Non so se, dopo pochi mesi di esercizio, i risultati del “Matterhorn Alpine Crossing” si possano realmente definire «un flop». Certo riscontrare nell’articolo a cui si riferisce l’immagine qui sopra (cliccatela per leggerlo) che «circa 8.000 sciatori hanno risalito il Klein Matterhorn ogni giorno, solo 800 persone hanno preso la cabinovia di collegamento con l’Italia» e dunque che «Una cosa comincia a essere certa: la funivia di tutte le funivie, che avrebbe dovuto funzionare tutto l’anno, dovrà ridimensionare le proprie ambizioni e accontentarsi del turismo estivo» suona molto come un’ammissione di sconfitta, sia morale che ancor più economica: far girare un impianto del genere solo pochi mesi all’anno, al netto di imprevisti, intemperie, manutenzioni eccetera, in buona sostanza significa non ammortarlo e perderci soldi.
D’altro canto, posta la grande enfasi che era stata spesa in occasione dell’inaugurazione dell’impianto quasi fosse la nuova e definitiva “ottava meraviglia” del mondo alpino, quando ho letto la notizia lì sopra mi è venuto in mente – un po’ cinicamente, magari – il Titanic. All’epoca a sua volta definito l’ottava meraviglia del mondo e diffusamente considerato «inaffondabile». Ma sappiamo tutti la triste fine che fece, già.


io ci sono stato è bellissima e offre a tutti, a un prezzo ragionevole (comprando lo ski pass di vedere uno spettacolo meraviglioso. Io ci ho portato mia mamma, che vista l’età sicuramente non avrebbe potuto arrivarci a piedi….
Andrea, grazie del commento. Il prezzo è “ragionevole” se compreso nello skipass, sì, e lo sarebbe anche considerando che si tratta di usufruire di ben 6 grossi impianti funiviari (40 CHF a tratta: caro ma non così esagerato). Ma per l’intera traversata Cervinia-Zermatt diventa di 240 CHF, che obiettivamente non tutti si possono permettere anche a fronte della spettacolarità del viaggio. Una famiglia di quattro persone, anche considerando il biglietto ridotto fino ai 16 anni ma includendo tutte le spese accessorie, rischia di spendere 7/800 Euro. Quasi la metà di uno stipendio italiano medio.