Duman a Milan se parla milanès!

Domani, 15 settembre, è la Giornata del Dialetto Milanese (la seconda, peraltro, dopo quella dello scorso anno) e personalmente trovo questo evento assolutamente meraviglioso, da replicare ovunque anche più volte all’anno, ciascuno con la propria lingua o dialetto.
Come scrisse Emil Cioran, “Non si abita un paese, si abita una lingua. Una patria è questo, e niente altro” ed è verissimo: ben poche cose sanno manifestare l’identità culturale delle persone come gli idiomi parlati, e in modo giammai divisivo dacché le lingue dividono solo le persone che non vogliono imparare a comprenderle. Salvaguardarle attivamente, ovvero senza lasciare che si folclorizzino banalmente o che si musealizzino (circostanze che le porterebbero rapidamente alla dimenticanza definitiva), significa preservare una parte importante della storia delle persone che le parlano; propugnarne l’uso, anche limitato ma costante, a fianco della principale lingua parlata, è una necessità che ogni cultura avanzata dovrebbe rendere punto fermo nelle relazioni sociali tra le persone che vi fanno parte. E, in fondo, un marcatore identitario così profondamente culturale come una lingua o un dialetto, riconosciuto nelle sue virtù e per questo salvaguardato come elemento vitale necessario per una comunità sociale, può ben aiutare a identificare heimat che nulla hanno di nazionalista e tutto hanno di umanista, e che niente altro di viceversa divisivo abbisognano per formularsi e caratterizzarsi. Per dirla con Cioran, sono “patrie” immateriali totalmente aperte al mondo ma altrettanto consapevoli della propria identità culturale: la condizione più consona per essere in armonia col mondo contemporaneo ed evitare di venire corrotti dalle sue più bieche storture.

P.S.: qui potete leggere un interessante approfondimento sulla lingua lombarda tratto dal sito web del Comitato per la Salvaguadia dei Patrimoni Linguistici.

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INTERVALLO – Milano, Biblioteca Chiesa Rossa

chiesa-rossa2Nell’ex stalla di una tipica cascina lombarda del Seicento è stata inaugurata nel 2004 la nuova sede di uno dei più bei luoghi pubblici di Milano dedicati ai libri e alla lettura, la Biblioteca Chiesa Rossa. La ristrutturazione ha recuperato l’architettura originaria in modo da creare una sospensione tra interno ed esterno grazie alle ampie vetrate sul parco che la circonda e ai portici coperti che ben si prestano, nella bella stagione, alla lettura e allo studio come alle varie manifestazioni culturali proposte. Gli scaffali in alluminio e legno e gli arredi moderni e colorati che la completano, creano un mix d’effetto tra tradizione e modernità.

chiesa-rossa3chiesa-rossa1chiesa-rossa4La collocazione della Biblioteca in un ambiente ex rurale, oggi contiguo al Parco Agricolo Sud Milano, connota la struttura di una spiccata sensibilità per questo particolare contesto. Ogni anno a maggio diventa così la sede di un convegno socio-gastronomico che intreccia la riflessione sul cibo e sul linguaggio per rafforzare la coscienza alimentare e culturale dei consumatori.
Cliccate sulle immagini per visitare le pagine web della biblioteca nel sito del Comune di Milano.