Come ho già affermato in altri momenti, qui sul blog, non è mia abitudine disquisire di libri che non ho (ancora) letto e tanto meno visto o avuto tra le mani. Tra le rare eccezioni a questa regola piuttosto ferrea, c’è però la possibilità di parlare di qualcosa di cui è bene parlare, perché è qualcosa che fa bene e, ancor più, che fa del bene.
Oltre (con sottotitolo – assai significativo – Nepal, viaggio al contrario tra polvere e sorrisi), il libro di Annalisa Fioretti appena uscito per i tipi di Bellavite Editore, rappresenta a mio modo di vedere una ineluttabile eccezione. E non perché ho la grande fortuna di conoscere l’autrice, non perché sia stata mia ospite in Radio Thule, non perché ne apprezzi di continuo la grandezza come persona nella vita quotidiana e in quella passione – l’alpinismo – che ha reso dimostrazione di umanità e di solidarietà, oltre che di atletismo, e in fondo nemmeno perché la sua conoscenza mi ha permesso di conoscere e comprendere meglio cosa sia successo in Nepal qualche mese fa… Piuttosto, perché Oltre è un libro fondamentale per coinvolgerci tutti in quel senso civico comune che dovrebbe globalizzare – in questo caso sì, nel senso più autentico e alto del termine – l’intero pianeta, rendendoci gli uni simili agli altri nella buona e nella cattiva sorte, dunque reciprocamente e doverosamente responsabili delle nostre vite su questa Terra.
Da sempre l’attività alpinistica di Annalisa, nelle terre himalayane, è strettamente correlata ad azioni di solidarietà e di aiuto con le popolazioni viventi su quelle montagne sublimi, popolazioni spesso dimenticate dal turismo occidentale e dal suo flusso di denaro la cui precaria condizione vitale è stata purtroppo messa in tremenda luce dal sisma dello scorso maggio – che ha causato più di 8.000 morti, è bene ricordarlo, oltre a danni inenarrabili e in tanti casi irreparabili che Annalisa ha vissuto in presa diretta, essendo presente al campo base dell’Everest per tentare la salita al Lhotse. Per questo Oltre non è solo un sogno che si avvera, come dice Annalisa, o meglio: non lo è solo per lei! Per lei rappresenta la messa su carta, in parole e soprattutto in immagini, della realtà di quel paese tanto meraviglioso quanto sfortunato e bisognoso di aiuto; per noi, ribadisco e, spero, rendo più chiaro il concetto esposto poco fa, rappresenta la fortunata possibilità di fare parte di quella realtà, di poterla capire e comprendere, di considerarla nel suo stato di fatto così da responsabilizzarci nei suoi confronti, ovvero della gente che ne è parte. E, ovviamente, rappresenta pure la possibilità di aiutare quella gente e aiutare Annalisa nei suoi progetti umanitari: l’intero ricavato della vendita del libro in pubblico, infatti, sarà totalmente devoluto ai progetti della Friend’s for Nepal, che riceverà i proventi con il tramite della Robi Piantoni Onlus, associazione con la quale ormai Annalisa collabora da tempo. Discorso diverso per le copie che approderanno nelle librerie, dove una percentuale spetterà all’editore e il resto finirà in Nepal.
Beh, capirete ora che l’eccezione di cui dicevo è assolutamente doverosa. Per di più, un titolo migliore il libro non lo poteva avere: Oltre. Oltre la mera prestazione alpinistica (comunque importante anche solo per essere stata l’inizio di tutto), oltre le montagne di neve e ghiaccio per raggiungere montagne di umanità e solidarietà, oltre la cattiva sorte, oltre le diffidenze, oltre gli ostacoli e i dinieghi, oltre le difficoltà quotidiane di chi vive dignitosamente come noi mai avremmo il coraggio e la forza di vivere, oltre ogni limite che mai ci può e ci deve essere in tale contesto, perché un limite non può e non potrà mai avere la solidarietà verso chi ha bisogno di aiuto.
Tenete d’occhio il calendario degli incontri pubblici di Annalisa, sul suo blog o sulla pagina facebook, oppure ordinate il libro dal vostro libraio di fiducia, oppure ancora acquistatelo on line. Ribadisco: leggere Oltre vi farà bene, perché è un libro che fa del bene.
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Scaffali di lavatr… no, mi correggo, di libri!
Sono entrato in un grande magazzino di elettrodomestici per valutare qualche modello di lavatrice, e poco dopo mi sono recato in una libreria di catena per verificare l’uscita di un paio di titoli nuovi – che poi, come mia abitudine, vado ad acquistare dal mio impavido librario di paese e di fiducia.
