Il “rilancio turistico” del Monte San Primo, un progetto che puzza (veramente)

[Monte San Primo, 17 dicembre 2023.]
A molti di voi che sono a conoscenza e hanno seguito/stanno seguendo la questione del progetto di rilancio e sviluppo turistico del Monte San Primo (“OltreLario: Triangolo Lariano meta dell’outdoor” è la denominazione ufficiale), quello per il quale si vorrebbe riportare lo sci su pista a 1100 m di quota dove ormai a fatica nevica e fa freddo abbastanza per sciare spendendo un sacco di soldi pubblici, forse tale progetto è puzzato fin da subito, come si dice in questi casi.

Be’, sappiate che, nel caso, non avete affatto sbagliato e non solo metaforicamente. Sul San Primo si vorrebbero spendere più di due milioni di Euro (parte dei cinque previsti in origine dal finanziamento) per impianti di risalita, piste da sci, innevamento artificiale, parcheggi e quanto di conseguente, ma non c’è la fognatura.

Proprio così. Lo ammette suo malgrado (visto che non può negare l’evidenza dei fatti) lo stesso Comune di Bellagio, nel cui territorio è posto il Monte San Primo e che rappresenta l’ente capofila del suddetto progetto turistico, a seguito di un’interpellanza del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, associazione che fa parte del Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”.

Ora capirete bene perché il progetto vi puzza!

Dunque, per capirci: il Comune di Bellagio, insieme alla Comunità Montana del Triangolo Lariano, preferisce spendere sul San Primo due milioni di Euro di soldi pubblici in un progetto totalmente scriteriato, vista la realtà delle cose, che realizza infrastrutture sciistiche impattanti in un contesto totalmente inadatto, quindi sostanzialmente fallite prima di nascere, e non si adopera affinché vengano spesi per l’implementazione dei servizi di base territoriali a supporto di chi vive e lavora sul Monte, peraltro in opere che andrebbero – queste sì – a migliorare le condizioni ambientali della zona. Per giunta: si vorrebbero portare molti più turisti sul San Primo in forza delle nuove infrastrutture turistiche senza capire che per questo vi sia la necessità inevitabile di un sistema di fognatura e depurazione delle acque reflue consono al luogo e alle esigenze conseguenti? In un territorio, è bene rimarcarlo, noto per il proprio carsismo il cui sviluppo è solo parzialmente conosciuto e dunque assolutamente delicato e vulnerabile: peculiarità che imporrebbero agli amministratori locali di sistemare al meglio la gestione delle acque subito, senza alcun indugio e prima di pensare a qualsiasi altra iniziativa.

Ecco, ora capirete bene anche la visione e la sensibilità che gli enti i quali supportano il progetto di rilancio turistico manifestano riguardo il loro territorio e i suoi bisogni reali!

Fortunatamente, la massima parte dei media e dell’opinione pubblica sta comprendendo perfettamente l’irrazionalità e la pericolosità del progetto “OltreLario: Triangolo Lariano meta dell’outdoor”. Eccovi di seguito due delle più recenti testimonianze al riguardo, mentre trovate le numerose altre nel sito web del Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”, nella pagina dedicata alla rassegna stampa. Da leggere, ascoltare e considerare approfonditamente.

[Servizio breve ma significativo sul Tg3 regionale del 3 gennaio 2024, dopo il minuto 29′. Cliccateci sopra per vederlo.]
[Articolo sul settimanale “Oggi” del 28 dicembre 2023. Cliccateci sopra per leggerlo.]
 

Il Monte San Primo, la neve (che non c’è) e il freddo (che è caldo)

Andremo a sostituire gli impianti di risalita con un tapis roulant proprio perché è più sostenibile, ovvero il tracciato della pista Baby che si trova in un canalone. Per inciso oggi sul San Primo c’è la neve e in quel tratto che si trova a nord la temperatura è di -5/-7 gradi.

Così si è espresso più volte sui media (ad esempio qui il 5 dicembre scorso) il Sindaco di Bellagio riguardo il progetto di sviluppo turistico (e, in particolare, di nuove infrastrutture sciistiche) sul Monte San Primo, per il quale si vorrebbero spendere un tot di milioni di Euro di soldi pubblici.

Ecco qui sotto, nelle immagini dello scorso 23 dicembre, il “canalone” citato dal Sindaco dove «c’è la neve e in quel tratto che si trova a nord la temperatura è di -5/-7 gradi»:

[Fotografie di Nunzia Rondanini, tratte dalla pagina Facebook “Per il Monte San Primo“.]
Domanda: i responsabili degli enti pubblici (Comune di Bellagio, Comunità Montana del Triangolo Lariano, Regione Lombardia) che sostengono il suddetto progetto, ci sono o ci fanno? Con tutto il rispetto del caso, sia chiaro, ma è inevitabile chiederne conto vivendo tutti quanti – anche il Sindaco di Bellagio, spero – nella realtà e non in una finzione dove valga tutto.

Be’, posto quanto sopra, personalmente resta il dubbio che mi si formulò in testa la prima volta che lessi sulla stampa di questo progetto sul San Primo, cioè che si trattasse di uno scherzo ben congegnato – d’altro canto quelle prime notizie uscirono intorno al 1° di aprile, il dubbio era più che legittimo. Perché veramente non si può essere (e apparire) seri proponendo un progetto talmente scriteriato.