Perché partecipare agli incontri di “VALMALEGGO 2024” con libri e autori nei rifugi della Valmalenco?
Ecco dieci buoni motivi (scelti tra i quattromilacinquecentosettantanove altri citabili) per rispondere a tale domanda:
Perché sì.
Perché i libri e gli autori presenti nei vari incontri sono veramente super.
Perché presentare libri e autori in rifugi a 2000 e più metri di quota è tanto insolito quanto intrigante e coinvolgente.
Perché i rifugi che ospitano gli incontri sono tra i più belli e accoglienti delle Alpi lombarde.
Perché i luoghi ove sono ubicati i rifugi del punto 4 sono tra i più belli e affascinanti delle Alpi Lombarde.
Perché nei rifugi del punto 4 ubicati nei luoghi del punto 5, oltre a tutto il resto, si mangia pure benissimo.
Perché i rifugi del punto 4 ubicati nei luoghi del punto 5 ove si mangia come da punto 6 si raggiungono con camminate facili su sentieri assolutamente agevoli, che peraltro vi faranno apprezzare ancora più il suddetto punto 6.
Perché lunedì 5 agosto al Rifugio Gerli-Porro vi saranno due persone che è sempre bello sentir parlare (di montagna, in primis) come Marina Morpurgo e Michele Comi a presentare un libro quanto mai consono, Montagne, l’atlante geomontano illustrato per bambini e ragazzi (che però solitamente lo leggono dopo che i genitori hanno finito di leggerselo ché glielo rubano, per quanto è bello) edito da Topipittori.
Perché stare in montagna ci fa sentire bene, e leggere libri in montagna ci fa stare benissimo.
Perché ciascun incontro vi regalerà un’esperienza divertente e interessante come poche altre, che vi ricorderete a lungo.
Ah, come vedete sulla locandina (cliccateci sopra per scaricarla in un formato grande e leggibile), il 5 agosto al Rifugio Gerli-Porri a presentare Montagne di Topipittori con Marina Morpurgo e Michele Comi ci sono anche io. E se ci sarete pure voi, sappiate che sarete ricompensati. Sul serio, non scherzo!
Dunque, ci vediamo lunedì 5 agosto in Valmalenco! Non mancate!
(Questo post fa parte della serie “Cartoline dalle montagne“; le altre le trovate qui.)
[Foto di Piermanuele Sberni su Unsplash.]Parlando di grandi montagne italiane, ce n’è una che può e deve assolutamente essere annoverata tale in tutti i sensi ma della quale ci si dimentica spesso, forse perché non viene ritenuta una “montagna” nel senso classico del termine. È l’Etna, che in effetti è un vulcano (uno stratovulcano complesso, per l’esattezza), e i vulcani sono montagne, solo che non hanno (ancora) un “tappo” sulla loro sommità: lo spiega bene Montagne, l’atlante geomontano pubblicato di recente che ho curato per l’editore Topipittori.
D’altro canto l’Etna svetta a 3357 metri di quota, di gran lunga la sommità italiana più elevata a sud delle Alpi. È persino cresciuta in altitudine, negli ultimi decenni: rispetto all’inizio del Novecento la sua quota è variata più volte e addirittura dai primi rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia relativi alle eruzioni dello scorso giugno la sua altitudine sarebbe aumentata di 107 metri in meno di un mese, anche grazie a una nuova vetta massima creatasi dai recenti accumuli di lava. Inoltre l’Etna ha una prominenza ben maggiore di moltissime grandi (e alte) vette alpine: elevandosi il corpo della montagna direttamente dal livello del mare, è pari alla sua altezza, dunque 3357 metri – che per il momento resta la quota “ufficiale”. Fate conto che il Cervino, la vetta apparentemente più slanciata delle Alpi (e non solo), ha una prominenza di “soli” 1040 metri.
[L’Etna troneggia alle spalle di Catania. Foto di Samir Kharrat su Unsplash.]Che l’Etna sia una montagna vera lo sanno per primi i siciliani stessi, che infatti la chiamano semplicemente ‘a muntagna, “la montagna” per antonomasia della loro terra. Lo sapevano pure i loro antenati, che coniarono l’altro nome in uso Mongibello (Mons Gibel), oronimo che deriverebbe dall’unione del latino Mons e dell’arabo Jebel, termini che significano entrambi “monte” (gli arabi lo chiamavano Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya, che significa “montagna somma della Sicilia”): come a voler rimarcare che l’Etna non è solo una “vera” montagna ma è due volte monte, alla “doppia potenza”, per segnalarne l’imponenza e la maestosità ben maggiori di una vetta “normale”. Peraltro questa interpretazione curiosamente trova una conferma anche nella geologia dell’Etna, che effettivamente è una “doppia montagna”, composta da un vulcano a scudo sul quale si è sovrapposto uno stratovulcano. Di contro c’è da denotare che secondo altri studiosi il nome Mongibello deriva da Mulciber (qui ignem mulcet), uno degli epiteti con cui i latini chiamavano il dio Vulcano.
