Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 17a e ULTIMA puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 27 giugno duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #17 dell’anno XII di RADIO THULE ovvero l’ultima della stagione radiofonica 2015/2016!
E sarà un gran finale di stagione, quello che andrà in scena in questa puntata intitolata “Arte e musica sul ciglio dell’orizzonte! Ci saranno infatti in studio due prestigiosissimi ospiti: il primo è un gradito ritorno, Alex Torricini, capanàt (gestore, per i non avvezzi a tali gergalità!) del Rifugio Brioschi in vetta alla Grigna Settentrionale – uno dei rifugi più celebri delle Alpi; il secondo è Francesco Bertelè, artista eclettico e innovativo curatore d’arte. «E che ci fanno insieme il gestore d’un rifugio in alta quota e un artista?» chiederete a tal punto. Beh, domanda lecita se non fosse per la straordinarietà di ciò che presenteranno: “Sul ciglio dell’orizzonte”, un programma di eventi musicali, d’arte, presentazioni letterarie e conferenze tematiche che andrà in scena lungo tutta l’estate proprio in vetta alla Grigna Settentrionale, a 2410 m. Ma non solo, perché “Sul ciglio dell’orizzonte” in realtà non sarà che un’anteprima di qualcosa di ancora più straordinario: “a2410”, una delle più originali rassegne artistiche/musicali mai concepite, che dal prossimo anno animerà la cupola geodetica montata sulla vetta della Grigna: un vero e proprio bivacco culturale in quota, con tecnologia all’avanguardia e impatto ambientale zero, per un’esperienza sensoriale ad alta quota affascinante e unica.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Leggere libri è un po’ come salire sulla vetta delle montagne – e viceversa…

120716_books_lC’è da sempre uno strettissimo legame tra frequentazione dell’ambiente naturale e letteratura, due attività parecchio similari sotto molteplici aspetti – e il legame nell’epoca moderna e contemporanea s’è fatto ancora più evidente. Personalmente, quel legame lo sento e lo vivo attraverso la frequentazione della montagna – salire su una vetta e leggere un buon libro sono entrambi atti di elevazione, ne sono più che convinto – e per questo, non solo ma anche, trovo molto significativi eventi come quello organizzato a milano dal GISM, il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna: un gruppo di lettura in cui scambiare, mensilmente, opinioni e commenti su libri di montagna scelti di volta in volta dai partecipanti ovvero un’occasione per aderenti al GISM, simpatizzanti e amanti della montagna per incontrarsi, conoscersi e socializzare all’insegna di una passione comune. Il tutto nel cuore di Milano, alle spalle di Porta Romana, ove si trova dal 1695 una delle più antiche cascine agricole milanesi: la Cascina Cuccagna.
La partecipazione alla serata è gratuita e aperta a tutti, basta confermare la propria presenza all’indirizzo gism.lombardia@fastwebnet.it. Ogni partecipante è invitato a portare con sè il libro che più ha inciso sul proprio rapporto con la montagna e l’alpinismo. Per chi ne fosse interessato, i prossimi appuntamenti con il gruppo di lettura avverranno il 25 novembre, il 16 dicembre e il 20 gennaio.

covergismE’ anche questo, insomma, un modo per rimarcare non solo il già citato stretto legame tra letteratura, lettura e frequentazione degli ambienti naturali – qualsiasi essi siano, e possibilmente (inevitabilmente, vorrei anche dire) quelli meno antropizzati e dove maggiormente vi si possa ritrovare una valida interpretazione del concetto di libertà. Perché la cultura si nutre di libertà e viceversa, e la buona armonia tra uomo e Natura è sinonimo di entrambe, così come i libri e la lettura sono segno identificante della natura umana, della sua volontà di libertà e della capacità di trarne buona e fruttuosa cultura – per sé stessi e per l’intera società.
In fondo si potrebbe pure ipotizzare la similarità del salire su una montagna con il portare a termine la lettura di un libro, ma è inutile dire che di ambiti analoghi, e analoghe similitudini possibili, ce ne sono parecchie. E il fatto che l’uomo contemporaneo (o post-tale) pare non avere un buon rapporto sia con la Natura e sia con la lettura, credo la dica lunga sullo stato generale del nostro mondo.

P.S.: cliccate sull’immagine lì sopra per conoscere meglio il GISM, oppure qui per il gruppo di lettura di Milano.

“Sö e só dal Pass del Fó” sul nr.3 del trimestrale “SALIRE”

cop_Salire_set2015SALIRE, il notiziario trimestrale del CAI – Club Alpino Italiano di Lombardia, dedica nel numero 3 appena uscito ben due pagine (vedi sotto – cliccateci sopra per un formato più grande) a Sö e só dal Pass del Fó, il volume che ho scritto e curato per la sezione CAI di Calolziocorte in occasione del 75° di fondazione e pubblicato lo scorso anno.
Potete scaricare SALIRE cliccando qui (oppure sulla copertina del numero qui accanto), mentre per saperne di più sul volume cliccate qui.
Per chi ne fosse interessato, il libro è in vendita al costo di € 20,00. Per ulteriori informazioni, visitate la pagina facebook del CAI Calolziocorte o il sito web della sezione, oppure chiedete pure a me, ovvio!

