Visitando “Pollock e gli irascibili”, Palazzo Reale, Milano

L’America, dal secondo conflitto mondiale, uscì vincitrice non solo dal punto di vista bellico ma pure – lo sappiamo bene tutti – da quello economico, tecnologico, sociale, del costume, della cultura popolare: in tal senso “l’America è lo specchio del mondo” è diventato un luogo comune assai diffuso, per rimarcare tale generale supremazia sulla seconda parte del secolo scorso.
Anche per il mondo dell’arte gli USA presero a divenire nel dopoguerra il motore trainante principale, e dal 1950 in poi una generazione di nuovi e rivoluzionari artisti emersero all’attenzione del mondo diventando da quel momento per il panorama artistico un movimento – e una corrente – imprescindibile: l’espressionismo astratto. Opere di rottura con qualsiasi scuola e stilema del passato, sovversive, potentissime, debordanti di energia di molteplice natura: quella che poi venne definita la “scuola di New York” sembrava incarnare la spinta fremente del progresso post-bellico, del boom economico, dei favolosi anni ’60 con tutte le loro novità sociali e di costume, ma in qualche modo quell’energia pareva pure riflettere la percezione e la relativa inquietudine per un progresso che fin da subito mostrava segni di disequilibrio, di instabilità, di pericolose deviazioni verso “effetti collaterali” certamente per nulla positivi.
Invero, la suddetta inquietudine era parte viva delle personalità di quegli artisti, sovente esempi perfetti dell’antinomia genio e sregolatezza, spesso deceduti in condizioni fisico-psichiche precarie e in circostanze drammatiche – morti violente, suicidi, conseguenze di stati di alcolismo cronici, malattie inguaribili e quant’altro del genere. Jackson Pollock fu il carismatico caposcuola del movimento, e fu anche quello che nel modo più tragico ne incarnò la drammatica sostanza. E’ lui il fulcro della mostra allestita a Milano, nelle sale di Palazzo Reale, con una cinquantina di opere (e alcuni video dell’epoca) provenienti dal Whitney Museum in un allestimento curato da Carter E.Foster e Luca Beatrice, e il cui titolo – “Pollock e gli irascibili”, appunto – rimanda ad un’altra “identificazione” del gruppo di artisti, quando per un clamoroso rifiuto alla partecipazione ad una mostra del Metropolitan Museum of Art (della quale essi contestavano l’inaccettabile assenza di opere d’arte contemporanea ovvero il disinteresse dei vertici del museo verso la stessa), vennero definiti irascibili – nella sostanza fu come se i migliori calciatori di una nazione si fossero rifiutati di scendere in campo con la propria nazionale: un atto di protesta che al tempo fece parecchio scalpore, come immaginerete.

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La mostra, ancorché un poco esigua nel numero di opere esposte, è ben fatta. Centrale, come detto, è la figura di Pollock, così come visualmente centrale è la sua celebre opera Number 27, 1950, probabilmente la sua più famosa, vera e propria icona universale dell’action painting, dotata di una vitalità incredibile, veramente potente e impressionante. Da Pollock “il maledetto” – ebbe problemi con l’alcol fin dall’adolescenza, a 40 anni ne dimostrava almeno 20 in più e finì la sua esistenza con un incidente d’auto, come un altro maledetto dell’epoca, James Dean – il percorso espositivo porta il visitatore a conoscere tutti i principali esponenti del surrealismo astratto e dell’action painting: Bradley Newman, Robert Motherwell, Adolph Gottlieb, William Baziotes, James Brooks, Bradley Walker Tomlin, Jimmy Ernst, Ad Reinhardt, Richard Pousette-Dart, Theodoros Stamos, Clyfford Still, Hedda Sterne – tra le poche donne del movimento insieme a Lee Krasner, moglie di Pollock – fino a Willem De Kooning, che in qualche modo chiuse la produzione della scuola propriamente detta, e al meraviglioso (sì, lo ammetto, ho una preferenza per lui, al pari che per Pollock) Mark Rothko, con le sue fantastiche tele a grandi campiture cromatiche le quali fissano una sorta di “ritorno alla calma” per la scuola così prima dedita alla “violenza espressiva” dell’action painting e si rivolgono espressamente allo spettatore, per il quale sono come uno specchio composto da colori atti a raccogliere e inglobare la sua confessione più intima, come se gli dicessero: “Bene, ora non sono più io, opera d’arte, a doverti raccontare qualcosa ma sei tu, spettatore, a raccontarmi di te”. Una conclusione del percorso espositivo parecchio intensa e di grande impatto sul visitatore, direi.

