Fa freddo, ma fa caldo

[Foto di Gerd Altmann da Pixabay.]
Era da qualche anno che in queste settimane di inizio inverno non compariva la neve in modo così frequente, sui monti ma pure in pianura, e con temperature apparentemente “ordinarie” per il periodo. Posto ciò, non è tardata la comparsa di qualche sapientone che ancora (ancora?!?) mette in dubbio o sminuisce la sussistenza del cambiamento climatico, quantunque mi pare che tali ottusi-ad-oltranza siano sempre più rari, fortunatamente, o dotati di sempre meno sicumera al punto da permettersi di sproloquiare pubblicamente le cose suddette senza apparire degli idioti.

Però ce ne sono ancora, e ciò dimostra quanto resti indispensabile continuare a coltivare una consapevolezza scientifica, culturale, civica e politica sui temi climatici (che saranno probabilmente “il” tema e il grosso problema del futuro prossimo terrestre, altro che pandemie e cose affini!) che abbia come base fondamentale il corpus di dati oggettivi che tutti gli enti che operano nel campo rilevano con assoluta (e drammatica) coerenza. Dunque, a quelli che «Ah, ma che freddo fa? Non c’era il cambiamento climatico?» è bene ricordare e rimarcare che

[…] Gli ultimi sei anni sono stati tra i più caldi mai registrati. Il 2020, in particolare, ha fatto registrare una temperatura media globale paragonabile a quella rilevata nel 2016 e considerata la più alta mai registrata. Nonostante le limitazioni sugli spostamenti imposte in molti paesi a causa della pandemia da coronavirus, non ci sono state riduzioni rilevanti di anidride carbonica nell’atmosfera e degli altri gas che comportano l’effetto serra, con conseguenze sulla temperatura media globale.
Utilizzando i dati raccolti da Copernicus è stato effettuato un confronto tra le temperature rilevate annualmente in diverse aree del pianeta e quelle medie sul lungo periodo calcolate nel periodo dal 1850 al 1900. Nel 2020 la temperatura media a livello globale è stata di 1,25 °C più alta rispetto al periodo pre-industriale: in Europa la temperatura ha superato di 1,6 °C quella media. Per il continente è stato l’anno più caldo mai rilevato.
Nel dicembre del 2020 la temperatura media è stata più alta del solito anche in vaste aree del Canada, della Groenlandia e della Scandinavia, come anche in ampie porzioni dell’Artico e nei mari circostanti: in alcune zone la temperatura è stata più alta di 3 °C rispetto alla media del periodo pre-industriale e in alcune zone lo è stata addirittura di 6 °C.
L’aumento di 1,25 °C è molto vicino alla soglia massima di 1,5 °C indicata dall’Accordo di Parigi come critica per evitare conseguenze ancora più gravi. […]

Già.
Perché, se pur sembra che faccia piuttosto “freddo” qui, in questi giorni, fa sempre più caldo che gli anni scorsi e, soprattutto, molto più che dentro la testa di quei poveri negazionisti, nella quale il gelo della ragione continua a regnare sovrano. Ecco.

(Cliccate sull’immagine in testa a questo articolo per leggere il testo completo, tratto da “Il Post”.)

L’ipocrisia dei negazionisti climatici

Ribadisco: in questi giorni, prima, durante e dopo i Fridays for Future che la scorsa settimana si sono svolti un po’ ovunque nel mondo, ho letto cose contro il movimento, contro i giovani che vi partecipano, addirittura contro gli scienziati e ovviamente contro Greta Thunberg talmente cattive e – aspetto pure peggiore – talmente idiote, ipocrite, campate per aria, piene di falsità e di accuse totalmente ridicole tanto quanto totalmente prive di qualsivoglia validità scientifica (e si parla di clima ovvero di scienza, dati, numeri, non di opinioni, idee o altro) che mi sembrano evidenti due fondamentali cose:

  1. Certi individui meriterebbero di subire le peggiori conseguenze derivanti dai cambiamenti climatici, esattamente come meriti di schiantarsi in terra colui che si vanti di poter saltare da un aereo senza paracadute, irridendo e insultando quelli che ce l’hanno;
  2. Il movimento la sua battaglia contro questi l’ha già ampiamente vinta, lo si desume considerando le reazioni sguaiate e disperate di costoro. “Purtroppo”, se il movimento e gli scienziati sapranno agire positivamente al fine di contenere il riscaldamento globale e convertire l’economia mondiale ad un sistema più sostenibile, anche quei ciarlatani ne gioveranno. Purtroppo, ribadisco.

