L’insopportabile rumore di fondo della TV contemporanea

fileTrovo che vi sia un sistema tanto semplice quanto efficace per dimostrare come la gran parte della TV contemporanea trasmetta e diffonda scempiaggine: togliere l’audio.
Provateci e guardatela, così muta. Forse, come è accaduto a me, senza il parlato televisivo affabulatorio che inevitabilmente ci distrae e ci condiziona – non solo mentalmente ma anche nella percezione di quanto stiamo osservando sullo schermo – potrete rendervi conto di come quei personaggi di tante trasmissioni TV odierne appaiono in tutto ciò che fanno – azioni, movenze, gestualità, espressioni facciali, sguardi, e con loro tutto ciò che hanno intorno – dei perfetti idioti. Quantunque bravissimi, in tale loro idiozia, così funzionale a passarvi (inculcarvi) i messaggi che si vuole far passare, ovvero degli ottimi attori dell’insopportabile (ma non per tutti, ahinoi) pantomima messa in atto per gli scopi di cui sopra, e che molto si basa sulle parole, sui testi recitati, sulle allocuzioni imposte all’attenzione (o a ciò che ne è sostituto) del telespettatore.
Se invece togliete l’audio, da subito e inesorabilmente vi parrà di stare osservando dei burattini, dei buffoni dalle movenze artificiose, pacchiane e palesemente stolte, dei guitti che sul palco televisivo recitano (malissimo, peraltro) la loro farsa. Passino le immagini di eventi sportivi o certi documentari, nei quali ovviamente l’audio conta relativamente, e non si contino quelle rarissime trasmissioni di divulgazione culturale per le quali l’audio è necessario ben più delle immagini. In ogni altra produzione televisiva – telegiornali, talk show, spettacoli da prima/seconda/ventesima serata, reality, programmi di intrattenimento – toglietelo, l’audio, e vedrete quanto cretine si riveleranno, dimostrando inoltre come, appunto, la TV contemporanea ci affabuli con le sue ciance continue, un rumore di fondo vocale che ha il solo scopo di renderci suadente ciò che, in tutto e per tutto, sarebbe da considerare supremamente stupido.
In questo modo forse, anche voi come me, dopo aver tolto l’audio converrete decisamente che sarà buona cosa togliere pure il video, levandovi di mezzo una volta per tutte la sua spaventosa e intollerabile miseria mediatica.

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8 pensieri riguardo “L’insopportabile rumore di fondo della TV contemporanea”

    1. Hai perfettamente ragione, Fabiana. Però prima bisogna darle fuoco! 😀
      Scherzi a parte (beh, nemmeno così tanto!), dovremmo certamente recuperare l’abitudine di raccontare storie, di dialogare, di scambiarci idee, opinioni, considerazioni. Sarebbe un arricchimento reciproco, se confrontato poi all’impoverimento intellettuale causato dalla TV…
      Grazie di cuore, Fabiana! 😉

  1. Ti do una ragione infinita. E’ da tempi remoti che penso che siamo degli stupidi a farci prendere in giro da, ormai tutta, la tv spazzatura che ci viene propinata. In qualsiasi canale si decida di fermarsi, non si fa altro che trovare trasmissioni pilotate dall’una e dall’altra fazione politica (anche una volta era così, ma almeno erano così chiari gli schieramenti che potevi decidere se farti riempire la testa da RAI3 oppure da RAI1, o da qualsiasi altro canale, adesso anche loro sono confusi) e repliche dello stesso programma in salse diverse (e la parola salsa non è detta a caso, se pensi alla quantità di trasmissioni di cucina ci sono: masterchef, la prova del cuoco, cucine da incubo, hell’s kitchen…. non mi fare continuare ti prego…). La programmazione ormai è ridotta a un presentatore fotocopia di uno bravo del passato e a qualche donna sculettante e ammiccante che si preoccupa di esibire le sue “grazie” più del cervello. Dove sono finiti i film di spessore, i documentari che non siano farsa di cose messe a caso e di misteri improbabili, in cui tutto viene supposto e niente detto, svelato, documentato? E vogliamo parlare delle trasmissioni pseudo-giornalistiche che tentano di dipanare i vari delitti degli ultimi anni? Neanche fossero CSI… No direi che non ne vogliamo parlare!
    Hai toccato un tasto dolente caro Luca…
    Ho deciso che quando voglio guardare i burattini vado al teatro dell’asilo vicino a casa mia. Per il resto, chiudo la TV e apro un buon libro. Grazie per la possibilità di confronto che offri sempre.
    Buona giornata 🙂

    1. Faby, hai dipanato perfettamente i vari termini della questione, ma poi l’hai pure riassunta altrettanto bene con quel “Ho deciso che quando voglio guardare i burattini vado al teatro dell’asilo vicino a casa mia.” Ecco, una “metaforica” (oddio, mica così tanto, poi!) morale migliore non la potevi trovare!
      Grazie a te, per i tuoi commenti e per gli ottimi spunti di riflessione, le osservazioni e la sagacia!
      Buon fine settimana! 🙂

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