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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Giovedì 1 ottobre, a Calolziocorte, racconterò la bellezza grande e poco nota della Val San Martino, territorio prealpino tra i più affascinanti della Lombardia. Tutte le info qui.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

LA CAMPAGNA “OPEN OLYMPICS” CERTIFICA IL DISASTRO DI MILANO CORTINA 2026

Il quarto report della campagna “Open Olympics 2026” evidenzia come, a sei mesi da Milano Cortina 2026, restino aperte gravi criticità su costi, tempi e trasparenza contabile. Per le 98 opere di Simico i costi sono saliti a 3,62 miliardi di euro (+6,2% dall’avvio), con ritardi diffusi (l’81,8% delle opere) e il 58% degli interventi ancora mai iniziati o fermi alla progettazione, con cantieri previsti fino al 2033. Forti preoccupazioni emergono anche per i fondi paralimpici, usati in parte per costi organizzativi generali, e per il bilancio della Fondazione Milano Cortina, gravato da oltre un miliardo di debiti e un deficit patrimoniale di 176,5 milioni. Il documento si chiude con cinque richieste civiche: piena trasparenza finanziaria, moratoria sulle opere non avviate, dati sulla Carbon Footprint, stop all’uso strumentale del brand paralimpico e una profonda riforma della governance dei grandi eventi. Il report è scaricabile in pdf qui.


LA TUTELA AMBIENTALE TRA POPULISMO RURALE E COLONIALISMO URBANO

Spesso le proteste degli abitanti delle aree interne, rurali e montane, contro iniziative di tutela ambientale o contro progetti e opere necessarie alla transizione “green” vengono etichettate come “populismo rurale” o chiusura anti-scientifica. Ma è davvero così? Al netto delle solite bieche strumentalizzazioni della politica, un’interessante ricerca sul campo curata da Elisa Lello e pubblicata di recente su “Rivista Malamente” analizza due conflitti emblematici – il Parco del Catria, Nerone e Alpe della Luna in Italia e la miniera di litio a Covas do Barroso in Portogallo – ribaltando la prospettiva. Sotto accusa non è l’ambiente, ma un ambientalismo urbano e “da salotto” che cala dall’alto decisioni imposte sulla pelle delle comunità locali, minacciandone l’economia e l’autonomia. Quando la tutela ecologica tiene poco conto di chi vive nei territori e diventa colonialismo, il conflitto è inevitabile.


UN PICCOLO MA CONCRETO PASSO CONTRO L’ELISKI

Dal Piemonte arriva una bella notizia riguardo il famigerato “heliski”. Lo scorso inverno sul Monte Mondolè (Cuneo) un elicottero aveva effettuato atterraggi non autorizzati per trasportare in quota due sciatori freerider. A seguito della segnalazione del Parco Alpi Marittime, i Carabinieri Forestali hanno accertato violazioni della normativa regionale sulla tutela ambientale e l’inquinamento acustico: per questo al pilota sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 10.000 Euro ed è stata inviata una segnalazione alla Regione Piemonte per valutare l’eventuale sospensione dell’attività di volo. È un piccolo, importante passo contro l’uso invasivo dell’elicottero in montagna in un paese come l’Italia che, al momento, non riesce ancora a regolamentarne l’attività. Speriamo ne seguano altri, quando necessario.


PIOVE PEGGIO?

Piove di più o piove peggio? È la domanda cruciale al centro della nuova puntata del podcast “DPC – Dove Parliamo di Clima” curato dalla Protezione Civile e condotto dal meteorologo Filippo Thiery. Tra cambiamenti climatici, eventi estremi e falsi miti, la puntata offre un viaggio estremamente interessante nella scienza del meteo per capire come e perché le precipitazioni stanno cambiando, mettendo a rischio anche i nostri ambienti montani e la nostra frequentazione di essi. Insieme a Thiery e alla climatologa Serena Giacomin, ospite della puntata, è possibile conoscere i dati reali, elaborare le giuste percezioni e i consigli pratici per vivere la montagna con maggiore sicurezza e consapevolezza. La puntata, e il podcast, sono disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming audio.


