“Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre”, in tutte le librerie e sul web!

Copertine_Radio-AliceE’ uscito e disponibile in tutte le librerie e sul web Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre, il mio nuovo libro pubblicato da Senso Inverso Edizioni nella collana ItaliaNascosta.

Alice, la voce di chi non ha voce esce – non a caso, ovviamente – a quarant’anni esatti dalla prima trasmissione (il 9 febbraio 1976 dai propri studi di Bologna) di quella che è stata la più libera, rivoluzionaria e innovativa – nonché leggendaria, per molti aspetti – tra le radio “libere” d’Italia e non solo: Radio Alice. Tuttavia non una semplice radio, non solo una delle prime emittenti nate dopo la liberalizzazione delle frequenze radiotelevisive dal pubblico monopolio RAI (e per questo di lì a breve definite anche private) e non soltanto un’esperienza comunicativa giovanile. No, una vera e propria rivoluzione, appunto, ovvero l’invenzione, la creazione di un nuovo modo di fare comunicazione e informazione, così innovativo e innovatore da divenire tanto amato dalla gente comune quanto odiato e avversato dalle istituzioni, incapaci di concepire una tale manifestazione di libertà comunicativa sfuggente a qualsiasi controllo superiore. Il tutto, in un periodo della storia recente d’Italia assai complesso e problematico, ma d’altro canto fondamentale – nel senso più pieno del termine – per le vicende degli anni successivi, fino ai giorni nostri.
Radio Alice fu l’emittente del Movimento del ’77 bolognese, tra i più attivi ed emblematici di quegli anni, ma soprattutto fu la voce di chi non aveva voce (come recitava il motto dell’emittente, che è stato reso titolo immediatamente significativo per il libro), ovvero di chiunque non vedesse riconosciuto il diritto di opinione e di parola da parte del sistema istituzionale – politico, sociale e non solo.

Partorita da un gruppo di creativi geniali – magari senza nemmeno saperlo di essere tali, ma di sicuro capaci di intuire genialmente ciò che mai prima nessuno aveva nemmeno immaginato – Radio Alice sconvolse e trasformò il linguaggio della comunicazione mediatica, con modalità del tutto nuove e sorprendentemente anticipatrici dell’attuale web 2.0 e dell’universo dei social network. Per tale motivo, ancora dopo 40 anni, la voce e l’esperienza di Radio Alice, con la sua storia così emblematica e tribolata, sanno ancora raccontare, rivelare, insegnare, illuminare moltissimo, sia in senso teorico che pratico ovvero – mi piace dire – sia in senso spirituale che culturale e formativo, a dimostrazione di una rivoluzione che, sotto certi aspetti, è ancora in corso e può essere tutt’oggi rilevata, studiata, conosciuta e apprezzata. Anzi, deve essere conosciuta e apprezzata.

In fondo, questi sono anche i motivi principali per i quali è nato Alice, la voce di chi non ha voce, un libro che vi racconterà con dovizia di particolari la storia, l’avventura, l’entusiasmo, l’energia creativa, l’utopia e la rivoluzione della radio in modo altrettanto creativo e rivoluzionario (se così posso dire, e capirete perché lo dico leggendo il libro) oltre che, mi auguro, estremamente interessante, grazie anche a testimonianze inedite (tra cui quella di Valerio Minnella, uno dei “padri” della radio) e a un corredo fotografico ricco e alquanto rappresentativo di quel periodo così intenso e ribollente, nel bene e nel male.
Molti hanno sentito parlare di Radio Alice e della sua affascinante aura leggendaria, ma pochi la conoscono veramente come merita di essere conosciuta. Spero proprio che questo mio libro possa sapervi affascinare, avvincere, entusiasmare, divertire e, magari, anche farvi meditare.

Un invito a non alzarvi stamattina, a stare a letto con qualcuno, a fabbricarvi strumenti musicali o macchine da guerra
Qui Radio Alice. Finalmente Radio Alice. Ci state ascoltando sulla frequenza di 100.6 megahertz e continuerete a sentirci a lungo, se non ci ammazza i crucchi.
Alice si è costruita una radio ma per parlare continua la sua battaglia quotidiana contro gli zombi e jabberwock. Radio Alice trasmette: musica, notizie, giardini fioriti, sproloqui, invenzioni, scoperte, ricette, oroscopi, filtri magici, amori, o bollettini di guerra, fotografie, messaggi, massaggi, bugie. Radio Alice fa parlare chi: ama le mimose e crede nel paradiso, chi odia la violenza e picchia i cattivi, chi crede di essere Napoleone ma sa che potrebbe benissimo essere un dopobarba, chi ride come i fiori e i regali d’amore non possono comprarlo, chi vuol volare e non salpare, i fumatori e i bevitori, i giocolieri e i moschettieri, i giullari e gli assenti, i matti e i bagatti…

(Dalla prima trasmissione di Radio Alice sui 100.6 MHz FM, la mattina del 9 febbraio 1976.)

