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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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Venerdì 29 maggio a Calolziocorte:

Venerdì 29/05, nella sala conferenze del Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte (Lecco), io e altri prestigiosi relatori vi racconteremo la storia di Valcava, località affascinante sulla dorsale dell’Albenza (la montagna in assoluto più vicina a Milano), e dello sviluppo turistico e sciistico emblematico che la contraddistinse nel corso del Novecento insieme alle altre montagne lecchesi e bergamasche, nella conferenza “Sciare in Valcava. Il primo sci a un passo da Milano”, un evento promosso dalla Comunità Montana Lario Orientale-Valle San Martino e dall’Ecomuseo Val San Martino nell’ambito della rassegna “ConoSCIamo. Storie di sci e montagna”. È un evento da non perdere, garantito! Per saperne di più cliccate qui.


CHI VIAGGIA ATTRAVERSO LE ALPI NON DEVE LASCIARE TRACCE

Ingorghi, rumore, gas di scarico: come i centri urbani iperpopolati, anche le regioni alpine devono affrontare questo problema a causa dell’incidenza ancora predominante del traffico motorizzato. Eppure, secondo Stephan Tischler, esperto di trasporti all’Università di Innsbruck e presidente della CIPRA Austria, da tempo avremmo a disposizione soluzioni per agire diversamente. «L’integralismo suscita resistenze, l’inazione perpetua lo status quo» sostiene Tischler. «La verità sta nel mezzo: occorre il coraggio politico di attuare misure nel settore dei trasporti, anche contro la resistenza di singoli settori, nel rispetto della Convenzione delle Alpi.» In fondo l’antico detto cinese «Un buon viaggiatore non lascia tracce» è ancora validissima, per le Alpi in special modo.


NESSUNA NUOVA FUNIVIA A BORMIO SU AREE TUTELATE

Niente impianti di collegamento tra la Valfurva e Bormio. La Provincia di Sondrio, a seguito della Valutazione d’Incidenza Ambientale, ha dato parere negativo al nuovo impianto tra San Nicolò Valfurva e la ski area di Bormio: ciò a causa delle tempistiche stringenti per ottenere i fondi e, soprattutto, perché l’impianto, le piste di discesa annesse e un nuovo parcheggio, interessano «Elementi della Rete ecologica e andrebbero a frammentare un versante integro, proprio al confine con la ZPS» nonché, aggiungo, con il territorio del Parco Nazionale dello Stelvio. È un parere negativo, insomma, che non concerne solo l’impianto valtellinese ma un po’ tutto lo sci che vorrebbe potersi espandere all’infinito, senza alcuna cura dei territori e della realtà corrente.


«INVÈRN SENZA NÌIF, ÌSTA SENZA BÌIF»

Cioè “Inverno senza neve, estate senza bere”: è un vecchio proverbio alto-lombardo con il quale si rimarca che se d’inverno sui monti non nevica, l’estate facilmente sarà siccitosa, e pare adattarsi bene, purtroppo, alla situazione in corso sulle Alpi, definita da Matthias Huss, uno dei più stimati glaciologi svizzeri, «cattiva». Questo inverno è caduta poca neve sui ghiacciai e i mesi primaverili sono stati spesso caldi e secchi: ciò spiega in parte la scarsa copertura nevosa, che la Rete di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri (GLAMOS) ha determinato in un meno 25% rispetto al periodo di riferimento 2010-2020. Dati che in Italia sono ancora peggiori: la Fondazione Cima, che li monitora costantemente, indica a fine aprile un deficit su base nazionale del 48%.


LE SORPRENDENTI ELEZIONI COMUNALI DI PEDESINA

Pedesina, minuscolo comune posto a 1000 metri di quota nella bellissima Val Gerola, laterale della Valtellina in provincia di Sondrio, è probabilmente la località italiana di montagna della quale, in vista delle imminenti elezioni amministrative del 24-25 maggio, più si parla, tanto sui media locali quanto su quelli nazionali. Infatti, a fronte dei soli 44 abitanti (nemmeno tutti residenti in loco peraltro), che lo rendono il terzo comune meno popolato d’Italia, sono in corsa ben tre candidati sindaco con le rispettive liste. Considerando che le liste presentano in totale 24 candidati (i tre sindaci più 21 consiglieri), a Pedesina più di metà della popolazione comunale è in corsa per essere eletta. Come rimarca “Il Post”, lassù «le elezioni sono una cosa di famiglia»!


