I meta-lamentatori

Tempo fa ho pubblicato qui un articolo nel quale dissertavo su una categoria di persone sempre più diffusa: i lamentatori seriali. Quelli che si lamentano di tutto, sempre e comunque, già.

L’articolo è uno di quelli più letti, qui sul blog. Chissà come mai!

Fatto sta che esiste un’altra categoria di persone parecchio diffusa, apparentemente antitetica alla suddetta ma in verità del tutto affine: quelli che dicono di non lamentarsi mai. Si potrebbero denominare antilamentatori, non-lamentatori oppure, forse in modo più significativo, meta-lamentatori.

In pratica, sono quegli individui che, di solito lamentandosi di quelli che si lamentano sempre, dicono di non lamentarsi mai di nulla e lo dicono con un tono talmente lamentoso e spesso così accorato da provocare, nel loro ascoltatore, lo stesso disagio generato dagli altri se non peggiore.

«Ah, avevo quasi 40 di febbre stanotte ma non sono uno di quelli che con 37 e 1 ne fanno una tragedia, sono stato zitto e sono andato a lavorare!» è un esempio di affermazione tipica di quegli individui, spesso ripetuta più volte anche allo stesso interlocutore e con risolutezza vocale crescente con intenti platealmente enfatizzanti. Altrettanto spesso tali affermazioni vengono adattate alla volontà di enfatizzare il proprio metalamento: «Ah, mica sono come quelli che ad ogni occasione si lamentano che hanno avuto la febbre e sono stati male, io!» che i soggetti in questione ribadiscono a ogni persona si trovi sulla loro strada, anche senza che ve ne sia un motivo, una domanda diretta o un qualche interesse.

Come è facile intuire, queste attestazioni pubbliche in verità devono comprendere il lamento verso gli altri, altrimenti l’enfatizzazione a cui mirano ne uscirebbe radicalmente ridimensionata. Si basano su una elementarissima antitesi: “io sono / essi non sono”, o viceversa, nella quale peraltro il soggetto di riferimento è sempre plurale, così da dare ancora maggiore forza al singolare affermante e opposto. Dunque, «Ah, avevo quasi 40 di febbre stanotte ma non sono uno di quelli che con 37 e 1 ne fanno una tragedia, sono stato zitto e sono andato a lavorare!» propone e impone una ben maggiore enfatizzazione di «Ah, avevo quasi 40 di febbre stanotte ma sono andato a lavorare!» che tutt’al più potrebbe generare qualche apprezzamento per lo stoicismo dimostrato e nulla più. Invece la prima formula contiene l’accorata richiesta di attenzione da parte dell’interlocutore (esattamente come per i lamentatori seriali), l’autocelebrazione, la manifestazione dell’ego, la sfida con gli altri che presuppone l’inevitabile vittoria (sennò non vale), la pseudo-critica sociale nonché, ultima ma non ultima, l’eccitante possibilità di lamentarsi senza lamentarsi ovvero l’autoconvincimento che ciò sia possibile e creduto dagli altri: una convinzione totalmente falsa ma, per quanto sopra detto, assolutamente incompresa in tale sua realtà da chi ne è fonte.

Comunque, rimarcare a questa categoria di individui il loro atteggiamento metalamentoso è inutile, esattamente come per gli altri, opposti e sodali. Essendo pienamente convinti di non proferire lamentazioni, non capirebbero le vostre rimostranze e, anzi, finireste per essere inglobati nelle loro prossime attestazioni del genere – come quelli che si lamentano sempre, voi, mentre loro mai, ovviamente.

Pizza, spaghetti, mandolino… coronavirus!

«Italians? Pizza, spaghèti, mandolinow, maffia, berlusconey and coronavirus!»

