Il politico perfetto (pt.2)

In un’ennesima occasione – stavolta istituzionale e riservata – ho invece conosciuto un altro politico, anch’egli parlamentare d’un partito dei più preminenti e localmente assai popolare il quale, a differenza di quello di cui vi dicevo qui, si distingueva in tutt’altro modo: presente ma palesemente assente, tentennante, lo sguardo stranito, quasi in soggezione verso chiunque vi si rivolgesse con un tono di voce deciso, schivo come se non volesse essere lì ma lo avevano obbligato o come se avesse qualcosa da nascondere. Un pesce fuor d’acqua, finito all’ora di pranzo su una spiaggia piena di barbecue, insomma.

Caspita! – ho nuovamente esclamato a me stesso. Come trovare un’altra figura più facilmente soggiogabile al potere e alle gerarchie dominanti, adeguatamente priva di idee e iniziative sì da lasciar campo aperto a quelle imposte da altri? L’altro esempio  di “politico perfetto”, in pratica!

Ho espresso pure a quello i miei “complimenti” per tale consonanza. M’è parso oltre modo intimorito, ha sorriso appena, m’ha risposto un «Grazie!» traboccante di interrogativi e di apprensioni.

Il politico perfetto (pt.1)

Durante un evento pubblico ho conosciuto un certo politico, parlamentare d’un partito dei più preminenti pur non essendone tra i pezzi più grossi ma, localmente, alquanto in vista. Ne ho conosciuti altri, sia chiaro, ma questo s’è distinto in modo particolare: altezzoso, tronfio, arrogante, sprezzante, incompetente oppure falso, avendo dichiarato pubblicamente cose errate. Caspita! – mi sono detto – quale rara attinenza tra una persona, le sue prerogative e la professione svolta! Un siffatto individuo non poteva che fare quel “mestiere”, più tagliato di così non poteva essere.

Me ne sono complimentato, ma credo che non abbia capito il senso delle mie “congratulazioni”.

Che la forza (dei libri) sia con voi!

Anche nel Lato Oscuro della Forza leggere libri è importante!

P.S.: ma… quindi, dalle nostre parti che di libri se ne leggono sempre meno, in che diavolo di “Lato” siamo? Superoscuro? Nerissimo? O addirittura siamo già nella dimensione Vantablack?

(L’illustrazione è di Jeffrey Brown; cliccate sull’immagine per saperne di più.)

Gente senza vergogna, gli scrittori… (Paolo Nori dixit)

La maggior parte dei libri che leggevo, per esempio, c’eran dei protagonisti così bravi, ma così bravi, che sembravano un incrocio tra Superman e san Francesco che a me mi veniva da chiedermi «Ma come si fa a non vergognarsi, di essere bravi così?»
E era interessantissimo, per me, constatare che loro, proprio, non si vergognavano. Affatto.

(Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni, Marcos y Marcos, Milano, 2014, pag.23)

paolo_nori_2Uhm… dite, come pare ci suggerisca Nori, che se la vergogna fosse uno stato d’animo più diffuso, in letteratura, il problema della sovrapproduzione editoriale si risolverebbe rapidamente?

(Cliccando sull’immagine, potrete leggere la mia “recensione” a Siamo buoni se siamo buoni.)

La legge di gravità letteraria (Paolo Nori dixit)

Però non avevo potuto nascondere il fatto che, secondo me, stavamo facendo una cosa insensata e avevo detto che, secondo me, promuovere la letteratura, ha una forza, la letteratura, che sarebbe come se uno volesse promuovere la legge di gravità, che a me mi verrebbe da chiedergli, a uno così «Ma chi sei, tu, per promuovere la legge di gravità?»

(Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni, Marcos y Marcos, Milano, 2014, pag.39)

paolo-nori-3Ha ragione, Nori. La letteratura, come la gravità, ha una forza così evidente e palese che, se qualcuno non ne percepisce i possenti effetti, probabilmente è perché la sua testa è sostanzialmente “immune” alle sue leggi. Cioè, in pratica, priva di peso. Ovvero, vuota.

(Cliccando sull’immagine, potrete leggere la mia “recensione” a Siamo buoni se siamo buoni.)