La rivista d’informazione eco-ambientale GreenMe (ri)mette in luce, in un articolo di qualche giorno fa (cliccate sull’immagine qui sopra per leggerlo), il danno estremo provocato dai mozziconi di sigaretta gettati in terra o altrove: al primo posto tra i rifiuti inquinanti prodotti dall’uomo e che ogni anno finiscono in mare, ancor più dei tanti oggetti in plastica, ci sono proprio i mozziconi di sigaretta, le cicche, che hanno un filtro fatto di acetato di cellulosa il quale impiega più di dieci anni per decomporsi.
Ci sono minimi gesti usuali, nella vita quotidiana della nostra società, che pur nel loro piccolo risultano – a mio modo di vedere – assolutamente emblematici del senso civico e dello stato di salute culturale diffusi nella società stessa o, dalla parte opposta, della maleducazione e dell’inciviltà diffusa. Ecco, la pratica di gettare o mozziconi delle sigarette appena fumate da persone sicuramente “per bene” come nulla fosse, ovvero come qualcosa di automatico e naturale, credo sia tra quei piccoli gesti uno dei più significativi, in tal senso. Più significativi e più barbari proprio in forza della sua piccolezza, della sua banalità. Perché se numerosi membri di una società apparentemente “civile” e “avanzata” non sanno evitare pratiche pur così minime e semplici ma tanto deleterie, significa che l’imbarbarimento, culturale e non solo, è ormai genetico. È anche questo inquinamento, a ben vedere: del cervello di molte persone, e con conseguenti gravi danni al buon senso.
Fosse per me, mi augurerei volentieri che a chi commetta tale ignobile gesto venissero comminati svariati anni di detenzione, già. Forse sarebbe l’unico sistema realmente efficace per debellarlo, nel breve termine e in attesa che un senso civico maggiormente sviluppato e attivo (o una maggior intelligenza, forse dovrei dire) si diffonda nuovamente. Ma è solo una mia “provocazione”, ovvio.
Ora: so benissimo che dire a quelli che d’estate guidano la propria autovettura col braccio fuori dal finestrino che 
Insomma, bastano due-giorni-due di caldo oltre la media e già lo svacco e la sciatteria imperano nell’ognidove italico, con manifestazioni pubbliche di fogge che in frequenti casi risulterebbero probabilmente ridicole persino per un party trash ferragostano in spiaggia ove chi si vesta peggio s’accaparri un cocktail gratis. Peraltro con accanto, lungo le vie cittadine, gente che non ci sta ancora climaticamente capendo molto e gira come fosse in partenza per l’Antartide!