Perdere tempo

[Foto di Rafael Javier da Pixabay. Cliccateci sopra per scoprire una cosa al riguardo.]
Credetemi: c’è veramente in giro troppa gente – quella che possiamo tranquillamente definire “le persone normali” – che troppe volte, giorno dopo giorno, si occupa, impegna e perde tempo in piccole e banali cose e per questo tralascia, ignora, non si capacita e non si impegna affatto nelle cose veramente importanti – tali per se stessa, per la propria quotidianità e, inevitabilmente, per l’intero mondo che ha intorno. Cose che, se perseguite con buon senso, possono determinare un effetto virtuoso e benefico, piccolo o grande che sia, a differenza delle prime che invece non portano mai a niente e da nessuna parte, sterili girotondi attorno al nulla.

Anche per tale motivo, io credo, in quelle persone “normalità” fa rima con mediocrità: e non è solo una questione di identità consonantica e vocalica. Di contro, la somma di tante singole mediocrità non può che produrre un risultato di generale, collettiva meschinità – qui invece proprio per una questione aritmetica, già: “matematica sociologica” potremmo definirla. In forza della quale le “persone normali” inevitabilmente diventano meri numeri di un bieco calcolo. Esattamente come si usa dire in queste circostanze, guarda caso.

 

Il topo da biblioteca

Carl Spitzweg, Der Bücherwurm (“Il topo da biblioteca”), 1850 circa.

Di questo suggestivo quadro del celebre artista biedermeier tedesco ne esistono tre versioni: una è al Georg Schäfer Museum di Schweinfurt, in Germania, una è in possesso di un privato e la terza, lì sopra riprodotta, si trova alla Central Library di Milwaukee (USA).

Ma tutto questo soprattutto per dire che è un’opera nella quale mi ci ritrovo parecchio, devo ammetterlo, e scommetto che ciò vale anche per molti di voi. Sono un “topo” per la cui cattura, in questo caso, non servono trappole di chissà qual tipo e nessun pezzo di formaggio, basta una pila anche piccola di buoni libri da poter sfogliare e leggere seduta stante.

Le nostre strade sono pericolose!

Assurdo!
Questa mattina, mentre in auto mi recavo in ufficio, un topo enorme mi ha attraversato la strada! Grosso almeno così!
Cacchio quant’era enorme!
E, porcaccia di una miseria… Non era sulle strisce pedonali!
L’ho evitato per un niente!
Umpff!

Accidenti, la pericolosità delle nostre città sta diventando un problema veramente serio, ormai! Se poi nemmeno quelli che le abitano osservano le più elementari norme della sicurezza stradale… Eccheccavolo!