LA MARMOLADA, I GHIACCIAI E LA TRAPPOLA DELLO SCI

Alberto Lanzavecchia è docente di microfinanza per lo sviluppo locale, sostenibilità sociale e finanziaria, imprese e diritti umani presso l’Università di Padova, e partecipando all’ottava edizione della campagna glaciologica partecipata sulla Marmolada, promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, ha ribadito una verità sul turismo sciistico in loco – ma valida per ogni altra località simile – che ormai solo per malafede non si può capire: «La campagna ha permesso di osservare nei territori di alta quota gli impatti del cambiamento climatico sull’industria dello sci: l’allargamento delle piste e le nuove infrastrutture e tubazioni per la produzione di neve artificiale fino alle fronti del ghiacciaio dimostrano che gli investitori di capitali (pubblici o privati) non vogliono uscire dalla trappola dello sci.»

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Articoli più recenti

  • L’estate delle ruspe nei prati, nei boschi e sulle creste montane
  • Calolziocorte (Lecco), 1° ottobre: una “camminata narrativa” alla scoperta della meravigliosa e poco conosciuta Val San Martino
  • Quale futuro c’è per lo sci che, di questo passo, un futuro non lo avrà più?
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Tag: recensioni

La scrittura della realtà, o la realtà della scrittura

In uno scritto sembra che accadano eventi. Ma c’è realmente qualche rapporto tra gli eventi e lo scritto? È lo scritto in sé un evento? O è un insieme infinito di eventi, compresi in piccoli segni sparsi, spesso neri su fondo bianco? E in generale, si verificano eventi nella realtà, eventi con un principio e una fine? Oppure vengono creati nello scritto con le sue frasi, i suoi paragrafi e capitoli, insomma come risultato dell’ordine e della chiarezza che esige lo scritto?

(Torgny Lindgren, La ricetta perfetta, Iperborea, 2004, pag.22.)

Se qualche giorno fa, in questo post, ponevo domande sul chi/cosa/quanto e perché dell’essere scrittori (o sul definirsi tali), in questo brano Lindgren pone domande altrettanto fondamentali (sia chiaro: non voglio certo pormi al suo livello, anzi!) sul rapporto tra realtà effettivamente accaduta e realtà scritta/narrata che, seppur qui riferite alla scrittura letteraria, detengono un valore immutato anche quando riferite ad altre scritture pubbliche. Per questo, sono domande fondamentali proprio oggi, nell’era del web e di social dove tutti scrivono di tutto e nessuno legge veramente, delle fake news ormai pandemiche, delle verità assodate ritenute false e delle falsità imposte come vere e indubitabili. C’è da meditarci sopra per bene, insomma, e cercare di formulare risposte valide e importanti. Già.

(Cliccate qui per leggere la personale “recensione” di La Ricetta perfetta.)

Scritto il 18 settembre 2018Categorie Dixit,Letteratura,OpinioniTag biografia,catalogo,citazioni,critica,cultura,edizione,facebook,fake,falsità,festival,foto,frasi,geo,immagini,Iperborea,letteraria,letteratura,life,Nord,nordica,perfetta,quotes,realtà,recensioni,riassunto,ricetta,romanzo,scandinava,Scandinavia,scrittore,scrittura,scrivere,senso,site,social,Stockholm,Sverige,Svezia,Sweden,Torgny Lindgren,valore,verità,webLeave a comment on La scrittura della realtà, o la realtà della scrittura

Torgny Lindgren, “La ricetta perfetta”

