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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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MONTAG/NEWS: Notizie interessanti e utili dalle terre alte


UNA GRANDE SCULTURA TRA I MONTI DELL’ENGADINA

Dal 27 gennaio scorso fa bella mostra di sé (e lo farà per tre anni) sulle rive del lago di Silvaplana, a Sils Maria (Engadina), “STRIP TOWER (962)”, una grande scultura in piastrelle di ceramica a strisce luminose del noto artista tedesco Gerhard Richter. L’installazione è pensata affinché i visitatori, immersi all’interno di essa in campi di colore e luce, incontrino un lavoro che coinvolge la percezione e la materialità mentre entrano in dialogo con il paesaggio alpino di Sils Maria. La sua presenza riconferma le Alpi come sede di seria produzione culturale, dove la sperimentazione artistica può dispiegarsi con profondità e responsabilità. Ovviamente molti la troveranno brutta e invasiva, molti altri ne saranno entusiasti e la ameranno. L’arte deve fare (anche) questo, in fondo.


C’È TROPPO TRAFFICO NELLE ALPI (MA L’ITALIA NE VORREBBE ANCHE DI PIÙ!)

Mentre le istituzioni governative continuano a parlare – o forse più blaterare – di sostenibilità, l’Italia ha chiesto all’Austria di abolire le misure di gestione del traffico in vigore in Tirolo: una pretesa insensata che, se accolta, provocherebbe impatti ambientali pesantissimi su quella regione delle Alpi creando un pericoloso precedente. Per questo 67 organizzazioni alpine, con la CIPRA International primo firmatario, hanno indirizzato una lettera aperta al Commissario europeo e ai Ministri dei trasporti dei paesi alpini per mantenere le misure di gestione e anzi implementarle, potenziando il traffico merci su rotaia per salvaguardare l’ambiente e proteggere la qualità della vita della popolazione delle Alpi.


IL SUCCESSONE DELLE OLIMPIADI

Milano Cortina un successone? Mica tanto! A partire dall’inizio, dalla cerimonia inaugurale che è lontana dal sold out: ci sono ancora 10mila biglietti invenduti, gli sconti a under 26 e volontari, uniti ai biglietti gratis per i politici, non sono riusciti a riempire lo stadio. E così la Fondazione Milano Cortina ha lanciato una nuova promozione, il “prendi due e paghi uno”, nemmeno fossimo al supermercato. Ciò a confermare un fatto ormai evidente: lo scarso entusiasmo verso queste Olimpiadi, così male organizzate e rese invise a molti nonostante quanto affermato dalla propaganda istituzionale. Un ennesimo aspetto del disastro olimpico, insomma.


«A CORTINA CI VUOLE L’AEROPORTOOOOOOOO!!!»

Non è una notizia recentissima, questa (viene da “GuidaViaggi” del 28 novembre scorso), ma lo sconcerto che ne deriva resta costante nel tempo: la pittoresca Ministra del Turismo in carica continua a pensare che a Cortina d’Ampezzo serva l’aeroporto. «Non cambio idea. Senza aeroporto non faremo il salto di qualità» sostiene. Vista la realtà attuale di Cortina e la sua esasperata turistificazione, viene spontaneo chiedersi di che “qualità” e di quale “salto” stia parlando e, ancor più, come ne parlerebbe alla comunità ampezzana per imporle questa sua “idea”. Come se la pista di bob, la cabinovia Apollonio-Socrepes e tutto il resto di più o meno “olimpico” non fossero già troppo. Oppure hanno ragione quelli che dicono che a Cortina ormai vale tutto?


SENZA SCI LA MONTAGNA MUORE? NO!

