Il caos, senza i libri (Fëdor Dostoevskij dixit)

Lasciateci soli, senza libri, e ci confonderemo subito, ci smarriremo: non sapremo dove far capo, a che cosa attenerci; che cosa amare e che cosa odiare, che cosa rispettare e che cosa disprezzare.

(Fëdor Dostoevskij, Memorie dal Sottosuolo. A proposito della neve bagnata, X, nota introduttiva di Leone Ginzburg, traduzione di Alfredo Polledro, Einaudi, Torino, 2002, p.132. Orig.: Zapiski iz podpol’ja, 1864)

L’avesse saputo, il buon Dostoevskij, che oltre a rischiare sul serio di lasciarci senza libri – o meglio, con libri senza lettori e al posto dei libri stessi – chi governa il mondo di contro non ci lascia mai senza la TV, quale “insegnante” sempre più presente e influente di ciò che si deve odiare, amare, rispettare o disprezzare. E il risultato di ciò è anche peggiore di quanto Dostoevskij suppose: perché il non sapere crea di certo smarrimento, ma il credere di sapere senza realmente sapere nulla crea una inesorabile schiavitù.

La recensione di “Lucerna, il cuore della Svizzera” su MicroEditoria.com

Anche MicroEditoria, il blog di informazione sulla microeditoria italiana, ha dedicato un bell’articolo/recensione al mio ultimo libro. Ve lo propongo di seguito, ma non prima di ringraziare di cuore la redazione del blog per lo spazio dedicatomi. (E potete cliccare qui per leggere l’articolo in originale.)

virgoletteLucerna, il cuore della Svizzera, Luca Rota, Historica Edizioni collana Cahier Viaggio, 2013

In questo libro verrete accompagnati sulle rotte nascoste di una incantevole Lucerna, in un formato assolutamente “da viaggio”, comodo da riporre nella tasca della giacca oppure in valigia senza che rubi troppo peso e spazio, peraltro ad un prezzo assolutamente popolare, solo 5 Euro.

Il libro e l’autore ci guideranno nelle vie nascoste di una città incantevole che il turista ordinario e il visitatore classico generalmente non seguono: rotte tracciate sui selciati, sui marciapiedi, sui muri, sui colmi dei tetti ma anche nel cielo, sull’acqua, sulle linee dell’orizzonte oltre che, forse Lucerna-libro-cut_750soprattutto, nel cuore e nell’animo. Possiamo definirlo un diario di viaggio su cui sono stati fissati dei punti di riferimento per orientarsi in un tragitto non esclusivamente geografico, che ci aiuta a comprendere e a viaggiare con occhi più consapevoli e attenti grazie all’interpretazione visionaria dell’autore.

Il libro rientra perfettamente nella collana dei Cahier di Viaggio di Historica, curata e diretta da Francesca Mazzucato. “Cahier” nella lingua francese indica un quaderno di appunti sul quale annotare qualcosa che pare interessante ricordare e riprendere più avanti, proprio come questo libro romantico e al tempo stesso appassionato che ci regala degli scorci unici di una città davvero bella e magnetica.

“Il centro di Lucerna non ha palazzoni troppo svettanti verso l’alto – che peraltro sono rari anche in periferia – con facciate sfuggenti, lisce, fredde come le pareti d’un inquietante labirinto, troppo regolari e precise tanto da sembrare inumane – lo sappiamo bene tutti: l’essere umano è imperfetto per sua natura, fortunatamente… – e camminando entro le quali può crescere rapidamente una sensazione di indifferenza verso il luogo se non di disunione, o pure (e peggio!) di anomia. Certo, sono percezioni, queste, del tutto soggettive, legate nel bene o nel male alla quotidianità e all’orizzonte ordinario di ognuno. Ma sono convinto che questi selciati e questi cornicioni lucernesi, con le loro linee irregolari, sghembe, a volte tortuose e apparentemente entropiche, possano tracciare in cielo e sul terreno un disegno nel complesso più armonioso, più equilibrato e urbano di quelle a volte studiate per filo e per segno da celebrati urbanisti che, se all’apparenza paiono perfette, cadono inevitabilmente nella volontà, o necessità, o imposizione, di regolare la dimensione cittadina, di sottometterla in qualche modo a diagrammi statistici che, tra infiniti numeri e calcoli, tendono a dimenticare troppo spesso la variabile “piacere”, ovvero il valore dello sguardo di chi li vive, che poi diverrà la messe di dati con il quale la mente costruirà la propria percezione dei luoghi, dunque la piacevolezza di starci o meno, appunto.” (Luca Rota in Lucerna, il cuore della Svizzera)

P.S.: cliccate QUI per conoscere ogni informazione utile su Lucerna, il cuore della Svizzera.