Che può mai succedere di interessante, al punto da far notizia su un giornale, in un territorio del profondo Nord della Svezia nel quale minuscoli villaggi di poche case giacciono dispersi in mezzo a foreste infinite, innumerevoli laghi, acquitrini, torbiere e misteriose montagne, un territorio per di più infestato dalla tubercolosi negli anni appena successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando nemmeno la oggi opulenta Svezia se la passava tanto bene, soprattutto nelle sue aree rurali? Niente. E come può dunque svolgere adeguatamente il suo lavoro il cronista d’un quotidiano di stanza lassù, se non c’è sostanzialmente nulla da scrivere e raccontare? Non può, è presto detto. Se non inventandosi di sana pianta notizie da riferire ai lettori del suo giornale. D’altro canto – lo sappiamo bene noi, uomini contemporanei viventi nell’epoca delle fake news – a volte c’è molta più falsità nelle presunte “verità” diffuse dai media che in certe invenzioni della fantasia tuttavia dotate d’una propria evidente logica… Se poi quei racconti, ancorché fantastici, diventano la narrazione niente affatto metaforica d’un territorio, della sua gente, dei paesaggi, del tempo vissuto e di esistenze ordinarie eppure simboliche, della cultura e dell’identità di esso, la loro valenza letteraria e socioculturale s’accresce oltre modo, rendendo il confine tra realtà e invenzione del tutto evanescente o, addirittura, superfluo.
In ogni caso, se queste sono le fondamenta su cui tutto il resto si regge, il grande scrittore svedese Torgny Lindgren mette nel suo romanzo La ricetta perfetta (Iperborea, 2004, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, postfazione di Luca Scarlini, orig. Pölsan, 2002) moltissimo di più, costruendo una narrazione che si muove su diversi piani spaziali, temporali e tematici e facendone un’ennesima opera assolutamente particolare nel già alquanto originale panorama letterario scandinavo moderno e contemporaneo […]

(Leggete la recensione completa di La ricetta perfetta cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Scritto il 17 settembre 2018Categorie LettureTag biografia,catalogo,critica,edizione,facebook,festival,foto,geo,immagini,Iperborea,letteraria,letteratura,life,Nord,nordica,perfetta,recensioni,riassunto,ricetta,romanzo,scandinava,Scandinavia,site,social,Stockholm,Sverige,Svezia,Sweden,Torgny Lindgren,webLeave a comment on Torgny Lindgren, “La ricetta perfetta”

Della nobile arte del “creare frasi”

Quando si fa una frase, si è totalmente liberi. Una frase che solo sé stessa. Creare frasi e ciò che vi è di più alto e più nobile nella vita dell’uomo. Molti vivono per ottanta o novant’anni senza produrre una sola frase.

(Torgny Lindgren, La ricetta perfetta, Iperborea, 2004, pag.59.)

Non solo ha ragione, Lindgren, nell’affermare quanto sopra, ma suggerisce pure un’ottima e virtuosa definizione di chi sia in verità uno “scrittore”: colui che nello scrivere frasi, ovvero attraverso la scrittura che produce, riesce a essere realmente libero.
In effetti, quanti di noi che scriviamo sappiamo essere veramente liberi, quando lo facciamo? Liberi nel senso più completo e profondo del termine, nel senso più culturale, antropologico, umano, liberi da qualsivoglia condizionamento, influenza, pretesa, presunzione, interesse mero e particolare, emulazione? Quanti?
Per carità: non che sia esecrabile sottostare a tutto ciò (lo è semmai il non produrre frasi, come osserva Lindgren) ma, appunto, forse con l’essenza più pura dell’arte letteraria (e la letteratura in quanto arte, come tutte le altre arti, o è plagio o è rivoluzione – Gauguin dixit), che è segno ed effetto della libertà creativa assoluta, tutto questo non c’entra molto.

(Cliccate qui per leggere la personale “recensione” di La Ricetta perfetta.)

Scritto il 14 settembre 2018Categorie Dixit,Letteratura,OpinioniTag biografia,catalogo,citazioni,critica,cultura,edizione,facebook,festival,foto,frasi,geo,immagini,Iperborea,letteraria,letteratura,life,Nord,nordica,perfetta,quotes,recensioni,riassunto,ricetta,romanzo,scandinava,Scandinavia,scrittore,scrittura,scrivere,senso,site,social,Stockholm,Sverige,Svezia,Sweden,Torgny Lindgren,valore,web2 commenti su Della nobile arte del “creare frasi”

Tim Krohn, “Vita di un materasso di ottima fattura”