Mentre i reggenti dell’industria dello sci, e la politica ad essi sodale, continuano a sostenere che solo i comprensori sciistici possano salvare le montane italiane, aumentano di continuo le località che invece dimostrano il contrario. Su “Montagna.tv” Ettore Pettinaroli racconta l’esperienza di Valsavarenche, che quattro anni fa dismise la propria seggiovia rinunciando consapevolmente al turismo sciistico per valorizzare tutto il resto: cascate di ghiaccio, sci di fondo, skialp e itinerari con le ciaspole nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. E da allora i visitatori continuano a aumentare, mantenendo vivo il territorio e la sua economia.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: miti

Gli orsi che abbattono i cacciatori confidenti (ma è “Lercio”!)

È cosa risaputa che la satira sa essere molto più obiettiva e sagace sulle cose che accadono nel mondo di gran parte dell’informazione propriamente detta, troppo spesso parziale quando non palesemente faziosa, e nel fare satira sagace e obiettiva quelli di “Lercio” sono maestri pressoché ineguagliati, in Italia.

Lo dimostrano perfettamente anche con questa “notizia”:

Al netto delle prese di posizioni polarizzate e strumentalizzate sul tema, che qui non interessano per nulla, Lercio centra perfettamente il nocciolo della diatriba tra uomini e orsi, ironizzando sul lessico standard dei primi e attribuendolo ai secondi con quel «nostro territorio» del titolo della notizia. Da una parte l’uomo abbatte l’orso che invade il suo territorio, dall’altra l’orso invade il territorio dell’uomo perché lo ritiene suo.

Già: ma di chi è il territorio?

È dell’orso perché lo abitava prima dell’uomo? È dell’uomo perché è riuscito a conquistarlo all’orso?

Ovviamente né l’una e né l’altra: è di entrambi.

Ecco, questo è il nocciolo fondamentale della questione, e la base fondante sulla quale si dovrebbe elaborare qualsiasi azione funzionale alla relazione tra uomini e animali selvatici, cioè tra spazio antropizzato e ambiente naturale. Invece, la parte dominante delle due, quella umana, continua a considerare la natura come cosa “altra”, diversa ed esterna alle cose degli uomini, ambito da assoggettare e dominare al volere della “civiltà” umana senza curarsi di cosa possa comportare. Un pensiero quanto mai deviato e dannoso, oltre che stupido: basti vedere le conseguenze vaste e profonde che ha causato al nostro pianeta.

Ma si badi bene: ciò non significa che l’uomo non detenga il diritto di dominanza sul mondo, essendone la razza tecnologicamente più avanzata, ma vuol dire che proprio perché creatura più avanzata l’uomo ha il dovere di porre dei limiti alla propria dominazione planetaria, indicati dalla realtà della coesistenza e coabitazione (nonché coevoluzione) della razza umana e di tutte le altre viventi nel nostro mondo, ciascuna parte ineludibile del suo ecosistema, intuendone altrimenti il potenziale pericolo (anche per se stesso). L’uomo invece, Sapiens quanto si vuole ma sempre un animale come gli altri, in fin dei conti, da questo nostro ecosistema ha voluto eludere, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti (anche se qualcuno non li vuole vedere). L’antropocentrismo massimalista che abbiamo elaborato fino a oggi è pure egoistico: concepisce la natura solo se funzionale ai propri bisogni, dunque in chiave meramente consumistica, mentre è incapace di concepirla quando non lo sia come ad esempio accade ogni qualvolta un animale selvatico faccia l’animale selvatico, cioè se stesso. Per inciso questo accade quasi sempre, a parte rari casi.

Dunque, per lo stesso principio sopra esposto, non sto sostenendo che contro gli animali selvatici in certi casi non si possano prendere anche provvedimenti drastici (anche perché non entro nel dibattito, ribadisco) ma sto antropologicamente affermando che finché non torneremo a essere pienamente consapevoli di far parte, anche noi umani, della natura, e non di ritenersene una cosa diversa, e quindi finché il concetto di coesistenza/coabitazione del pianeta con ogni altro membro dell’ecosistema naturale non sarà parte integrante del nostro bagaglio culturale collettivo, la diatriba nella relazione tra uomini e orsi resterà irrisolta e ogni azione intrapresa al riguardo provocherà molti più danni che vantaggi.

