi conferma la frequente sostanziale insulsaggine di detto gioco, ecco.

Lodi e glorie imperiture a Dorothea Wierer, insomma – e idem a Lisa Vittozzi, seconda classificata, parimenti brava e bella – sperando di vederla con ben maggiore frequenza sui media insieme a tutti gli altri atleti italiani non pallonari tanto forti, vincenti e sportivamente esemplari quanto ingiustificatamente misconosciuti.

(Cliccando sull’immagine in testa al post potete vedere un servizio RAI dedicato alla vittoria di Wierer.)

*: no, non sto dicendo che il calcio è brutto. Sto dicendo che viene reso molto meno bello e molto più infastidente di quanto potrebbe e dovrebbe essere.

“Il gioco del mondo” al Salone del Libro di Torino ’19

Eccolo qui dunque, fresco fresco di presentazione, il manifesto – firmato da MP5 – dell’edizione 2019 del Salone del Libro di Torino.

Così si legge nel comunicato stampa relativo: “La cultura non contempla frontiere o linee divisorie, la cultura i confini li salta. Supera divisioni, frantuma muri, balza dall’altra parte. Per creare. Come fa il lettore del “contro-romanzo” di Julio Cortázar, grande maestro del Novecento, libro sconfinato e invito alla ribellione, alla fuga e all’avventura, perché costruito in modo che chi legge possa scegliere dove andare attraverso le pagine, da leggere oppure scartare. È Il gioco del mondo, una delle opere più felici e influenti degli ultimi cinquant’anni, titolo e tema scelti per questa 32° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Be’, premesse molto interessanti, nella speranza che il direttore Nicola Lagioia possa fare un ottimo lavoro – ancor più degli scorsi anni, senza nulla togliervi – e trarne assai proficui risultati. Per il Salone e, soprattutto, per i libri e la lettura – è ormai ridondante affermarlo, ma sempre necessario, che di essi c’è sempre più un disperato bisogno, qui.