Esseri strani, misteriosi, criptici… o forse no! – questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 25 febbraio duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 10a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata Esseri o non esseri, questo è il mistero!”.

Nell’ambito della scienza zoologica esiste una disciplina molto seguita all’estero ma quasi sconosciuta da noi, e sovente trattata in modo ambiguo e folcloristico nonostante la sua base assolutamente scientifica: è la criptozoologia, lo studio degli animali misteriosi, dall’esistenza ipotizzata ma non ancora dimostrata, ritenuti estinti oppure mitologicizzati dal sentire comune, a torto o a ragione. Nata negli anni ’50 del Novecento grazie all’opera del zoologo belga Bernard Heuvelmans, ha i suoi più celeberrimi simboli nello Yeti e nel mostro di Loch Ness, ma la lista di creature misteriose, avvistate da molti testimoni e tuttavia non ancora accertate, è assai lunga e comprende esseri d’ogni genere e sorta. In questa puntata di RADIO THULE andremo alla scoperta di alcuni di essi, sparsi un po’ ovunque sul pianeta, tanto bizzarri quanto a tutt’oggi resistenti ai tentativi di negarne l’esistenza o di bollarla come puro mito, senza mancare di citarne di nostrani. D’altro canto, a suffragare la bontà della ricerca criptozoologica nonostante la sua particolarità, è stato proprio il ritrovamento nella realtà di creature che si ritenevano leggendarie, come il calamaro gigante, il celacanto o l’unicorno okapi. Insomma, ci sarà di che stupirsi e meravigliarsi, in questa criptica puntata di RADIO THULE!

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 11 marzo, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Gli alieni e i terrestri

Mmm… così di recente ci sarebbe stata “un’ondata di avvistamenti UFO”, a quanto raccontano i media.

Eh! Come no!
Ma veramente i terrestri credono – quelli che avvistano i dischi volanti e gli altri che vi danno credito – che razze aliene infinitamente più intelligenti e tecnologicamente tanto avanzate da saper costruire astronavi in grado di superare distanze intergalattiche ovvero superdimensionali – veramente credono che civiltà aliene del genere siano di contro talmente idiote da prendere contatto con una razza così primitiva, rozza e tremendamente perniciosa (per sé e per ogni cosa abbia intorno) come quella umana qui sulla Terra?

Con tutte le civiltà ben più meritevoli di considerazione e più umane (!) che vivono un po’ ovunque tra le galassie?

Veramente credete a una tale possibilità?

Caspita, certo che ce ne vuole di vanagloria e tracotanza per credere a ciò!

Piuttosto, meno male che le razze aliene che transitano dalle parti della Terra sono talmente intelligenti da non “ragionare” come i terrestri e comportarsi di conseguenza. Altrimenti la “civiltà” umana sarebbe stata eliminata già da un pezzo.
Ecco.

Di città, montagne, folletti, troll…

Ho letto di recente un libro che racconta di uomini e creature misteriose della Natura – folletti, troll ed entità affini, in pratica, ne leggerete a breve di questo libro, qui nel blog; è un tema che peraltro di recente ho studiato a fondo per un lavoro editoriale in progress.
Così, mi sono messo a riflettere sul fatto che, negli ultimi tempi, le narrazioni sulla presenza di tali entità resistono solo nel folclore popolare dei territori meno antropizzati e più discosti dai centri abitati umani: certo, da sempre la presenza del Piccolo Popolo è soprattutto legata agli ambienti naturali, ai boschi, alle montagne (non a caso la traduzione letterale del termine gaelico Sidhe, che indica queste creature, è “popolo delle colline” ove con colline sono da intendersi le montagne) ma un tempo essa si manifestava anche nei villaggi, nei paesi e pure nelle città, mentre oggi da questi luoghi urbani sembra totalmente scomparsa.

Invece sono certo che non sia così. Credo che nelle città e nei territori più urbanizzati il Piccolo Popolo ci sia ancora, in relazione stretta col Genius Loci urbano, custode della sua essenza originaria. Solo che, sgomento per l’azione sovente troppo violenta e barbarica degli uomini nei confronti del territorio naturale di quei contesti urbanizzati, da tale situazione sia fuggito, si sia rintanato nei recessi più nascosti, si sia reso ancor più elusivo e inconcepibile di quanto già non fosse. Non “invisibile”, sia chiaro, semmai non percettibile dacché abilissimo nell’approfittare dell’ordinaria disattenzione umana, della trascuratezza degli uomini contemporanei nei confronti della Natura, della loro insensibilità al riguardo. Che se invece non fosse tale, permetterebbe anche agli uomini ipertecnologici odierni di concepire e “vedere” il Piccolo Popolo con lo sguardo lungo e profondo che solo l’animo sensibile sa generare, e magari di dialogare con le sue creature, persino di guadagnarne come un tempo qualche antica e superiore sapienza, assolutamente preziosa anche oggi.

