INTERVALLO – Colonia (Germania), Buchhandlung Walther König

Come rimarcare in modo indubitabile di essere una libreria, nel bel mezzo di una grande città e dei suoi spesso impersonali palazzoni?
Ad esempio, come fa la Libreria Walther König di Colonia, una delle più grandi della città tedesca:

sta-sve-cujem-i-vidim-kao-prodavac-u-knjizari-body-image-1457005690In fin dei conti, è anche un buon modo per mettere sempre negli occhi delle persone i libri, generandone curiosità e attrazione ovvero voglia di leggere, no? Un’azione urbana del tutto semplice eppure assai coinvolgente, questa, che – continuo a ribadirlo ad ogni buona occasione – manca parecchio, da noi. E si vede.

768px-buchhandlung_walther_konig_koln_0637-39Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della libreria.

INTERVALLO – Coshocton (Ohio, USA), The Centennial Books Monument

Downtown_Coshocton_Ohio_CAPACJ0191All’esterno della Biblioteca Pubblica di Coshocton – piccolo centro di poco più di 11.000 abitanti nell’Ohio – c’è uno dei (a mio parere) più suggestivi monumenti dedicati ai libri e alla lettura del mondo. Il Centennial Books Monument, opera dello scultore locale Alan Cottrill, riproduce un giovane ragazzo con un libro aperto tra le mani e seduto in cima a una pila di altri 100 libri. Ogni libro rappresenta un anno, e da ogni dieci libri è rappresentato un decennio di esistenza della Biblioteca al servizio della comunità locale. Ciascun libro porta inciso il titolo di un’opera particolarmente significativa del decennio che rappresenta, e tutte le opere sono state scelte dai frequentatori della biblioteca e da coloro che hanno contribuito alla creazione del monumento. L’ultimo libro, quello tenuto dal ragazzo, è senza titolo, per consentire all’osservatore di immaginare il proprio libro preferito in alto ovvero sé stesso in vece del ragazzo che lo tiene tra le mani.

Downtown_Coshocton_Ohio_CAPACJ0188Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della Biblioteca di Coshocton e saperne di più sul monumento.

INTERVALLO – Torino, Libreria “Tempo Ritrovato” (in chiusura)

l_425f9a360130 GIUGNO 2016
TEMPO RITROVATO LIBRI
CHIUDE
VENDITA TOTALE
CON SCONTI
DAL 15% AL 50%

E’ un INTERVALLO diverso dai soliti, questo, per certi aspetti inesorabilmente triste, per altri iroso e comunque pugnace. La storica libreria Il Tempo Ritrovato di Torino, da decenni punto di riferimento culturale, e non solo, del centro cittadino, il 30 giugno prossimo chiuderà definitivamente, aggiungendosi al lungo elenco delle librerie che nel capoluogo piemontese hanno chiuso i battenti, nonché all’ancor più lungo e mesto elenco nazionale al riguardo. Quanto sopra è ciò che riportano i cartelli affissi sulle sue vetrine.
Così muore la cultura di un paese! – mi viene da dire: una cultura tra le più alte e prestigiose del pianeta uccisa da un progressivo e irrefrenabile imbarbarimento nazionalpopolare e dal sostanziale (ovvero strategicamente complice) menefreghismo delle istituzioni. Ma, ribadisco – almeno per quanto mi riguarda – ciò deve essere un ennesimo e fremente impulso alla combattività, a non lasciare che l’imposizione strategica di un incretinimento totale e totalizzante vinca sulla cultura e sul valore fondamentale di essa, per potersi dire (e continuare a essere) individui realmente intelligenti, civili e avanzati.
Vi pare che la stia mettendo giù troppo dura? Bah, forse sì. O forse, è veramente l’ora di farla il più possibile dura, tale questione, prima che non sia troppo tardi per qualsiasi salvezza.

Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo in merito tratto da torinooggi.it, dal quale è tratta l’immagine stessa.

