Scuola chiusa per cialtronaggine

Inoltre, se posso dire, anche questa cosa del chiudere le scuole per “maltempo”, nemmeno dovessero arrivare spaventose tempeste polari, cicloni tropicali o chissà quali altri cataclismi meteo ma solo perché potrebbe nevicare – eh, tu guarda, nevicare a dicembre! Ma che roba assurda! – la trovo una vera e propria cialtronata.

Oggi le scuole sono chiuse a Roma e Napoli, ad esempio. Ecco, infatti guardate un po’, cliccando li sopra, quale terribile nevicata stia avvenendo a Roma. Metri e metri di neve al suolo, freddo artico, ghiaccio ovunque… eh già!

Una cialtronata, ribadisco.

La scuola è un servizio pubblico di importanza educativa, culturale e sociale fondamentale che deve restare sempre aperta, quando lo debba essere, anche e soprattutto in momenti “difficili” che poi tali non sono quasi mai. Arrivasse in aula un solo alunno, magari perché abita da parte alla scuola e della meteo non gli importa granché mentre gli importa di dover e voler studiare, la scuola avrebbe assolto il suo imprescindibile compito. Tutto il resto sono fregnacce, proprio come dicono a Roma. Punto.

(L’immagine della webcam tratta da skylinewebcams.com.)

Se torna la paura di mettersi in viaggio

Da “Il Secolo XIX” dello scorso 30 novembre, alcune interessanti riflessioni di genesi letteraria in tema di paure antiche, superate e rinnovate nella pratica del viaggiare di Emanuela E. Abbadessa, scrittrice assai raffinata e dallo sguardo sempre sagace anche quando abbia a narrare del nostro “ordinario” mondo quotidiano. Un mondo la cui cronaca registra inopinate ma a volte inevitabili “rivalse” di quelle paure sulle nostre (apparentemente) acquisite sicurezze quotidiane, come sta accadendo con la questione dei viadotti autostradali crollati in modo più o meno tragico e della mancanza di cura di certe infrastrutture d’uso pubblico e comune. Una casistica sconcertante proprio in forza della sua ripetitività, a fronte di manufatti come le strade e le autostrade che dovrebbero rappresentare l’eccellenza riguardo a solidità costruttiva e sorveglianza della sicurezza di chi li utilizza.

Cliccate sull’immagine per leggerla in un formato più grande.

Record?!

(Immagine tratta dal web.)

Sera, verso il tramonto, torno a casa, strada di montagna tutta a curve. Vedo che l’auto davanti a me, rallenta, poi accelera, poi rallenta, sbanda un poco, si sposta in mezzo alla carreggiata, fa le curve “a pezzi”, nei tornanti finisce sull’altra corsia, intanto dietro alla mia si sono accodate altre due auto. Lì per lì penso a qualcuno che non sia troppo abituato alla guida su strade di montagna, poi noto nitidamente riflesso sia sul parabrezza che nello specchietto retrovisore il brillio dello schermo di uno smartphone – dai colori che intravedo suppongo una pagina di Facebook.

Be’, credo che la mia esplosione di imprecazioni susseguente al più incazzato colpo di clacson che abbia mai generato sia stata da primato del mondo, o comunque papabile a un tale titolo.
Peccato non avessi in auto con me un giudice del Guinness World Record, maledizione! Di quell’eventuale titolo ne sarei andato f-i-e-r-i-s-s-i-m-o.
Ecco.

P.S.: ovviamente mi sono appuntato la targa dell’auto. Se mi capiterà di riscontrare di nuovo un tale comportamento, non esiterò a cagionare a chi la guida tutte le conseguenze possibili, chiunque ella/egli sia. Certa gente se lo merita, senza alcuna attenuante (sempre che le conseguenze non se le cagioni da sola, come ci vorrebbe). Questione di senso civico: o lo si difende ogni volta che è in pericolo, da parte di noi comuni cittadini, o non se ne esce più dal dominio della maleducazione e dell’inciviltà. Già.

Un appello

“Egregi” automobilisti che per vostre fortunate congiunture della vita (buon per voi!) avete i soldi e ci tenete a farlo sapere pubblicamente, tra le altre cose, acquistando enormi SUV e girando con essi per strade sulle quali, incidentalmente, sto passando pure io: o li sapete guidare, questi vostri megaSUV, anche lungo carreggiate non sempre ampie e rettilinee o in spazi a volte esigui, oppure fate così: acquistate una Panda, la ricoprite d’oro zecchino e girate con quella, così che la vostra bramata manifestazione d’opulenza è ben soddisfatta e al contempo non ostacolate la circolazione degli altri mezzi! Cribbio!

Un equivoco

Non so voi, ma io credo che, alla fine, sia tutto frutto di un banale equivoco: si lavora 340 giorni all’anno e si fanno 20/25 giorni di ferie, magari anche meno, invece era “340 giorni di ferie e 20/25 di lavoro”. Mi sa che sta qui il problema, forse.
Ecco.