In effetti gli uomini delle città, a sentire che tra le montagne ancora resistono certe narrazioni popolari su folletti e draghi d’ogni sorta, compatiscono quei montanari credendoli pittorescamente retrogradi; d’altro canto i montanari lo sanno bene – e io che vivo in montagna ne sono testimone – che sono gli uomini delle città non più capaci di vedere e credere al Piccolo Popolo ad essersi retrogradati e disconnessi dalla Natura e dal suo ineluttabile ambito vitale. Ma non lo dicono, i montanari ai cittadini, che altrimenti darebbero loro dei “matti”: un po’ come fanno i matti, quelli veri, quando nella loro follia hanno a che fare con le persone normali.

Di “veri” mostri leggendari appena fuori l’uscio di casa – e lunedì prossimo in radio!

State attenti, quando dalle vostre parti vogliate uscire di casa per una bella passeggiata nei boschi… potreste imbattervi in un Bés Gatòbe, un Re di Béss, un Tatzelwurm o un Basilisco oppure in un altro dei “mostri” che popolano le nostre zone e tutto il Sud Europa!
Creature fantastiche e leggendarie eppur un tempo ritenute reali e che si giurava e spergiurava d’aver avvistato, draghi ed altri esseri spaventosi nelle forme ma assai meno nella sostanza, che hanno fatto parlare di sé per secoli e arricchito di emblematiche narrazioni le nostre culture identitarie – ovvero, in tal modo, “parlando” di noi stessi e della nostra storia anche più delle loro spaventose apparizioni nonché dello sguardo sul mondo e sulla realtà quotidiana in tempi non così lontani e, forse, non ancora passati.

Ne parleremo lunedì prossimo, 29 gennaio alle ore 21, nella prossima puntata di RADIO THULE su RCI Radio!

Gli gnomi n-o-n e-s-i-s-t-o-n-o! O forse sì.

11055401_969622313057724_4110821634647455282_n(Beh, io l’avevo detto. Cioè, scritto. Cliccate sull’immagine per saperne di più e poi leggete qui sotto…)

