Buongiorno, LIBRAIO!

libraioComunque io credo ci si debba rivolgere ai librai – a quelli veri, intendo, e non penso serva rimarcare nuovamente quali siano – proprio con questo loro titolo, esattamente come ci si rivolge (nomi casuali, eh!) al dottor Rossi, all’avvocato Bianchi, al commendator Verdi… Buongiorno, libraio Brambilla! Buonasera, libraia Esposito! Arrivederci, libraio Caruso!

Perché le librerie – quelle vere, vedi sopra – sono autentici e indispensabili presidi culturali sul territorio, e il libro è l’oggetto culturale per eccellenza. Dunque il libraio/la libraia è una figura fondamentale, in senso culturale e sociale, più di tante altre che si onorano di altisonanti ossequi sovente solo per mera convenzione. E, per ciò che mi riguarda, il titolo di libraio/a è in prestigio quanto meno assimilabile a quello di avvocato o di altra “autorità” del genere, quando non sia – sotto certi particolari aspetti, e non me ne voglia nessuno – anche superiore.

In fondo, una società può essere migliore se in essa operano tanti avvocati, ma sarà certamente migliore se vi operino sempre più librai. Non vi pare?

INTERVALLO – Parigi, Librairie Le Pont Traversé

le_pont_traverse1La libreria Le Pont Traverse venne aperta a Parigi nel 1949 dallo scrittore e poeta francese Marcel Béalu, il quale scelse per essa un nome derivato dall’omonima opera di Jean Paulhan, pubblicata nel 1921.
Dal 1973 ha sede in una ex macelleria dichiarata monumento storico nazionale (infatti dai visitatori di lingua inglese è conosciuta anche come The Old Butcher’s Bookshop), della quale ha mantenuto la parte che s’affaccia su rue Vaugirard, vicino ai Jardin du Luxembourg, con le sue teste di manzo scolpite e i tipici piatti smaltati, connotandosi come una delle più belle librerie dell’intera capitale francese.
Le Pont Traversé è specializzata in libri rari, usati e in edizioni illustrate nonché in opere moderne di letteratura soprattutto surrealista e legata alle belle arti.

Per saperne di più, cliccate qui (in inglese).

INTERVALLO – Colonia (Germania), Buchhandlung Walther König

Come rimarcare in modo indubitabile di essere una libreria, nel bel mezzo di una grande città e dei suoi spesso impersonali palazzoni?
Ad esempio, come fa la Libreria Walther König di Colonia, una delle più grandi della città tedesca:

sta-sve-cujem-i-vidim-kao-prodavac-u-knjizari-body-image-1457005690In fin dei conti, è anche un buon modo per mettere sempre negli occhi delle persone i libri, generandone curiosità e attrazione ovvero voglia di leggere, no? Un’azione urbana del tutto semplice eppure assai coinvolgente, questa, che – continuo a ribadirlo ad ogni buona occasione – manca parecchio, da noi. E si vede.

768px-buchhandlung_walther_konig_koln_0637-39Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della libreria.

INTERVALLO – Coshocton (Ohio, USA), The Centennial Books Monument

Downtown_Coshocton_Ohio_CAPACJ0191All’esterno della Biblioteca Pubblica di Coshocton – piccolo centro di poco più di 11.000 abitanti nell’Ohio – c’è uno dei (a mio parere) più suggestivi monumenti dedicati ai libri e alla lettura del mondo. Il Centennial Books Monument, opera dello scultore locale Alan Cottrill, riproduce un giovane ragazzo con un libro aperto tra le mani e seduto in cima a una pila di altri 100 libri. Ogni libro rappresenta un anno, e da ogni dieci libri è rappresentato un decennio di esistenza della Biblioteca al servizio della comunità locale. Ciascun libro porta inciso il titolo di un’opera particolarmente significativa del decennio che rappresenta, e tutte le opere sono state scelte dai frequentatori della biblioteca e da coloro che hanno contribuito alla creazione del monumento. L’ultimo libro, quello tenuto dal ragazzo, è senza titolo, per consentire all’osservatore di immaginare il proprio libro preferito in alto ovvero sé stesso in vece del ragazzo che lo tiene tra le mani.

Downtown_Coshocton_Ohio_CAPACJ0188Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della Biblioteca di Coshocton e saperne di più sul monumento.