IN VALCHIUSELLA ALTRI SOLDI BUTTATI NELLO SCI SENZA FUTURO

Su “AltriSpazi”, uno dei blog di Alessandro Gogna, Filippo Pesando denuncia l’ennesimo spreco di denaro pubblico impiegato – cioè buttato – nel ripristino di impianti sciistici già falliti e abbandonati da tempo. In questo caso a Palit, in Valchiusella, dove la locale Unione Montana vuole spendere oltre 1 milione di Euro per riattivare gli impianti locali, posti tra 1200 e 1800 m di quota, promettendo le solite cose (rilancio, sviluppo, posti di lavoro…) senza alcuna garanzia. «Il turismo non si incentiva con sperperi di denaro, – rimarca Pesando – l’economia di una valle e lo spopolamento non vengono incise da due bar e un impianto che non avrà sicuramente un futuro (la storia lo dimostra) se non quello di avere un impatto ambientale negativo».

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Articoli più recenti

  • Il paesaggio è un soggetto, non un oggetto
  • Il disastro olimpico, ancora più disastroso di quanto si poteva pensare
  • Una serata bella e proficua per il futuro delle montagne, sabato scorso a Aosta
  • 274 persone in un giorno sull’Everest, a milioni sulle nostre montagne
  • Quando si sciava a un passo da Milano. Storia di Valcava e del turismo invernale di cent’anni fa, venerdì 29 maggio a Calolziocorte (Lecco)
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  • Questa sera ad Aosta, per abitare fin da oggi il cambiamento sulle montagne del futuro tutelandone la Natura e le comunità
  • Carlo Petrini
  • Se il turismo smette di essere cultura e pensa solo all’economia
  • Il Reno, il grande fiume germanico – ma pure un po’ italiano!

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Tag: paesaggio

Una domenica pomeriggio, in paese (#3)


(#1, #2)

Scritto il 16 giugno 2017Categorie ImagesTag Alpi,architettura,arte,Bellano,borgo,case,cultura,foto,images,immagini,Italia,laghi,lago di Como,lake,landscape,Lombardia,Natura,paesaggio,paese,photo,storico,tipica3 commenti su Una domenica pomeriggio, in paese (#3)

Una domenica pomeriggio, in paese (#2)


(#1)

Scritto il 7 giugno 20177 giugno 2017Categorie ImagesTag Alpi,arte,Bellano,borgo,cultura,foto,images,immagini,Italia,laghi,lago di Como,lake,landscape,Lombardia,Natura,paesaggio,paese,photo2 commenti su Una domenica pomeriggio, in paese (#2)

Una domenica pomeriggio, in paese (#1)

Scritto il 6 giugno 20176 giugno 2017Categorie ImagesTag Alpi,arte,Bellano,borgo,cultura,foto,images,immagini,Italia,laghi,lago di Como,lake,landscape,Lombardia,Natura,paesaggio,paese,photo5 commenti su Una domenica pomeriggio, in paese (#1)

Barry Lopez, “Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione”

Ogni creatura vivente di questo nostro pianeta è tale – e si può considerare tale – primariamente in relazione al territorio in cui vive. Non è una questione solo biologica, anzi: la principale implicazione di tale realtà è soprattutto culturale e in particolare filosofica, e ciò vale soprattutto per la creatura vivente maggiormente (all’apparenza) evoluta, l’essere umano, ovvero quella che più di ogni altra ha imparato a relazionarsi in modo profondo col territorio, interagendo con esso al punto da modificarlo altrettanto profondamente per renderlo funzionale alle proprie esigenze vitali.
In tal senso la geografia, quale disciplina di rappresentazione e identificazione del territorio, costituisce da sempre lo strumento fondamentale, per l’uomo, nel rapportarsi con il mondo che ha intorno; in fondo, rappresentando geograficamente il territorio, l’uomo non fa altro che rappresentare sé stesso, la propria storia, l’evoluzione nel tempo, oltre che sancire l’identità e l’identificabilità della propria presenza nel mondo. Studiare tutto ciò risulta dunque una pratica fondamentale per l’uomo-Homo Sapiens, ancor più comprenderlo e comprenderne la portata basilare per la propria vita: non a caso oggi, al riguardo, si parla ordinariamente di “geografia umana” e questa definizione fa capire come sia importante che la geografia del mondo d’intorno penetri in qualche modo nell’animo e nello spirito di chi lo vive e abita – noi esseri umani, appunto.
Basterebbe questa elementare tanto quanto – ribadisco – sostanziale verità per fare d’un personaggio come Barry Lopez, considerato il più grande landscape writer americano, una vera e propria fonte di ispirazione e illuminazione circa la comprensione del nostro legame col territorio, e parimenti per ritenere Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione (Galaad Edizioni, 2014, traduzione e cura di Davide Sapienza, introduzione di Franco Michieli) ovvero la prima antologia italiana dedicata a Lopez, una lettura imprescindibile per chiunque.
Purtroppo, invece, viviamo in un paese che addirittura ha ritenuto di poter eliminare la geografia dalle materie scolastiche… (continua)

