Finalmente una notizia “gravitazionale”!

“È stato fatto il primo passo in un’astronomia completamente nuova, confrontabile alla rivoluzione che Galileo Galilei inaugurò rivolgendo il suo cannocchiale verso il cielo.”

Ecco, quella della prima cattura (italiana) del segnale generato da onde gravitazionali sì che è una notizia!

Una notizia vera, importante, di quelle che realmente possono cambiare il mondo in cui viviamo ovvero la visione che abbiamo di esso, e aprirci nuove prospettive delle quali nemmeno sappiamo comprendere l’ampiezza! Una notizia che, per quanto mi riguarda, spazza via qualsiasi altra che quotidianamente ingolfa buona parte degli organi di informazione, a partire da quelle sulle varie e assortite buffonate dei politici. Un sacco di non notizie inutili e spesso pure stupide; il resto è mera cronaca o informazione pratica: necessaria e doverosa, assolutamente (soprattutto se vengono ben fatte e comunicate: cosa rara, ormai), ma quando ti comunicano che qualcosa che prima non conoscevamo e sapevamo può cambiare il mondo in cui tutti viviamo al punto da essere paragonata alla rivoluzione avviata da Galileo Galilei col proprio cannocchiale – come (vedi sopra) ha dichiarato Giovanni Losurdo, coordinatore del progetto Advanced Virgo al quale si deve la cattura – beh, è un evento fantastico, emozionante e – ribadisco – veramente importante.

Anche perché, come in altre occasioni, sono notizie che, pur indirettamente tanto quanto paradossalmente, ci rimettono coi piedi per terra, a noi terrestri mortali con le nostre stupide facezie quotidiane o con le malvagità d’ogni sorta che siamo da sempre così capaci di mettere in atto, ma pure solo con la nostra rozza piccolezza intellettuale, come quella del tizio che su uno dei siti d’informazione che fornisce la notizia ha commentato: “Altri miliardi da spendere per non vedere niente di utile…”, con un atteggiamento niente affatto raro nella cosiddetta “opinione pubblica” contemporanea. Eh, in effetti è un peccato non essere rimasti all’età della pietra per poter avere una solida clava tra le mani e palesare al tizio tutto il dissenso necessario in modo incontrovertibile!

P.S.: cliccate sull’immagine in testa al post per aprirla in un formato più grande, oppure leggete qui l’articolo di Focus dal quale è tratta.

Milano, Via Demetrio Stratos

Un personale e sentito plauso va anche al Comune di Milano, che con una cerimonia svoltasi ieri, nel 38° anniversario della morte, ha intitolato una via cittadina all’immenso Demetrio Stratos, senza alcun dubbio uno dei più grandi musicisti – nell’accezione più alta, artistica e culturale del termine – di sempre. “La” voce in senso assoluto, per quanto mi riguarda, non solo per le fenomenali capacità tecniche ma pure per quanto sia riuscito come nessun altro a fare della voce un elemento profondamente umano, assolutamente dal punto di vista antropologico, filosofico, espressivo nonché – ovviamente – artistico.

Stratos sosteneva che «La voce è oggi (ovvero quasi 40 anni fa: figuriamoci nel presente! – n.d.s.) nella musica un canale di trasmissione che non trasmette più nulla.»: bene, egli dimostrò in modo tutt’ora ineguagliato che la voce può invece trasmettere tutto, ovvero molto di più di quanto si possa credere e ci venga insegnato a fare. Ed è bello che anche Milano, città alla quale Demetrio Stratos era particolarmente legato, da ieri “trasmetta”, per così dire e per quanto possibile, il prezioso retaggio artistico-culturale di un fenomenale artista e della sua incredibile voce – la più grande mai udita, ribadisco.

Ritrovare il fascino e la storia dei luoghi abbandonati… con Jussin Franchina in RADIO THULE, questa sera su RCI Radio!

radio-radio-thuleQuesta sera, 22 maggio duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 15a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE, intitolata Di luoghi abbandonati e storie ritrovate!

Si sa, la nostra società non ha memoria. E non solo abbandona all’oblio del tempo ricordi, fatti, verità, ma sovente interi luoghi. L’Italia, infatti, è piena di spazi abbandonati d’ogni genere e sorta, da piccoli edifici fino a interi borghi: un autentico paradosso per un territorio sempre più cementificato. Dunque, riscoprire e indagare i luoghi abbandonati significa far rinascere storie di uomini e donne, di vite, di lavoro, singole esistenze ovvero trame sociali multiformi, in un processo dalle forti valenze metaforiche e dall’importanza notevole, in primis proprio per conservare la memoria d’un passato lontano o recente che è comunque base fondamentale per qualsiasi futuro. Jussin Franchina, scrittrice e giornalista, da tempo indaga i luoghi abbandonati per riscoprire le loro storie e ricavarne intriganti narrazioni: con lei, in questa puntata, scopriremo questa pratica, da alcuni già definita “abbandonologia”, e visiteremo virtualmente alcuni luoghi abbandonati nonché la sua visione di essi e del (nostro) mondo che vi sta intorno.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (Streaming HD)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Le persone intelligenti dicono parolacce?

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Stronzate!

(Fosse solo per come tanti, leggendo cose del genere, nella propria rozza ottusità si crederanno ancora più intelligenti di quanto già non pensino e dicano di essere, e lo annunceranno al mondo intero nel modo più triviale possibile, sancendo nuovamente e stavolta in modo irrefutabile – se ce ne sarà bisogno – l’esatto opposto. Amen.)

Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, l’11a puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 7 marzo duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #11 dell’anno XII di RADIO THULE intitolata: “Trivellare o non trivellare, questo è il (bel) problema!” Una puntata che sta sul pezzo, come si dice in gergo industrial-giornalistico, ove il “pezzo” è la questione del prossimo referendum sulle concessioni petrolifere nei mari italiani e, in generale, sull’opportunità di cercare o meno, oggi, il petrolio sul territorio nazionale. Al di là dei titoloni e delle notizie spesso superficiali dei media, delle polemiche politiche e degli arroccamenti di parte, in questa puntata RADIO THULE cercherà di fornirvi il maggior numero possibile di dati obiettivi in modo da comprendere meglio la questione e poter formulare al riguardo una propria libera e consapevole opinione personale.

(Cliccate sulla mappa per un formato più grande e leggibile.)
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Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!