INTERVALLO – Aarhus (Danimarca), “Dokk1” Public Library

Aarhus-new-culture-centre000Inaugurata lo scorso 20 giugno 2015, Dokk1 è la più grande biblioteca pubblica dell’intera Scandinavia. Si estende per 30.000 mq e fa parte del progetto Urban Mediaspace, attuato con lo scopo di riqualificare la (già bellissima – testimonianza personale diretta!) città di Aarhus e rendere le banchine del porto maggiormente vivibili per la popolazione. Non solo, Dokk1 si contraddistingue anche per essere una vera e propria centrale ad energia solare, rispondendo in pieno ai requisiti della Danish 2015 energy classification, grazie ai ben 3.000 mq di pannelli solari piazzati direttamente sul tetto. In tal modo la struttura è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed anzi produce più energia di quanta ne abbisogni, considerando che l’edificio è già di per sé ampiamente illuminato essendo quasi totalmente costituito da pareti di vetro.

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più, oppure qui per visitare il sito web dello studio Schmidt Hammer Lassen Architects, che della biblioteca è il progettista.

Se fossi sereno potrei ancora scrivere? (Piero Manzoni dixit #2)

Soprazocco è un gran bel posto. Sì, forse potrei passare qui tutta la mia vita. La campagna è così serena che rende sereni anche noi. Potrei così dipingere e scrivere pur lavorando… Ma non so se questa è saggezza o viltà. Viltà nel senso di fuga dalla vita che in realtà dovrei affrontare. D’altra parte se fossi sereno potrei ancora dipingere o scrivere?
E poi… credo comunque che sono cose che dovrò risolvere scrivendo.

(Piero Manzoni, citato da Dario Biagi in Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni, Stampa Alternativa, Viterbo, 2013 p.24, citando a sua volta Germano Celant, Piero Manzoni. Catalogo Generale, Skira, Milano, 2004, p.587)

Piero_Manzoni_foto_Giovanni_Ricci1Piero Manzoni è stato un grandissimo artista fors’anche perché non è stato solo un artista, ovvero non solo un creatore di arte visiva. Ha scritto anche moltissimo, quasi che l’attività letteraria e la riflessione intellettuale da cui nasceva, nonostante spesso restava cosa privata, non potesse non accompagnare il processo di creazione artistica. Al proposito, ha lasciato uno degli esperimenti artistico-editoriali più illuminanti dell’intero azimuth_copertineNovecento, la rivista Azimuth, che pur in solo due numeri ha saputo generare un gran scossone intellettuale nell’ambiente artistico e critico nazionale, sovente moooooolto conservatore e assai svagato.
Ma, nella citazione sopra pubblicata, Manzoni pone all’attenzione di tutti uno dei più grandi quesiti intorno alla creazione letteraria: “Se fossi sereno potrei ancora dipingere o scrivere?” Ovvero: per scrivere, e intendo dire scrivere grandi testi, bisogna necessariamente essere in un qualche stato di tormento intellettuale e spirituale? Solo l’agitazione derivante da ciò può far frizzare nell’autore quelle piccole/grandi scosse elettriche che mettono in circolo la migliore e più fervida creatività? In effetti, di grandi scrittori e creativi dall’animo tormentato la storia è a dir poco ricolma. Di contro, uno stato di quiete, di calma, di serenità di mente e d’animo, di assenza di qualsivoglia pur minimo tormento, potrebbe veramente cagionare, come effetto collaterale, un rilassamento intellettuale tale da impedirci di scrivere grandi, articolate e compiute storie?
Un quesito non da poco, insomma.
Che ne pensate, voi?

P.S.: qui trovate la mia recensione de Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni.

Dario Biagi, “Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni”

il-ribelle-gentilePer interessi del momento, o per insolite coincidenze, ultimamente mi trovo ad avere spesso a che fare con personaggi che nella vita hanno saputo essere creativi e innovativi oltre la media e fare cose assolutamente avanti, se non rivoluzionarie, senza tuttavia che il loro talento, capacità e/o genialità sia stato riconosciuto se non tardivamente, in patria (qui, intendo ovviamente), mentre all’estero sì, con tempestività e consapevole interesse.
Di tali personaggi, se ve ne uno che può tranquillamente ambire alla palma di esempio più significativo per la relativa categoria è certamente Piero Manzoni. Artista geniale, innovatore più di tanti altri, anticipatore di stili, concetti, tendenze, invenzioni, intelletto costantemente in moto, curioso, illuminante, sagace, mordace. Eppure Enrico Baj ricorda: “Dicevano che non capiva niente, che era un ritardato, che era uno schifoso: poi morì giovanissimo, e divenne bravo, bravissimo per tutti e i suoi quadri andarono alle stelle.” Al solito, una società ipocrita e ignorante come quella italiana mise in campo contro Manzoni uno dei suoi atteggiamenti più classici, ancora oggi molto in voga in mille altre circostanze, dunque c’è necessità assoluta che a più di cinquant’anni dalla morte di Manzoni vi siano nuove e dettagliate testimonianze della sua grandezza. Ottima in tal senso è Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni di Dario Biagi (Stampa Alternativa, collana “Eretica Speciale”, pp.152), biografia concisa ma dettagliata che percorre tutta la parabola di vita dell’artista lombardo, osservandolo sia in veste di artista che di uomo e senza tralasciare le parti di essa più oscure e discutibili…
83cc1ab2b62cca369cc25604ae561486_oJlzSPYVbvUywLeggete la recensione completa di Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

INTERVALLO – Copenhagen, Det Kongelige Bibliotek / Biblioteca Nazionale di Danimarca

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Un INTERVALLO fin troppo classico e scontato per quella che è tutt’oggi una delle più belle biblioteche pubbliche del mondo, eppure imprescindibile per una sezione, come questa del blog, che si occupa di bei luoghi dedicati alla cultura – e a quella letteraria in primis.
Ho avuto la fortuna di visitare il Diamante Nero – come è denominata la Biblioteca Nazionale di Danimarca, che riflette le proprie superficie scure nel porto di Copenhagen – e di gironzolarvi dentro per un bel po’… Scontato dirlo (appunto), ma è un luogo in cui l’equilibrio tra l’involucro architettonico, la percezione che ha di esso il fruitore/visitatore e, una volta dentro, la funzione di conservazione e di offerta della cultura letteraria (in senso simbolico come pratico) raggiunge un’armonia tra le più mirabili. Ciò anche grazie all’attenzione particolare che in Scandinavia viene posta nella diffusione e nella fruibilità pubblica di tutto quanto è e fa cultura, non bisogna dimenticarlo.
Cliccate sull’una e sull’altra immagine per saperne di più.
The-Royal-Library-Design-by-schmidt-hammer-lassen-architects