Inquinamento luminoso (e antropologico)

Comunque, nel nostro mondo quotidiano ci sono assurdità talmente evidenti e drammatiche che, se fossimo veramente una civiltà, una società urbana, evoluta, progredita, ci impegneremmo a fondo e senza remore per eliminarle nel più breve tempo possibile. Ad esempio la tragica negazione della visione della volta celeste per via di frequentissime e scellerate illuminazioni artificiali notturne. Una visione di valore antropologico ancestrale e assoluto che ormai non sappiamo più cogliere, dalla quale ormai ci siamo separati senza renderci conto di quanto questo deprima il nostro essere creature intelligenti e, appunto, civilizzate.

Per quanto mi riguarda, sarei pronto a scommettere – se mai una scommessa del genere avesse un senso – che se noi umani avessimo mantenuto il legame atavico con il cielo stellato e l’infinito cosmico (“Ogni uomo è una stella” sosteneva Aleister Crowley – del quale non a caso ho detto nel post precedente), oggi vivremmo in un mondo migliore. E se anche non ci posso scommettere sopra, credo fermamente in ciò.

Come già scrivevo qui, quasi un anno fa: incantatevi a osservare le stelle, regalatevi questa emozione insuperabile. Sintonizzatevi sull’infinito, e vedrete che accadrà una sorta di prodigio: resterete coi pieni ben saldi a terra ma nella testa avrete la luce delle stelle.
E non quella di tanti immondi lampioni, ecco!

P.S.: per saperne di più sul tema, cliccate qui.

INTERVALLO – Bolzano, “Cabina-libri”

Un’usanza che si sta diffondendo sempre più nel mondo e anche da noi, quella delle vecchie cabine telefoniche trasformate – rivisitando l’idea delle Little Free Library – in mini-biblioteche pubbliche per il book crossing!
Nelle immagini è ritratta quella da poco attiva in Via Roma a Bolzano, per la cui segnalazione ringrazio di cuore Loredana del blog Ombra di un sorriso (autrice anche della foto in testa all’articolo).

cabina_bz_5Come si legge nel comunicato che la presenta:
Al posto del telefono all’interno della cabina si trova uno scaffale con libri e riviste che si possono sfogliare, leggere su una vicina panchina o portare semplicemente a casa. Chi vuole può portare da casa libri che ha già letto e lasciarli nella cabina, a disposizione di altri che la frequentano o passano di lì. La cabina-libri, sul modello di altre cabine-libri in varie parti del mondo, è sempre e liberamente accessibile a tutti ed è pensata per libri e riviste in diverse lingue, per bambini, giovani e adulti. La cabina-libri viene curata in collaborazione con l’associazione “Scioglilingua” che ha sede in Via Torino e organizza corsi di lingua per migranti.

Cliccate sulle immagini per saperne di più.

INTERVALLO – New York (USA), La “Rose Reading Room” della NY Public Library

16jpbuildings4-superjumboLa maestosa Sala Rosa presso l’edificio principale della New York Public Library, tra la 42a Strada e la Fifth Avenue, è stata riaperta giusto l’anno appena trascorso dopo una ristrutturazione durata due anni, ed è certamente una delle sale di lettura pubbliche più affascinanti – oltre che grandi – del mondo.
Cliccate qui per visitare il sito web della biblioteca; cliccate invece sull’immagine per poterne godere in un formato più grande.

(Photo credit: Philip Greenberg per The New York Times)

INTERVALLO – West Sacramento (California, USA), “Catch a book”

public01Ancora per la serie Arte pubblica indispensabile (per la promozione dei libri e della lettura, ma non solo – mi viene da definirle in tal modo le installazioni artistiche in spazi pubblici che abbiamo come protagonisti i libri e la lettura): Catch a book è una scultura in acciaio dell’artista americano Joseph Bellacera installata all’esterno della Arthur F. Turner Library di West Sacramento, cittadina della California.