Paola Ronco, “Corpi estranei”

cop_corpiestraneiA volte ci sono certi titoli – di libri, ovviamente intendo dire – che, chissà per quale motivo, risultano più intriganti e accattivanti di altri, e senza che queste finalità siano da essi direttamente ricercate, almeno non palesemente. Poi magari si acquista il libro relativo e si scopre che quel titolo nulla c’azzecca con i suoi contenuti – quante volte accade, eh?! – ma altre volte si comprende come il titolo stesso viceversa risulti parecchio azzeccato, per la storia che introduce e a cui fa riferimento – ancor più se inserito in una copertina altrettanto accattivante, poi.
In fondo Corpi estranei, romanzo d’esordio della scrittrice torinese Paola Ronco (PerdisaPop, collana “Corsari”) l’ho acquistato anche per i motivi appena citati – non solo, certo: i “promo” mi parevano interessanti e ne avevo pure sentito parlare bene sul web – e il mio attuale “studio” del genere giallo/noir ne ha reso la lettura un’attività assolutamente consona al momento. Anche se, bisogna precisare fin da subito, Corpi estranei non è un giallo (o un noir) propriamente detto, dacché mancante di buona parte delle classiche caratteristiche identificanti il genere e i suoi derivati. Di contro c’è – questo sì – uno spiccato mood da noir metropolitano, una tensione di fondo che illumina di una luce piuttosto oscura la narrazione, e una visione di matrice quasi sociologica delle vite quotidiane dei protagonisti – tre storie, tre diversi personaggi, tre esistenze che si sfiorano, si toccano appena senza mai realmente incrociarsi…

Leggete la recensione completa di Corpi estranei cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

E’ on line il numero 109 – Giugno 2013 – di InfoBergamo.it!

Puntuale come ogni mese, ecco a voi il numero 109Giugno 2013 di InfoBergamo.it, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione, ovvero la più diffusa e letta web-rivista di genesi orobica, indubbiamente (fin dal nome, appunto!), ma di respiro, InfoBergamo_giu2013_copspirito e interessi assolutamente nazionali, se non di più! Forte di un nuovo e prestigioso record di lettori nel mese di Maggio, ben 96.000, InfoBergamo.it si presenta con questo nuovo numero come sempre ricchissimo di contenuti di alto livello e di assai varia e assortita tematica, tra cultura, politica, società, arte, musica, libri, motori e molto altro, con approfondimenti mirati a fornire ai lettori non soltanto della preziosa informazione ma anche degli strumenti di azione diretta, per così dire, in ambito sociale – che poi dovrebbe essere una delle funzioni peculiari della stampa e dei media, di qualsiasi tipo e diffusione.
Come sempre, per InfoBergamo.it mi occupo di argomenti legati al mondo dei libri e dell’editoria, cercando di illuminarne certe evidenze e realtà contemporanee e, se possibile, offrine un punto di vista obiettivo e alternativo. In questo numero non potevo non occuparmi del principale evento nazionale legato al suddetto mondo, ovvero il Salone del Libro di Torino 2013, svoltosi solo poche settimane fa. Amato svisceratamente da tanti, e da altrettanti (o quasi) criticato, indubbiamente la kermesse torinese è annualmente, nel bene e nel male, la migliore rappresentazione dello stato dell’arte del mercato editoriale italiano, del suo pubblico, dei gusti, delle mode, delle tendenze, delle storture e, nel caso, degli orrori. Nell’articolo, intitolato Salone del Libro di Torino 2013: il fascino quasi incrollabile di una cattedrale nel deserto, troverete il personale reportage, completo degli ultimi dati statistici sulla vendita di libri in Italia, giusto per capire ancora meglio come vanno le cose, o dove stanno andando…
Cliccate sul titolo sopra riportato dell’articolo oppure QUI per leggerlo direttamente ma, ribadisco, non perdetevi nulla dell’intero ultimo numero e di tutto quanto offre la piattaforma web del mensile, cliccando sull’immagine della copertina lì sopra ed entrando nel sito del mensile: InfoBergamo.it merita sul serio la vostra attenta lettura, e sono certo che non vi deluderà!

