Guanocrazia

eat-shit-and-die-greyPiù il tempo passa e più resto sconcertato dal constatare come qualsiasi cosa – e ribadisco: qualsiasi cosa – che in questo paese viene a contatto con il sistema politico (chiamatelo partitocrazia, ma allargate pure il concetto tutt’intorno) diventa inesorabilmente merda, con eccezioni ormai più rare che i Panda sulle Alpi. Scusate la scurrilità, ma non trovo termine meglio definente, anche nel caso in cui – ahinoi – finisca gioco forza per identificare cose nobili come quelle culturali. Ma non c’è nulla da fare, anche la cultura più alta, se ammorbata dalla politica, viene distorta, strumentalizzata, deviata, falsata, svuotata di senso e di valore e di contro sovraccaricata di biechi e luridi interessi particolari – destino, ripeto, che subisce ogni altra cosa nelle stesse circostanze.

Beh, se posso dire la mia: la questione non è più che si debba quanto prima liberare l’Italia da questo orrido liquame, putridume, deiezione, guano… (sto cercando alternative meno scurrili, datemene credito.) No, temo che ormai ci sia già affogata dentro e noi, per ingenuità, ottusità, assuefazione, ignoranza, menefreghismo o che altro, non ce lo vogliamo ammettere.

Porcellum. Italicum. Ridicolum.

Beh, ecco… non è che segua molto queste cose, anzi, ma ovviamente me ne giungono voci, echi, notizie, dicerie, risonanze varie e assortite.
Insomma: ma ‘sta storia della legge elettorale, in Italia – il porcellum, il mattarellum, italicum, rosatellum, il sistema tedesco che non è tedesco ma è all’italiana, le preferenze e il premio di maggioranza che non vuole la minoranza e i listini bloccati anzi no, eccetera – è tipo uno sketch comico-demenziale in stile Monty Python ma che sta venendo malissimo? Oppure è tutto vero?
Perché, voglio dire, paradossalmente mi sembra che nel primo caso non faccia affatto ridere mentre nel secondo moltissimo.

Sia chiaro: non che ne sia così interessato, anzi.
È solo per curiosità. E per sapere come comportarmi, ecco.

(Immagine: © Logo Comune)

L’ammirevole pervicacia dei politici

Comunque io i politici (italiani) li “apprezzo” pure.

Sì, perché trovatemi voi un’altra categoria che con siffatta orgogliosa pervicacia difende i diritti e i privilegi che ha acquisito nel tempo! Stipendi, vitalizi, immunità, privilegi… ci provano a metterli in discussione, ad abrogarli o eliminarli ma loro niente: fieri di quanto ottenuto, ogni volta lo difendono valorosamente e, nel caso qualcuno dei loro privilegi venga effettivamente abrogato, rapidamente lo ripristinano, magari cambiandogli forma ma lasciando inalterata – quando non accresciuta – la sostanza. Una perseveranza ammirevole, veramente ammirevole.

Voglio dire: fossero i comuni cittadini, ad avere una tal pervicacia e a difendere – se non a sviluppare – con simile ostinazione i diritti propri della società civile di cui sono membri, beh… oggi chissà quanta autentica democrazia si avrebbe, chissà quanta libertà d’ogni sorta, quanta giustizia, imparzialità, equità sociale, chissà quanti benefici a vantaggio di tutti!
Invece, che accade? Accade che i comuni cittadini sono sempre meno consapevoli di tali loro diritti naturali al punto da non impegnarsi quasi più nella salvaguardia di essi, nel frattempo che i politici (astutissimi, e anche per questo da ammirare!) fanno loro credere che il voto sia il “diritto” fondamentale e si fanno eleggere appositamente per difendere i propri artificiosi “diritti” esclusivi dei quali tuttavia sono ben consapevoli e per questo altrettanto decisi a salvaguardarli.

Geniale, vero? Suvvia, non si può non apprezzare cotanta astuzia!