Luca Rota
Alice, la voce di chi non ha voce. Storia della radio più libera e innovatrice di sempre.
Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2016
ISBN 9788867932214
Pag.100, € 10,00

In tutte le librerie e sul web

Primo appuntamento con “Alice, la voce di chi non ha voce”: Cesena, 3 aprile

Alice-Fiera-libro-RomagnaSegnatevi l’appuntamento: Cesena, domenica 3 aprile alle ore 11.00, nell’ambito della IV Fiera del Libro di Romagna. E’ la prima presentazione ufficiale – e dunque il debutto in pubblico – di Alice, la voce di chi non ha voce, il mio libro sulla storia, l’avventura e la rivoluzione di Radio Alice, la radio più libera e innovatrice di sempre.
Prestigioso ospite della presentazione, per parlarvi con me del libro e della radio, sarà Valerio Minnella, uno dei veri e propri padri di Alice, personaggio fondamentale per quell’avventura radiofonica e di quegli anni “rivoluzionari” – peraltro ospite pure del mio libro con una lunga e bella intervista/chiacchierata/confessione.
Dunque, segnatevi l’appuntamento e, se sarete in zona, non mancate, che parleremo di…

…chi ama le mimose e crede nel paradiso, chi odia la violenza e picchia i cattivi, chi crede di essere Napoleone ma sa che potrebbe benissimo essere un dopobarba, chi ride come i fiori e i regali d’amore non possono comprarlo, chi vuol volare e non salpare, i fumatori e i bevitori, i giocolieri e i moschettieri, i giullari e gli assenti, i matti e i bagatti…

(dalla prima trasmissione di Radio Alice sui 100.6 mhz dagli studi di Via del Pratello a Bologna, la mattina del 9 febbraio 1976…)

P.S.: cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più sulla Fiera del Libro di Romagna, oppure visitate la pagina facebook qui. Per saperne di più invece su Alice, la voce di chi non ha voce, cliccate qui.

L’insopportabile rumore di fondo della TV contemporanea

fileTrovo che vi sia un sistema tanto semplice quanto efficace per dimostrare come la gran parte della TV contemporanea trasmetta e diffonda scempiaggine: togliere l’audio.
Provateci e guardatela, così muta. Forse, come è accaduto a me, senza il parlato televisivo affabulatorio che inevitabilmente ci distrae e ci condiziona – non solo mentalmente ma anche nella percezione di quanto stiamo osservando sullo schermo – potrete rendervi conto di come quei personaggi di tante trasmissioni TV odierne appaiono in tutto ciò che fanno – azioni, movenze, gestualità, espressioni facciali, sguardi, e con loro tutto ciò che hanno intorno – dei perfetti idioti. Quantunque bravissimi, in tale loro idiozia, così funzionale a passarvi (inculcarvi) i messaggi che si vuole far passare, ovvero degli ottimi attori dell’insopportabile (ma non per tutti, ahinoi) pantomima messa in atto per gli scopi di cui sopra, e che molto si basa sulle parole, sui testi recitati, sulle allocuzioni imposte all’attenzione (o a ciò che ne è sostituto) del telespettatore.
Se invece togliete l’audio, da subito e inesorabilmente vi parrà di stare osservando dei burattini, dei buffoni dalle movenze artificiose, pacchiane e palesemente stolte, dei guitti che sul palco televisivo recitano (malissimo, peraltro) la loro farsa. Passino le immagini di eventi sportivi o certi documentari, nei quali ovviamente l’audio conta relativamente, e non si contino quelle rarissime trasmissioni di divulgazione culturale per le quali l’audio è necessario ben più delle immagini. In ogni altra produzione televisiva – telegiornali, talk show, spettacoli da prima/seconda/ventesima serata, reality, programmi di intrattenimento – toglietelo, l’audio, e vedrete quanto cretine si riveleranno, dimostrando inoltre come, appunto, la TV contemporanea ci affabuli con le sue ciance continue, un rumore di fondo vocale che ha il solo scopo di renderci suadente ciò che, in tutto e per tutto, sarebbe da considerare supremamente stupido.
In questo modo forse, anche voi come me, dopo aver tolto l’audio converrete decisamente che sarà buona cosa togliere pure il video, levandovi di mezzo una volta per tutte la sua spaventosa e intollerabile miseria mediatica.