INTERVALLO – Tengboche (Nepal), Biblioteca del Monastero

monastery-tengbocheIl monastero di Tengboche, conosciuto anche come Dawa Choling Gompa, è un monastero buddista tibetano della comunità Sherpa situato nel villaggio di Tengboche a Khumjung, nella regione di Khumbu nel Nepal orientale e a ridosso di alcune delle più alte e famose vette himalayane, lungo i cui tracciati di avvicinamento si trova. Una zona paesaggisticamente considerata da molti tra le più belle al mondo e purtroppo duramente colpita dal sisma dello scorso aprile.
Situato a 3867 metri, il monastero è il più grande gompa nella regione di Khumbu in Nepal, e contiene una delle più belle e fornite biblioteche di testi sacri buddisti dell’intera regione.
20inside-tengboche-monasteryimagespic020Cliccate sulle immagini per saperne di più (in inglese).

Di ascensioni alpine, incontri casuali ed “elevazioni” antropologiche – ma non solo…

valdirezzalo_001Dei numerosi e a volte stupendi incontri che ho avuto durante le mie avventure solitarie sui monti (il perché spesso me ne vada da solo dove tanti consigliano di non andare da soli l’ho già spiegato qui, e comunque ho constatato che tale stato di solingo vagabondaggio rende le persone che si incontrano – soprattutto gli indigeni dei posti visitati – molto più inclini al’attaccar cordialissimo e affabile bottone, forse perché fin da subito una persona sola risulta meno invasiva, per così dire, di un gruppo pur piccolo e vociante), ricordo in modo particolare quello con un uomo in Val di Rezzalo, parecchi anni fa, un abitante (credo saltuario) d’una baita in un piccolo gruppo di case… Tornavo dal Corno di Boero, cima soprastante la valle e prospiciente le vette dell’Ortles-Cevedale: ci mettemmo a chiacchierare sulla salita che avevo fatto, e si dimostrò sorpreso tanto quanto felice di come – io forestiero – conoscessi quelle sue zone. Fu forse questa la chiave che (mi) permise l’apertura d’una sorta di intimo archivio della sua memoria: mi raccontò della valle, di quel piccolo gruppo di case nel quale stavamo e che, a parte la sua e poche altre, stavano ormai andando alla rovina, dell’abbandono di quelle terre, dell’incapacità persino tra i nativi locali di riconoscere quanta bellezza e armonia vi fosse lassù, di come la maggior parte dei turisti puntasse unicamente verso le località sciistiche o che offrivano agi, comodità, servizi tipicamente “cittadini”…

swisstopo_rezzaloNelle sue parole, pronunciate con un tono sempre calmo, mai infervorato, piuttosto malinconico e forse rassegnato eppure assai orgoglioso, che ascoltavo come si potrebbe ascoltare un’elocuzione teosofica, vi trovai condensata storia, cultura, fierezza, dignità, socialità, civiltà e senso civico di una montagna che, come altre zone non sviluppatesi (ovvero non sfruttate) nel secondo Novecento grazie all’antropizzazione industriale e dal (reale o presunto) benessere relativo, è stata pressoché dimenticata dalle istituzioni, quasi fosse un territorio inutile, molesto per così dire, fuori dalla dimensione di tempo e dallo spazio. Con le conseguenze sociali poi oggi denunciate da più parti.
Ma vi trovai anche un senso della vita, e per la vita, a dir poco affascinante, quasi epico pur nella sua sostanziale sconfitta – almeno in relazione a quell’ambito in cui stavamo – e nonostante questo lontanissimo, ovvero posto molto più in alto, molto superiore, di tanti altri (pseudo) “sensi vitali” ben più vuoti, privi di qualsiasi autentica umanità, boriosamente “superiori” per proprio autoconvincimento e in realtà sconfitti, sottomessi – anzi, del tutto sgominati dall’aver scelto, coscientemente o meno, di esistere, non di vivere.

03fumeroMi capitano non di rado incontri del genere, durante le mie uscite in quota. Sempre cordiali e gradevoli, a volte sono particolarmente illuminanti – come quello qui descritto – mentre altre volte più semplici ed essenziali, per così dire. Tuttavia in un modo o nell’altro, e posso dire sempre, mi hanno insegnato qualcosa, e al proposito mi torna in mente una citazione letta di recente di Sandro Fontana (piuttosto antitetica rispetto a ciò che egli fu, ma tant’è), che in fondo rivela perché tali incontri siano così interessanti:
Il montanaro sa, per esperienza secolare, che la vera forza consiste nel controllo della forza stessa e che la natura può essere signoreggiata solo da chi ne conosce le regole, ne asseconda i ritmi, ne interiorizza le cadenze. Il rispetto sapiente delle leggi naturali e dei rapporti di forza è stato perciò interpretato come sordida sottomissione o come resa impotente e magica alla fatalità. L’abbaglio è grossolano.
Ora, provate a sostituire “natura” con “società” e “leggi naturali” con “ordinamento giuridico” e capirete meglio tutto quanto.