E’ uscito il nr.0 di SCRIVENDO VOLO, la nuova rivista di approfondimento culturale

Presentata in anteprima durante la seconda edizione della Fiera del Libro della Romagna, evento andato in  scena lo scorso weekend a Cesena, è finalmente disponibile il numero 0 di Scrivendo Volo, la nuova rivista di approfondimento culturale nata come versione cartacea dell’omonimo e apprezzato sito web. In questo primo numero potete trovare articoli (tutti inediti e di ottima qualità) di Daniele Dell’Orco, Francesco Giubilei, Giovanni Modica, Enrico Gregori, Francesca Mazzucato, Annalisa Terranova, Vincenzo Ciampi, Laura Costantini, Alberto Fezzi e molti altri tra i quali pure lo scrivente, con un testo dedicato alle prefazioni letterarie, una sorta di genere nel genere che spesso finisce per essere più “importante” dell’opera che dovrebbero introdurre, oltre che assai influenzante il giudizio del suo lettore.
Scrivendo_volo_copPer chi non abbia potuto visitare la Fiera di Cesena, può trovare e acquistare Scrivendo Volo direttamente dal sito di Historica Edizioni, scrivendo qui: info@historicaweb.com
Leggetela: ne vale la pena, ve lo assicuro – eppoi, c’è ovviamente sempre a vostra disposizione il sito web di Scrivendo Volo… Insomma, in un modo o nell’altro: buona lettura!

La recensione di “Lucerna, il cuore della Svizzera” su Excursus.org, rivista di attualità e di cultura

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E’ a dir poco lusinghiera la recensione che Laura Mesa ha firmato per Excursus.org, uscita sul nr.57 di Aprile 2014. Ve la propongo di seguito (mentre in originale la potete trovare QUI), con l’ovvia speranza che le impressioni che Laura Mesa ha recepito dalla lettura del mio cahier le possiate trovare condivisibili anche voi.

logo_ExcursusUn diario di viaggio racconta Lucerna come “luogo del cuore”
Un libro targato Historica Edizioni narra lo splendore della città e il suo carattere magico, addentrandosi nel “giardino d’Europa”