Peraltro un bagaglio culturale, quello appena citato, che dovrebbe contraddistinguerci proprio in quanto Sapiens, “sapienti”, dotati di raziocinio e capaci di ponderazione articolata della realtà del mondo che abitiamo – non da soli, appunto. Invece, a me pare, sovente ci contraddistinguiamo in senso opposto e poi ci autogiustifichiamo dichiarando che gli “animali” sono gli altri, quelli con il pelo o le zampe o le orecchie a punta e i canini aguzzi. Non noi.

Proprio vero, già!

Scritto il 10 dicembre 202410 dicembre 2024Categorie Magazzino,Opinioni,Utensili culturaliTag abbattere,abbattimento,Abrusso,Abruzzo,aggressioni,Alaska,Alpi,Alto Adige,Amarena,ambientalisti,Andrea Papi,animali,animalisti,Annibale Salsa,annullamento,antropizzazione,antropologia,bracconieri,cacciatori,Canada,caso,Charles Freger,confidenti,conoscenza,consiglio di orsi,convivenza,cuccioli,cultura,difesa,ecosistema,educazione,etnografia,etnologia,Europa,fauna selvatica,folclore,fucilate,fucili,Fugatti,giunta provinciale,Homo Salvadego,ignoranza,Il Dolomiti,incapacità,informazione,invasione,ISPRA,Italia,Jelsi,Jj4,Juan Carrito,Kj1,La Verità,LAV,Lega,leggende,Lercio,Life Ursus,marketing,miti,Montagne,Monte Peller,morte,Natura,notizia di Lercio,orsa,orsi,orso,orso confidente,Orso di Segale,Pacobace,Paolo Cognetti,parco naturale,Parco Nazionale d'Abruzzo,paura,politica,precauzioni,promozione,propaganda,quotidiano,rapporto,Regole,Reinhold Messner,relazione,ricorso,runner,sentenza,Slovenia,spray,storia,Tagabbattere,TAR,territorio,Tiziano Fratus,tradizioni,tradizioni alpine,Trentino,Trento,turismo,uccidere,uccisa,uccisione,uomini,uomini e orsi,USA,Valdieri,video,Wilder Mann,Wildermann,zoologo3 commenti su Gli orsi che abbattono i cacciatori confidenti (ma è “Lercio”!)

Qual è il miglior simbolo per la montagna?

[Questo monte è l’Artesonraju, vetta della Cordillera Blanca in Perù che secondo molti ispirò il logo di una delle principali case di produzione cinematografica – intuirete facilmente quale sia. Foto di Frank R 1981, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Cari amici,

vi propongo un’altra domanda alla quale chiedo una risposta, questa volta anche non istintiva e invece più meditata:

Cosa secondo voi simboleggia la montagna più di ogni altra cosa?

Per intenderci, dovrebbe essere qualcosa che, se ci fosse da elaborare un ipotetico “logo” della montagna, ce lo inserireste al centro così che il pensiero di chi lo veda vada subito alle montagne, appunto.

Ogni risposta (una sola, come sempre) è valida, anche se è bene che sia qualcosa di reale, non di astratto o immaginario.

Come sempre, dalle risposte ne trarrò poi un compendio da proporvi successivamente.

Grazie di cuore a chiunque vorrà partecipare e rispondere!

Scritto il 19 luglio 202418 luglio 2024Categorie (L.),Magazzino,Montagne,Opinioni,Utensili culturaliTag Alpi,alpinismo,Alps,Appennino,aquila,bellezza,bosco,Brand,branding,camoscio,Cervino,chalet,concetti,Edelweiss,folclore alpino,foto,ghiaccio,Heidi,idea,immaginario,Immagine,leggende,leggende di montagna,libertà,logo,lupo,marketing,miti,mitologia alpina,montagna,Montagne,mountains,mucca,neve,orso,panorama,Paramount Pictures,peak,pensiero,piccozza,simboli,Simboli della Montagna,simbolo,simbologia,sondaggio,stambecco,stella alpina,vacanze in montagna2 commenti su Qual è il miglior simbolo per la montagna?