Modus Legendi, anno 2017

È partita l’edizione 2017 di Modus Legendi, una delle migliori e più efficaci iniziative di sostegno dei libri e della lettura di qualità nonché indipendente – dalle logiche sempre più discutibili del mercato editoriale contemporaneo, e non solo – mai intraprese su scala nazionale e per di più dal basso, come dovrebbe essere per qualsiasi iniziativa di culturaqualcosa che è di tutti, sempre e comunque.
Dell’edizione 2016 ne ho parlato più volte, qui sul blog. Per questa nuova edizione, lascio invece la parola a Ultima Pagina, il sito che quest’anno collabora con Modus Legendi e ne cura le operazioni di votazione, che offre la più completa ed esauriente descrizione di cosa sarà questa edizione 2017 – che mi auguro apprezzerete parecchio e alla quale spero vogliate partecipare, così da conferirle sempre maggiore forza e efficacia.

moduslegendi-imageTorna Modus Legendi, la rivoluzione gentile che l’anno scorso, ad aprile, ha portato in classifica Il posto di Annie Ernaux. Un circolo virtuoso che ha coinvolto lettori, librai, editori e giornalisti – come racconta qui l’ideatore dell’iniziativa, Angelo Di Liberto. L’iniziativa è stata promossa a partire dal gruppo Facebook Billy, il vizio di leggere, una community molto viva e numerosa (oltre 12mila iscritti) che dimostra come i social media, se usati responsabilmente, possono diventare un luogo di incontro e scambio.

Come funziona Modus Legendi? È molto semplice. Si sceglie una rosa di cinque libri, presi dalla piccola editoria di qualità. Poi si procede a votare quello che si vuol far diventare il nuovo caso editoriale. Il più votato, infatti, sarà acquistato dai partecipanti durante una settimana stabilita, in modo da influire sulle classifiche di vendita.

Dai microfoni della trasmissione Fahrenheit (Radio 3), il 2 gennaio sono stati rivelati i nomi dei cinque libri candidati per l’iniziativa Modus Legendi 2017:

15871915_10208231795128947_4109028702549607491_nLe votazioni, aperte fino al 22 gennaio 2017, sono possibili registrandosi sul  forum di Ultima Pagina – basta avere un account Facebook, Twitter o Google+: iscrivetevi e votate.

Il più votato sarà poi protagonista della maratona d’acquisto, che si terrà nella seconda settimana di febbraio – i giorni esatti saranno comunicati nelle prossime settimane. Con Ultima Pagina siamo molto felici di collaborare quest’anno all’iniziativa, che ben si sposa con la nostra filosofia di un’editoria in cui tutti gli attori coinvolti mettono la passione per i libri al centro di tutto.

Per questa edizione, le novità non si fermano qui. Si sta infatti lavorando per la Maratona Modus Legendi. La maratona prevede la scelta di una data, all’interno della settimana dell’acquisto, in cui i lettori si faranno portavoce dell’iniziativa nelle librerie sul territorio. Durante la giornata, oltre a parlare del libro si presenterà l’iniziativa Modus Legendi, spiegando in cosa consiste. Nella giornata dedicata alla Maratona le librerie aderenti saranno collegate in diretta streaming, sotto l’attenta supervisione di Chiara Beretta Mazzotta (consulente editoriale, editor e speaker letteraria di Radio 105).

Le librerie che vogliono aderire possono contattare gli organizzatori scrivendo alla pagina Facebook di Modus Legendi o via mail. Per informazioni o assistenza nel voto, scrivere direttamente agli amministratori del Forum.

Sul referendum…

…No, beh, solo per cercare di capire – che qui, con tutto ‘sto cacofonico canciare sul referendum, è un caos assoluto.
Dunque: se vince il cambia la costituzione, se vince il NO non cambia nulla ma i senatori cambiano sesso. No, un attimo: forse è che se vince il  cambia tutto per non cambiare nulla e se vince il NO non cambia nulla ma torna il nucleare…  Ma dunque è col o col NO che il Senato non viene abolito ma le unioni di fatto sì? O forse succede che se vince il anche la caccia viene abolita? E se di contro vince il NO, viene abolito tutto e vince la Clinton? O Trump? E il CNEL viene abolito perché nessuno sa cosa sia, o viene mantenuto perché nessuno sappia cosa sia? Oppure col il Black Friday viene esteso a tutto l’anno ma non nelle Regioni a statuto speciale, mentre l’elezione al Senato diventa tipo X Factor? E il Presidente della Repubblica è col NO che diventa Bruno Vespa? Ma i NO TAV poi, votano ? E allora SI che vota NO? Per non dire dei tanti automobilisti di SIena e NOvara: che faranno? Cambieranno domicilio? E i vaccini, l’ISIS, le scie chimiche, Putin, i vegani, gli UFO, Belen? SÌ o NO?

donkey1050x700P.S.: NO, questo non è un post politico. O ?