La (mala)fede nell’editoria

Dalla pagina facebook di Tiziano Fratus:

Ora racconto un episodio che dimostra alcune dinamiche dell’attuale mondo editoriale. Alcuni anni fa ho avuto un incontro con due editor storici di una importante casa editrice italiana. Una delle più importanti. Parlammo. E fu anche simpatico. Credo che qualsiasi scrittore italiano si sentirebbe lusingato di intavolare un discorso per un eventuale nuovo libro con questa fondamentale casa editrice. Orbene. Si parlò di diverse eventuali ipotesi, ed io arrivai, bello bello, con un’idea che custodivo da lungo tempo e a cui tenevo moltissimo. Una delle esperienze per me più significanti, lo era al tempo e continua ad esserlo, tutt’ora. Citai anche un’autrice che a me piace e che c’entra con questo “tema”. Appena lo dissi vidi quello sguardo, quello sguardo che mette insieme, che apre un nuovo varco ma, che non ti riguarda. E infatti l’idea a me venne respinta, ma a quella autrice venne affidata. Sono contento che lei abbia poi fatto bene, ma non ne avevo alcun dubbio. Però non esiste, nell’Italia di oggi, che io possa rivendicare giustizia per un torto del genere, per questo tradimento di fiducia. Io ti consegno qualcosa di così delicato, prezioso, intimo, tu lo prendi e ne fai quel che vuoi e guai a dirlo, perché a quel punto ti minacciano, ti annientano. Ti vorrebbero azzerare. Io poi ho scritto e pubblicato quel che avevo da dire su quel percorso, ma mi è rimasto un vuoto. Ho smesso di fidarmi degli editori, degli editor, di tanta gente che abita questo minuscolo universo che è l’editoria. Tutto questo, secondo me, è un gran peccato. E non è affatto un bel segno.

Non ho molto da aggiungere a queste imprescindibili osservazioni di Fratus. Mi viene solo da dire che, sovente, noi autori abbiamo smesso di fidarci degli editori perché gli editori hanno smesso di fidarsi di loro stessi e della buona letteratura. Solo che noi lo facciamo a ragion veduta, loro invece l’hanno fatto più o meno inconsciamente e, non di rado, per ragioni ben più basse e bieche.

Inutile dire, poi, che non tutti gli editor-i sono così. Tuttavia, nell’attuale stato delle cose, sapere che ve ne siano ancora di quelli capaci di non farsi trascinare oltre il limite dell’oscuro burrone nel quale da tempo molta editoria nostrana si è gettata è ormai motivo di sempre più magra consolazione, ahinoi… (e con “noi” intendo tutti noi appassionati di libri e buona letteratura in genere, non solo gli autori o chi è parte più o meno interessata del mondo editoriale. Ergo, ahinoi tutti! – ribadisco.)

Il cretino grammaticale

[…] Non sono del resto gli incolti a spingere le lingue verso il futuro. È chi è sensibile all’andazzo. Chi sta sulla cresta dell’onda e fa da modello di comportamento sociale.
Robert Musil diede una definizione del tipo umano in questione. In una conferenza sulla stupidità tenuta a Vienna nel 1937 (quindi, sull’orlo dell’abisso), lo differenziò anzitutto dallo stupido predisposto alla devianza, com’è l’ignorante autentico. Stupido anch’esso, definì il tipo che invece ingrossa le mode, ma per eccesso d’adesione al mondo. Campione di un morbo incurabile della cultura: il conformismo. Per paradosso, stupido proprio in quanto di successo e socialmente tenuto per intelligente. “La prevalenza del cretino” di Fruttero e Lucentini illustrò i modi di tale successo, decenni dopo.
Nei mutamenti linguistici, va dunque riconosciuto un ruolo al cretino. Lo si può, anzi lo si deve fare senza spregio, con modi conoscitivi e estendendo anche alla diacronia linguistica, che rischia di essere in proposito esemplare, lo spirito del programma assegnatosi nel 1981 da Raymond Aron con queste parole (qui recate in italiano): “E dico spesso che l’ultimo libro che vorrei scrivere dovrebbe trattare, sul finire, del ruolo della stupidità nella Storia”. Intento cui lo studioso francese non fece in tempo a dare séguito e che, per vastità e profondità della materia implicata, più che ambizioso, può definirsi temerario. […]

(Da un bell’articolo di Nunzio La Fauci su Doppiozero circa l’uso della perifrasi nell’italiano parlato e scritto contemporanei, intitolato Mutamento e prevalenza del cretino e che potete leggere nella sua interezza qui. Cioè, che dovete leggere, dacché assai illuminante e non solo dal punto di vista linguistico-grammaticale.)

Le notizie di giornata

Una delle app d’informazione che mi ritrovo sul cellulare questa mattina così riassumeva, nella consueta notifica superstringata, la cronaca quotidiana: Manovra, X Factor e le altre notizie di giornata.

Ah, bene! – mi sono detto. Così sono queste le due questioni fondamentali del paese, oggi. Da una parte, uno spettacolo mediatico viepiù scadente nel quale personaggi che si dicono dotati di talenti e capacità varie ma che sovente non ne hanno per nulla si mettono in scena l’uno contro l’altro tra i propri sostenitori urlanti cercando di raccattare più consensi possibile; dall’altra, X Factor.

Siamo messi proprio bene! – ho pensato tra me.