L’uomo e il lupo, o il lupo e l’uomo

[Foto di steve fehlberg da Pixabay.]
Sono assolutamente consapevole del fatto che esista un problema relativo alla convivenza tra uomini e lupi e che sia complesso, per certi versi inevitabilmente problematico e in parte culturalmente irrisolvibile, anche a prescindere dalle cause che al momento lo generano. D’altro canto, sono convinto che per favorire la miglior gestione della presenza della fauna selvatica in genere e dei grandi carnivori in primis nei territori antropizzati sia necessario un approccio culturale e politico (sempre e comunque supportato dalla scienza zoologica) per molti aspetti diverso di quello attuale, più oculato e meno strumentalizzato sotto tutti i punti di vista, anche riguardo le azioni da mettere in atto a salvaguardia di tutte le specie e i soggetti coinvolti, che ne gioverebbero globalmente in una dimensione ecosistemica decisamente più equilibrata.

Detto ciò, non posso non constatare come la parte di opinione pubblica e di “società civile” che si proclama avversa alla presenza del lupo, in diversi modi faccia anche più paura dei lupi stessi. L’atteggiamento spesso ricorda quello – se posso usare tale celebre metafora cinematografica – dei nazisti dell’Illinois: sguardo truce, ideologia reazionaria, analfabetismo funzionale a gogò, fucili da caccia con il colpo in canna e la convinzione (non espressa ma palese) che l’unico modo per risolvere il problema sia lo sterminio della specie “demoniaca”, come secoli fa. Un atteggiamento che in certi casi genera anche opinioni che paiono più deliri irrazionali che riflessioni legittime, col solo risultato di rendere ancor più critica la realtà del problema, anche a discapito stesso degli anti-lupisti: al riguardo qui sotto trovate un buon motivo per rabbrividire – oppure ridere a crepapelle, se preferite.

D’altro canto pure nella parte animalista sodale al lupo non mancano posizioni fin troppo radicali dietro le quali si intravede una certa strumentalizzazione ideologica uguale e opposta a quella della parte avversa, col risultato che tutta la questione viene ridotta più o meno malamente e ritorna al punto sul quale si era fermata secoli fa: lo scontro tra civiltà umana e natura selvaggia, il quesito su chi sia più buono e dunque degno di (sopravvivere) nei territori di convivenza, l’uomo o il lupo.

Ecco, sostanzialmente siamo ancora fermi a questo punto, e al momento mi pare che il suddetto quesito resti aperto, con le due parti che cozzano l’una contro l’altra e nel mezzo la politica al solito incapace di fare politica – nel senso originario e virtuoso del termine.

Nell’attesa (vana?) che si diffonda una maggiore presa di coscienza generale sul tema e sulla sua complessità la quale faccia sì che le cose evolvano in meglio eliminando fanatismi, radicalismi e strumentalizzazioni varie e assortite, ho trovato tempo fa una locandina “didattica” diffusa dal Parco Nazionale dello Stelvio (la vedete lì sopra) che indica i comportamenti principali da tenersi nel caso che un uomo incontri un lupo. Utile o meno che possa essere tale locandina, per par condicio ecologica ho elaborato la versione uguale e opposta della locandina che vedete qui sotto. La quale forse qualche utilità “didattica” a sua volta la possiede e non in riferimento ai lupi… che ne dite?