[Scorci etnei che sembrano alpini – se non fosse per la lava!]Invece “Etna”, il suo nome principale, che origine ha? Be’, anche per il grande vulcano siciliano l’origine del toponimo aleggia nell’incertezza. L’ipotesi più citata è che il nome Etna risalga alla pronuncia del toponimo greco antico Aitna (Aἴτνα-ας), nome che fu anche attribuito alle città di Katane (antico nome di Catania) e Inessa, scomparsa e tutt’oggi di localizzazione sconosciuta; in effetti “aitna”, deriva dalla parola greca aitho (bruciare) o dalla quella fenicia attano (fornace), comunque qualcosa che ha a che fare con il fuoco. In età romana il nome greco Aitna divenne Aetna, formalizzandosi sostanzialmente nel toponimo attuale.
Che l’Etna sia una montagna vera e importante, peraltro, non lo si deduce solo dalla geografia o dalla toponomastica locale, ma anche dalla sua influenza su quelle di altri luoghi sparsi nel mondo. Ad esempio negli Stati Uniti esistono ben 32 località denominate “Etna” o “Aetna” in 28 stati diversi: una diffusione di certo dovuta anche alla cospicua immigrazione siciliana negli USA. Di contro una città chiamata Etna c’è anche in Australia, nel Queensland, inoltre non mancano altre montagne alle quali è stato dato lo stesso toponimo: nello stesso Queensland così come in California e in Nevada. C’è pure un’isola di Etna al largo della Penisola Antartica, così denominata perché agli scopritori ricordò la forma del monte, e il nome è presente persino nello spazio grazie all’asteroide 11249 Etna, posto nella fascia principale tra le orbite di Marte e Giove.
[Scialpinismo sull’Etna lungo la Valle del Bove. Foto di Ruggero Arena, tratta da www.outdoortest.com.]Insomma, l’Etna è un vulcano che è montagna come e per certi versi più di molte altre. Anche se in verità, bisogna precisarlo, non esistono montagne di serie “A” e montagne di serie “B”, e anche una piccola sommità può rappresentare la vetta più importante per chi vi si senta particolarmente legato. Come disse Walter Bonatti, «Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi» e ciò vale che siano alte poche centinaia di metri oppure migliaia, come parimenti il valore di chi le sale non è tanto e non solo quello alpinistico ma, innanzitutto, quello umano. Non solo l’altezza, la prominenza, l’imponenza dà sostanza alla definizione di “montagna” ma anche la relazione culturale che noi possiamo intessere con essa. Dunque, da questo punto di vista e per quanto avete letto fino a qui, l’Etna è assolutamente montagna, una grande montagna da considerare, conoscere, amare.
P.S.: alcune delle informazioni sull’Etna che avete letto le ho tratte dal sito web https://ilvulcanico.it.
Il vero grande evento dell’estate 2024 non è di certo il concerto di Taylor Swift a Milano o la Biennale di Arte a Venezia e tanto meno le Olimpiadi di Parigi! Macché: è VALMALEGGO, la rassegna letteraria che tutti i lunedì dal 15 luglio fino al 19 agostoporterà libri e autori di gran pregio nei rifugi della Valmalenco.
E converrete fin d’ora con me che con un nome della rassegna così geniale e delle location tanto spettacolari, oltre al prestigio degli autori e dei loro libri, partecipare agli incontri è e sarà qualcosa di inevitabile!
Inopinatamente – ma è merito del libro, ovvio! – ci sarò anche io: lunedì 5 agosto alle 14.30 al Rifugio Gerli-Porro, sopra Chiareggio e sotto (quasi) il celebre Ghiacciaio del Ventina, avrò il raro privilegio di presentare tra le magnifiche montagne che sovrastano il rifugio Montagne, l’atlante geomontano pubblicato da Topipittori del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana. Privilegio che da raro diventa unico grazie a chi mi affiancherà nella chiacchierata intorno al libro: Marina Morpurgoe Michele Comi, garanzia di conversazioni interessanti, illuminanti, appassionanti e divertenti.
