In cammino – A Bolzano il “Festival del Camminare”, dal 23 al 25 Maggio

Per uno spazio come questo che nel blog ho voluto dedicare al camminare, ovvero alla filosofia che sta alla base di questa attività così apparentemente banale eppure, di contro, così profonda e ricca di molteplici significati (come ho spiegato nella pagina introduttiva alla sezione stessa) e pure così affine, sotto molti aspetti, alla creazione letteraria, è inevitabile segnalare un evento che proprio al camminare in ogni senso è dedicato: Il Festival del Camminare (appunto!), che si svolgerà a Bolzano (non a caso, mi viene da dire) dal 23 al 25 Maggio.

logo_festival_camminare

Nella presentazione dell’evento si può leggere:

virgoletteUn festival interamente dedicato al camminare, come strumento di benessere e di conoscenza. Tre giorni di riflessioni, passeggiate, spettacoli, incontri con autori, testimonianze di camminatori e tanto altro ancora. Il tutto il più possibile itinerante. (…) Proponiamo un festival in cammino. Per scoprire che esistono tanti modi diversi di camminare. L’andare in montagna con stile alpino, cioè con escursioni per vette e per rifugi, è solo uno dei tanti.
I filosofi lo sapevano bene, che il camminare aiuta a pensare, aiuta a stare bene e a vivere in armonia. Diceva Nietzsche: “Star seduti il meno possibile; non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento”; scriveva Kierkegaard a un’amica: “Soprattutto non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo”; e Rousseau invece: “Il camminare ha qualcosa che anima e ravviva i miei pensieri: non riesco quasi a pensare quando resto fermo; bisogna che il mio corpo sia in moto perché io vi trovi il mio spirito”.
Il festival del camminare di Bolzano si rivolge ai cittadini di Bolzano, di lingua italiana e tedesca, con lo scopo di far loro conoscere differenti aspetti del camminare, e invogliare anche chi cammina poco a praticare questa attività; ma aspettiamo a Bolzano i camminatori di tutto il mondo, appassionati, viandanti, trekker e pellegrini provenienti da tutta Italia e dagli Stati confinanti, persone curiose, che vogliano capire di più dei meccanismi che fanno del camminare un gesto rivoluzionario, che ci scombussola e ci fa star bene, che ci cambia dentro e non sappiamo perché.
Ne parleranno psicologi, psicoterapeuti, scrittori, filosofi, artisti, guide, semplici appassionati, tutti accomunati da un fatto: camminare gli ha cambiato la vita.

Un Festival parecchio interessante, insomma, credo pure per chi non si possa o debba definire un “camminatore”. Ma, inutile dirlo, per camminare non servono patenti, permessi speciali, corsi o gavette o quant’altro. Probabilmente – e lo affermo anche per diretta esperienza personale – bisogna innanzi tutto essere spiriti liberi. Proprio come il sopra citato Nietzsche definiva gli individui di valore: in fondo, se la libertà di pensiero è la prima e più preziosa libertà a nostra disposizione, la libertà di movimento attraverso il cammino – immediatamente disponibile, appunto – è la sua più analoga e ideale “sorella”!

Cliccate sul logo del Festival per visitare il sito web e conoscere ogni dettaglio in merito.
Buon cammino verso Bolzano, dunque, oppure ovunque vogliate camminare!

The Lightness… soon!

Lightness: luminosità, illuminazione, ma anche leggerezza, levità.
Non occorre aggiungere altro, quando l’impressione vivida è che la Terra si sia congiunta al cielo nella stessa evanescenza, luminosa e leggera, come per un inopinato prodigio di luce.
Non si ha da far nulla se non lasciarsi avvolgere in esso, per goderne tutta la bellezza, luminosa e leggera.

Lightness_1
The Lightness Series: una nuova serie fotografica a breve sul mio blog lucarotaimages.wordpress nonché più avanti, molto probabilmente, anche live
Per ora un’anteprima, qui sopra: Lightness #1.

Licenza Creative Commons
Lightness Series è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

E’ uscito il nr.0 di SCRIVENDO VOLO, la nuova rivista di approfondimento culturale

Presentata in anteprima durante la seconda edizione della Fiera del Libro della Romagna, evento andato in  scena lo scorso weekend a Cesena, è finalmente disponibile il numero 0 di Scrivendo Volo, la nuova rivista di approfondimento culturale nata come versione cartacea dell’omonimo e apprezzato sito web. In questo primo numero potete trovare articoli (tutti inediti e di ottima qualità) di Daniele Dell’Orco, Francesco Giubilei, Giovanni Modica, Enrico Gregori, Francesca Mazzucato, Annalisa Terranova, Vincenzo Ciampi, Laura Costantini, Alberto Fezzi e molti altri tra i quali pure lo scrivente, con un testo dedicato alle prefazioni letterarie, una sorta di genere nel genere che spesso finisce per essere più “importante” dell’opera che dovrebbero introdurre, oltre che assai influenzante il giudizio del suo lettore.
Scrivendo_volo_copPer chi non abbia potuto visitare la Fiera di Cesena, può trovare e acquistare Scrivendo Volo direttamente dal sito di Historica Edizioni, scrivendo qui: info@historicaweb.com
Leggetela: ne vale la pena, ve lo assicuro – eppoi, c’è ovviamente sempre a vostra disposizione il sito web di Scrivendo Volo… Insomma, in un modo o nell’altro: buona lettura!