Riflessione finale: la Natura è un ambito semplice da vivere tanto quanto complesso da comprendere, solo che se la si vuol vivere al meglio bisogna altrettanto comprenderla, avendo cognizione dei codici e degli strumenti giusti per farlo (siamo esseri intelligenti, quei codici e strumenti in età adulta dovremmo averli di default). Altrimenti è come avere davanti un bel libro con immagini e testo essendo incapaci di leggere: delle prime si può comunque godere, del secondo non si capirà nulla. Leggere la Natura significa conoscerla, e conoscerla impone di elaborare un’armonia con il suo ambiente: il che sarebbe una cosa naturale (appunto) visto che siamo animali anche noi, ma diventa complessa se non si è in grado di comprendere questa realtà. Dovremmo essere tutti capaci, più o meno compiutamente, di leggere la Natura, proprio perché ne facciamo parte: quando invece ci dimostriamo analfabeti, più o meno profondamente, non ci sarà modo di risolvere alcun problema, questione, conflitto o che altro. Né tra uomini e lupi e nemmeno tra uomini e uomini, ecco.

Scritto il 12 aprile 202411 aprile 2024Categorie (L.),Montagne,OpinioniTag abbattimenti,abbattimento,aggressioni,allarmismi,allevamenti,allevatori,Alto Adige,ambientalisti,ambiente naturale,Andrea Papi,animali,animali selvatici,animalisti,Annibale Salsa,annullamento,antropizzazione,antropologia,bracconieri,branco,cacciatori,cane,cani,cani da guardiania,capre,caso,comportamento,confidenti,conoscenza,contenimento,convivenza,cosa fare,cuccioli,difesa,ecosistema,educazione,etnografia,etnologia,fanatismo,fauna selvatica,folclore,fototrappola,fucilate,fucili,Fugatti,giunta provinciale,greggi,ibridi,informazione,invasione,ISPRA,Italia,l'uomo e il lupo,LAV,leggende,Lupi,lupo,marketing,miti,Montagne,Monte Peller,morte,Natura,orsi,parco naturale,Parco Nazionale d'Abruzzo,Parco Nazionale dello Stelcio,paura,pecore,piano,politica,precauzioni,predazione,promozione,protezione,rapporto,Regole,Reinhold Messner,relazione,reticolati,risarcimenti,scienza,sentenza,Slovenia,spray,storia,strumentalizzazione,Svizzera,TAR,territorio,Trentino,Trento,turismo,uccidere,uomini,uomo,USA,vademecum,valli bergamasche,Valtellina,zoologoLeave a comment on L’uomo e il lupo, o il lupo e l’uomo

Due errori umani fondamentali con gli animali

[Illustrazione – bellissima e commovente – di Fabio Magnasciutti, https://www.fabiomagnasciutti.com/.]
Torno un attimo sulla questione uomini e animali selvatici, orsi, lupi o che altro possano essere; questione che resta ancora priva di qualsiasi buon sviluppo, al momento.

Uno degli errori, comprensibili e istintivi ma pure sostanzialmente irrazionali, che commettiamo noi uomini nel relazionarci con gli animali è quello di umanizzarli: ciò ce li fa sicuramente sentire più empatici ma, di contro, li “normalizza” banalizzandone la specificità e adeguandola funzionalmente al nostro dominio assoluto e indiscutibile del pianeta, parimenti sottoponendoli ai suoi aspetti più negativi.

Viceversa, un errore di pari valore che l’uomo commette nei confronti degli animali è quello di comportarsi con essi in modo bestiale, nel senso più negativo e spregevole del termine. Mai formuleremo una qualche empatia di stampo biologico con altre creature viventi se noi per primi non sappiamo/non sapremo essere empatici. Non siamo in grado di esserlo tra di noi, figuriamoci con le altre specie che abitano questo nostro pianeta.

Ecco, quando riusciremo a non commettere più questi due errori reciprocamente fondamentali, forse potremo cominciare a costruire e sviluppare una relazione finalmente e realmente virtuosa tra uomini e animali.

Per il momento, invece, temo si debba concordare con il grande commediografo francese Tristan Bernard, il quale disse che

Due cose mi sorprendono: l’intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini.