INTERVALLO – Timbuctù (Mali), The Mamma Haidara Memorial Library

Mamma-Haidara-Library-TimbuktuLa storia di questa collezione privata di antichi manoscritti dal valore incommensurabile, con sede a Timbuctù, è in verità la storia dell’uomo che l’ha salvata – tale collezione insieme ad altre presenti nell’antica città tuareg – dall’ignoranza e dalla furia degli estremisti islamici legati ad Al-Qaeda che la occuparono fino al 2013: Abdel Kader Haidara, bibliotecario e restauratore di libri.
Solo di recente la sua storia ha fatto il giro del mondo, grazie a un primo resoconto pubblicato sul Wall Street Journal – da noi riportato da Il Libraio: in breve, tornato da un viaggio di lavoro all’estero e constatando che la città del Mali era occupata da un migliaio di combattenti legati a gruppi islamisti, Haidara si è subito preoccupato che le migliaia di libri e manoscritti custoditi nelle biblioteche e nei musei della città non venissero danneggiati dalle azioni di guerra e dalla barbarie culturale degli estremisti. Pochi giorni dopo l’invasione, l’uomo riunisce i membri dell’associazione dei bibliotecari di Timbuctù, organo che ha fondato lui stesso 15 anni prima. Insieme, gli esperti di libri decidono che la soluzione migliore per salvare le opere è nasconderle nelle case (sia le loro che quelle di conoscenti e amici, meglio se fuori città). Con l’aiuto del nipote e di archivisti, guide turistiche, colleghi bibliotecari e parenti, Abdel Kader Haidara inizia a spostare i libri dalle biblioteche alle case di privati nascondendoli in casse e bidoni. Un gruppo di attivisti nasconde i libri nei contenitori, altri si occupano del trasporto, tramite asini da soma, da una parte all’altra della città. Nel giro di otto mesi, l’operazione è gestita da un centinaio di persone incaricate all’impacchettamento e al trasporto dei volumi. Tramite vie poco battute, riescono a nascondere molte delle opere fuori città, in alcuni casi anche in stati confinanti.
Grazie a questa operazione, e una volta che le truppe francesi liberano la città sconfiggendo gli estremisti di Al Qaeda, si può stabilire che solo 4.000 dei 400.000 antichi manoscritti presenti in città sono andati persi. Un danno grave, senza dubbio, ma infinitamente minore rispetto a quanto sarebbe potuto succedere senza la determinazione e il coraggio di Haidara. Oggi, la Mamma Haidara Memorial Library è una delle più importanti collezioni culturali dell’intera Africa, con esemplari risalenti al XII secolo e, appunto, di valore sovente inestimabile.

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della Mamma Haidara Memorial Library e del Tombouctou Manuscripts Project, il progetto internazionale di conservazione del patrimonio di testi antichi presenti nella città del Mali.

INTERVALLO – Bologna, Libreria “Modo Infoshop”

Modo1Una libreria il cui fascino è inversamente proporzionale alla metratura, Modo Infoshop! In pieno centro storico di Bologna, in mezzo al quartiere universitario e in fondo mica poi così piccola: 90 metri quadri ricolmi di libri su temi (si legge nel sito) “di cultura e delle arti contemporanee, dei nuovi media, dei movimenti sociali e delle controculture” (ma non solo), produzioni editoriali indipendenti, fumetti, fenomenali rarità, testi usati, CD, DVD, e un calendario di incontri con gran personaggi ed eventi variegati fittissimo e senza soste.
La tipica libreria indipendente nella quale ci si potrebbe restare per giorni interi, insomma, anche solo per viverne l’atmosfera e respirare il tipico profumo dei vecchi libri – tanto, in caso di soste prolungate, Modo è pure dotata di un bellissimo bar, appena a fianco, che è “come una poesia sussurrata all’orecchio in una notte di luglio da una ragazza che conosciuto poche ore prima…” (parola di un utente su TripAdvisor!)

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della libreria!