Mostra notevole, insomma, allestita con ottima logica e dotata di apparati critici (esposti coi pannelli lungo il percorso della mostra e attraverso l’audioguida in dotazione ai visitatori direttamente dalla voce di Luca Beatrice) interessanti ed esaurienti. Note di merito alla scelta di allestire le sale con rivestimenti neri, per far risaltare nel modo migliore i possenti cromatismi delle tele, e negli spazi di movimento per il pubblico, finalmente non angusti come in altri eventi espositivi qui a Palazzo Reale; nota di demerito (parziale, diciamo, dacché non così invalidante ma purtroppo reiterata, visto altri casi passati) per alcune illuminazioni, non del tutto riuscite e, in un paio di casi, con i faretti guasti, cosa che a meno di un mese dall’inaugurazione e durante una giornata prevedibilmente affollata di visitatori non è il massimo, ecco.
La mostra continuerà fino al 16 Febbraio 2014. Credo sia una gran bella occasione di conoscere uno dei movimenti fondamentali per l’arte moderna e contemporanea, nonché un gruppo di artisti che così – geniali, profondi e al contempo inquieti, folli ovvero nel complesso autenticamente rivoluzionari – non ce ne sono più molti in giro. Banale dirlo, ma tant’é.
Cliccate QUI per visitare il sito web ufficiale sulla mostra e conoscerne ogni altro dettaglio.
(P.S.: il video è courtesy Artribune.tv)

Quando in cantina si conservano bene anche i libri. Susegana, “Libri in Cantina” 2013: un report dall’edizione appena conclusa