Scritto il 20 settembre 202320 settembre 2023Categorie Magazzino,OpinioniTag abbattere,abbattimento,Abrusso,Alaska,Alto Adige,Amarena,ambientalisti,Andrea Papi,animali,animalisti,Annibale Salsa,annullamento,antropizzazione,antropologia,bracconieri,cacciatori,Canada,caso,Charles Freger,confidenti,conoscenza,convivenza,cuccioli,difesa,ecosistema,educazione,etnografia,etnologia,Europa,Fabio Magnasciutti,fauna selvatica,folclore,fucilate,fucili,Fugatti,giunta provinciale,Homo Salvadego,Il Dolomiti,informazione,invasione,Italia,Jelsi,Jj4,Juan Carrito,La Verità,LAV,leggende,Life Ursus,marketing,miti,Montagne,Monte Peller,morte,Natura,orsa,orsi,Orso di Segale,Paolo Cognetti,parco naturale,Parco Nazionale d'Abruzzo,paura,precauzioni,promozione,quotidiano,rapporto,Regole,Reinhold Messner,relazione,ricorso,runner,sentenza,Slovenia,spray,storia,TAR,territorio,Tiziano Fratus,tradizioni,tradizioni alpine,Trentino,Trento,turismo,uccidere,uccisa,uccisione,uomini,USA,Valdieri,video,Wilder Mann,Wildermann,zoologoLeave a comment on Due errori umani fondamentali con gli animali

Civiltà umana contro Natura selvatica, al solito

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Gli animali selvatici come attrazione. Gli animali selvatici come avversione.

Siamo Super Sapiens, iper tecnologici, creiamo mondi virtuali, stiamo per conquistare Marte per poi giungere chissà dove nello spazio, ma ancora risultiamo totalmente in balìa di archetipi ancestrali che ci rendono incapaci di coesistere armoniosamente con tutti gli altri abitanti di questo nostro pianeta, del quale ci ostiniamo a considerarci dominatori assoluti e altrettanto ostinatamente a dimostrare quanto ciò risulti spesso ingiustificato. Con le tristi e deprecabili conseguenze che di frequente le cronache riportano.

In tema di uomini e orsi, ovvero animali selvatici in genere, ne ho già scritto qualche tempo fa su “Il Dolomiti” qui, e ho ripreso rapidamente ma chiaramente l’argomento rispondendo a una domanda dell’amico Tiziano Fratus nella recente intervista su “La Verità” dedicata al mio libro: potete leggere il passaggio qui sopra.

Ecco, appunto: siamo ancora fermi lì, per il momento del tutto immobili, a quanto mi pare.

Scritto il 4 settembre 20232 settembre 2023Categorie Magazzino,OpinioniTag abbattere,abbattimento,Abrusso,Alaska,Alto Adige,Amarena,ambientalisti,Andrea Papi,animali,animalisti,Annibale Salsa,annullamento,antropizzazione,antropologia,bracconieri,cacciatori,Canada,caso,Charles Freger,confidenti,conoscenza,convivenza,cuccioli,difesa,ecosistema,educazione,etnografia,etnologia,Europa,fauna selvatica,folclore,fucilate,fucili,Fugatti,giunta provinciale,Homo Salvadego,Il Dolomiti,informazione,invasione,Italia,Jelsi,Jj4,Juan Carrito,La Verità,LAV,leggende,Life Ursus,marketing,miti,Montagne,Monte Peller,morte,Natura,orsa,orsi,Orso di Segale,Paolo Cognetti,parco naturale,Parco Nazionale d'Abruzzo,paura,precauzioni,promozione,quotidiano,rapporto,Regole,Reinhold Messner,relazione,ricorso,runner,sentenza,Slovenia,spray,storia,TAR,territorio,Tiziano Fratus,tradizioni,tradizioni alpine,Trentino,Trento,turismo,uccidere,uccisa,uccisione,uomini,USA,Valdieri,video,Wilder Mann,Wildermann,zoologo3 commenti su Civiltà umana contro Natura selvatica, al solito

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