Questa sera, 2 novembre duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #3 dell’anno XII di RADIO THULE. Una puntata inevitabile, questa sera, intitolata: “Pasolini, 40 anni”.
Il 2 novembre di 40 anni fa, infatti, veniva ucciso a Roma Pier Paolo Pasolini. Non c’è bisogno di affermare ancora una volta chi e cosa sia stato Pasolini per la cultura italiana, di contro c’è ancora assoluto bisogno di mantenere forte e vivido il messaggio illuminante e sovente premonitore, se non profetico, che ha lasciato ai posteri, ovvero a tutti noi. Perché le parole di Pasolini, pur se hanno 40 e più anni, restano totalmente valide ancora oggi, e assolutamente didattiche. Sarà dunque una puntata, questa, non tanto biografica o di mera commemorazione ma soprattutto di rinnovamento e rigenerazione del valore del messaggio pasoliniano, fatto attraverso la voce stessa di Pasolini in alcuni preziosi documenti d’epoca. Documenti che fanno capire come questi 40 anni forse non sono mai realmente trascorsi, nel bene e nel male.
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!
Questa sera, diciannove ottobre duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #2 dell’anno XII di RADIO THULE. Titolo della puntata, “Lo sconosciuto che salvò la Terra dall’Armageddon”.
A volte dalle pieghe più nascoste della storia riemergono fatti a dir poco incredibili e assolutamente fondamentali, che tuttavia restano sconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone.
Ad esempio: vi dice niente il nome di Stanislav Evgrafovič Petrov? Beh, è un signore russo, oggi settantaseienne, ex ufficiale dell’Armata Rossa, che vive in un piccolo appartamento alla periferia di Mosca. Ed è colui grazie al quale noi tutti – o almeno noi di una bella fetta di pianeta – siamo ancora vivi.RADIO THULE in questa puntata vi racconterà una storia incredibile, che pare uscita da un film eppure assolutamente vera, nella quale un uomo del tutto normale si è trasformato in colui che ha salvato la Terra dall’Armageddon nucleare.
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!
Un blog come questo, che vorrebbe occuparsi di cultura sperando di farlo nel miglior modo possibile (ovvero nel modo meno peggiore), non può non celebrare l’anniversario dei 40 anni dalla prima uscita di uno dei più articolati e approfonditi saggi di antropologia sociale (in forma cinematografica) mai realizzati, in Italia: Fantozzi! Il cui primo film della serie, appunto, uscì proprio il 27 marzo 1975. Un capolavoro assoluto, che ancora oggi molti ritengono solo un film comico-demenziale più o meno divertente quando invece è, ribadisco, una delle migliori e più argute analisi della società moderna-contemporanea nazionale, delle sue devianze e del suo protagonista assoluto: l’italiano medio. Purtroppo evolutosi in questi 4 decenni fino a forme spesso ben peggiori e, dacché tali, assai meno divertenti del ragioniere originale.
Insomma: Ugo Fantozzi – anzi, Fantozzi rag. Ugo santo (laico) subito! Che tanto qualcuno al di sopra che ci assoggetterà ai suoi biechi voleri ci sarà sempre, in questa fantozziana Italietta…
Era il Mega Direttore Galattico in persona, colui che nessun impiegato al mondo era mai riuscito soltanto a vedere. Correva anzi voce che non esistesse neppure, che non fosse un uomo, ma solo un’entità astratta.
P.S.: un paio di approfondimenti sul tema. Uno, Diventare Fantozzi, di Claudio Giunta, tratto da Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino, 2013. Due, Fantozzi, una maschera italiana, saggio di Fabrizio Buratto uscito nel 2003 per Lindau – lo trovate facilmente sul web.
Questa sera, nove febbraio duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #9 dell’anno XI di RADIO THULE. Titolo della puntata, “Bagliori nel buio. Il caso UFO di Travis Walton”.
A grande richiesta (!), RADIO THULE torna a occuparsi – con la consueta obiettiva chiarezza e senza alcuna mira sensazionalistica, ovviamente! – di uno dei (rari) casi più controversi e indubbiamente misteriosi del fenomeno ufologico: dopo il caso dei coniugi Hill, raccontato nella puntata #14 della stagione 2011/2012, in questa puntata andremo alla conoscenza della storia del presunto rapimento alieno del boscaiolo americano Travis Walton, accaduto nel 1975. Forse il caso più ricco di riscontri oggettivi e di testimonianze inconfutabili, che tutt’oggi mantiene pressoché intatto e per gran parte inspiegabile – o ben celato – il suo mistero.