virgoletteVi ho già detto cosa ne penso circa l’esistenza degli UFO, e su che si facciano avvistare dalle nostre planetarie parti… Bene, e se vi ponessi la stessa domanda riguardo gli gnomi? Cioè, voglio dire, secondo voi: esistono gli gnomi? Sì, proprio quegli omettini alti… Ecco, alti così, e che vivono nei boschi secolari come questo che sto percorrendo con Sandro, sotto gli alberi più maestosi e imponenti, e che hanno barba bianca e in testa un bizzarro cappello così, a cono appuntito color rosso, e che possiedono, dicono di possedere, grande saggezza e conoscenze ancestrali… Ma sì, avete capito di chi sto parlando no?! – un mito classico del mondo naturale, di quelli che hanno infarcito per lunghi secoli favole e leggende proprio perché alcuni li avrebbero visti e incontrati ma mai nessuno ne avrebbe dato prova di ciò, essendo loro già di natura sfuggenti e riluttanti a mostrarsi all’uomo, e per i quali è nata quella tipica iconografia che v’ho detto poc’anzi, riprodotta poi in un sacco di libri, cartoni animati, film… Beh, insomma, vi stavo chiedendo: secondo voi, questi gnomi esistono?
Dite di no?
Ecco, appunto, anch’io dico di no!
Visto? Che ti dicevo?
Il piccolo omettino in piedi sul masso tra le felci del sottobosco mi guarda perplesso, scuotendo la testolina e facendo così ondeggiare lo strano cappello rosso a punta, poi l’indice della sua manina minuscola si mette a roteare accanto alla testa e mi dice: “Per me, tu non sei del tutto normale.”
“Ah, beh, ha parlato mister ordinario, il signor regolare! Sì, perché è normale invece che cosini di 20 centimetri di altezza vestiti così buffamente e con la barba bianca si incontrino tutti i giorni al supermercato o in banca o all’ufficio postale, giusto?!?” L’omettino inclina il capo, con gesto piuttosto commiserante; io riattacco: “Eppoi, hai visto cosa si è concluso prima? L’hanno detto anche loro, tu non esisti, punto e basta! N-o-n-e-s-i-s-t-i!”
“Uff, il tuo padrone qui è più rigido d’un masso di granito!” dice un po’ secco l’ometto barbuto rivolgendosi a Sandro, il quale pare rispondergli con un guaito che si direbbe quasi d’approvazione. Ué, Sandro, cos’è ‘sta accondiscendenza?!
“E comunque, guarda” riprende il piccoletto “tu così desumendo non mi fai che un bel piacere. Sì sì, un gran bel piacere! Non cambiare opinione, mi raccomando!” – “Eeh?!?” faccio io perplesso. – “Sìiiii, un favore bello grosso a essere così intransigente!” e picchia la manina chiusa a pugno sul tronco di un albero lì accanto, toc toc toc. “E’ la nostra fortuna che voi umani non abbiate mai saputo conciliare il razionale con l’irrazionale. Maimaimai! O di qui o di là, e chi è di qui è nemico di chi di là e viceversa. E se invece sareste capaci di unirli… Ah, dove potreste essere ora! Invece no, menomale! Meno male a noi!” ridacchia il microsomatico barba-bianca.
“Beh, ma come si fa’ a unire le due cose?! Come possono non essere antitetiche?” cerco di difendermi io.
“Uh, semplicissimo, non ci vuole molto! Il problema è che quasi tutti voi umani siete specializzati nel confondere e nel travisare razionale e irrazionale, e lo fate soltanto per mere vostre convenienze, sì sì! Così, credete a cose che non esistono per nulla e riuscite pure a spiegarvele, e non credete a cose che esistono perché non le sapete spiegare. Testardi testardi testardi! Per esempio i giganti, le streghe, i supereroi, o dio, i terroristi internazionali, la cicogna che porta i bambini, lo yeti… – (Mmm… Queste cose me le ha già dette qualcuno…) – E Lochness… Hai presente il mostro di Lochness? Ecco, a quello invece ormai non crede più nessuno a parte qualche pseudo-scienziato un po’ svitato. E invece esiste veramente, il caro vecchio bestione subacqueo, ma essendo assai più intelligente degli umani, ha saputo sfuggirvi mooolto facilmente – (Sì sì, qualcuno me l’ha già fatta, ‘sta predica…) – In fondo basta farsi vedere da uno, starsene nascosti con qualcun altro, e il gioco è fatto: il secondo riterrà il primo pazzo, il primo penserà del secondo che è ottuso, e noi ce ne staremo ben tranquilli a vivere la nostra vita. Sì sì!”.
“Hiuyyuiiowof!” mugola Sandro, che evidentemente si trova d’accordo col tipino, mentre io non voglio dargliela ancora vinta, e ribatto: “Però la realtà è sempre soggettiva, e in quanto tale per diventare effettiva deve essere sempre supportata dalla sperimentazione, da una qualche prova riproducibile.”
“Giusto, regola corretta, sì sì!” fa’ su e giù col cappello rosso l’omettino, e subito dopo aggiunge: “Allora anch’io ti dico una buona regola, da tenere sempre ben presente: ogni cosa non è solo ciò che appare, ogni cosa può essere ciò che non dovrebbe essere, ogni cosa che non è, comunque è! Questa è la tripla regola della realtà effettiva delle cose, uh uh, ah ah ah!” e con un balzo fulmineo sparisce nel folto dei cespugli del sottobosco. “Ehi, aspetta!” faccio io, e cerco con le mani di aprire i rami di quei cespugli e far luce tra il fogliame, ma l’ometto barbuto da venti centimetri è tornato ad essere ciò che doveva essere, per ciò che supponevo io, cioè niente, il nulla – sparito, svanito, inesistente. Ehi, però!?! Eh, guarda qua, Sandro! Wow, tiro fuori dal cespuglio un porcino con la cappella che sarà almeno venti centimetri di diametro! Caspita, qua ci sta un risotto coi funghi luculliano per me e Miasmine, e ne avanza ancora!
Mmmm… Momento, però… E se ‘sto fungo da guinness fosse una specie di ripicca dell’omettino, visto che non gli ho dato la soddisfazione del mio consenso – quindi se sembrasse innegabilmente buono e invece fosse velenoso? Beh, a dire il vero il profumo è da acquolina in bocca immediata…
Strano, poi: un qualcosa – qualcuno… – che non dovrebbe esistere mi ha fatto trovare un altro qualcosa che esiste con tutta evidenza, che a sua volta per me se ne sarebbe rimasto inesistente dacché invisibile, introvabile, se non fosse stato per il… l’omettino… Che inesistendo me l’ha fatto esistere. Ehm…
Vabè, Sandro, andiamocene a casa che si sta facendo tardi. Mi toccherà smontare nuovamente il cellulare, modificarlo da generatore olografico ambientale ad alta densità a rilevatore molecolare di micotossine, prima di mettere sul fornello l’acqua per il riso.

Eppoi, forse… Per stanchezza, o che altro… Avrò mica parlato per tutto il tempo con un fungo, credendo che mi rispondesse?!?. In fondo, le dimensioni… Più o meno…
Bah!

(Ecco. L’ho scritto QUI!)