Una libreria il cui fascino è inversamente proporzionale alla metratura, Modo Infoshop! In pieno centro storico di Bologna, in mezzo al quartiere universitario e in fondo mica poi così piccola: 90 metri quadri ricolmi di libri su temi (si legge nel sito) “di cultura e delle arti contemporanee, dei nuovi media, dei movimenti sociali e delle controculture” (ma non solo), produzioni editoriali indipendenti, fumetti, fenomenali rarità, testi usati, CD, DVD, e un calendario di incontri con gran personaggi ed eventi variegati fittissimo e senza soste.
La tipica libreria indipendente nella quale ci si potrebbe restare per giorni interi, insomma, anche solo per viverne l’atmosfera e respirare il tipico profumo dei vecchi libri – tanto, in caso di soste prolungate, Modo è pure dotata di un bellissimo bar, appena a fianco, che è “come una poesia sussurrata all’orecchio in una notte di luglio da una ragazza che conosciuto poche ore prima…” (parola di un utente su TripAdvisor!)
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INTERVALLO – Kabul (Afghanistan), “Book City” bookshop
Najibullah Manalai è un poeta e uomo d’affari afgano che alla fine del 2011 ha aperto a Kabul quella che ad oggi è la più grande libreria dell’Afghanistan: Book City. Dotata attualmente di circa 20.000 titoli in lingua Pashtu, Dari, araba e ovviamente inglese, Book City mira a raggiungere un volume di vendita di 100.000 libri all’anno. Offre inoltre un servizio per clienti che vogliano leggere titoli non pubblicati in Afghanistan, con il pagamento in libreria e l’ottenimento del libro ricercato in formato digitale, risolvendo così anche il problema della scarsa diffusione delle carte di credito nel paese e, dunque, l’impossibilità per molti di fare acquisti sul web.
Credo sia inutile rimarcare l’importanza di un luogo del genere in una città e un paese tanto martoriati e sconvolti da lungo tempo da guerre e violenze assortite, ovvero il valore fondamentale della cultura, così ben rappresentato dai libri e dalla lettura, per ricostruire e rinvigorire una società civile e il senso civico diffuso in essa oltre che per fare da efficace deterrente a qualsiasi futura violenza, bellica e non solo.
Cliccate sulle immagini per saperne di più (in inglese).
INTERVALLO – Tripoli (Libano), Al Sa’eh Bookshop
Con un bel reportage su Doppiozero, Maria Camilla Brunetti racconta della libreria Al Sa’eh – Del Pellegrino, in italiano – di Tripoli, la seconda più grande del Libano, fondata dal prete greco-ortodosso Ibrahim Sarrouj nel 1972. Scrive Brunetti: “Il 3 gennaio 2014 – mentre Tripoli era scossa da un inverno di scontri violentissimi collegati al degenerare del conflitto siriano – la libreria, che conservava più di 70mila volumi tra i quali diversi manoscritti antichi, venne data alle fiamme. Decine di migliaia di libri andarono distrutti per sempre. L’episodio colpì profondamente la città e l’opinione pubblica e lo sdegno per quanto accaduto portò a una grande mobilitazione civile. Centinaia di cittadini accorsero nella libreria il giorno seguente al rogo mobilitandosi per portare aiuto a padre Ibrahim. Così nacque “Kafana Samtan” (basta silenzio) un collettivo di giovani appartenenti a tutte le confessioni di Tripoli, per il ripristino dell’antica libreria. Grazie all’azione di Kafana Samtan in poco tempo sono stati raccolti circa 33mila dollari grazie ai quali la libreria ha potuto riaprire ufficialmente nel gennaio 2015.”


Cliccate sulle immagini per leggere l’articolo completo di Maria Camilla Brunetti su Doppiozero.
N.B.: le immagini fotografiche sono tutte © Lorenzo Tugnoli.
INTERVALLO – West Chester (Pennsylvania – USA), Baldwin’s Book Barn


Volete una libreria che trasudi fascino da ogni singola pietra (e non solo) dell’edificio che la ospita? Beh, fatevi un viaggetto in Pennsylvania, a West Chester, e potrete visitare il Baldwin’s Book Barn, vera e propria istituzioni per qualsiasi amante dei libri e della lettura di questa parte di USA. Ospitata in un granaio del 1822 immerso in un paesaggio idilliaco, distribuita sui cinque piani dell’interno e impreziosita da un’infinità di oggetti e angoli a dir poco suggestivi – muri in pietra, stufe a legna, mappe e stampe d’epoca sulle pareti, vecchie mensole e scaffali in legno e persino un angolo cottura – la libreria custodisce oltre 300.000 tra libri nuovi, usati e rari ed è senza dubbio di quelle tra le cui stanze si potrebbero tranquillamente passare giorni interi, per quanto l’atmosfera che vi regna risulti per chiunque – non solo per i lettori forti, dunque – assolutamente intrigante.
Cliccate sulle immagini in testa al post per visitare il sito web della libreria (in inglese).
INTERVALLO – Milano, “Libri sotto casa”
Luca Ambrogio Santini gestiva fino a qualche tempo fa la piccola ma fornita Libreria Largo Mahler, a Milano, tra Corso San Gottardo e il Naviglio Pavese. Poi purtroppo ha dovuto chiudere, ma nonostante ciò non si è affatto scoraggiato e ha reso la propria libreria itinerante: così è nato il progetto Libri sotto casa, con il quale Santini continua la sua attività al servizio del quartiere che ama, procurando libri, anche i più rari, per poi recapitarli a domicilio, o nel locale sotto casa, o in occasioni speciali di incontro, dove può ancora proporre, consigliare, aiutare nelle ricerche bibliografiche. Inoltre lo potete trovare presso presentazioni di libri, incontri letterari, festival, concerti, feste di piazza, mostre, scuole, biblioteche.
Insomma, per quanto mi riguarda: chapeau!
Cliccate sull’immagine per saperne di più.