Pizza, spaghetti, mandolino… coronavirus!

«Italians? Pizza, spaghèti, mandolinow, maffia, berlusconey and coronavirus!»

Eh, a quanto pare all’estero stanno aggiornando l’elenco delle “peculiarità identitarie” tipicamente riconosciute agli italiani (si veda qui sopra la minima rassegna di titoli della stampa nostrana che ho trovato al riguardo sul web, i quali si decuplicano su quella estera), con un meccanismo mediatico che peraltro anche in Italia è molto utilizzato*. Ma se un tempo pensare agli italiani come quelli della pizza e del mandolino pareva una cosa sostanzialmente “bonaria”, e se con l’elemento “mafia” lo era meno ma non per tutti, visto come la malavita organizzata di origine italiana sia divenuta “sistemica” anche in certi altri paesi (ehm… sull’elemento “berlusconey” invece è meglio soprassedere!), l’accezione generale di quelle identificazioni, nel mondo xenofobicamente e sovranisticamente globalizzato di oggi, rischia di essere alquanto spregiativa e dannosa – ancorché non certo nuova nella “forma”, posto ciò che accadeva un secolo e più fa.

Be’, se ciò dovesse malauguratamente riaccadere di nuovo, gli italiani potranno chiedere buoni consigli a molti migranti giunti negli ultimi anni sul loro patrio suolo (*: ecco, appunto!).

Niente panico!

Comunque è piuttosto divertente, e alquanto significativo, constatare come gli inviti proferiti dai media nazional-popolari (e da “gente importante”, di solito) del genere «Niente panico!», «Niente allarmismi!» o altro di simile, siano sempre la miglior fonte di panico e allarmismi.

Bisogna solo stabilire se siano più fessi quelli che li usano, non intuendo gli effetti puntualmente cagionati, oppure quelli che sentendoli se ne fanno terrorizzare senza alcun altro motivo valido.
O forse è solo una specie di processo di causa/effetto tra sodali, dunque qualcosa di pressoché inevitabile.

“Il” virus

È inevitabile che molta gente, palesemente contagiata dall’unico vero e più pericoloso virus che ci sia in circolazione, faccia scorte di pasta e altro di simile e non di intelligenza, che invece resta “invenduta” su qualsiasi scaffale si trovi. Ormai ragiona con la pancia e deve alimentare quella, non più la testa.

(Immagine tratta da qui, rielaborata da Luca.)

L’incompetenza

[Foto di brn2flyjets da Pixabay.]
Se l’incompetenza fosse considerata una valuta monetaria, in questo paese circolerebbero innumerevoli Ferrari, Lamborghini, Rolls Royce, senza contare i jet privati che solcherebbero i cieli.

Be’, meno male che non è così, e che l’incompetenza serve solo per acquisire prestigio sociale o per fare carriera politica. Sennò chissà che traffico terribile per aria e sulle strade!

Se gli intelligenti si prendono dei “cretini”

E nulla… in buona sostanza, oggi, mostrare intelligenza, assennatezza e buon senso è ormai il modo migliore per farsi dare dei deficienti. Se solo provi a controbattere, pur usando quelle stesse doti e tutta la immeritata diplomazia del caso, ti zittiscono dandoti anche del prepotente. E se porti prove inoppugnabili a sostegno di quanto asserisci, ti becchi del mistificatore, del fanfarone, del bugiardo.
Sono membri della razza Homo Sapiens anche quelli, eh! Il perché lo siano, o perché debbano essere considerati tali, francamente è sempre più un mistero…