Natura maiuscola

Natura.
Di recente qualcuno me lo ha fatto di nuovo notare, che “Natura” non si scrive con la N maiuscola. Ma io continuo a scriverlo in questo modo, Natura. Perché non riesco a non farlo, se lo faccio guardo un attimo la parola scritta e mi dico: no, non mi piace.
Non è una questione di ipotetica matrice “panteista” o “animista” o che altro, (se così si possa intendere; almeno non lo è primariamente), nemmeno di ambientalismo massimalista, e non considero che possa essere errato scriverla così*. Semmai, mi sembra una minima, banale, certamente simbolica, forse superflua ma per me significativa e necessaria forma di rispetto. Per la Natura, già.

*: quantunque in certi casi lo sia, e questo per molti versi è uno di essi.

Italiani

Italiani.
Un popolo di poeti sgrammaticati, di artisti dell’impostura, di eroi vilipesi / di santi peccatori, di pensatori intestinali, di scienziati in fuga / di navigatori in secca, di trasmigratori antimmigrazione.
Ecco.

Le persone normali (per ribadire)

Giuseppe Maria Mitelli, “Il mondo è per lo più gabbia di matti”, acquaforte, 1684.

Comunque, ci tengo non poco a ribadire un’ennesima volta ancora: sovente a me le persone “normali” fanno realmente paura. Di esse c’è da stare veramente molto attenti. Moooooolto.
E, possibilmente, dalle stesse pure ben lontani (in ogni senso).
Ecco.

Festival? Sanremo?

Qualche sera fa sono in casa di amici i quali, malauguratamente per loro, ancora posseggono e guardano la TV. Il canale su cui è sintonizzata trasmette dei messaggi pubblicitari tra i quali ne scorgo uno che attira la mia attenzione*, e ciò più che altro perché penso di aver capito male il messaggio relativo. Lo seguo con maggior concentrazione, dunque, e bastano pochi altri attimi per convincermi che no, non avevo capito male, quello spot sta veramente annunciando l’imminenza di un “certo” evento – di quel solito evento nazional-popolare tipico di questo periodo, che rende ormai altrettanto tipico il personale sconcerto…

Ma come?! Pure quest’anno lo fanno, il Festival di Sanremo???
Ohmmamma!

P.S. #1: peraltro, uno spot di una banalità e stupidità notevolissime.

P.S. #2: l’immagine in testa al post si riferisce al festival sanremese serio, ça va sans dire.

 

Il cielo di oggi

Oggi qui è una di quelle giornate che, se gli eredi di Vito Pallavicini potessero chiederne i proporzionali “diritti” artistico-cromatico-celesti, camperebbero da supermilionari per generazioni.

(Sì, adesso ve lo dico chi è: Vito Pallavicini è l’autore del testo di Azzurro, una delle canzoni pop italiane più famose di sempre, musicata da Paolo Conte e Michele Virano quindi portata al successo imperituro da Adriano Celentano. Ecco.)

(P.S.: ah, dimenticavo… fate clic sull’immagine!)