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!
Cosimo TerlizziCome sa bene chi segue con una certa costanza il blog, da elemento attivo del mondo letterario e grande appassionato di arte contemporanea, vado spesso alla ricerca di espressioni artistiche che possano fondere nelle relative opere quei due ambiti, ovvero di forme d’arte che più di altre sappiano narrare storie. Storie suggestive, profonde, illuminanti il nostro mondo e la realtà che ci circonda nel modo che quasi sempre solo l’arte più vera e di valore sa fare.
E se uso spesso il termine “illuminare” riguardo tali argomenti – mi piace molto e lo trovo del tutto consono a questa nostra epoca che di frequente mantiene nell’ombra la verità più autentica per invece dare luce a quanto di essa si palesa come avverso, oltre che sostanzialmente futile e idiota – direi che lo stesso risulta più che adeguato per Luce incidente della lunghezza d’onda del blu, la personale di Cosimo Terlizzi in corso presso la Traffic Gallery di Bergamo – e aperta fino al 18 febbraio prossimo.
“Sacra Famiglia”, Lambda Print, cm.40×50, 2014. Courtesy Traffic Gallery.Sono tante le storie che l’artista pugliese racconta con le sue opere, anche per via della molteplicità mediatica utilizzata da Terlizzi (arte visuale, fotografia, cinematografia, performance) e per la densità espressiva che conferisce ai suoi lavori, nei quali è in fondo egli stesso il primo a raccontarsi in quanto artista dunque filtro narrante delle storie raccontate ma anche come uomo, entità vivente del/nel mondo e delle/nelle realtà narrate ovvero ego, in senso antropologico e sociologico. Lo denota anche Piero Deggiovanni nel testo critico della mostra: “L’artista è colui che parlando di sé offre una rappresentazione ecumenica dello stato delle cose e dello spirito del tempo che dà loro forma. Per questa ragione sono convinto di trovarmi di fronte a una delle figure artistiche più importanti del nostro tempo.”
Così, dopo il grande successo internazionale del video La Benedizione degli Animali, Terlizzi presenta un corpo di lavori inediti coerentemente in linea con la sua personale ricerca ramificata tra ciò che ancora Deggiovanni afferma essere “una insospettata coincidenza nel kitsch, di sacro e profano, sensualità barocca e ieraticità bizantina”. Fotografia, video, installazione, scultura, sono i mezzi attraverso i quali l’artista ci accompagna in un mondo sempre più in bilico tra ciò che costituisce l’identità individuale contemporanea, il concetto collettivo di sacro, la definizione del vuoto, e l’ingombrante presenza dell’ego – appunto: presenza ingombrante sotto molteplici aspetti ma inevitabile, in un certo senso, per noi uomini contemporanei. Come nel tentativo di ricostruire un percorso di liberazione spirituale attraverso il delinearsi di una nuova forma di religiosità, le opere di Terlizzi non vogliono e non possono essere considerate come oracoli di verità ma meri e semplici punti di riflessione riguardanti l’uomo e in generale gli esseri viventi in dialogo con l’ambiente e la società in cui essi crescono, vivono e in fine muoiono. Punti luce, insomma, illuminazioni preziose che possono renderci più chiara la nostra essenza ed esistenza nel mondo di oggi, la nostra posizione e l’interazione con quanto abbiamo intorno, magari riattivando quelle peculiarità percettive che noi, esseri senzienti e dotati di emotività profonda, abbiamo a disposizione proprio per comprendere a fondo quanto il mondo ci presenta. E – nuovamente cito Deggiovanni – “Questo viraggio del senso della mostra sul piano meramente percettivo, è un giocare di sponda, un’allusione alla complementarità di corpo e spirito, di luce e opacità, d’innocenza e ironia. In effetti è agendo sulla percezione, ovvero sui sensi, che accediamo alla sfera divina.” Una sfera probabilmente molto più umana di quanto vorremmo (e ci vogliono far) credere.
“Pietra d’oro”, Scultura, pietra e fogli d’oro, cm.30x15x10, 2014. Courtesy Traffic Gallery.Bellissima e intensa mostra, Luce incidente della lunghezza d’onda del blu: da non perdere, se siete in zona Bergamo entro il prossimo 18 febbraio, e da sfruttare quale ottima occasione per conoscere meglio la ricerca artistica ed espressiva di Terlizzi, veramente molto interessante e – non a caso – illuminante.
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