Nella vita di una persona ci sono oggetti dall’uso quotidiano e apparentemente ovvio o banale che tuttavia risultano fondamentali, per la frequenza con la quale vengono utilizzati o per ciò che consentono di fare. Il materasso, se ci pensate bene, è senza dubbio uno di quegli oggetti: su un materasso si compie una funzione biologica vitale come il dormire, a volte ci si è nati, ci si riposa, si fa l’amore, ci si resta da ammalati, sovente è su di esso che si conclude l’esistenza terrena. Per certi versi, quando è utilizzato da tempo, diventa pure una raffigurazione di chi lo usa, per come la forma del suo corpo vi resti impressa; dunque, volendo dilatare tale metaforica evidenza nello spazio e nel tempo, si potrebbe affermare che su un materasso a volte restano impressi tanto la quotidianità quanto il destino dei suoi utilizzatori – soprattutto se quel tal materasso li “segue” nel corso delle loro vite…

È in fondo ciò che ha immaginato Tim Krohn, scrittore tedesco da tempo residente in Svizzera, in Vita di un materasso di ottima fattura (Edizioni Casagrande, 2015, traduzione di Daniela Idra), romanzo breve e circolare nel quale proprio un semplice (seppur ben fatto, appunto) materasso diventa l’indiretto narratore di quasi sessant’anni di Novecento, secolo attraversato dalle vicende a volte liete e altre volte più drammatiche di alcuni personaggi còlti in alcune significative circostanze della loro vita che altrettanto significative lo sono, in senso lato, per la storia europea […]

(Leggete la recensione completa di Vita di un materasso di ottima fattura cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Scritto il 23 luglio 2018Categorie LettureTag Bellinzona,biografia,Casagrande,catalogo,dormire,download,ebook,edizioni,Europa,letto,libri,Novecento,ottima fattura,pdf,recensioni,romanzo,storia,Tim Krohn,Vita di un materasso3 commenti su Tim Krohn, “Vita di un materasso di ottima fattura”

Mai sottovalutare certi “imbianchini”… (Tim Krohn dixit)

Immanuel Wasserman era stato sul Monte Verità a un raduno di liberi pensatori provenienti da tutta Europa, non tanto per il raduno in sé quanto per il gusto di percorrere quel tragitto. Nel settembre del 1935 c’era ancora un caldo estivo e lui non aveva saputo resistere alla tentazione di sfrecciare da Berlino fino al Ticino nella sua Isotta-Fraschini scoperta. Del raduno ricordava soltanto il cibo e il vino, i discorsi gli erano sembrati troppo cupi per potervi prestare attenzione. Aveva passato il tempo a disegnare delle bambine intente a dipingere, con la lingua all’infuori, perché nel viaggio di andata gli era venuta l’idea di usare una bambina per la pubblicità dell’ultimissimo prodotto della sua ditta: «Acquarelli Isabella: puri, limpidi, luminosi.» Di acquarelli parlava anche il suo breve discorso, in cui menzionava di sfuggita l’«imbianchino Hitler» e poi, partendo da lì, prendeva posizione in favore di un’Europa luccicante, in favore di audacia e spensieratezza, di una felice ignoranza rispetto a qualunque tentativo di evocare una nuova era di tenebre e pessimismo. L’applauso che ricevette fu misero e quando in conclusione propose di andare tutti insieme a Locarno per godersi la leggerezza mediterranea del posto in un grotto o in una trattoria, nessuno volle seguirlo.

(Tim Krohn, Vita di un materasso di ottima fattura, Edizioni Casagrande, 2015, traduzione di Daniela Idra, pagg.11-12.)

L’incipit del romanzo di Krohn mi pare alquanto contemporaneo, nonostante sia ambientato nel 1935. Di “imbianchini” come quello citato – e come altri a lui simili – non ce ne sono più, in Europa, ma bisogna ammettere che di “imbrattatori” d’ogni genere e sorta nel mondo ce ne sono ancora troppi. Imbrattatori della civiltà, della bellezza, della verità: da bandire quanto prima, per evitare che i colori più brutti e cupi lercino di nuovo i nostri giorni.

Scritto il 19 luglio 2018Categorie MagazzinoTag Ascona,Bellinzona,Berlino,biografia,Casagrande,catalogo,deportazione,dormire,download,ebook,ebrei,edizioni,Europa,guerra,Hitler,lager,letto,libri,Locarno,Monte Verità,nazismo,Novecento,ottima fattura,pdf,recensioni,romanzo,Shoah,storia,Svizzera,Ticino,Tim Krohn,Vita di un materassoLeave a comment on Mai sottovalutare certi “imbianchini”… (Tim Krohn dixit)

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