Il podcast della puntata #15 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #15 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 20 Maggio 2013!
Pronti ad ascoltare la radio come fosse una rivista da leggere, dalle pagine ricche dei più svariati argomenti? E’ giunta l’ora, questa sera, di sfogliare Cronache da Thule 3 e disquisire di libri, musica, idee, opinioni, facezie, disgrazie, considerazioni sul mondo che ci sta intorno serie oppure no… Cronache da Thule, ovvero il numero 3, per questa stagione, del magazine di RADIO THULE!
In questa puntata si parlerà… Del più importante evento italiano dedicato ai libri e alla lettura, di una rock band e di un album fondamentale per la musica degli ultimi 25 anni, di uno sconcertante scempio ambientale perpetrato lo scorso inverno in Valtellina e delle sue conseguenze, di una affascinante mostra dedicata alle Alpi lombarde… E di molto molto altro! – il tutto, come sempre, ben accompagnato dalla consueta selezione musicale di alta qualità.

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 3 Giugno 2013. Save the date e, per ora, buon ascolto!

Salone del Libro 2013 di Torino: il fascino quasi incrollabile di una cattedrale nel deserto.

“Mi sembra l’edizione più bella”, “Un Salone Pop”, “La crisi gli ha graffiato l’epidermide, ma non lo ha scalfito.” eccetera. L’edizione 2013 del Salone del Libro di Torino forse più che in passato si è connotata per delle aspettative piuttosto forti, dovute non solo a un’edizione 2012 che ha lasciato perplessi parecchi operatori del settore ma pure per i continui appelli alla salvaguardia della cultura – per la quale, inutile dirlo, il libro rappresenta l’oggetto fondamentale e non solo in senso simbolico – provenienti dalla società civile in questi tempi di sbando civico e politico sempre più grave. Ergo, il principale evento nazionale legato ai libri e al mondo dell’editoria è risultato l’inevitabile obiettivo, almeno per il settore di competenza, delle suddette istanze, e gli slogan che ho citato in principio di articolo, provenienti dallo stesso establishment del Salone – ovvero rispettivamente dal direttore del salone Ferrero, dall’assessore regionale Coppola e dal presidente della Fondazione per il Libro Picchioni – hanno senza dubbio contribuito ad autoalimentare le aspettative sull’edizione appena conclusa. Dunque, cosa è stato il Salone del Libro di Torino 2013? Ha mantenuto le attese? Ha accettato di mettersi sulle spalle il pesante fardello della salvaguardia della cultura letteraria ed editoriale presso il grande pubblico, oppure no?
Innanzi tutto, è necessario dare un’occhiata al panorama generale della lettura in Italia, che come ogni anno in concomitanza con il Salone viene offerta dall’indagine Nielsen sulla lettura di libri nel nostro paese. Panorama ancora una volta nebuloso, con il mercato editoriale che nei primi quattro mesi del 2013 segna un -4,4% nel valore e un -0,75% nel volume, ovvero nel numero di copie vendute rispetto al 2012: in pratica, si sono vendute meno copie dello scorso anno nonostante un calo del prezzo di copertina dei libri, con una conseguente diminuzione dei fatturati. Perdono un po’ tutti i settori: -10,7% a valore la non fiction salone-libro-2013_logopratica (guide cucina, viaggi, lifestyle, eccetera), -8,7% la non fiction specialistica (testi di management, computer, professionale, eccetera). Più contenuto il calo per fiction (narrativa, -3,7%) e non fiction generale (saggistica, -1,9%), mentre in controtendenza è soltanto il settore dei libri per ragazzi che, da gennaio ad aprile di quest’anno, ottiene un +4% a valore e un +6% a volume. Infine, continua la sofferenza delle librerie indipendenti che riducono ancora la loro quota di mercato: dal 37,1% del primo quadrimestre 2012 al 35,6% dello stesso periodo quest’anno, mentre la quota coperta dalle librerie di catena è leggermente aumentata, dal 41,5% del 2012 al 42,2% del 2013. La vendita on line è al 6,3%, in aumento ma ancora piuttosto marginale.
Insomma: dati parecchio foschi, appunto, in qualche modo richiamati anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel videomessaggio inviato per l’inaugurazione del Salone, con il quale ha stigmatizzato la desuetudine degli italiani alla lettura. Eppure, bastava essere presente nei padiglioni del Lingotto per denotare anche solo visivamente un cospicuo aumento del pubblico presente rispetto, ad esempio, alla scorsa edizione, cosa che farebbe pensare a quei dati negativi sulla vendita di libri come a delle poco attendibili voci di Cassandra… Ma è il solito effetto “cattedrale nel deserto” che offre il Salone di Torino, in ciò effettivamente ben rappresentato da quell’essere “pop” che l’assessore regionale Coppola ha rimarcato all’inaugurazione. “Pop” ovvero popolare, attinente alla cultura di massa: è vero, la lettura è una cosa talmente importante per una buona società civile da non poter che sperare sia diffusa il più possibile, dunque veramente “di massa”, tuttavia il termine “pop” indica anche una peculiarità mediatica della cultura contemporanea, per questo di livello sovente inferiore rispetto a quello che l’arte letteraria, in qualsiasi forma, dovrebbe rappresentare. Per essere chiari: la lettura deve essere “pop”, di sicuro, ma il libro – e di rimando l’intero panorama letterario ed editoriale – non troppo, altrimenti si degrada allo stato di mero oggetto di consumo. Vogliamo ad esempio parlare dei libri di ricette che spuntavano ovunque (molti validi, senza dubbio, ma quanti invece del tutto inutili?), con tanto di cucina allestita nel padiglione 3 nella quale chef vari e assortiti cucinavano insieme a note presentatrici di relativi programmi TV? Più pop-mediatico (e futile qui, mi si consenta) di così! Mah…