MiArt 2014: opinioni, impressioni, riflessioni, visioni.

MiArt 2014 si è chiusa da poche ore (sto scrivendo questo pezzo lunedì 31) e, come sa chi segue il blog, quando ho occasione di visitare un evento del genere offro poi il mio resoconto di puro appassionato d’arte (contemporanea, in primis) mettendo per iscritto ciò che mi è parso di vedere capire dell’evento stesso.
Per il MiArt di quest’anno, tuttavia, voglio fare qualcosa di diverso e – sia chiaro fin da subito – non di contrario o contrapposto, anzi: è la mia una forma particolare d’omaggio per un evento che, fortunatamente, sta riportando Milano al centro del traffico artistico che conta, dotando la città di una fiera degna di tal nome e con altrettanto degno corollario di appuntamento d’incontro e d’approfondimento – oltre che di immancabile festa. Sì, al di là di quanto vi sto per mostrare, ricavo da questa edizione della fiera milanese, la seconda targata Vincenzo De Bellis, un’ottima impressione generale, che diventa eccellente dal punto di vista dell’organizzazione e del mood generale scaturente dall’evento: bell’atmosfera, tanta gente, ottime gallerie, ben poco di opinabile – ecco, se proprio devo opinare qualcosa, devo dire che la sezione dedicata al design mi pare ancora troppo esigua e poco consona, oltre che piuttosto snobbata da un pubblico che, evidentemente, riserva la propria attenzione verso tale settore all’imminente periodo del Salone del Mobile, dedicandosi qui invece soprattutto all’arte – cosa che mi pare logica, d’altronde, quantunque design e arte contemporanea si stiano imparentando sempre di più.
Per quanto riguarda le proposte delle gallerie, trovo che le italiane siano sempre fin troppo conformiste, per così dire, presentando soprattutto opere già storicizzate e di sicuro appeal, quasi a voler assicurarsi un certo ritorno economico che giustifichi la spesa sostenuta per essere presenti in fiera. O forse l’arte contemporanea italiana non merita d’essere presentata a fianco dei vari (e soliti) Fontana, Boetti, Castellani, Burri e via dicendo? Ciò che voglio dire è che un Fontana, negli stand di certe gallerie, so per certo di poterlo trovare e nel caso acquistare, mentre mi è più difficile trovare opere di nomi nuovi e/o emergenti, che sono sicuro meriterebbero a loro volta un palcoscenico (commerciale) importante come quello offerto dal MiArt, a fronte, certo, di una più difficile vendibilità. Ma, insomma, il nome nuovo diventa importante (e sale di quotazione) se lo si presenta e lo si spinge in pubblico, non certo lasciandolo in galleria e aspettando che arrivi qualche buonanima di giornalista del settore a scoprirlo e farlo scoprire ai potenziali acquirenti… Ho visto invece ben più intraprendenza, in tal senso, nelle gallerie estere: alla fine credo sia anche una questione culturale, di maggior capacità ricettiva verso il “nuovo” dell’ambiente dal quale quelle gallerie provengono – e al MiArt ve n’erano di tedesche, nordeuropee, americane, sudafricane… – ovvero di un atteggiamento dei galleristi stessi più teso alla ricerca continua di nuovi talenti con relativa ricaduta commerciale fruttuosa, aspetto che invece dalle nostre parti è di più ostica realizzazione. E di talenti, in Italia, ce ne sono a iosa: sarebbe bello vederne di più in queste occasioni, appunto.
In ogni caso leggo che la grande parte dei galleristi si dichiara soddisfatta dei riscontri ottenuti durante MiArt, sia in termini di vendite che di contatti potenziali; dunque, a prescindere dalle suddette impressioni, non posso che augurarmi che finalmente la fiera milanese possa continuare a crescere e consolidarsi come evento tra i maggiori e i più proficui del mercato dell’arte italiano, continuando sull’onda di queste due ultime edizioni e alla guida di De Bellis, indubbiamente il principale fautore di tale bella crescita grazie ad un lavoro di sostanza e piacevolmente creativo. Quello targato 2015 sarebbe – stando al contratto vigente – l’ultima edizione di sua direzione; da appassionato visitatore di eventi del genere, beh, uno come lui non me lo farei rubare dalla concorrenza!

Dicevo, invece, di come da par mio voglio diversamente raccontare il MiArt 2014: attraverso una galleria di immagini il cui titolo dice tutto, in buona sostanza: l’arte non è l’arte. Perché l’arte è dappertutto, e se la sappiamo cogliere sapremo anche percepire quando essa sia di valore, ovvero quando non sia che un vuoto esercizio di stile.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Qualche personale osservazione in merito alla finale del talent show per aspiranti scrittori “Masterpiece” di ieri, 30 Marzo

Masterpiece? La finale?

Ah, ma andava ancora in onda?

(P.S.: per leggere ciò che ho scritto nel tempo sul programma suddetto, cliccate qui)