Passi (una poesia da “The City of Simulation | La Città della Simulazione”)

Passipassi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi che passan via sui sassi e sui selciati della via in forza del far due passi o quattro passi o mille passi in compagnia a mo’ di contrappassi di gaie passeggiate sì per dir “facciam due passi” o di afflitte processioni per drammatici trapassi ma comunque passi avanti a oltrepassare transitorie impasse e non dover tornar sui propri passi o peggio non cadere in passi falsi come sono i tuoi che ora passi come se t’illuminassi dei fari fissi d’una scena e l’ego tuo sorpassi con passi da gigante che fracassi ogni cosa col suo passare assai pesante ma che con gli stessi passi non andasse certo molto avanti e per ciò sappi che non passi tanto tu oltre i momenti di alti e bassi entro cui qualsiasi vita pare appassire come le vie in questa città tra sovrappassi e sottopassi ove si passa sui propri passi tra il gran fracasso quotidiano e il denso chiasso d’un mondo urbano alquanto scosso da grossi e bassi formalismi che paion fossi entro cui inciampasse anche il passo più sicuro e s’intoppasse e s’incagliasse la passione che ancor reagisse o almen tentasse all’inevitabile anafilassi verso un presente spesso fesso ossia incrinato tra indefesse fesserie ed illogiche ossessioni quali Beckett altresì narrò nel proprio “Passi” ossia il collasso del consesso quotidiano che s’inscena sull’indiscussa messinscena che esibisce questa città ove io passo e anche tu passi e tutti passan coi propri passi ed i pensieri più o meno fissi verso i nessi della propria vita e l’incessante speme che tutto passi come il tempo passa e nulla si fissi o s’affossi o si sconquassi nell’essenza dell’esistenza entro cui passiamo per il mondo con la prassi dei nostri assidui ed incessanti passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi

Passi (cliccate sull’immagine in testa al post per vederlo nella sua versione originale) è uno dei componimenti di The City of Simulation | La Città della Simulazione: 14 poesie audio-visuali su CDr, un progetto di Luca Rota – io, sì! – e Tiziano Milani – da pochissimo uscito con il nuovo lavoro Materia (storie da ciò che rimane) – prodotto da Setola di Maiale e pubblicato nel 2010, ma assolutamente attuale nelle sue tematiche e nelle visioni offerte, siano esse in forma sonora o letteraria.

14 poemi audio-visual, intorno e dentro il concetto di città. 14 Mp3 e 14 Jpeg, che vanno a formare un tutt’uno, suono/testo. Oltre tre ore di musica, ed infinite letture/riletture che s’interrogano sulla valenza della forma città odierna.(…) Opera coraggiosissima, di elevata qualità, e inusuale concezione. Potrebbe esser additata da esempio nel futuro.

(Marco Carcasi, Kathodic, 07/12/2010)

Potete leggere QUI tutte le informazioni in merito, oppure visitare il sito del progetto e, se lo ritenete meritevole, acquistare il CD direttamente dal sito di Setola di Maiale, una delle migliori etichette indipendenti italiane, in campo artistico/musicale e non solo.

Denaro (una poesia da “La Città della Simulazione”)

potere prestigio fama influenza diritti (sopra tutto e tutti) –
diritti a velocità smodata per le strade della città imperata –
e poi in alto (sopra tutto e tutti) nel superattico galattico, asettico e apodittico profilattico per il pensiero asfittico (e c’è quel celebre politico, stasera a cena) –
e c’è la messinscena della créme dell’alta società sul palcoscenico in vetro e acciaio sopra la città
( – and all is cool, the mood is right to live the night – )
costosi tight conducono fastosi decolleté a guadagnar il posto per l’indomani ancora, la vita è ora e oro
(comprare Barrick Gold, $ 49.69, + 5,71%)
ovvero tutta una speculazione morale: oggi vale un prezzo sulla piazza, domani è già tutt’altro l’intrallazzo per un altro prezzo –
(“…e se il mercato immobiliare crolla, il superattico è quel che cade da più in alto…”) vorrebbe dire il consulente, però cosciente che accondiscendere e mentire è come già ottenere la propria quotidiana ciotolina di
DENARO.

Denaro_LCDS

Denaro (Quartieri di città) (il testo che leggete in testa al post è un estratto, ovvero una delle quattro parti che la compongono; cliccate sull’immagine per leggerlo nel formato originale) è uno dei componimenti di The City of Simulation | La Città della Simulazione: 14 poesie audio-visuali su CDr, un progetto di Luca Rota e Tiziano Milani prodotto da Setola di Maiale e pubblicato nel 2010, ma assolutamente attuale nelle sue tematiche e nelle visioni offerte, siano esse in forma sonora o letteraria.

14 poemi audio-visual, intorno e dentro il concetto di città. 14 Mp3 e 14 Jpeg, che vanno a formare un tutt’uno, suono/testo. Oltre tre ore di musica, ed infinite letture/riletture che s’interrogano sulla valenza della forma città odierna.(…) Opera coraggiosissima, di elevata qualità, e inusuale concezione. Potrebbe esser additata da esempio nel futuro.

(Marco Carcasi, Kathodic, 07/12/2010)

Potete leggere QUI tutte le informazioni in merito, oppure visitare il sito del progetto e, se lo ritenete meritevole, acquistare il CD direttamente dal sito di Setola di Maiale, una delle migliori etichette indipendenti italiane, in campo artistico/musicale e non solo.