Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 2a puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, diciannove ottobre duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #2 dell’anno XII di RADIO THULE. Titolo della puntata, “Lo sconosciuto che salvò la Terra dall’Armageddon”.
A volte dalle pieghe più nascoste della storia riemergono fatti a dir poco incredibili e assolutamente fondamentali, che tuttavia restano sconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone.
Ad esempio: vi dice niente il nome di Stanislav Evgrafovič Petrov? Beh, è un signore russo, oggi settantaseienne, ex ufficiale dell’Armata Rossa, che vive in un piccolo appartamento alla periferia di Mosca. Ed è colui grazie al quale noi tutti – o almeno noi di una bella fetta di pianeta – siamo ancora vivi. RADIO THULE in questa puntata vi racconterà una storia incredibile, che pare uscita da un film eppure assolutamente vera, nella quale un uomo del tutto normale si è trasformato in colui che ha salvato la Terra dall’Armageddon nucleare.

worldcitizenawardDunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Se un orologio elettronico artigianale di un ragazzino americano scocca l’ora dell’inizio della fine di una civiltà (forse) avanzata

CPAFMKrUkAABI2aAhmed Mohamed è un classico teenager americano. 14 anni, piuttosto bravo a scuola, appassionato di elettronica, t-shirt della NASA di ordinanza, il sogno di diventare ingegnere. Probabilmente, per le passioni che coltiva, è contento di vivere in uno dei paesi più avanzati – tecnologicamente, almeno – al mondo.
Già, perché Ahmed è di origine sudanese, e qualche giorno fa, sperando di impressionare i suoi docenti e dimostrare le sue capacità in ambito tecnico-elettronico, ha portato a scuola una sveglia digitale costruita a casa. Un normalissimo orologio elettronico che ha saputo costruire e far funzionare da sé, roba che molti di noi non saprebbero nemmeno come iniziare a fare. Un tipo di talento Ahmed, insomma.
Beh, la scuola ha chiamato la polizia, ha fatto arrestare Ahmed il quale è stato portato via in manette e chiuso in cella (!), lo ha sospeso: tutto ciò perché quella normalissima sveglia “poteva essere un ordigno esplosivo, o avrebbe potuto servire per esso.” E nonostante la polizia – che, ormai è appurato, negli USA non è fatta di geni come è piena la NASA stessa o il MIT o altre celebri/celebrate istituzioni americane – abbia del tutto appurato che quella di Ahmed sia effettivamente una sveglia (!), continua a sostenere di poter/dover incriminare il ragazzo per la potenziale ipotetica minaccia – ovviamente intesa di matrice terroristica e integralista.
Trovate la cronaca dettagliata di quanto accaduto in questo articolo tratto dal The Dallas Morning News (in inglese, ovviamente; ne trovate anche in italiano, visto che in queste ore la notizia è stata trattata da molti organi di informazione nostrani).

Islamofobia, senza dubbio. Ma qui, ahinoi, credo si sia pure raggiunto un livello superiore – o inferiore, se vediamo la cosa in termini sociologici. Siamo al punto che una nazione avanzata, anzi, la più avanzata del pianeta sotto molti aspetti, soggiogata e lobotomizzata da anni di fobie assolutamente artificiose – ben al di là di quelle sostenibili nel post-11/09/2001, senza ora considerare nulla di più di quell’evento, che non è il caso – e rinchiusasi in una pretesa e presunta autodifesa da non-si-sa-bene-cosa di natura tremendamente manichea – “chi è come noi è amico, tutti gli altri sono nemici!”– ha forse superato il punto di non ritorno lungo la curva del degrado sociale e intellettuale, trasformando la xenofobia generatasi da quei processi di lavaggio del cervello di massa a fini geopolitici internazionali (ma non solo) in isteria e impulsività ingiustificata e autodistruttiva. Un processo che – appunto in una bieca (d)evoluzione del metro manicheo sopra esposto – mette tutti contro tutti, ognuno potenzialmente nemico dell’altro, rompe l’equilibrio dei rapporti interpersonali e fonda la correlazione tra individui non più sulla solidarietà della comunità sociale ma sulla potenziale ostilità, sul chi-va-là continuo, sul mors tua vita mea totalitario e definitivo.
Tutto ciò non rappresenta altro che la fine di una civiltà – avanzata o presunta tale. E’ il suo suicido lento, l’eutanasia involontaria ma inevitabile e letale. Ma forse, ancora prima, è la prova che questa civiltà “avanzata” e dunque presuntuosamente superiore, non è affatto tale. Anzi: nella sua compiaciuta e infondata convinzione di essere migliore di altre, ha covato in sé il germe di un’inferiorità tanto letale da risultare fatale, senza nemmeno rendersene conto.
Che poi, probabilmente, qualche pericoloso terrorista vi sarà pure, in essa, mischiato tra la gente “normale”; ma per tutto quanto sopra non saprà riconoscerlo e/o lo confonderà con tanti innocenti, moltiplicando la forza del processo di autodistruzione sociale in corso e corrompendo in maniera definitiva il senso di quel “normale” che ci fa sentire “bene” e accettati dal mondo ma dietro il quale quasi sempre nascondiamo la nostra drammatica, letale perdita di identità, di cultura e di umanità.