Eh, a quanto pare all’estero stanno aggiornando l’elenco delle “peculiarità identitarie” tipicamente riconosciute agli italiani (si veda qui sopra la minima rassegna di titoli della stampa nostrana che ho trovato al riguardo sul web, i quali si decuplicano su quella estera), con un meccanismo mediatico che peraltro anche in Italia è molto utilizzato*. Ma se un tempo pensare agli italiani come quelli della pizza e del mandolino pareva una cosa sostanzialmente “bonaria”, e se con l’elemento “mafia” lo era meno ma non per tutti, visto come la malavita organizzata di origine italiana sia divenuta “sistemica” anche in certi altri paesi (ehm… sull’elemento “berlusconey” invece è meglio soprassedere!), l’accezione generale di quelle identificazioni, nel mondo xenofobicamente e sovranisticamente globalizzato di oggi, rischia di essere alquanto spregiativa e dannosa – ancorché non certo nuova nella “forma”, posto ciò che accadeva un secolo e più fa.

Be’, se ciò dovesse malauguratamente riaccadere di nuovo, gli italiani potranno chiedere buoni consigli a molti migranti giunti negli ultimi anni sul loro patrio suolo (*: ecco, appunto!).

Star(nuti) wars!

A ben vedere, contro certi antipatici malanni di stagione – raffreddori megagalattici con starnuti la cui forza d’urto fa vibrare le campane di campanili a km di distanza, ad esempio – per di più aggravati negli effetti dal clima impazzito nel quale ci ritroviamo a vivere, tipo che oggi nevica e domani fa 25° al Sole, nemmeno il lato oscuro della forza può fare qualcosa!

(Comunque, secondo le regole del galateo, chi starnutisce in pubblico dovrebbe subito scusarsi ma nessuno dovrebbe rispondere “salute”, perché tale gesto concentrerebbe ancora di più l’attenzione sulla persona che ha starnutito, mettendola in imbarazzo e, a seconda dei contesti, distogliendo l’attenzione delle persone. Ecco.)

P.S.: no, io non ho il raffreddore. Ma tante persone sì, a quanto odo.

“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: un libro che vi farà un gran bene!


Cercasi la mia ragazza disperatamente: l’unico libro che si prende una gran cura dei suoi lettori, li accudisce, si prodiga pure per guarirli dai mali di stagione, eppoi… Li fa’ morire – dal ridere! E per questa evenienza, state certi che non c’è nulla di farmaceutico o meno che vi possa salvare!

Cliccate sull’immagine per avere la posolog… Cioè, per conoscere ogni informazione utile sul libro, scaricare il materiale promozionale, leggere la rassegna stampa, e per sapere come acquistarlo in versione cartacea o ebook, nel caso.
Buona lettura. E riguardatevi!

Il giveaway di “Cercasi la mia ragazza disperatamente”, il più originale del web!

E’ arrivato l’Inverno! Freddo, neve, gelo, clima rigido… Le temperature si abbassano fuori, e di contro può capitare che si alzino dentro… Di noi! La stagione fredda porta con sé i suoi tipici malanni: raffreddori, influenze e bronchiti facilmente potrebbero bloccarci in casa, ammalate e ammalati. Ma se la febbre sale, non preoccupatevi: ecco il giveaway che fa’ per voi!
In palio tra chi parteciperà una utilissima confezione di Tachipirina in pastiglie, l’ideale per combattere gli stati febbrili, e per le giornate di forzata permanenza a casa Cercasi la mia ragazza disperatamente, il mio nuovo romanzo! Un libro che vi guarirà in men che non si dica facendovi morire – dal ridere, s’intende!

Il giveaway di Cercasi la mia ragazza disperatamente è organizzato in collaborazione con i blog letterari Polvere alla Polvere e I miei sogni tra le pagine, che ringrazio di cuore.
Per partecipare a quello che è di sicuro il più originale e utile tra i giveaways sul web, basta seguire delle semplici regole:
– Diventare follower dei suddetti blog.
– Lasciare un commento ai post nei blog nel quale segnalare un buon motivo per restarsene a casa ammalati, e ricordando di indicare un indirizzo mail per poter essere contattati in caso di vittoria.
– Starnutire con educazione, nel caso vi venga di farlo.
Il giveaway scadrà il 13 Gennaio 2012.
Partecipate numerosi, e auguri di pronta guarig… Ehm… Di buona fortuna!