virgoletteEsiste un “luogo del cuore”, una parentesi dalla quotidianità e dalla monotonia che permette di respirare a pieni polmoni, di sfuggire ai doveri e alle responsabilità per godere di un proprio angolo di paradiso. Ognuno ha il suo e per Luca Rota in Lucerna, il cuore della Svizzera (Historica Edizioni, pp. 48, € 5,00) è un giardino magico, un luogo utopico che proietta nella propria fantasia fin da bambino, ma che in realtà esiste e si trova a pochi chilometri dalla sua città natale: Lecco.
Nonostante crescesse e ridimensionasse i propri sogni, l’autore non ha modificato la sostanza del proprio desiderio e ha ritrovato al di là delle Alpi, nella piccola ma al contempo grande Svizzera, il suo giardino: una fortezza in grado di difendere se stessa e le sue ricchezze, ma allo stesso tempo accogliente e generosa.
In un mondo sempre più artefatto e artificioso, questo angolo di paradiso condivide le sue bellezze – soprattutto naturali – presentandole con orgoglio. Così la Svizzera diviene il vero giardino d’Europa CIMG4119-cutche, nonostante stereotipi e luoghi comuni, rimane oggetto di vanto, ma anche d’invidia da parte di un mondo che oggi «è tutto paese e che se non avesse ancora la fortuna di preservare ancora qualche bel giardino, qui e là per il globo, sarebbe certamente un posto assai meno gradevole (o ben più sgradevole) da vivere».
In un angolo di questo giardino si trova Lucerna, non una piccola e semplice tappa turistica fra le Alpi, ma – come dice il nome stesso – la città della luce che nutre di linfa vitale un paesaggio ancora fortemente caratterizzato da elementi naturali e da meraviglie paesaggistiche degne di nota. Tuttavia, chi visita Lucerna con il solo intento di fotografare un monumento o qualche altro “simbolo identitario”, non gode appieno l’essenza di questo luogo e Rota stesso afferma che «se il turista chiede a un luogo di riempirgli gli occhi, il viaggiatore desidera che gli colmi l’animo».
Colui che potrà gustarla appieno, alzerà lo sguardo verso il Monte Pilatus o il Rigi, ascolterà il fiume Reuss, ammirerà i numerosi specchi d’acqua, tra i quali il noto Lago dei Quattro Cantoni, osserverà le persone accanto a sé e si renderà conto che anche un luogo così luminoso può celare zone d’ombra. Quindi, dopo un climax in cui l’autore si perde nelle meraviglie del suo giardino e l’ambiente che lo circonda diventa il fulcro di una spontanea narrazione, Lucerna viene ridimensionata senza perdere il suo fascino e la forza per sprigionare la sua luce. Il cuore del territorio elvetico ha saputo infatti mantenere il suo senso civico e la sua identità, restando una città di ideali e di buon vivere.
Lucerna, il cuore della Svizzera è un libro piccolo, ma intenso, un quaderno di pensieri, sensazioni e impressioni che l’autore imprime su carta con una densità tale che il lettore non può non immergervisi. È un diario di viaggio alla scoperta di un luogo colmo di riflessi, paesaggi attraenti, indiscutibile magia; una meta che non può non invogliare la partenza. Queste poche pagine rivelano i pensieri di un uomo che rimane stupito di fronte a una città di incommensurabile bellezza, ma che ha ancora le parole per descrivercela e renderci partecipi del suo sguardo meravigliato.
Lucerna, il cuore della Svizzera non è né una semplice guida turistica, né un manuale geografico specializzato, è qualcosa di più completo, un compagno di viaggio che permette di conoscere il cuore del territorio elvetico nelle sue varie sfumature, ma che allo stesso tempo condivide con noi sensazioni, idee, conoscenze e giudizi che arricchiscono il nostro modo di vivere il cammino in questi luoghi.
Lucerna, il cuore della Svizzera è ricco di spunti ed è stato scritto in uno stile misto fra il romanzo e la poesia, l’autobiografia e il diario. Attraverso istantanee Luca Rota ci regala momenti di esperienza vissuta e ricorda «il valore dello sguardo […], che diventerà la messe di dati con cui la mente costruirà la propria percezione dei luoghi, la piacevolezza di starci o meno». Grazie a questo mezzo essenziale, l’autore riesce a combinare immagini suggestive con la propria capacità narrativa e a creare un libricino breve, ma scorrevole, che si assapora lentamente in meno di un’ora o in una pausa caffè.
L’esperienza di Luca Rota in Lucerna, il cuore della Svizzera è un esempio di come sia inevitabile che alcuni viaggi diventino compartecipi dell’esperienza umana e della componente emotiva di ognuno, perché ciascun itinerario ci mostra un percorso diverso, che ci trasmette sensazioni e fa nascere racconti ed emozioni nuove. Vi sono luoghi che ci segnano dentro, iniziano a fare parte di noi e di quello che siamo, non sono qualcosa di cui sentiamo un piacere semplicemente visivo, ma anche intimo e profondo. Questi sono i luoghi che potremmo definire come “seconda casa”, dove lasciamo una parte di noi stessi e dove è impossibile non ritornare.
Lucerna, il cuore della Svizzera è un petit cahier de voyage che si conclude proprio con il tema del ritorno, della riscoperta, per ricordarci di continuare a guardare con gli stessi occhi, ma in modo nuovo, l’immutabile splendore del nostro “luogo del cuore”.

Laura Mesa
(www.excursus.org, anno VI, n. 57, aprile 2014)

P.S.: cliccate QUI per conoscere ogni informazione utile su Lucerna, il cuore della Svizzera.

INTERVALLO – Seinäjoki (Finlandia), City Library

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La città finlandese di Seinäjoki è nota in tutto il mondo per essere una delle più importanti realizzazioni del grande architetto Alvar Aalto, che disegno l’urbanistica dell’intero centro città e ne progettò gli edifici principali – peraltro ho avuto la fortuna di visitarla, constatandone la bellezza architettonica.
Dallo scorso anno il centro cittadino è impreziosito da un’altra bellissima opera, la nuova Biblioteca cittadina: ennesimo ottimo esempio di design nordico, nonché della cura incessante che i paesi scandinavi dedicano alla cultura e ai luoghi deputati ad essa, rappresenta – per voce degli stessi architetti che l’hanno progettata – un ambiente “concepito come catalizzatore sociale, che incoraggia gli utenti ad essere attivi, invece di ricevere passivamente informazioni e servizi. In altre parole, la biblioteca deve essere uno spazio pubblico versatile in grado di fornire esperienze.”
Insomma: sia lode e gloria imperitura agli iperborei!
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