La neve, quando ricopre il paesaggio, non è solo bella, divertente, suggestiva, affascinante. La neve “serve” anche per obbligarci a riscaldare il nostro corpo e così magari riscaldando pure il cuore e l’animo, perché troppo spesso il “freddo” che sentiamo non viene da fuori ma da dentro. In fondo è come dicevano (nemmeno troppo metaforicamente) i nostri vecchi, «Sotto la pioggia la fame, sotto la neve il pane»: ciò che in principio raffredda poi permette di produrre calore, cose buone e fruttuose, “cibo” per il corpo ma anche, appunto, per il cuore e l’animo, scacciando da essi qualsiasi gelo per infondervi bontà. Infatti, in tema di motti della saggezza popolare, si dice pure «buono come il pane», no? Ecco, cerchio chiuso.
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Sì, le pietre parlano, e raccontano storie affascinanti… questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!
Questa sera, 17 dicembre duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 6a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata “Dovremmo tutti quanti parlare di più coi sassi”!
Siamo abituati a osservare il mondo che ci circonda guardandoci intorno oppure sopra di noi, cercando ci comprendere ciò che vediamo e di ricavarne nozioni e narrazioni. Più raramente invece ci viene di guardare sotto di noi, quello che c’è ai nostri piedi: eppure, al di là dell’ovvia constatazione che senza ciò che abbiamo sotto i piedi non avremmo nulla di quello che c’è intorno e sopra, noi viviamo e ci muoviamo su un vero e proprio libro fatto di rocce, pietre, minerali le cui pagine possono raccontarci storie protese nello spazio e nel tempo rivelandoci moltissimo del mondo che abbiamo intorno, inclusi alcuni buoni motivi per i quali noi siamo ciò che siamo. Lo strumento che ci permette di leggere questo nostro grande libro è la geologia, una disciplina relativamente poco conosciuta eppure assolutamente affascinante e, appunto, assai importante per capire meglio il territorio in cui viviamo nonché per permetterci di viverci al meglio e con maggior sicurezza: in fondo, si può tranquillamente affermare che senza la geologia buona parte delle cose che utilizziamo nella nostra quotidianità non potrebbero esistere…
In questa puntata di RADIO THULE andremo dunque alla scoperta della geologia, dei suoi affascinanti aspetti scientifici e delle tante ricadute pratiche con un prestigioso ospite, ovviamente geologo: Nicola Pigazzini. Sarà lui a spiegarci come possiamo “parlare” con i sassi – e fare pure in modo che essi ci rispondano svelandoci i loro segreti!
Quindi mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 14 gennaio, ore 21.00, la prossima puntata (e la prima del 2019) di RADIO THULE! Stay tuned!
Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
– www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
– http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
– Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!
Le pietre possono “parlare”? A RADIO THULE sì, lunedì 17/12 su RCI Radio!
Ci sono cose inopinatamente in grado di raccontare innumerevoli affascinanti storie sul mondo in cui viviamo, ma che parlano solo quando si ha la volontà e la capacità di “ascoltarle”. Sono cose spesso presenti ovunque, a volte persino indispensabili alla nostra stessa presenza. Le pietre, i sassi, le rocce, ad esempio: un vero e proprio libro litico vecchio di millenni sul quale viviamo, che possiamo “leggere” grazie a una disciplina scientifica relativamente poco conosciuta eppure fondamentale: la geologia. Andremo alla sua scoperta (e pure alla scoperta del territorio che abbiamo intorno a noi o, meglio, sotto di noi) nella prossima puntata di RADIO THULE, lunedì prossimo 17 dicembre alle ore 21 su RCI Radio, grazie a un prestigioso ospite… Save the date & stay tuned!
Quei “pii sciacalli” in Thailandia
Ricordate il post di martedì scorso con quella domanda (che ovviamente supponevo di natura retorica) su quanto tempo sarebbe passato prima che dalla vicenda del salvataggio dei ragazzi dalla grotta in Thailandia ne fosse tratto un film, un TV-movie, un serial, una docufiction o che altro?
Ecco, la risposta è già arrivata. Altro che mesi o settimane, come proponevo – peraltro ben sapendo di sbagliare in eccesso:
La rivista di cinema Variety dice che la casa cinematografica Pure Flix Entertainment, specializzata in film di orientamento cristiano e per famiglie, sta cercando di ottenere i diritti per fare un film sull’operazione di salvataggio. Michael Scott, dirigente della società, vive in Thailandia per lunghi periodi e dice di aver assistito e aiutato durante le operazioni, e che sua moglie era cresciuta con Saman Kunan, il sommozzatore morto giovedì scorso durante i preparativi per l’estrazione.
(Da questo articolo de Il Post).
“Film di orientamento cristiano”. Ecco, amen!
Beh, quanto meno ora non abbiamo solo la risposta alla mia suddetta domanda ma sappiamo pure l’orientamento confessionale degli “sciacalli” di turno. Prevedibile, d’altronde.
Sia chiaro, mi auguro di sbagliare e di essere fin troppo sarcastico sulla vicenda. Non che non possano mai essere lecite narrazioni di questo tipo: ovvio che dipenda molto da come siano svolte e con quali fini (culturali o meno). Ma da un fatto che ha ricevuto una copertura mediatica globale e in real time come raramente è avvenuto prima, con tanto di cronache ora per ora, continui live dal luogo degli accadimenti, analisi tecniche e scientifiche di ogni sorta e quant’altro, il dubbio che ne venga tratta la solita bieca e ipocrita spettacolarizzazione commercial-cinematografica assai utile a fare soldi da parte di chi la realizza sulle spalle di tutti i coinvolti nella vicenda stessa è assolutamente forte. Almeno per quanto mi riguarda.
Ah, ma tanto il denaro è del diavolo lo sterco, no? Mica di altri!
P.S.: per la cronaca, la situazione “potenziali sciacallaggi mediatici” è comunque in progress, vedi qui.
Thailandia, scommesse aperte
Ok, ora che per fortuna laggiù in Thailandia tutto è finito per il meglio, si accettano scommesse su quanto (poco) tempo passerà prima che dalla vicenda ne venga tratto un film, un TV-movie, un serial, una docufiction o che altro.
Anni? Mesi? O forse settimane?
P.S.: l’infografica nell’immagine è tratta dal sito dell’ANSA, qui.