In effetti anche quest’anno il Salone del Libro non è sfuggito da quell’immagine a metà tra una grande sagra paesana e un supermercato dei libri che da qualche tempo offre: nulla di male, sia chiaro – anzi, molto divertente, ma da più parti mi hanno denotato come, a differenza di similari eventi esteri (Londra, Francoforte), sembra sia data maggiore importanza alla mera vendita dei libri, al Salone di Torino, piuttosto che alla primaria e basilare “missione” di diffusione e salvaguardia della cultura letteraria, anche in ambito più specificatamente professionale. Viene inevitabilmente da pensare che ogni libro acquistato al Salone è un libro in meno venduto in libreria – e magari, insisto, in una libreria indipendente – e tale fatto non mi sembra, in tutta sincerità, così positivo per un evento che invece i librai li dovrebbe difendere e con grande forza – senza contare ciò che già altri hanno denotato, ovvero che sovente il visitatore del Salone è attratto in esso dal fascino dell’evento in sé più che da un autentico interesse verso la letteratura e la lettura, e magari viene a Torino, vede da vicino qualche personaggio famoso, compra pure qualche libro ma poi, per il resto dell’anno, non entra più in libreria…
I librai, appunto: a ben vedere mancano, al Salone, pur rappresentando l’elemento forse principale dell’intera filiera editoriale nonché – l’ho pure io qui più volte rimarcato – un vero e proprio presidio culturale sparso sul territorio nazionale al servizio e a disposizione di tutti. Non sarebbe male se pure loro in un evento così omnicomprensivo fossero in qualche modo presenti, quanto meno a livello di categorie professionali nazionali o locali, dato che la loro assenza pressoché totale rende piuttosto palese l’impressione di come siano un po’ abbandonati al loro destino, schiacciati dalle librerie di catena – di proprietà dei grossi gruppi editoriali – e dall’espansione dell’editoria digitale, vera e propria razza in via di estinzione che mai nessuna pur meravigliosa libreria griffata potrà sostituire. E’ una questione in parte assimilabile a quella degli editori indipendenti – i piccoli e medi, per intenderci – la cui netta diminuzione lo scorso anno fu motivo di numerose perplessità, ma che non mi pare quest’anno tornati ad occupare i (spesso troppo costosi) stand del Salone, nonostante l’organizzazione ne avesse fatto, a parole, un preciso obiettivo dell’edizione 2013. Torino resta comunque sbilanciato a favore della grande editoria – anche per ovvie ragione di convenienza politica ed economica – e anche l’incubatore dei piccoli editori, iniziativa nata quest’anno per supportare appunto le più piccole realtà editoriali, mi pare ancora poca cosa rispetto a tutto il resto: apprezzabile, certamente, ma occorre fare di più se non si vuole che pure il Salone, più o meno indirettamente, finisca per favorire una situazione di mercato di natura oligarchica, in Italia.
Molto bello invece lo spazio dedicato al Cile, paese ospite di questa edizione del Salone – d’altro canto dal panorama letterario veramente ricco di notevolissimi autori, le cui immagini campeggiavano su grandi poster appesi al soffitto dello spazio: Neruda, Sepulveda, Bolaño, Coloane, Serrano – e cito solo i primi che mi vengono in mente, ma già sufficienti a rimarcare il rilevante valore della letteratura cilena, che avrebbe meritato un interesse del pubblico ancora maggiore di quello riscontrato.
Ecco, questo è stato, a (inevitabilmente) grandi linee, il Salone del Libro 2013. Un evento che ha saputo ancora una volta attrarre e affascinare un pubblico parecchio numeroso, offrendogli ciò che quello si aspettava di trovare con, io credo, forse un po’ troppa prevedibilità, ovvero troppa accondiscendenza verso la situazione di mercato attuale, in qualche modo subendola piuttosto che influenzandola – cosa che da un evento come quello di Torino ci si potrebbe anche aspettare. Pur con il suo incrollabile fascino, resistente anche in questi tempi magri come quello d’una cattedrale barocca in mezzo ad un deserto via via sempre più arido e che personalmente continuo comunque ad apprezzare (a differenza di molti che invece lo ritengono la lusinga di un ormai inutile carrozzone), probabilmente il Salone manca ancora di essere un buon volano per l’intero settore editoriale nazionale, una sorta di motore che ogni anno possa accendersi dando un prezioso impulso al comparto nella sua interezza. Comprendo benissimo che esserlo, in quest’era di crisi cronica e di smarrimento culturale, sia sempre più arduo, ma venire a conoscenza che proprio durante i giorni festosi del Salone l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane e per le Informazioni bibliografiche (www.iccu.sbn.it) denuncia il rischio di chiusura perché non dispone più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario Nazionale (Sbn), ovvero della rete grazie alla quale vivono tutte le biblioteche italiane, rende la festa di Torino bella, sì, ma inevitabilmente anche un poco sguaiata.