Beh, vi confesso che, ancora una volta come già in passato, ho avuto qualche attimo di confusione, e m’è venuto da cercare lavatrici anche in quella libreria. Nonostante un libro non sia certo un elettrodomestico o altro bene del genere ma, appunto, ho sovente l’impressione che ‘sta cosa – di cosa sia veramente un libro, intendo – non sia granché compresa e condivisa.
Nozze Mondazzoli, ovvero: il nostro grosso MAGRO matrimonio (editoriale) italico

Ma perché “magro”? – ora voi vi chiederete. Eh, ve lo spiego subito, dato che al di là dell’operazione in sé, dei suoi effetti pratici sul mercato editoriale, dei suoi rischi, delle criticità e di tutto il resto, la cosa è sotto molti aspetti sintomatica e illuminante dello stato attuale dell’editoria italiana, e delle strategie imprenditoriali e industriali che la reggono – ovviamente, nel suo comparto maggiore, quello dei grandi editori. L’operazione, come detto, vale 135 milioni di euro; come rimarca John Tevis sulla sua pagina facebook, Mondadori nel 2014 ha conseguito un utile di 9,3 milioni di euro a fronte di un fatturato di circa 350 milioni (pochino dunque, considerando poi che è uno dei primi risultati di bilancio in attivo dopo anni di perdite. Eppoi, utile derivante da cosa? Da aumenti effettivi delle vendite e dei ricavi, o da manovre contabili in bilancio?) ma, soprattutto, l’indebitamento complessivo di Mondadori a fine 2014 è risultato di 292 milioni di euro. Che con l’acquisto di RCS Libri – società che invece non fa utili ed è a sua volta parecchio indebitata – diventeranno quasi 450 milioni. Il tutto grazie alle banche, che elargiranno nuovamente dei soldi ad aziende tecnicamente fallite, o quasi, per ottenerne in cambio un debito enorme il quale, pur ammettendo utili di bilancio in costante ascesa (il che, con il mercato editoriale nazionale così asfittico, sarebbe un bel miracolo), solo tra decenni potrà essere sostenuto finanziariamente in modo adeguato.
Senza troppi giri di parole: i coniugi Mondazzoli, se effettivamente diverranno tali, andranno ad abitare in un enorme castello di carte, così gigantesco (per il mercato italiano) da oscurare tutti gli altri palazzi d’intorno ma al contempo così fragile che basterà un colpo di vento appena più forte del normale (mettiamo un’altra crisi finanziaria o un calo ulteriore dei lettori, ecco) per farlo rovinosamente crollare. In pratica, una sorta di Parmalat dell’editoria, come sostiene ad esempio Antonio Tombolini – fondatore di Simplicissimus – sul suo profilo facebook.
Ma c’è anche chi (il già citato Veronesi, vedi sopra) ipotizza che tutta l’operazione sia solamente di natura speculativa, fatta solo per poter rivendere a breve il settore libri di RCS, magari all’estero – magari (qui speculo io) a qualche altro protagonista primario del mercato (no, non ho scritto Amazon. Ok, però l’ho pensato, ammetto.)
Dunque, per riassumere: oggi la strategia imprenditoriale dei principali editori italiani – i quali sono, non dimentichiamocelo mai, soggetti culturali, ovvero promotori di cultura pubblica, non mere fabbriche di produzione di beni di consumo! – è questa: indebitarsi, ingrandirsi, indebitarsi, ingrandirsi. Proprio come quelle fabbriche appena citate, cioè come quella grande industria legata a quadruplo filo alla finanza creativa contemporanea, alla politica e alle varie lobby di potere, che poi (chissà come maaaaai…) spesso salta per aria (vedi il caso Parmalat, appunto), non prima però di aver fatto danni indicibili al proprio mercato di riferimento. Ovvero, in tal caso, alla cultura che di quel mercato dovrebbe essere il movente primario, lo ribadisco.
Nel frattempo, dietro e lontano da tali sommovimenti finanziari così palesemente antitetici a qualsiasi concetto di cultura, lettura, letteratura e quant’altro, l’editoria indipendente, i piccoli editori e librai e tutta la filiera non industriale, per così dire, soffre terribilmente. Di essa, alle banche sempre pronte a regalare denaro a chi non se lo meriterebbe affatto, non interessa nulla, e infatti la falcidia dei piccoli editori e delle librerie indipendenti continua inesorabile. Motivo in più, a mio modo di vedere, per fare fronte comune e scavare un solco netto tra quell’editoria così corrotta dalla finanza e quella che, ancora e pur tra infinite difficoltà (e tutti i distinguo del caso), sa fare editoria di qualità, sa portare avanti discorsi editorial-letterari logici, sa trovare nella ciurma fin troppo vasta degli scrittori esordienti chi merita di diventare “qualcuno” (come ha evidenziato anche quest’anno il premio Strega). A mio modo di vedere il problema veramente grave, alla fine, non è solo che i coniugi Mondazzoli si prendano il 40% e più del mercato, è pure che con la loro ingordigia lo privino di qualsiasi buon valore culturale e lo deprimano al punto che nessuna ripresa del numero dei lettori e della diffusione della buona lettura sarà possibile, perché il mercato editoriale sarà diventato una specie di discarica di pulsioni finanziarie distorte e di strategie commerciali ottuse.