P.S.: ah, se non fosse chiaro, questo non è un post che tratta di cronaca o di politica, ma di cultura. Al 100%.

Francesco Bonami, “Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata”

cop_Bonami-CattelanMaurizio Cattelan è il più importante artista italiano vivente.
Bene, potrei chiudere anche qui la presente recensione, confidando nel fatto che, quando uno raggiunge un certo status, tutto ciò che lo riguarda inevitabilmente assume la stessa valenza – circostanza che peraltro nell’arte contemporanea è parecchio diffusa.
Tuttavia, la questione non è – e non può essere – così semplice. Innanzi tutto perché Cattelan è un artista (ribadisco, l’italiano più importante, oggi) senza essere un artista. Voglio dire, i suoi lavori sono opere d’arte, tali considerati e peraltro dotati di senso e valore assolutamente tipici di certa arte contemporanea di matrice politica (quantunque nel libro sia affermato che artista politico e/o impegnato non lo è affatto), ma più che un artista propriamente detto, Cattelan lo definirei più un agitatore artistico, un provocatore nel senso più alto del termine ovvero non colui che faccia soprattutto casino per far parlare di sé, ma che lo faccia per far parlare di qualcosa, e per istigare su quella cosa un certo brain storming collettivo e pubblico. Anche se, poi, la forte carica ironico-sarcastica di tanti suoi lavori tende a lasciare nel (grande) pubblico meno avvezzo alla contemporaneità artistica una sensazione di diletto, più che di ponderazione e di giudizio.
D’altro canto, pure questo Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata (Mondadori, collezione “Strade Blu”, 1° ediz.2011) che Francesco Bonami – a sua volta uno dei più importanti personaggi della critica artistica contemporanea italiana (e non solo), nonché mentore di Cattelan – gli dedica non è una vera autobiografia…

Leggete la recensione completa di Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

INTERVALLO – Roma, “Barattolo” Book Bar

BARATTOLO1I book bar, locali gastro-letterari nati a New York – in buona sostanza un’evoluzione gastronomica dei classici caffè letterari -, cominciano a diffondersi sempre più anche in Italia.
Barattolo è uno dei più interessanti di Roma – “not ordinary library”, si può leggere nell’insegna: così chiamato per il fatto che presenta tutte le pietanze del suo menu in un barattolo di vetro, offre non solo da cibare lo stomaco ma pure la mente (e lo spirito), grazie alla ben fornita libreria e ai numerosi eventi letterari organizzati nel corso dell’anno, tra i quali presentazioni di libri e/o cd, reading, concerti ed altro del genere.
Beh, certamente, in un paese così allergico alla lettura come l’Italia, anche questa può rappresentare una buona (in tutti i sensi!) opportunità per invertire la tendenza, unendo l’utile al dilettevole – ma fate voi se la lettura sia da considerare “utile” o pure essa “dilettevole”, come io sarei del parere!

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare la pagina facebook del Barattolo.

INTERVALLO – Ridgefield (USA), The Walker Library of the History of Human Imagination

jay-walker-library1Una delle più bizzarre biblioteche esistenti al mondo, senza dubbio – peraltro intendendo il termine “biblioteca” in modo alquanto ampio…
La Walker Library of the History of Human Immagination – ovvero la “Biblioteca della Storia dell’Immaginazione Umana”, un titolo che è tutto un programma! – è stata fondata nel 2002 ed è di proprietà di Jay Walker, della cui abitazione occupa un’ala (!). Walker, inventore, imprenditore e presidente della Walker Digital (un laboratorio di ricerca e di sviluppo privato focalizzato sull’utilizzo di reti digitali per creare nuovi sistemi di business) ha voluto creare una sorta di wunderkammer contemporanea ricolma non solo di libri (ve ne sono custoditi circa 30.000) ma pure di oggetti in un modo o nell’altro iconici per la storia della civiltà umana: ad esempio una pagina da un originale della Bibbia di Gutenberg, uno scheletro completo di un sauro di circa 45 milioni di anni fa, un dispositivo di Enigma per la comunicazione crittografata nazista, un manuale di istruzioni per il razzo Saturn V della NASA e persino uno Sputnik originale. Il tutto conservato in un ambiente unico che di per sé è già un’opera d’arte architettonica e di interior design.

library_walker3jay-walker-library4jay-walker-library3jay-walker-library2Cliccate sulle immagini per saperne di più, oppure qui (in inglese).