Fa male, il caldo

In effetti, bisognerebbe agire contro i cambiamenti climatici anche solo per il fatto di come, palesemente, tutto questo caldo faccia parecchio male alla mente di molte persone – peraltro già non del tutto equilibrata in partenza, temo.
Già.

Persone poco affidabili

[Foto di Suju da Pixabay]
Avete presente quelle persone che si mettono a parlare con voi, poi fanno per andare, vi dicono cose del tipo «Ciao, ora vado!», «Devo andare, ci vediamo!» eccetera e poi ricominciano a parlarvi, quindi magari di nuovo vi dicono «Ora vado proprio!» e nuovamente riprendono a parlarvi… ecco, su queste persone io non farei moltissimo affidamento, se devo proprio essere sincero. Già.

Mancanze

Ave e presen e quei giorni che vi alza e, fa e colazione, anda e a lavorare, pranza e, fa e  u  o quello che dove e fare come in ogni al ro giorno, insomma, senza nulla di diverso, senza  roppi impicci,  u  o nella norma… eppure ave e la vivida sensazione che vi manchi qualcosa, già. E non riusci e a capire cosa sia.

Ecco, come oggi, ad esempio.

Mah, chissà che sarà mai!

Venerdì 17

[Foto di Gerhild Klinkow da Pixabay ]
Ooooh, mapperfavore! Va bene che il periodo in corso è certamente difficile e per nulla fortunato, ma che oggi sia un “venerdì 17” mi pare stia generando reazioni fin troppo sproporzionate, come se entro la mezzanotte, oltre a ciò che stiamo già subendo, potesse venire la fine del mondo oppure, per dirne d’un’eventualità ancora più infausta, rompersi il computer o il cellulare!
Suvvia!
Insomma, che mai potrebbe superstiziosamente succedere?

Per dire: a me sembta vhe, salbo le vose lehaye alla vtomava pamdemiva quoyidiama, sia yuyyo a posyo e fumziomi yuyyo quamyo pet beme. Mom ytovaye?
Evvo, appumyo.
Razza di supetsyiziosi vhe mom sieye alyto!

P.S.: in merito all’immagine in testa al post ci tengo a precisare che, stante le mie intense simpatie per Belzebù, i gatti neri a me stanno simpatici. Come tutti gli altri animali, d’altronde, sovente ben più che gli umani.

Fretta leggendaria

Leggendario era il modo dei Mohicani di orientarsi nelle più intricate foreste, anche al buio. Del resto non molti anni fa un pellerossa di Springs, Steve Talkhouse, a un bianco in automobile che gli offriva un passaggio, rispose «No, grazie, vado di fretta»; intendendo che, lungo sentieri attraverso boschi e campi che solo l’indiano riconosce, era sicuro di arrivare a destinazione prima dell’automobilista.

(Aldo Buzzi, L’uovo alla kok, Adelphi Edizioni, 1979-2002, pag.77-78.)