Per le gare di sci sul ghiacciaio tra Zermatt e Cervinia c’è più indignazione che neve

Anche in Svizzera si stanno rendendo conto che, pur di mandare in scena il prossimo novembre le gare della Coppa del Mondo di Sci sul Ghiacciaio del Teodulo, tra Zermatt e Cervinia, si sta letteralmente seviziando il ghiacciaio, proprio come denotavo in alcuni miei post pubblicati qui sul blog.

Così scrive “Tio.ch” citando il notiziario on line “20 Minuten” (dal quale vengono anche le immagini che vedete lì sopra, ©Sébastien Anex; negli articoli delle testate svizzere ne potete vedere altre) tra i cui lettori monta sempre più l’indignazione:

Manca meno di un mese alle due discese libere maschili di Zermatt/ Cervinia, previste per l’11 e il 12 novembre.
Non si conosce, al momento, con esattezza il percorso della gara. Però, le ruspe sono al lavoro sul Teodulo perché i due terzi del tracciato dovrebbero essere collocati nella zona del ghiacciaio. E, a questo proposito, si sono accumulate diverse domande proprio sull’attività degli escavatori: secondo alcuni, confortati nella loro convinzione dalle foto e dai video girati in queste ore, gli escavatori si sarebbero spinti oltre il perimetro concordato col Comune, andando a spaccare il ghiaccio perfino in aree protette.
Interpellata in merito, la commissione cantonale per l’edilizia ha risposto che, qualora dovessero risultare degli ampliamenti della pista non previsti, si aprirà una procedura di verifica e, in caso, sanzionatoria. Il Comune, invece, preferisce non fornire alcuna risposta.

Chiedo nuovamente, come già fatto nei miei precedenti post: che senso ha organizzare gare del genere? È giusto, secondo voi, anteporre il marketing e gli aspetti economici alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, tanto più che si ha a che fare con un luogo estremamente fragile e in grande sofferenza per i cambiamenti climatici in corso? E come fanno, gli organizzatori di eventi del genere, a non porsi dubbi al riguardo e, se lo fanno, a pensare (evidentemente) che vada tutto bene?

Una (augurabile) coperta di neve sul ghiacciaio seviziato

[Plateau Rosa, 10 ottobre 2023. Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra.]
«Sino a metà ottobre abbiamo bisogno di 3-4 notti fredde e di precipitazioni nevose sul ghiacciaio. Uno scenario meteorologico che in autunno, a quote superiori ai 3’000 metri, è assolutamente realistico. Siamo fiduciosi che gli appuntamenti della prima edizione della “Matterhorn Cervino Speed Opening” possano regolarmente svolgersi secondo i piani previsti». Così affermava di questi tempi lo scorso anno Franz Julen, Presidente del Comitato Organizzatore delle gare di Coppa del Mondo di Sci a Plateau Rosa e sul ghiacciaio della Ventina, tra Zermatt e Cervinia.

Gare annullate per la mancanza delle condizioni climatiche e ambientali in loco, tra scarsità di neve, temperature troppo alte, pioggia. Probabilmente ve ne ricorderete.

Quest’anno ci riprovano: e mi auguro di tutto cuore che le gare si possano svolgere su neve naturale e con temperature consone al luogo e alla quota. Già, me lo auguro proprio, piuttosto di assistere alle sevizie quotidiane inferte al ghiacciaio per cercare di allestire il tracciato di gara, soprattutto con la pratica del trasferire la neve presente sul ghiaccio ove non ve ne sia lungo la pista, così togliendo la protezione nivale dalla massa glaciale e accelerandone la fusione – che pure in questo periodo sta drammaticamente continuando: basta constatare le temperature nelle immagini che vedete qui.

[Plateau Rosa, 11 ottobre 2023. Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra. Entrambe sono tratte da qui: cervinia.panomax.com,]
In ogni caso, ammettendo pure che tornino condizioni adeguate alla stagione e allo svolgimento delle gare, la domanda fondamentale resta assolutamente inalterata: che senso ha organizzare gare del genere? E di seguito un’altra parimenti fondamentale: è giusto, secondo voi, anteporre il marketing e gli aspetti economici alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, tanto più che si ha a che fare con un luogo estremamente fragile e in grande sofferenza per i cambiamenti climatici in corso?

Secondo me no, per nulla. Sono convinto che la Federazione Internazionale dello Sci potrebbe pensare a mille altre possibili gare di pari portata d’immagine promozionale e di marketing senza devastare la superficie di un ghiacciaio. E credo che il perseverare in questo evento dimostri una profonda insensibilità verso l’ambiente montano e il disprezzo nei confronti della sua realtà, al contempo applicandovi una visione consumistica il cui unico fine è ricavare tornaconti di vario genere ma realmente nessuno a vantaggio del luogo e di chi lo vive.

La sevizia glaciale del Plateau Rosa…

Intanto al Plateau Rosa, tra Cervinia e Zermatt, il ghiacciaio già in forte sofferenza continua a essere seviziato da ruspe, escavatori, battipista e altri mezzi da cantiere in vista delle gare della Coppa del Mondo di Sci che nuovamente la FIS quest’anno, tra poco più di un mese, tenta di realizzare lassù dopo il fallimento climatico (e d’immagine) dello scorso anno, quando la scarsità di neve e le temperature troppo alte ne causarono l’annullamento. Ciò nel mentre che i bollettini meteo segnalano che nei prossimi giorni sul Piccolo Cervino/Klein Matterhorn, punto culminante del comprensorio sciistico di Cervinia-Zermatt a quasi 3900 m di quota, nemmeno di notte il termometro scenderà sotto gli 0° e dunque non vi sarà rigelo ma ancora fusione della neve presente sul ghiacciaio. A ottobre inoltrato, già.

Ha senso secondo voi tutto ciò? Che bisogno c’è di organizzare una gara del genere in un contesto ambientale così delicato e sofferente? Le ricadute promozionali dell’evento valgono l’alterazione della superficie glaciale e gli scavi – anche profondi, come si vede nell’immagine di oggi (5 ottobre) alle ore 10.00 tratta da questa webcam – del manto nevoso residuo sul ghiacciaio? Si può considerare veramente sostenibile un evento di questo tipo – come ovviamente assicura il marketing che lo sta spingendo?