E’ stata la prima volta per me a Libri in Cantina – la mostra nazionale della piccola e media editoria di Susegana, giunta quest’anno alla 11a edizione – complice il debutto del mio nuovo libro Lucerna, il cuore della Svizzera pubblicato da Historica nella collana Cahier di Viaggio, al cui stand sono stato presente per l’intera giornata di domenica 6. Come al solito, quando ho l’occasione di visitare logo_LIC-201_medium2eventi del genere, mi piace “viverli” pienamente, conoscerli più approfonditamente, valutarne sul campo la qualità e l’efficacia anche grazie al contatto diretto con chi li anima, ovvero gli editori, gli autori e i lettori. Se seguite anche occasionalmente il blog sapete bene quanto sia sempre attento alla realtà dell’editoria indipendente – e certamente non solo per un diretto interesse personale – quindi ogni piccolo o grande evento grazie al quale possa cogliere, per così dire, lo stato dell’arte del settore dal punto di vista sia editoriale che letterario, oltre che lo stato di salute dello stesso, è per me importante e, se non ho altro di così improrogabile da fare, inevitabile.
Voglio da subito rimarcare come Libri in Cantina sia stata veramente una piacevole sorpresa. Organizzata impeccabilmente dal punto di vista logistico – numerosi e ampi parcheggi con bus navetta gratuiti, buona ristorazione, dettagli curati (il sacchetto in plastica atto a infilarci l’ombrello evitando che sgoccioli tra gli stand) – in una splendida location che, indubbiamente, da sola fa già molto per suscitare una notevole attrattiva verso i potenziali visitatori, è risultata anche parecchio affollata nonostante la giornata tipicamente autunnale – grigia, piovosa, di certo non così invitante per farsi una passeggiata nel bellissimo parco del Castello di San Salvatore, dove appunto si è svolta la mostra. Segno di una rinomanza consolidata, quanto meno in zona, e riconoscimento di una risaputa qualità dell’evento, risultati che a tanti visitatori hanno fatto superare l’impiccio della pioggia, come detto, e che senza dubbio pochi eventi del genere possono vantare e ancor più consolidare nel tempo.
Considerando poi i tempi grami che viviamo, con la spesa per la “cultura di base”, ovvero per l’acquisto di qualche libro da leggere, sempre più contratta, e non dimenticando mai di stare (ahinoi!) in un paese il cui analfabetismo culturale assume contorni sempre più drammatici e deleteri, mi è parso di cogliere una pacata soddisfazione, tra gli editori, in tema di vendite negli stand: nulla per cui stappare bottiglie di champagne esultando a squarciagola, certo, ma per molti un buon incoraggiamento a continuare nella missione editoriale intrapresa attraverso il campo minato del mercato editoriale contemporaneo. Perché alla fine, molto banalmente e materialmente, quello conta: da sempre vado dicendo che la letteratura di qualità oggi si trova molto di più nei cataloghi dei piccoli editori piuttosto che Susegana-20131006-00142_smallin quelli dei grandi, blasonati e celebrati, ma se non si vendono i libri nemmeno l’editore più appassionato e/o stoico riesce a stare in piedi – e ciò è ancor più irritante constatando, appunto, il successo di certi titoli-spazzatura messi sul mercato dai grandi editori e imposti con tutti i bercianti megafoni mediatici del caso, che la gente compra meccanicamente ovvero perché, a momenti, se li ritrova persino come omaggio nei fustini di detersivo per bucato!
Due soli “nei” devo rilevare, riguardo alla mostra di Susegana: il primo, segnalatomi da alcuni editori, è una certa “debolezza” della promozione sui media, ovvero la mancanza di una maggiore e auspicabile intraprendenza dell’ufficio stampa della mostra che, forse, avrebbe ancor meglio diffuso la conoscenza dell’evento. Il secondo, l’assenza nel programma di qualche appuntamento letterario “forte” – il “classico” autore di successo, ad esempio, capace di attirare curiosi che ovviamente possono ben diventare compratori di libri e futuri fedeli visitatori della mostra. Non è certo un neo, invece, l’evidenza che buona parte degli editori presenti fossero indigeni, ergo dotati di cataloghi e opere di interesse soprattutto regionale: ci mancherebbe, anzi, ottima cosa quella di prestare un occhio di riguardo all’editoria locale! Historica Edizioni era invero tra i pochi espositori provenienti da fuori regione e con un catalogo di interesse generale (al di là degli editori di libri per l’infanzia, sempre numerosi: d’altro canto l’editoria per ragazzi è al solito l’unica a vendere “bene”, oggi!), e una maggiore popolarità della mostra presso gli editori di tutta Italia credo aggiungerebbe ulteriore prestigio e qualità all’evento, oltre che naturalmente ampliarne la conoscenza in un ambito molto più vasto e “redditizio”.
Tuttavia, lo ribadisco ancora, Libri in Cantina mi è parso entrare di diritto tra i migliori eventi dedicati alla piccola e media editoria a livello nazionale. Non posso che augurarmi che con tempo cresca sempre di più, consolidando la propria buona fama e diventando – in particolare per il Nord Est ma non solo, appunto – una fiera di riferimento, un ottimo veicolo promozionale per l’intero panorama editoriale indipendente nazionale e, perché no, un bell’esempio per certi altri eventi i quali, nonostante buoni propositi e apparenze, lasciano ancora troppo a desiderare.

Ci vediamo domenica a LIBRI IN CANTINA, presso lo stand di Historica, con “Lucerna, il cuore della Svizzera”!