Insomma, come scrisse Joyce: “Fragilità, il tuo nome è matrimonio.” Che non parlasse di vita coniugale ma di fusioni societarie?
Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 16a puntata 2014/2015 di RADIO THULE!
Questa sera, quindici giugno duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #16 dell’anno XI di RADIO THULE. Titolo della puntata, “La materia, o ciò che rimane del suono”, e ospite prestigioso in studio Tiziano Milani, con la sua nuova opera Materia (Storie da ciò che rimane).
Tra i più apprezzati compositori elettroacustici italiani – o sound designer, come egli stesso si definisce – in questa puntata Milani ci presenterà il suo nuovo lavoro, una materia sonora (parlare semplicemente di “musica”, qui, sarebbe estremamente riduttivo: ascoltate per credere!) colta in origine nel
suo stesso ambiente naturale e poi considerata, meditata, esaltata fino a evidenziare l’essenza più profonda, la quale in tal modo risuona di ciò che abbiamo intorno ma spesso non siamo più capaci di sentire, quando invece dovremmo imparare di nuovo non solo a sentire ma (soprattutto) ad ascoltare.
Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!
Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
– www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
– http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!
“Materia (storie da ciò che rimane)”, la nuova opera sonora di Tiziano Milani
Sta per uscire Materia (storie da ciò che rimane), la nuova opera di uno dei musicisti elettroacustici più affermati in circolazione, Tiziano Milani. Ho la fortuna di conoscere Tiziano da una vita, e di avere collaborato con lui nel progetto The City of Simulation | La Città della Simulazione, uscito sempre con Setola di Maiale (sempre più tra le migliori etichette indipendenti italiane!); inoltre, ho anche potuto ascoltare tempo fa alcuni samples del nuovo lavoro, traendone un breve testo introduttivo che potrete trovare sulla copertina dello stesso e che vi propongo qui di seguito.

Back home, to restart again
Tiziano Milani torna a casa, una casa nella quale ogni locale diviene una sorta di wunderkammer ove ascoltare ciò che in questi lunghi anni di creazione sonora egli ha accumulato, conservato, lasciato maturare. Ma non si resta poi chiusi dentro, Tiziano non chiude la porta alle nostre spalle, anzi: spalanca le finestre, lascia che l’ambiente esterno entri – l’ambiente peculiare che c’è proprio lì fuori, s’intende – lascia che si compenetri con quanto vi è dentro, che diventi un tutt’uno avvolgendo noi che dentro stiamo. La wunderkammer così si capovolge, per così dire, ascoltiamo l’ambiente ma poi è questo che ci “ascolta”, che ci trasmette infiniti nuovi stimoli propri, singolari, unici: la casa non è punto d’arrivo ma nuova ripartenza, e lo è quale espressione del mondo che ha intorno e col quale si armonizza. Così deve essere: il suono, qualsiasi esso sia, è elemento supremamente libero; non lo si cattura mai, se ne diventa invece testimoni e poi ascoltatori, seguendone l’onda verso nuove mete, nuove risonanze, nuove e ulteriori percezioni acustiche. E lasciandoci guidare da Tiziano Milani, che con Materia (storie da ciò che rimane) verso di esse ci porta.
Se ciò non bastasse ad incuriosirvi, e se non bastassero nemmeno gli apprezzamenti critici che Tiziano raccoglie da sempre negli anni in cui si è dipanata la sua ricerca sonora – ne trovate a iosa sul web, ovvero presso i link sparsi in questo articolo – sappiate che Materia… è un lavoro fenomenale. E lo è perché risuona di molto di quello che abbiamo intorno e spesso non siamo più capaci di sentire, quando invece dovremmo imparare di nuovo non solo a sentire ma (soprattutto) ad ascoltare. E il nuovo cd di Tiziano è un perfetto ausilio per ricominciare a farlo.
Cliccate sulle immagini delle copertine di Materia… per visitare il sito web di Setola di Maiale e acquistare il cd, oppure per visitare il blog di Tiziano Milani.