(Leggete la recensione completa di Una geografia profonda cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Scritto il 31 Maggio 201730 Maggio 2017Categorie LettureTag ambientalismo,Antartide,Artico,Barry Lopez,biografia,catalogo,Davide Sapienza,difesa,download,ebook,ecologia,enviroment,Franco Michieli,Galaad,geografia,immagini,landscape,libri,libro,Lupi,Montagne,Natura,Oregon,paesaggio,pdf,polo,recensioni,Sogni artici,territorio,Una geografia profonda,USA,Wikipedia2 commenti su Barry Lopez, “Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione”

Il consumismo come arma di distruzione (antropologica) di massa (Barry Lopez dixit)

Il consumismo è uno stile di vita che alla fine distruggerà la vita biologica. Qui, negli Stati Uniti, ci sta trasformando in gente priva di un senso di identità al di fuori della propria capacità di consumare.

(Barry Lopez, Barry Lopez, la terra e l’immaginazione. Conversazione tra il vecchio e il nuovo mondo con Davide Sapienza, in Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione, Galaad Edizioni, 2014, traduzione e cura di Davide Sapienza, pag.162.)

…E non solo negli Stati Uniti! – viene inevitabilmente da aggiungere. Il consumismo è il frutto “pratico” di un sistema di potere e di gestione del pianeta che se ne infischia totalmente dei danni causati alla biosfera, sovente irreparabili e col tempo sempre più letali; ma, ancor prima, come osserva Lopez, i danni li fa a tutti noi che ne veniamo soggetti, alla consapevolezza del nostro essere e stare al mondo, alla nostra cultura, alla capacità di identificarci reciprocamente nel mondo, alla coscienza individuale che ci permette di dire chi siamo veramente e perché lo siamo. Sempre di più, invece, noi siamo ciò che acquistiamo, consumiamo, sprechiamo, distruggiamo, la nostra identità è data non dalla cultura dalla quale proveniamo e che sappiamo offrire, dalla storia, dal carattere individuale, dalle idee, dalle aspirazioni e dai nostri “atti sociali”, ma da ciò per cui veniamo convinti a spendere i nostri soldi, spesso senza una motivazione logica ma solo per mera ingiunzione esterna.
Non c’è nulla di male, di principio, nel produrre e consumare ciò che può aiutarci a vivere bene. Ce n’è invece molto, di male, nel consumare quello che non ci servirebbe affatto ma che ci convinciamo sia “indispensabile”, e nel farlo senza comprendere il senso, la sostanza e gli effetti di una tale pratica distruttiva a causa del non saper più comprendere nemmeno noi stessi e il senso della nostra esistenza quotidiana al mondo e col mondo.
Questa forma di consumismo ormai imperante è una vera e propria arma a doppio taglio, in buona sostanza: consumiamo la vita del pianeta e, nel contempo, consumiamo la nostra stessa vita.

Scritto il 26 Maggio 201726 Maggio 2017Categorie (L.),Dixit,OpinioniTag ambientalismo,Antartide,arma,Artico,Barry Lopez,biografia,capitalismo,catalogo,citazioni,civiltà,consumismo,Davide Sapienza,difesa,distruzione,download,ebook,ecologia,enviroment,Franco Michieli,Galaad,geografia,immagini,landscape,libri,libro,Lupi,massa,Montagne,multinazionali,Natura,Oregon,paesaggio,pdf,politica,polo,potere,quotes,recensioni,sistema,società,Sogni artici,territorio,Una geografia profonda,USA,Wikipedia3 commenti su Il consumismo come arma di distruzione (antropologica) di massa (Barry Lopez dixit)

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