Questa sera, alle ore 21.00, torna RADIO THULE con la puntata #15-12/13, live in FM e streaming su RCI Radio!

logo_radiothule_verticale_150Lunedì 20/05, ore 21.00, live su RCI Radio 91.8/92.1 FM e in streaming, nuovo appuntamento con RADIO THULE, anno IX, puntata #15!
Pronti ad ascoltare la radio come fosse una rivista da leggere, dalle pagine ricche dei più svariati argomenti? E’ giunta l’ora, questa sera, di sfogliare Cronache da Thule 3 e disquisire di libri, musica, idee, opinioni, facezie, disgrazie, considerazioni sul mondo che ci sta intorno serie oppure no… Cronache da Thule, ovvero il numero 3, per questa stagione, del magazine di Radio Thule!
In questa puntata si parlerà… Del più importante evento italiano dedicato ai libri e alla lettura, di una rock band e di un album fondamentale per la musica degli ultimi 25 anni, di uno sconcertante scempio ambientale perpetrato lo scorso inverno in Valtellina e delle sue conseguenze, di una affascinante mostra dedicata alle Alpi lombarde… E di molto molto altro! – il tutto, come sempre, ben accompagnato dalla consueta selezione musicale di alta qualità.

Per ascoltare RADIO THULE in streaming dal tuo pc clicca QUI, oppure QUI per lo streaming in HD o ancora QUI per lo streaming in UltraHD! E dal giorno successivo, qua sul blog, il podcast della puntata! Quindi, in un modo o nell’altro: save the date e stay tuned!