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Cliccate sul logo per visitare il sito web della mostra, oppure sulle copertine qui sotto per saperne di più sul mio nuovo libro, che debutta ufficialmente in pubblico a Susegana e che a breve raggiungerà tutte le librerie italiane – nella realtà e sul web!
Per ogni altra informazione, contattate Historica Edizioni: info@historicaweb.com – oppure scrivetemi, naturalmente!
Ci vediamo domenica, se potrete, oppure in libreria!
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Susegana, 6 Ottobre: a LIBRI IN CANTINA 2013 la prima assoluta di “Lucerna, il cuore della Svizzera”

Il prossimo 5 e 6 Ottobre si svolgerà a Susegana, Treviso, nella splendida cornice del Castello di San Salvatore, Libri in Cantina 2013, mostra nazionale della piccola e media editoria tra le più apprezzate e rinomate, giunta in un crescente successo di pubblico alla 11a edizione. Un successo che peraltro è certamente agevolato dal fatto di svolgersi in una delle zone di produzione di alcuni dei migliori vini italiani: e infatti il nome non è casuale e nemmeno meramente pittoresco, visto che la mostra permette di unire la passione per la lettura all’interesse enologico, permettendo di visitare le cantine della zona tra degustazioni e letture a tema.
Domenica 6, dalle ore 10.00 nella Sala delle Armi del Castello, presso lo stand di Historica Edizioni, vi sarà la prima uscita e prima presentazione ufficiale di Lucerna, il cuore della Svizzera, il mio nuovo libro edito nella collana dei “Cahier di Viaggio” diretta da Francesca Mazzucato.
Mi troverete allo stand di Historica pronto e orgoglioso di “accompagnarvi” sulle pagine del libro per le vie di Lucerna, la città della luce, un luogo sorprendente e affascinante come pochi altri, una città piccola eppure grande, grandissima, che forse conoscete di nome ma non nei fatti, e che vi farò visitare in un modo certamente diverso dal solito – nella tradizione dei “Cahier di Viaggio” di Historica – attraverso un racconto “urbano” che è al contempo guida, saggio, romanzo, diario, confessione, rivelazione… e forse anche di più. Ma lascio che sia il libro stesso a presentarsi…:

Un libro che, come la città di cui narra, mi auguro potrà allettarvi e conquistarvi – anche per il suo prezzo assolutamente abbordabile: solo 5 Euro!

Mi preme anche di spendere due parole su Libri in Cantina, la mostra di Susegana, un evento che come (pochi) altri in Italia rende perfettamente l’idea della notevole qualità letteraria proposta dalle case editrici indipendenti nazionali, piccole e medie realtà che ancora riescono a portare avanti progetti editoriali di alto livello che invece troppo spesso i grandi editori hanno messo da parte per privilegiare titoli da megastore, nei quali la quantità ha ormai del tutto soppresso la qualità e il valore letterario.

