INTERVALLO – Des Moines (Iowa, USA), State Library

iowa0La Biblioteca Pubblica dello Stato dell’Iowa di Des Moines è considerata uno dei gioielli architettonici americani in senso assoluto. Aperta dal gennaio 1894 nell’ala ovest del nuovo edificio del Campidoglio cittadino, è celebre per la bellezza dei suoi interni, con le quattro gallerie raggiunte da scale a chiocciola finemente lavorate, i suoi arredamenti in legno di castagno, le boiserie e i pilastri in marmo e il pavimento con ancora le piastrelle originali ottocentesche. Elementi perfettamente preservati anche grazie alla ristrutturazione conservativa totale dell’edificio che tra il 1999 e il 2001 lo ha riportato al primigenio splendore.
Tutto ciò fa della biblioteca uno dei luoghi più visitati dai turisti in transito dalla città, con decine di migliaia di ingressi all’anno.

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INTERVALLO – Lubbock (Texas, USA), “The Read Reader”

bookman0Gli uomini fanno i libri, certo, ma a volte – grazie alla creatività artistica – possono essere i libri a “fare” l’uomo… The Read Reader (altrimenti chiamata The Bookman) è una suggestiva scultura dell’artista Terry Allen posta dal 2003 all’ingresso del Texas Tech University Campus di Lubbock, in Texas.

INTERVALLO – Ojai (California, USA), Bart’s Bookstore

a595611_006a-1024x684Fino al 1964, Richard Bartinsdale è stato un semplice – ma alquanto appassionato – collezionista di libri. Poi, da quell’anno, ha deciso di trasformare la sua passione in una rendita, peraltro sfruttando la fortuna di abitare in un luogo dal clima assai ameno… Così è nato il Bart’s Bookstore, oggi la più grande libreria indipendente all’aperto del mondo, con oltre un milione di titoli a disposizione e una vasta collezioni di libri rari.

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Buongiorno, LIBRAIO!

libraioComunque io credo ci si debba rivolgere ai librai – a quelli veri, intendo, e non penso serva rimarcare nuovamente quali siano – proprio con questo loro titolo, esattamente come ci si rivolge (nomi casuali, eh!) al dottor Rossi, all’avvocato Bianchi, al commendator Verdi… Buongiorno, libraio Brambilla! Buonasera, libraia Esposito! Arrivederci, libraio Caruso!

Perché le librerie – quelle vere, vedi sopra – sono autentici e indispensabili presidi culturali sul territorio, e il libro è l’oggetto culturale per eccellenza. Dunque il libraio/la libraia è una figura fondamentale, in senso culturale e sociale, più di tante altre che si onorano di altisonanti ossequi sovente solo per mera convenzione. E, per ciò che mi riguarda, il titolo di libraio/a è in prestigio quanto meno assimilabile a quello di avvocato o di altra “autorità” del genere, quando non sia – sotto certi particolari aspetti, e non me ne voglia nessuno – anche superiore.

In fondo, una società può essere migliore se in essa operano tanti avvocati, ma sarà certamente migliore se vi operino sempre più librai. Non vi pare?