(Photo credit: Justin1569 di Wikipedia in inglese, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5943918; elaborazione dello scrivente.)

Il “politically correct”, quello vero

Dunque, riguardo a Greta Thunberg – ma riguardo a lei indirettamente, semmai più direttamente nei confronti delle iniziative di protesta in generale contro l’inerzia dei politici verso la situazione climatica del pianeta – a quanto pare sta funzionando così: quelli che si dicono contro i “poteri forti” e le “lobby”, e per questo si definiscono “non politically correct”, danno contro a una ragazzina – ovvero a ciò che ella simboleggia, rappresenta e al messaggio di cui si fa portavoce – che protesta contro i governi mondiali, cioè i suddetti “poteri forti”, e siccome è sostenuta da un ampio schieramento civico bipartisan internazionale, la definiscono “politically correct”.

Lei, non loro.

Mentre costoro, che – pensate un po’ che strano! – sono parte del potere in posizione di governo (politico e ideologico) dunque forte, dando contro alla ragazzina che dà contro ai “poteri forti” (quindi anche contro di loro, evidentemente), finiscono per diventare complici non solo dei “poteri forti” (di cui infatti fanno parte e che fingono di contrastare, appunto) ma pure di tutto quel sistema che, in molteplici modi, sta guastando irreparabilmente il clima e distruggendo il nostro pianeta. Dunque chiedere di fare qualcosa per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, è “politically correct”, per ciò “roba deprecabile”, “ignobile”, da attaccare in ogni modo. Infatti, non a caso, quelli se ne guardano bene dal dire e soprattutto dal (cominciare a) fare qualcosa al riguardo, così sostenendo e patrocinando il sistema che, ribadisco, sta distruggendo la Terra.

Poi sono gli altri quelli “politically correct”! Come no!

È un po’ come quelli che dicono che la colpa delle violenze sessuali non è degli stupratori ma delle ragazze che indossano la minigonna. Ma certo! Sono loro le criminali tentatrici perverse immorali eh, mica quei “poveri” stupratori!

Ecco. Giusto per farvi riflettere su che razza di dementi comandino in molti casi questo nostro mondo contemporaneo e su quanta gente non perda occasione per togliere qualsiasi dubbio riguardo alla sua reale, infima natura.
Altro che fake news, qui ormai siamo al fake world, e ci siamo dentro tutti.

(In testa al post: immagine tratta dalla pagina facebook di Mariagrazia Midulla.)

Sondaggio: Greta, i “Venerdì per il futuro”, le manifestazioni, gli appelli… e ora?

Ma secondo voi, a fronte delle manifestazioni dei Fridays for Future in tutto il mondo, e a prescindere dalla loro forma ma stante l’imprescindibile e fondamentale sostanza (ovvero importanza) del messaggio trasmesso, quanto tempo impiegheranno i politici per fornire valide risposte e mettere finalmente in atto azioni realmente efficaci (e non meri palliativi, come quasi sempre accaduto fin ad ora) al fine di contenere i cambiamenti climatici e i gravi danni relativi su scala globale? Giorni, mesi, anni? Non risponderanno realmente mai? Sotto sotto se ne fregano altamente della questione oppure li tocca ma non sanno nemmeno a che santo votarsi?

Insomma, per essere chiari:


Votate votate votate! Che mica siamo a Sanremo col “televoto”, qui!

Salvare la Terra dai cambiamenti climatici è sexy!

Ecco.
Mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi – perché al contrario giustificherebbero la fine. Del pianeta e di tutti noi.

(E sia dato un premio all’autrice/autore di questo cartello! Per la cronaca, l’immagine l’ho preso dalla pagina facebook dell’amica Lia, dunque suppongo si tratti della manifestazione di Trento.)