Con Libri in Cantina, e con il prezioso ausilio “estetico” dei bellissimi saloni del Palazzo Odoardo, all’interno del medievale Castello di San Salvatore, più di 80 piccole e medie case editrici nazionali presentano la loro produzione, originale ed indipendente, promuovono le novità editoriali, definiscono programmi e strategie per continuare ad essere protagoniste del mercato culturale.
Organizzata dall’Amministrazione Comunale di Susegana, in accordo di programma con la Regione del Veneto, con la contribuzione e il patrocinio della Provincia di Treviso, la Mostra Nazionale della Piccola e Media Editoria Libri in Cantina è stata pensata nel 2003, anno della prima, pionieristica edizione, per dar modo anche agli editori poco visibili in libreria di mostrare e promuovere i propri libri. Alla mostra dei libri è affiancata, come elemento integrante, una serie di presentazioni mirate, di laboratori, di dimostrazioni e di eventi collegati. Anche quest’anno si è voluto uniformare l’evento sotto un tema di fondo: “Ah, la lettera… “, un modo di dire per riprendere la forma elementare della comunicazione. Ci saranno letture ad alta voce di lettere famose in letteratura; brani di libri al cui interno sono nascoste delle lettere; giochi a sorpresa e cacce al tesoro durante le quali sarà proposto di scrivere una lettera e consegnarla. Fra gli ospiti ci saranno il giornalista Gian Antonio Stella, Lucia Vastano, il free climber Manolo, il poeta Alfonso Lentini e gli scrittori Lucia Tancredi, Paolo Malaguti, Alessandro Marzo Magno e Andrea Molesini. E ancora: una mostra con tutte le lettere scritte dagli studenti delle scuole di Susegana e Conegliano che andranno a formare un muro di parole e di messaggi nella piazza del Municipio. In Cantina Collalto, infine, si susseguiranno delle visite guidate alle antiche cantine con degustazioni a tema, tra letteratura e cibo, con letture e assaggi sfiziosi.
Potete visitare il sito web di Libri in Cantina cliccando sui link o sulle immagini fotografiche lì sopra, così da avere ogni informazione utile sulla mostra.

Dunque, ci vediamo Domenica 6 a Susegana, allo stand di Historica Edizioni, con Lucerna, il cuore della Svizzera! Oppure, se non potrete visitare la mostra, ci troverete (il libro ed io) in tutte le librerie!

E’ on line il numero 111 – Agosto 2013 di InfoBergamo.it

cop_InfoBergamo_ago2013Puntuale come ogni mese e immune da qualsiasi “rilassamento” estivo, ecco a voi il numero 111Agosto 2013 di InfoBergamo.it, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione diretto (magistralmente, come sempre) da Graziano Paolo Vavassori, ovvero la più diffusa e letta web-rivista di genesi orobica (fin dal nome, appunto!), ma di respiro, spirito e interessi assolutamente nazionali, se non di più! Forte di un pubblico di lettori folto e costante – per il numero dello scorso Luglio sono stati 81.000! – InfoBergamo.it si presenta con questo nuovo numero come sempre ricchissimo di contenuti di alto livello e di assai varia e assortita tematica, tra cultura, politica, società, arte, musica, libri, motori e molto altro, con approfondimenti mirati a fornire ai lettori non soltanto della preziosa informazione ma anche degli strumenti di azione diretta, per così dire, in ambito sociale – che poi dovrebbe essere una delle funzioni peculiari della stampa e dei media, di qualsiasi tipo e diffusione. Come accennavo poco sopra, l’occhio di riguardo alla realtà bergamasca è inevitabile, vista la “cittadinanza” del mensile, tuttavia non c’è articolo in esso che non possieda un respiro ben più ampio, dunque un interesse che qualsiasi lettore può facilmente riscontrare e sfruttare comunque e dovunque: questo è certamente uno dei maggiori punti di forza di InfoBergamo.it, nonché uno dei motivi principali per quei notevolissimi numeri relativi ai lettori mensili, che sarebbero un sogno pure per testate ben più celebrate!
Per quanto mi riguarda, per questo numero 111 mi sono preso una piccola pausa, ma è già in redazione l’articolo per il prossimo numero di Settembre, così da ricominciare in modo sempre più gagliardo l’esplorazione del mondo della letteratura e dell’editoria, ovvero dei temi che abitualmente tratto per InfoBergamo.it. Ma certo, lo ribadisco, anche quest’ultimo numero 111 del mensile è assolutamente ricco di articoli interessanti e intriganti, dunque non mi resta che invitarvi alla lettura – cliccate sulla copertina lì sopra per accedere al sommario – , magari pure a usufruire di tutte le altre cose offerte dal sito web, e con me l’appuntamento è per i primi giorni di Settembre con l’uscita del numero 112!
Dunque, in un modo o nell’altro, buona lettura!