Ma ogni appuntamento di VALMALEGGO offre stimoli e suggestioni affascinanti, grazie ai libri, ai loro autori, a chi li presenterà e ai contesti meravigliosi che la Valmalenco sa offrire: goderne la bellezza scoprendo narrazioni letterarie tutte diverse e ciascuna speciale sarà ancora più bello, ne sono certo.
Dunque segnatevi date e appuntamenti e, se potete, non mancate. Ci sarà di che divertirsi!
Voglio ringraziare di cuore chiunque abbia contribuito a rendere la presentazione di Montagne (Topipittori) svoltasi ieri sera presso la libreria Spazio Libri La Cornice di Cantù così bella e piacevole come è stata (seppur troppo breve come sono sempre le cose belle, appunto). Innanzi tutto Valentina, la libraria: per l’accoglienza calorosa, per aver condotto con briosa bravura la chiacchierata e per gestire un luogo di quelli che, quando li scopro, il mondo sembra un po’ più bello; Maria Grazia Filpa, che ha donato alle nostre chiacchiere tutta la competenza e la passione del suo lavoro di Accompagnatrice di Media Montagna (e di vagabonda dei monti in generale); Giovanna Zoboli e Paolo Canton, senza dubbio i migliori editori del mondo – ieri sera sicuramente (e comunque chi non è d’accordo ha l’onere della prova contraria); infine il pubblico presente, che ci ha onorato della sua presenza e attenzione fino alla fine nonostante il caldo feroce che ieri faceva di Cantù una pentola con l’acqua in ebollizione e noi le rane dentro. Ah, grazie anche al gatto-librario, del quale non ricordo il nome, che da buon gatto gironzolava sornione facendo finta di disinteressarsi ai nostri dialoghi ma si capiva che invece ci stava ascoltando… e a Simona Proserpio, che ha fatto le foto del collage lì sopra.
Chiunque voglia saperne di più su “Montagne” – un libro che, essendo pubblicato dai migliori editori del mondo (almeno ieri sera, a Cantù), è certamente tra i più bei libri mai pubblicati (anche al di fuori di Cantù) – può dare un occhio qui.
Grazie ancora a tutti e alla prossima (al cui riguardo ne saprete a breve!)
Ve lo già detto e ora ve lo ribadisco: Cantù è un’amena città dell’alta Brianza al cospetto delle montagne più elevate, spettacolari e famose della Terra.
No, non sono impazzito! Solo che, a differenza di quanto starete pensando, non è la città a essere “circondata” dalle montagne ma il contrario.
Come può essere possibile? Semplice: basta che le montagne più elevate, spettacolari e famose della Terra siano “dentro” un libro – e che libro! È MONTAGNE, il sorprendente atlante edito da Topipittori e illustrato dalla grande disegnatrice Regina Giménez, del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana, che avrò il privilegio di presentare a Cantù, allo Spazio Libri La Cornice, giovedì prossimo 11 luglio alle ore 18.30. Insieme a me ci saranno gli editori Giovanna Zoboli e Paolo Canton nonché Maria Grazia Filpa, accompagnatrice di media montagna. E ci sarà pure un altro bellissimo libro edito da Topipittori sul quale chiacchiereremo: Rimanere sul sentiero.
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Già, perché MONTAGNE è un libro che veramente accompagna – in ogni senso possa avere il termine – lungo i sentieri (e oltre) i suoi lettori nell’esplorazione e alla scoperta delle più importanti montagne del nostro pianeta, sovente tanto celeberrime quanto poco conosciute e anche per questo estremamente affascinanti. D’altro canto le montagne sono ovunque, anche dove abitualmente si pensa che non vi siano solo perché restano nascoste. In fondo anche un luogo come Cantù non si trova in montagna “solo” per convenzione geografica, visto che la quota delle terre emerse, non a caso definite tali, la misuriamo dal livello del mare in su. Se invece dovessimo misurarle includendo la superficie terrestre coperta dalle acque dei mari e degli oceani, be’, Cantù si trova a ben 4163 metri di quota!
Vi aspetto (aspettiamo) questa sera a Cantù, dunque, con un’infinità di altre storie affascinanti che la geografia delle (e di) MONTAGNE sa raccontare. Vedrete: sarà un incontro parecchio divertente e, mi auguro, interessante.