Se piove come in un Monet

[Claude Monet, “La pioggia”, 1886-87, olio su tela, collezione privata.]
A volte, piove così bene e con la pioggia tutto così bene si bagna e si lustra, illuminandosi e riprendendo colore o assumendone di così vividi, che a uscire con l’ombrello sembra quasi una cosa brutta, da maleducati, negligenti o da menefreghisti, già.

Tutto intorno è bagnato, le strade gli alberi le siepi i prati le pietre le case gli animali l’aria… e noi no? Almeno un po’ di quella bella pioggia noi non ce la prendiamo, e senza che ci sia alcun bisogno di lamentarsi? Va bene, se è in corso un gran nubifragio no, ma se invece la pioggia cade così bene che sembra di essere in un quadro di Monet

Ma, forse, sono “di parte”, per così dire. Nel senso che non sopporto gli ombrelli e, in certi casi, come le persone li utilizzano, ecco.

A galla o a fondo

[Foto di 024-657-834 da Pixabay.]
Con tutto il dovuto rispetto, eh, ma ci sono certe persone, in circolazione, che se fossero gettate in acqua pur senza saper nuotare non potrebbero mai affogare. Sono così tremendamente superficiali che è impossibile che vadano a fondo!

Tuttavia non è che laggiù sul fondo non vi sia nessuno, anzi. Perché vi sono in giro certe altre persone talmente ma talmente pesanti che, invece, a galla non potrebbero restare nemmeno per un attimo.

È la cronaca ordinaria di chi “naviga” sul mare della vita quotidiana, d’altronde. Che ci siano pandemici virus in circolazione oppure no, già.

 

Intanto, a Venezia…

[Immagine tratta da qui.]
E ci ricorderemo poi anche di questo?

Oppure, quando l’emergenza sarà passata e lasciata alle spalle il più rapidamente possibile per fuggire dalla morsa della sua drammaticità, penseremo a queste acque dei canali veneziani così limpide come a una “imprevista”, “gradita”, “bizzarra” casualità, come qualcosa di inopinato perché “fuori dalla norma”, magari mentre godremo della piacevole ombra generata dalla mole d’una gigantesca nave da crociera in transito nel Bacino di San Marco – sì, quelle che da lustri si dice che non debbano più entrare nei canali cittadini e invece continuano a farlo senza alcun problema?

Uomini e api

Quando leggo notizie del genere, peraltro assai frequenti negli ultimi anni (cliccate sull’immagine per leggerla e vedere il video), e a prescindere da fake quotes parecchio diffuse, mi viene sempre da pensare a una cosa assai banale tanto quanto evidente: che in un mondo senza più api tutti gli ecosistemi, dei quali fa parte anche l’uomo, subirebbero danni ingenti e profondi; in un mondo senza più l’uomo gli ecosistemi, dei quali anche le api fanno parte, non affronterebbero grandi alterazioni, godendo anzi di notevoli benefici.

E la questione “api” è solo una delle tante similari, inutile rimarcarlo.

Quindi: o l’uomo ritrova la necessaria armonia col mondo che abita insieme a tutte le altre creature viventi, oppure dovrà subire una sorte alquanto nefasta, suo malgrado o meno. Non ci sono ulteriori alternative.

La pioggia

(Immagine tratta da https://pixabay.com/it/.)

Ribadisco (dacché l’ho già detto altre volte, qui): trovo che la pioggia sia bellissima.
Niente affatto triste, malinconica, deprimente – sono cose che può pensare solo chi le genera e le ha già nell’animo, a prescindere dalle condizioni meteo – e giammai fastidiosa, se non per le mammolette.
Lo è, bellissima, perché dopo tornerà il sereno e, quando di sereno ne ha fatto fin troppo, è bello vedere che si mette a piovere. D’altro canto, il ritorno del cielo sereno è ancor più gradevole dopo la pioggia, no?
Ecco.